Siete sopravvissuti al venerdì 17 ?

Per le persone suscettibili alle superstizioni, venerdì 17 è un giorno decisamente infausto, stabilito anche dalla Smorfia Napoletana Mentre è facile ipotizzare l’origine del venerdì come giorno infausto – Gesù spirò sul Golgota nel venerdì antecedente la Pesach – è il numero a destare la maggiore curiosità. Se già per il più internazionale “13” non mancano differenti interpretazioni dal numero di ospiti dell’ultima cena di Gesù al giorno dell’ordine di arresto dei Cavalieri Templari, passando attraverso la ciclicità degli anni con una fase lunare aggiuntiva e il numero di cicli mestruali annui di una donna, per l’origine delle disgrazie portate dal numero 17 si specula abbondantemente. Tuttavia, poiché secondo la tradizione biblica la famiglia dell’unico arzillo sopravvissuto fu l’unica a scampare al disastro, non si spiega perché il 17 dovrebbe essere un numero infausto: i loro discendenti se la cavarono benissimo, dando origine alla umanità. Tornando alle legioni romane, “17” trascritto in latino è XVII che, anagrammato, suona come il drammatico monito “VIXI”, “vissi”, dal punto di vista dell’etimologia, lo sappiamo, è un po’ come arrampicarsi sugli specchi. Specchi che, si sa, a romperli portano parecchia jella, e non mancano le teorie per cui anche questa tradizione sia di origine romana; stupisce un po’ come si possa rompere uno specchio di bronzo ai loro tempi, quelli in vetro erano merce rarissima, ma si sa che le credenze, come i gatti, sono dure a morire. D’altra parte i gatti, in particolare se neri, sono la peggior maledizione che possa cogliere l’uomo fin dal medioevo, figuriamoci se ci attraversano la strada !

Eclissi di luna

Ad aprire le danze del 2020, insieme alle Quadrantidi, c’è anche la Luna. Stasera 10 gennaio, infatti, il nostro satellite diventerà protagonista assoluto dei nostri cieli con una eclissi di penombra. Uno spettacolo che sarà ben visibile dall’Italia, ma anche dall’Europa, Asia e Africa, e che durerà ben 4 ore circa: infatti, l’eclissi comincerà alle 18:07, per raggiungere il picco alle 20:10 e terminerà alle 22:00.Ma cos’è un’eclissi lunare di penombra? Il fenomeno astronomico si verifica quando il nostro satellite, in fase di piena, transiterà nella parte più esterna del cono d’ombra che la Terra proietta nello Spazio. A differenza di una eclissi totale in cui l’ombra della Terra oscura completamente la Luna, quindi, in questo caso si verificherà solo un offuscamento e la Luna ci apparirà più scura e meno luminosa del solito, in modo però non rispondente in quanto sarà via via più scura all’avvicinarsi del cono d’ombra del nostro pianeta. Tempo permettendo, per ammirare al meglio l’eclissi  di stasera non saranno necessari particolari accorgimenti: l’evento, infatti, sarà osservabile a occhio nudo, meglio se con l’aiuto di binocoli e telescopi, e bisognerà allontanarsi dalle fonti luminose, come quelle della città. Invece, per chi volesse rimanere a casa e godersi l’evento comodamente in poltrona, si potrà seguire la diretta sul sito Virtual Telescope Project, a partire dalle 17:00.Chi, invece, vorrà godersi l’intero spettacolo non perdendo neanche un minuto dovrà puntare lo sguardo a Est verso le 17:00. In quel momento la Luna sorgerà e ci apparirà come una normale Luna piena. Ma poco più di un’ora dopo vedremo cominciare l’eclissi, quando un velo sembrerà coprire la faccia del nostro satellite.

