Cibi anti freddo

Possiamo definire cibi anti-freddo gli alimenti che ci arrivano in aiuto quando il termometro scende all’impazzata, la temperatura corporea si abbassa, l’organismo perde calore più rapidamente e viene intaccata l’energia accumulata fino a quel momento. Con l’alimentazione giusta, infatti, possiamo evitare gli squilibri termici interni, conservarci “al caldo” e schivare perfino i soliti malanni di stagione. “Non è necessario aumentare dosi e porzioni: l’importante è preferire con cura cosa consumare» spiega Luca Piretta, nutrizionista. «Anche in questo caso, l’ esempio da seguire è quello mediterraneo: spaziare tra frutta, verdura, cereali, pesce, carne, uova e formaggi consente di mantenere un buono stato di salute quando siamo attaccati da diversi agenti esterni e di creare una flora batterica intestinale differenziata, in grado di far lavorare meglio il nostro sistema immunitario» Inoltre l’idratazione è importantissima anche se in inverno non percepiamo lo stimolo della sete. Se facciamo fatica a bere un litro e mezzo d’acqua al giorno che orientativamente è il quantitativo consigliato, possiamo ovviare al problema preparando tisane e caldi, in grado di scaldarci e idratarci nel modo giusto. Il consiglio? Una bevanda allo zenzero aiuta la digestione e apre le vie respiratorie, mentre il tè verde è ricco di antiossidanti che fanno scendere i livelli di infiammazione.

Non mangiate la neve…

A molti sembrerà strano, per altri è una cosa normale, ma c’è chi mangia la neve. E non solo “asciutta”, ma anche accompagnata da miele, sciroppi, marmellate o altre dolci leccornie che la rendono gustosa come una granita. Meglio resistere alla tentazione di mettere in bocca una manciata di neve, ma se proprio non riusciti servitivi fiocchi appena caduti: più passa il tempo, più la neve viene contaminata da microrganismi e dallo sporco, soprattutto in città dove l’inquinamento è maggiore. A sostenerlo è uno studio dell’ università romena, che ha analizzato la neve raccolta in un parco e in una rotonda stradale. L’esperimento ha dimostrato che la neve delle prime 12 ore è relativamente pulita con “soli” cinque batteri per millimetro mentre dopo due giorni si contaminava e il numero dei batteri quadruplicava. Come una spugna. Che l’aria sporchi la neve, lo ha confermato anche uno studio di un paio di anni fa dove si affermava che la neve in città è simile a una spugna: assorbe tutti gli agenti inquinanti e tossici presenti nell’aria. La sostanza più pericolosa è il benzene, contenuto nella benzina, nel greggio e nel fumo di sigaretta: questa composto chimico, secondo L’OMS interferisce con le funzioni cellulari e può causare anemia, leucemia e altri disturbi. La neve però assorbe dall’aria anche il toluene un additivo della benzina e lo xilene un derivato del benzene, il primo danneggia il sistema nervoso centrale, mentre il secondo causa disturbi neurologici, difficoltà respiratorie e insufficienza renale.

Un salto in Giappone per arredare

Abbiamo a volte parlato di come la filosofia Zen sia il filo conduttore per l’arredamento della casa in stile giapponese. I giardini, le piante e tutto ciò che è naturale sono essenziali per ricreare uno spazio rilassante, dove poter scaricare le tensioni accumulate durante la giornata. Dedicare un angolo  al  Giappone è molto semplice e con questi consigli è possibile avere una zona orientale a casa propria senza stravolgere del tutto l’arredamento, la soluzione più adatta infatti  è il complemento d’arredo! Iniziamo parlando dei Noren, tende tipiche decorate con gli ideogrammi giapponesi. Queste vengono utilizzate come insegne di negozi e ristoranti, ma sono indicate anche come separé per gli ambienti o come semplici arazzi. Come già detto sopra , è molto importante avere in una stanza dedicata al Giappone una buona dose di elementi naturali. A tal proposito possiamo farci ispirare dall’arte Ikebana. Quest’arte antica sta proprio nel creare con foglie, fiori ed erbe delle caratteristiche composizioni. Continuiamo parlando dell’arte del Tè, Cha no yu è una delle arti Zen più conosciute.  E’ una cerimonia  molto complessa ed è svolta in stili diversi ed in forme diverse. I giapponesi per questo rituale preparano delle vere e proprie stanze, a noi basterà semplicemente un kit che ricordi questa usanza magari esposto vicino ad un bonsai o ad una composizione ikebana! Un’altra arte è il Kōdō l’arte di apprezzare l’incenso, meno famosa della cerimonia del . E’ basata sull’ ascolto delle fragranze, dove le note odorose sprigionate dai legni aromatici bruciati compongono sinfonie olfattive, oggetto di suggestione, contemplazione e gioco. Scegliete la vostra fragranza preferita ed il gioco è fatto!

