Avete mai assaggiato qualche bevanda all’aceto? Sappiamo tutti ormai che esistono vari tipi di aceto che si possono utilizzare in cucina: ma oggi andiamo oltre scoprendo delle bevande. Non si tratta di mescolare semplicemente l’aceto all’acqua ma di veri e propri drink ai sapori più diversi frutta, spezie, erbe…. Molte marche americane hanno lanciato le loro linee di bevande proprio quest’anno. Ma non vengono comprate e bevute solo dai singoli, i drink sono approdati persino nei menù dei ristoranti. Ovviamente conosciamo l’aceto di sidro di mele, molto popolare e molto salutare perché contiene vitamina C, aiuta il sistema cardiovascolare, la digestione e rafforza il sistema immunitario. Potrete farvi anche un infuso di tè miele e aceto di mele è una ricetta molto semplice ideale per l’inverno ma questa bevanda si può anche consumare fredda durane l’estate. Non dovrete fare altro che preparare del tè, aggiungere nella tazza due cucchiaini di miele e 2 di aceto di mele.Si può sorseggiare al mattino ma anche in qualsiasi momento della giornata, quando lo desiderate e a vostro piacere. Secondo studi recenti, tutti gli aceti sono utili per il nostro benessere. Ovviamente se aggiungiamo erbe benefiche, allora l’effetto “sano” è moltiplicato alcune contengono anche degli integratori. Prima di comprare e bere una bevanda all’aceto occorre leggere bene l’etichetta. La nutrizionista Chloe Elgar ha spiegato “Quando guardate l’elenco degli ingredienti dovete stare attenti ai tre principali: la frutta, il dolcificante e l’aceto“. Invece dello zucchero è meglio scegliere bevande che utilizzano dolcificanti alternativi come miele e sciroppo d’acero. E il gusto? Elgar dice di scegliere il sapore basato sulle personali esigenze di salute.
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Fiori da mangiare
L’uso in cucina dei fiori risale a migliaia di anni fa, dalla civiltà cinese a quella romana alla greca. Molte culture usano queste meraviglie della natura nelle loro ricette tradizionali, pensiamo ai fiori di zucca utilizzati da noi italiani o ai petali di rosa nelle preparazioni indiane. Aggiungere fiori nei nostri piatti può essere un buon metodo per dare colore, sapore e fantasia. Alcuni sono speziati, altri erbacei, altri fragranti ecc. Spesso vengono utilizzati in insalate, tè, o come guarnizione soprattutto di dessert o nei cocktail, ma l’uso creativo non ha limiti. Per quanto possano avere un aspetto amabile, mangiare fiori potrebbe essere… mortale! Niente panico, però bisogna adottare alcune precauzioni nel consumarli in perfetta sicurezza. Ecco alcune raccomandazioni: mangia fiori che sai essere commestibili, nel dubbio consulta un libro specializzato a riguardo, mangia fiori che hai coltivato tu stesso. Quelli che provengono dal fiorista sono trattati con agenti chimici e pesticidi, dopotutto sono venduti come ornamento per finire in un vaso non in un piatto, non utilizzare fiori colti per strada o nei giardini pubblici. Anche questi molto probabilmente sono stati trattati con sostanze per noi tossiche mangia solo i petali: rimuovi pistilli e i gambi, se soffri di allergie, utilizza i fiori in cucina gradualmente. Ecco alcuni suggerimenti: Allium Tutti fiori della famiglia dell’allium (porri, erba cipollina, aglio…) sono edibili e gustosi! Anzi, ogni parte di queste piante è commestibile Basilico – I fiori di questa pianta sono disponibili in una varietà di colori, dal bianco al rosa al blu. Il sapore è simile alle foglie, ma più debole Borragine – Di una bella tonalità blu, il fiore sa di cetriolo! Calendula – Da utilizzare in cucina assolutamente. Il gusto è piccante, sapido, pepato. Il colore dorato aggiunge un tocco di lusso a qualsiasi piatto Camomilla – Ricorda la margherita. I fiori hanno un sapore dolce e vengono spesso utilizzati negli infusi. Ma l’aroma è da sfruttare anche per le vostre ricette. Gelsomino – Questi fiori super fragranti vengono utilizzati nel te, ma si possono usare anche nei dolci
Un tè caldo contro l’afa
Ci si può rinfrescare bevendo un tè caldo? Molti lo sostengono, facendo l’esempio delle popolazioni che vivono nel deserto, come i Tuareg e i Berberi, che consumano infusi bollenti anche nelle ore più calde della giornata. Ma le esperienze riportate da chi ci prova nelle nostre infuocate realtà sono assai più contrastanti. Uno studio scientifico può forse aiutare a mettere fine alla controversia. La risposta dei ricercatori è sì, una bevanda calda è in grado di farci provare un po’ di sollievo, ma solo in certe circostanze, quando cioè il sudore in più causato dalla bevanda bollente può svanire. In parole povere, è stato verificato che quando si manda giù un tè caldo, il risultato è una minore quantità di calore accumulata dal corpo. La spiegazione è semplice: la funzione del sudore è proprio quella di far scendere la temperatura del corpo, e se questo avviene il risultato netto è di sentirsi più freschi. Ma per avere la sensazione di “fresco” il sudore deve essere in grado di evaporare dalla pelle. Se questo non avviene, se la giornata è molto calda ma anche umida, se uno è troppo vestito, allora il sudore non evapora, e la bevanda calda non fa altro che aggiungere calore a calore. In altri termini, se un tè bollente nel deserto può essere una buona idea, probabilmente non lo è in questi giorni a Milano, a Firenze o a Roma.