 

Fermatevi e respirate per un’attimo

A volte le tecniche più semplici sono anche le più efficaci.  È il caso della “pratica dei tre respiri“. In condizioni normali, la nostra mente si allontana  e perdiamo del tutto il contatto con il nostro corpo e con il qui e ora. Quando ce ne accorgiamo, possiamo solo arrestarci per qualche istante e fare tre respirazioni, con calma.Tutto qui. L’interessante di questa pratica è la sua facilità: è breve e semplice e la si può ripetere molte volte, nel corso della giornata, a prescindere dall’umore, senza ricorrere a uno sforzo intenso o prolungato. Si può praticare in varie situazioni.  Ogni volta che stai per compiere una certa azione cucinare, recarsi in ufficio, entrare in casa, sederti a tavola per mangiare, andare in giardino, fermati un attimo, e per tre respiri completi riprendi semplicemente il contatto con il tuo corpo e la tua mente.Ogni volta che “riprendi coscienza” per un attimo  cioè che emergi dai pensieri e dalla distrazione formula l’intenzione di restare lì almeno per la durata di tre respiri completi. Porta la cognizione sull’ intera esperienza del momento, comunque essa sia. Se è ad esempio una condizione di impazienza, limitati a sentire la qualità intensa dell’esperienza del momento presente, inclusa l’impazienza, senza volerla cambiare. Abita solo l’esperienza per la durata di tre respiri completi.Ogni volta che ricadi in una delle tue solite abitudini compulsive, come fantasticare, navigare in internet o tenerti molto occupato, vieni a patto con l’io, stabilendo di tornare alla realtà solo per tre respiri, per poi essere disponibile  a riprendere il comportamento abituale. Se ad esempio sei davanti al computer, passando distrattamente da una cosa all’altra e ingannando il tempo con attività compulsive. Se ti “svegli” per un attimo e ti accorgi di cosa stai facendo. Fermati e, per la durata di tre respiri completi, fai piena esperienza della compulsione. È un’esperienza fisica, che comporta un senso di accelerazione e di energia nel corpo. Ma non devi spezzare la compulsione, bensì sentire il disagio che motiva il comportamento compulsivo. Quando ti trovi nel mezzo di un’esperienza dolorosa e angosciosa, vieni a patti con le resistenze dell’io, dicendogli che starete con il disagio solo per la durata di tre respiri, dopodiché potrete decidere a cosa rivolgere l’attenzione. Il “patto” si può rinnovare più volte. Più entriamo volutamente in rapporto con questi attimi di sofferenza, più comprendiamo che rifiutare l’esperienza è più doloroso che sentirla appieno. Questi insegnamenti sono tratti dai monaci del monastero zen di Plum Village.

Attesa e desiderio

Attendere implica una tensione, un aprire verso qualcosa a cui si aspira, ma che non si possiede. È uno stato che se prolungato oltremodo, genera disagio. Eppure, l’attesa è la componente essenziale di numerosi eventi, situazioni, passaggi di vita. Siamo venuti alla luce dopo nove mesi di attesa da parte dei nostri genitori, attendiamo dodici mesi prima di poterci godere nuovamente un’estate in spiaggia, il ritorno dalle vacanze di un amico, o di scartare i regali il giorno di Natale o del compleanno. L’attesa è l’ingrediente essenziale del desiderio, l’ambire a qualcosa di immaginato, fantasticato. Il desiderio, in realtà, è destinato a non essere mai soddisfatto una volta per tutte. Desiderare, nel suo significato, è come l’atto di guardare le stelle, qualcosa che brilla, ma che in realtà ha già concluso la sua esistenza. Da qui il desiderio che tende a qualcosa di parzialmente impossibile da ottenere. Il desiderio ha a che fare con il trascendente, il celestiale, è costituito da un sogno, tendenziale, a cui non si arriva mai del tutto. Il desiderio si riferisce a qualcosa che si conosce, almeno in buona parte: non si può desiderare ciò che non si conosce o non si concepisce. L’oggetto del desiderio, però, in quanto essere concreto, limitato, finito, non può soddisfare qualcosa di infinito, immateriale, come il desiderio.D’altro canto, una insoddisfazione cronica del desiderio sfocia, in buona parte, nell’area del bisogno, una necessità, definita, limitata, impellente, da soddisfare, senza proroghe né sconti.

