E’ un cocktail ideale da consumare, per una merenda alternativa, accompagnato da finger food dolci e salati, ma anche per un aperitivo, perché si tratta di una vera e propria spremuta alcolica. Una spremuta d’arancia fresca e della vodka rende questo cocktail particolarmente gradito Il nome di questo cocktail significa letteralmente “cacciavite” e prende ispirazione dall’originario modo in cui veniva preparato. Questa miscela di ingredienti veniva data da bere a chi lavorava in miniera per uno sprint d’energia in più: e per mescolare, non si usava un cucchiaino, ma un attrezzo del mestiere, il cacciavite appunto. Ecco cosa serve per realizzarlo a casa? Spremete le arance e filtratene il succo. Procuratevi un bicchiere e uno jigger iniziate unendo gli ingredienti in un bicchiere alto. Con uno jigger versate in proporzione 1 parte di vodka e 3 parti di succo d’arancia, mescolate e decorate con una fetta d’arancia Se volete fare uno Screwdriver ancora più gustoso, usare le arance tarocco, per aggiungere un tocco elegante, qualche goccia di Angostura sono più che benvenute. Aggiungete per ultimo qualche cubetto di ghiaccio. Il vostro Screwdriver è pronto per essere servito! Lo Screwdriver è il cocktail perfetto anche in inverno, quando le arance sono dolci e succose. Per una riuscita perfetta, preparatelo in grandi caraffe dove gli ingredienti avranno modo di unirsi meglio.
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Pizza Rossini
Nelle Marche, come nelle grandi capitali della pizza, c’è una città che vanta una propria originale versione. La città è Pesaro e la pizza è la Rossini. La base della Rossini è la stessa di una pizza margherita, con la diversità che sopra vengono adagiate delle fette di uovo sodo e, udite udite, una generosa dose di maionese. Si, maionese. E non fa niente se vi sembrerà una cosa da stranieri in visita turistica nel Bel Paese. Per i pesaresi è la pizza più gustosa, tanto che nelle statistiche delle vendite dei supermercati, si attesta tra le prime città in Italia per consumo di maionese. Sarà colpa proprio della Rossini?Di certo, c’è che questa tipica pizza deve il suo nome al celebre compositore marchigiano Gioacchino Rossini la si può mangiare soltanto a Pesaro. Basta infatti uscire fuori dalle mura cittadine e vedrete che non esiste in altro luogo. I giovani studenti fuori sede creano video per la guarnizione, e ci sono pagine facebook dedicate agli eventi cittadini che riportano grafiche con lo sfondo della gloriosa pizza locale. Perfino il sindaco, in diverse occasioni pubbliche, ha lanciato l’idea di farne l’attrazione gastronomica della città.Negli anni sessanta una pasticceria del corso iniziò a proporre delle pizzette guarnite con uovo sodo e maionese. Un abbinamento “da tramezzino” o “da tartina” per l’aperitivo, che in città funzionava alla grande, tanto che le pizzerie al taglio iniziarono a proporla dandole il nome di Rossini Fu solo in seguito, con l’avvento delle pizzerie “al piatto” che la Rossini assunse l’attuale sembianza che oggi a Pesaro non manca in nessun menù delle pizzerie della riviera. Dalla pizza Rossini, sono nate poi le versioni ancora più ricche, come la “Rossiccia”, che con un ridondante gioco di parole, carica la pizza oltre che dell’uovo e della maionese, anche della salsiccia. L’abbinamento perfetto per la Rossini richiede una birra artigianale oppure un buon vino rosato o un bianco molto fresco.