Le bevande pre-sonno

Alcuni dei nostri  organi del nostro corpo hanno bisogno di una pulizia giornaliera, anche grazie a bevande che in un modo o nell’altro possono aiutarci a stare meglio. Ci sono bevande che devono essere assunte la sera, così che tossine e batteri accumulati nel corpo durante il giorno si possano eliminare durante la notte. Ecco qualche ricetta naturale per un fegato pulito e sano. Camomilla: bevanda facile da preparare. Basta far bollire dell’acqua in pentola, toglierla dal fuoco e aggiungere un cucchiaio di fiori di camomilla. Fate riposare per qualche minuto, versate il liquido in una tazza e bevetelo. L’infuso di camomilla ci fa dormire, fa rilassare il cervello, ha proprietà antiossidanti, pulisce il tratto intestinali, il fegato e promuove lo smaltimento delle tossine dal corpo. al limone: fate bollire un limone con un po’ di acqua in una pentola, togliendo prima la buccia. Fate bollire per 5 minuti, togliete la pentola dalla fiamma e bevete il rimedio mezz’ora prima di andare a dormire. Il al limone è ricco di vitamina C, antiossidanti, minerali. Svolge un  azione diuretica, elimina grassi, tossine, batteri. Acqua di zenzero e limone: tagliate una fetta di zenzero e mettetela in pentola con mezzo limone e acqua, facendo bollire per 10 minuti. Bevete la soluzione per tre settimane prima di andare a dormire per migliorare il sistema immunitario, il metabolismo, la digestione. alla menta: versate due cucchiai di foglie di menta in una pentola d’acqua e fate bollire per 10 minuti, filtrate il liquido e bevetene una tazza. Il rimedio deve essere tiepido o caldo per poter velocizzare il metabolismo ed eliminare i grassi. Bevanda calda con l’avena: bruciate i grassi immergendo la farina d’avena per 7 ore in acqua, filtrate e aggiungete un cucchiaio di cannella e dell’acqua calda. Bevete questa tisana prima di andare a dormire.

Ad ogni angolo di casa la propria fragranza.

Spray aggressivi o profumi troppo invadenti spesso rovinano l’atmosfera fresca e piacevole della nostra casa. Ma allora come scegliere le soluzioni migliori? Ecco qualche consiglio per scegliere le fragranze adatte a voi! Le stanze più in evidenza e spesso più giudicate della casa sono certamente il soggiorno che accoglie gli ospiti ed il bagno. Queste zone andranno invase con profumazioni delicate, dolci e/o fruttati. Per il soggiorno ad esempio può andar bene una fragranza alla vaniglia e nel bagno un aroma agli agrumi. In entrambe i casi spray o diffusori troppo forti non vanno bene, sono più adatte delle candele o dei diffusori naturali agli oli essenziali. Altra stanza particolarmente complicata da mantenere profumata è la cucina. In questa zona infatti si mescolano diversi odori, buoni e meno buoni. In cucina si uniscono profumi di spezie agli odori di cucinato. Anche in questo caso, come nel bagno, si consigliano profumazioni a base di essenze agli agrumi. Questi profumi sono i più adatti per togliere i cattivi odori. Nel caso in cui le essenze agrumate non sono di vostro gradimento potete sostituirle con profumazioni al the verde, o alle spezie come rosmarino o menta. La camera da letto è il vostro regno anche per quanto riguarda le profumazioni. In questo caso infatti la scelta appartiene solo a voi. Ma per rendere il vostro sonno più efficace e riposante sarebbe più utile ricorrere a profumi floreali tenui e delicati. Ad esempio potete usare candele o oli essenziali al giglio o al gelsomino. Sono sconsigliate le profumazioni più forti o troppo miste poiché a lungo termine potrebbero nauseare, impedendo anche un riposo corretto. Inoltre non bisogna invadere troppo la camera con il profumo: diffusori troppo invadenti non vanno bene. Resta comunque indubbio che la camera andrà arieggiata per qualche ora, dando anche alle essenze modo di rinvigorire e non ristagnare.