 

 

Dedicarsi al giardinaggio

Non c’è dubbio con la bella stagione mi ritorna sempre la voglia di dedicare un po’ del mio tempo al giardino e al piccolo orticello dietro casa mia. Mi ritrovo a passare per il lavoro che svolgo gran parte del mio tempo fuori e tra maratone in automobile, e stanze di uffici, poter lavorare qualche ora a contatto con il verde e la propria energia creativa è un lusso che pochi possono permettersi, in virtù di questo mi sono comprata da Ferrini Gift un Kit completo da giardinaggio e ora si inizia !!

Tartine con la ricotta

Avete invitati dell’ultimo momento che vi piacerebbe intrattenere in giardino magari per un aperitivo? Se in casa disponete di ricotta, pane e magari qualche altro ingrediente, come del pesce surgelato, il problema è risolto. La soluzione è data da creme da preparare e spalmare su delle fettine, dischetti di pane comune, in cassetta o da tramezzino, per realizzare, in modo veloce, delle semplici tartine, da decorare magari con piccole fette di melone e, foglie di basilico. Perfette per queste occasioni e per accompagnare un aperitivo informale sono le tartine con crema di ricotta e pepe, erba cipollina, capperi, funghetti sottolio, pomodorini ciliegini, oppure le tartine con gamberetti, al tonno, con le carote e prosciutto cotto. Per una cena più formale sono ideali invece le tartine di ricotta e baccalà, uova di salmone e finocchio selvatico, gamberi e avocado. Basterà frullare gli ingredienti e amalgamarli alla ricotta e la mousse è fatta. Poi va eliminata la crosta dal pane, preservando la mollica da ritagliare a quadrati, dischetti o triangoli. Potete anche servire la crema di ricotta di vari gusti in delle ciotoline, che ciascun invitato può spalmare, secondo i propri gusti, sui pezzetti di pane o cracker. Partite con la preparazione allora di una crema di peperoni. Prendete un peperone, trasferitelo nel frullatore insieme a 200 g di ricotta, un pizzico di sale, di pepe e un cucchiaio di olio extravergine d’oliva. Frullate fino a ottenere una crema liscia e omogenea. Passate ora a una mousse con le zucche. Lessate in pentola a pressione, scolatele trasferitele nel frullatore insieme a 150 g di ricotta e 3 filetti di acciuga. Salate, pepate e versate la mousse su una ciotola. Sbizzarritevi con la fantasia… in estate le verdure vi daranno una grossa mano

Dare priorità alle cose importanti ti fa guadagnare tempo

Iniziamo spesso la giornata con buoni propositi, tanta energia e una lista di cose da fare. Poi, senza che ce ne rendiamo conto, va tutto a rotoli: una riunione improvvisata e andata male, il collega che ha la luna storta e se la prende con noi, la macchina che non parte. E tutto il pensiero positivo finisce sommerso da montagne di faccende da sbrigare, mentre la confusione e l’ansia prendono il sopravvento. Niente panico, è ancora tutto recuperabile. Occorre spostare il focus sulla propria energia e canalizzarla nella sistemazione della giornata. Come si fa? Molto semplice…Esistono solo due tipi di “cose da fare” sul lavoro: quelle urgenti e quelle importanti. Le cose urgenti non sono quasi mai importanti. Quelle importanti non sono quasi mai urgenti. La vera svolta nella giornata lavorativa avviene quando stabiliamo cosa è urgente e cosa è importante. Ecco  suggerito il metodo del grafico: dividere un foglio A4 orizzontale in 4 parti e fare due frecce, una che va dal basso verso l’alto, e l’altra che parte da sinistra e va verso destra. La prima freccia rappresenta le mansioni urgenti, la seconda quelle importanti. In questo modo si raffigurano chiaramente le mansioni che sono urgenti ma non importanti, e pertanto possono essere delegate a qualcun’altro, e quelle importanti e anche urgenti, e quindi che vanno affrontate subito. Quelle importanti ma non urgenti, si può decidere dopo aver svolto quelle importanti e urgenti, quando farle. E così via. Priorità, una dopo l’altra.Il capitalista Sam Altman, ha dichiarato che una delle più grandi problematiche del nostro tempo sul lavoro sono le distrazioni da social media. In media si controlla il cellulare fino a 150 volte al giorno e questo compromette in modo significativo la produttività lavorativa. Gli esperti consigliano di dedicarsi alle attività più impegnative la mattina, e il pomeriggio concedersi più relax.Infine, molto importante è concedersi le pause durante la giornata: fare un’attività impegnativa di un‘ora, e poi concedersi 10 minuti di break per ricaricare le batterie del cervello.

