Restrizioni al via le riaperture

Da domani finirà lo stato di emergenza Covid e con esso spariranno anche tutta una serie di misure e organi creati ad hoc: le Regioni, appunto, non avranno più colore chiudendo con una cartina tutta bianca .Le novità più importanti, però, arriveranno venerdì. Secondo quanto stabilito dal decreto Covid del governo, pubblicato pochi giorni fa in Gazzetta Ufficiale, il calendario della fine delle restrizioni prevede una rimodulazione importante del green pass dal primo aprile: sul lavoro, nei mezzi pubblici sia locali che a lunga percorrenza così come nelle attività all’aperto e nei bar e ristoranti si potrà tornare a prendere un caffè o mangiare un piatto di pasta senza esibire il green pass non sarà più richiesta la certificazione verde rafforzata, ma basterà quella base in poste, banche, negozi e uffici pubblici non servirà proprio più il green pass; finisce la quarantena per contatto con un positivo al Covid, anche e soprattutto a scuola, perciò si va in isolamento solo se positivi al virus.Il primo maggio è la vera data di svolta, o almeno presunta. Tra poco più di un mese, infatti, dovremmo dire addio a tutte le restrizioni: il 1° maggio finirà ovunque  tranne che nelle Rsa e negli ospedali  l’obbligo di mostrare il green pass, così come quello di indossare la mascherina al chiuso. Su quest’ultima questione, però, potrebbero esserci dei ripensamenti, una decisione definitiva  verrà presa solo ad aprile inoltrato. A preoccupare esperti e politici è l’evidente risalita dei casi Covid delle ultime settimane, che potrebbe cambiare le carte in tavola ancora una volta.

Fish and chip

Fish and chip, che pesci stiamo consumando? Non quelli che ci aspetteremmo, come merluzzo o platessa, bensì squali in via di estinzione. Questo hanno rivelato le analisi del DNA fatte dagli scienziati dell’Università di Exeter: campioni di squalo nei prodotti venduti nelle pescherie e nei negozi di del Regno Unito.La maggior parte dei campioni incriminati, etichettati con nomi generici, erano in realtà spinaroli, specie “minacciata” in Europa e considerata “vulnerabile” in tutto il mondo. A rivelarlo le analisi del Dna effettuate su 78 campioni di negozi specializzati e 39 prelevati da pescherie, per lo più nel sud dell’Inghilterra, dove questo piatto è un must dello street food. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports. Tra i pesci utilizzati anche il pesce martello, specie a rischio in tutto il mondo e soggetto a restrizioni internazionali per la vendita alimentare. Per questo i ricercatori hanno chiesto un’etichettatura degli alimenti più esatta, in modo che le persone sappiano quali specie stanno mangiando, sia per tutelare gli animali in questione, che per garantire la salute dei consumatori, “È quasi impossibile per i consumatori sapere cosa stanno acquistando”, ha detto l’ autrice Catherine Hobbs, dell’Università di Exeter. “Ci sono anche problemi di salute. Sapere quali specie si stanno acquistando potrebbe essere importante in termini di allergie, tossine, contenuto di mercurio e crescente ansia per le microplastiche nella catena alimentare marina. I nostri risultati dimostrano la necessità di un’etichettatura più accurata e accurata dei prodotti ittici”.Questo piatto tipico del Regno Unito, è molto diffuso anche in Irlanda, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Canada e Stati Uniti. E, sempre di più, anche in Italia, dove l’accostamento pesce con patate è alla base di molte tradizioni culinarie locali