Cappuccini supercolorati e super apprezzati

Un ottimo cappuccino, con una crema setosa e priva di bolle, magari decorato con un “tulip” o una “rosetta” in latte art, è sicuramente uno dei punti di forza sul quale puntare se si vuole costruire una caffetteria di successo. Ma come ampliare la nostra offerta stuzzicando la curiosità o venendo incontro alle richieste e i bisogni dei nostri clienti Se dei cappuccini preparati con latte di Soya, Mandorla, Avena, senza lattosio sono sicuramente alternative interessanti al latte vaccino che possono catturare una fascia di clientela che punta alla qualità delle bevande con un occhio alla linea e ad eventuali intolleranze, l’utilizzo di coloranti alimentari quelli che vengono usati per colorare la pasta di zucchero per il cake design può catturare l’attenzione di un’altra fetta di clientela più giovane e “social”, ma anche dei bambini. Naturalmente dei latte colorati, tendenza food sempre più presente sui social. Possiamo dire che, in un certo senso, il precursore sia stato il latte di unicorno, che ha conquistato i palati dei newyorkesi. Da lì al diffondersi di altre varianti colorate, il passo è stato breve. Tra i latte colorati più belli troviamo quello al carbone vegetale, quello verde al the matcha, la versione viola a base di patate viola, il particolare latte alla curcuma e ultimo  ma non meno importante il latte blu al the matcha.E’ possibile colorare il cappuccino con ingredienti naturali creando delle ricette sane, genuine e piacevoli sia alla vista che al palato.

Il bubble tea

Qual è quella bevanda che ha le bolle, ma non è frizzante? Certamente gli appassionati di Oriente e gli instagrammers avranno indovinato. Stiamo parlando del Bubble Tea, una specialità di Taiwan che sta spopolando a Milano. È una bevanda particolarmente dolce composta da una base, che può essere di nero, verde, caffè, o latte, cui si uniscono aromi, sfere di tapioca, jelly e/o popping bubbles di vari gusti, che può essere bevuta sia calda, sia fredda.Mentre tè, caffè e latte li conosciamo già tutti, gli altri ingredienti sono piuttosto insoliti. La tapioca si ottiene dalla pianta di manioca, molto diffusa nel Sud America e si presenta in sfere che una volta cotte divengono lucide e gommose, dalla consistenza particolare e dal sapore neutro.Le popping bubbles invece sono delle sfere a base vegetale che vengono riempite con il succo di diversi frutti e che scoppiano in bocca diffondendo il loro sapore. Entrambe le sfere, quelle di tapioca e le popping, sono anche chiamate “boba”.Infine troviamo le jelly che, a differenza di quanto si possa pensare, non sono cubetti di gelatina che altrimenti si scioglierebbero in una bevanda calda, bensì sono a base di acqua di cocco, che viene aromatizzata per crearne di tanti sapori e colori, oltre a restare gradevolmente consistente sotto i denti.Come avrete capito, le combinazioni del bubble tea sono infinite ed è una bevanda gradevole tutto l’anno. In questo periodo, ad esempio si può bere del verde caldo con latte e menta, tapioca e jelly al tè verde, o ancora del latte caldo al taro, una radice di origine polinesiana che sa di biscotto, con la sola aggiunta delle sfere di tapioca.In estate invece le varianti sono molte di più, perché gli aromi alla frutta stanno benissimo con i tè freddi, e si può anche scegliere tra le tante popping bubbles che si scioglierebbero in un liquido caldo. Ovviamente nulla toglie che si possa bere del caffè freddo in inverno e del tè caldo in estate!Il bubble tea piace tantissimo anche agli utenti Instagram, perché è molto bello da vedere: colorato e con le palline nere di tapioca che spuntano sul fondo. Inoltre il bicchiere viene sigillato con una pellicola protettiva e per aprirlo bisognerà bucare la copertura con l’enorme cannuccia che deve permettere anche alle bubble di passare! proprio come per il famoso tè freddo che si beveva da bambini a merenda