Mangiare davanti alla tv non fa bene alla salute

Se avete l’abitudine di mangiare davanti alla televisione e siete piuttosto attenti alla linea, sappiate che non è per niente salutare. Secondo un’indagine condotta dai ricercatori dell’Osservatorio Adi-Nestlé, è risultato che il 35% di persone che hanno questa cattiva abitudine sono obese e un altro 30% sono leggermente in sovrappeso. La fascia di età che più ha questa cattiva abitudine è quella dei bambini e degli adolescenti. Sovrappeso ed obesità risultano essere infatti le patologie che più colpiscono i giovani.A  causarle non è solo la cattiva alimentazione, ma anche un’eccessiva sedentarietà. Capita spesso anche che le due cose finiscano per combaciare e in quel caso gli effetti sono più dannosi. Un bambino che passa più di due ore davanti la televisione è portato anche a fare merenda più volte a mangiare snack  non per fame, ma per noia. In questo caso i genitori svolgono un ruolo fondamentale: è importante non solo abituare i bambini ad una buona educazione alimentare, ma anche distrarli, inventare con loro dei giochi, magari all’aria aperta, recandosi in giardino o al parco bel tempo promettendo.

E’ possibile recuperare il sonno nel weekend

Convinti che dormire nel weekend possa compensare una settimana di notti insonni e recuperare il sonno arretrato? Non è così secondo una ricerca dell’Università del Colorado Pare infatti che cercare di recuperare il ‘gap’ di sonno per poi tornare a cattive abitudini possa peggiorare le cose, almeno per quanto riguarda alcuni indicatori di salute. “I nostri risultati consigliano che ‘bruciare la candela‘ durante la settimana e cercare di rimediare nel fine settimana non è una tattica efficace per la salute”, Il team ha arruolato un gruppo di adulti  volontari e sono stati divisi in gruppi. Al primo è stato concesso ampio tempo per dormire: 9 ore a notte per 9 notti. Al secondo è stato consentito di riposare solo 5 ore per notte. Il terzo gruppo dormiva non più di 5 ore a notte per 5 giorni, seguite da un fine settimana in cui potevano dormire quanto volevano, prima di tornare a 2 giorni di sonno limitato. Ebbene, entrambi i gruppi con sonno limitato hanno mangiato più snack durante la notte, acquistando peso e registrando una diminuzione della sensibilità all’insulina durante il periodo di studio. E anche se nel gruppo di recupero del week-end sono stati osservati lievi progressi compresa una riduzione degli spuntini notturni durante il fine settimana, quei benefici sono scomparsi quando è iniziata la settimana lavorativa con sonno limitato. Addirittura, alcuni indicatori sono peggiorati. Per esempio, nel gruppo del sonno limitato per tutto il tempo della ricerca, la sensibilità all’insulina è diminuita del 13%. Nel gruppo di recupero nel week-end è peggiorata dal 9 al 27%. “Potrebbe essere un fenomeno causato dall’effetto ‘yo-yo’. Insomma, il nostro consiglio è di dormire almeno 7-8 ore a notte, per il maggior numero possibile di notti

Coltivare le amicizie

Prendete in mano carta e penna e scrivete una lista di tutti quei vecchi amici che non sentite da 6 mesi o più. Cosa staranno mai facendo? Dove si troveranno mai in questo momento? E come si sentiranno? L’unico modo per saperlo è…facendovi sentire. Lo potete fare in un sacco di modi diversi: una semplice telefonata, un messaggio, un’email, una cartolina, o, perché no, una lettera come ai vecchi tempi. Un biglietto scritto a mano, una cartolina o una lettera che sia, ha più valore di uno sbrigativo messaggio su WhatsApp in cui chiedete solo “come va?”. Le amicizie, quelle vere, vanno curate e fatte crescere col tempo. Non lasciate che il tempo ve le porti via.