Matrimonio originale tra tè e pasticcini
Ricordare un matrimonio deve essere una emozione forte, sia per chi lo ha vissuto in prima persona sia per chi ha semplicemente partecipato a questa giornata praticamente perfetta. Ma come si riesce a “far passare la mente dalle parti del cuore” in modo elegante ed originale? Un modo è preferire al classico ricevimento di nozze un Tea Party: idea dalle origini British, perfetta per chi si sposa nel primo pomeriggio e ha pochi invitati. Gli ingredienti giusti per organizzare un Tea Party sono: tè di tutti i tipi, pasticcini, torte, teiere pregiate e un giardino dove poter degustare tutte le leccornie.Il primo passo da fare è individuare una location che abbia uno spazio all’aperto, non troppo grande, ma con tante piante e fiori colorati così da trasmettere gioia e serenità. Il periodo ideale è l’estate dove possiamo godere di lunghe giornate. Il secondo passo è selezionare tanti tipi di tea in foglia, cercando gusti particolari e raffinati su siti online o negozi specializzati. Molto buoni sono quelli provenienti dalla Cina, come il tea bianco, considerato prezioso. Ideale è lasciarli liberi in infusione utilizzando la tazza Zhong cinese, o se non si possiede anche in tazze di vetro e porcellana. Una volta scelti i gusti bisogna comporre il puzzle e acquistare tutto ciò che occorre per servirlo, quindi filtri monouso, etichette e contenitori per i vostri tè per consentire così ai vostri ospiti di divertirsi creando il personale gusto perfetto anche combinando due o tre foglie di sapori diversi. Non devono mancare i dolcificanti, come zollette di zucchero, miele e latte. Fondamentale è la scelta delle teiere e tazzine da tè. Se preferite i tè cinesi ricercate prodotti di qualità e molto originali. Se invece lo stile che si vuole dare è quello british, recuperate set di tazzine, rigorosamente non abbinate tra loro, da zie, nonne e parenti, e date un tocco vintage alle vostre nozze, che renderà tutto più magico. Dulcis in fundo: non esiste tè senza il suo pasticcino. Largo quindi a torte artigianali, crostate, biscotti e pasticcini e se volete dare un tocco più glamour e raffinato al vostro ricevimento aggiungete tanti cupcake e macarons coloratissimi.
Prezioso….tè
Ci sono certamente bevande pregiate che costano decisamente care. Ma poche raggiungono i prezzi di un particolare tè, il Da Hong Pao, per una tazza del quale bisogna sborsare oltre 10.000 euro.Un singolo grammo del pregiatissimo tè costa infatti oltre 1.400 euro A spingere verso l’alto il prezzo della bevanda sarebbe innanzi tutto la rarità delle foglie utilizzate: si tratta infatti di una antica varietà di tè che cresce sulle montagne Wuyi, nella Provincia cinese di Fujian, che cresce solo selvatica e non è possibile coltivare.Ma è anche la lavorazione a rendere tanto prezioso questo tè: quando una pianta viene trovata, viene accudita per un certo periodo lavando le foglie con latte di capra, e una volta raccolte le foglie queste vengono cotte e lasciate a essiccare per lunghi periodi, che possono raggiungere addirittura gli 80 anni.Se le versioni “originali” del pregiato tè raggiungono prezzi spropositati, sono in commercio anche versioni “low cost” del Da Hong Pao, dove vengono usate piante di tè dello stesso tipo ma cresciute in luoghi leggermente diversi, e soprattutto non sottoposte al lungo invecchiamento. “Low cost” per modo di dire, in ogni caso: una tazza costa comunque intorno ai 250 euro.
1400 Euro per una tazza di tè
Ci sono certamente bevande pregiate che costano decisamente care. Ma poche raggiungono i prezzi di un particolare tè, il Da Hong Pao, per una tazza del quale bisogna sborsare 970 euro. Un singolo grammo del pregiatissimo tè costa infatti oltre 1.400 euro, quasi 30 volte quello che vale la stessa quantità di oro.A spingere verso l’alto il prezzo della bevanda sarebbe la rarità delle foglie utilizzate: si tratta infatti di una varietà di tè che cresce sulle montagne Wuyi, nella Provincia cinese di Fujian, e cresce solo selvatica e non è possibile coltivarla, tanto che i cercatori di questa pianta hanno un particolare religioso per chiedere l’aiuto degli dèi per trovarla, dato che la sua rarità richiede un grosso colpo di fortuna.Ma è anche la lavorazione a rendere tanto prezioso questo tè: quando una pianta viene trovata, viene accudita per un certo periodo lavando le foglie con latte di capra, e una volta raccolte le foglie queste vengono cotte e lasciate a essiccare per lunghi periodi, che possono raggiungere addirittura gli 80 anni.La tradizione cinese attribuisce al Da Hong Pao capacità curative quasi miracolose. Lo stesso nome è legato ad una leggenda “Da Hong Pao” infatti significa “Il grande abito rosso”, tale abito sarebbe stato fatto “indossare” alle piante da un imperatore della dinastia Ming, come celebrazione del fatto che la madre malata era guarita dopo avere bevuto una tazza del miracoloso tè.Se le versioni “originali” del pregiato tè raggiungono prezzi spropositati, sono in commercio anche versioni “low cost” del Da Hong Pao, dove vengono usate piante di tè dello stesso tipo ma cresciute in luoghi leggermente diversi, e soprattutto non sottoposte al lungo invecchiamento. “Low cost” per modo di dire, in ogni caso: una tazza costa comunque intorno ai 250 euro