Siete sopravvissuti al venerdì 17 ?

Per le persone suscettibili alle superstizioni, venerdì 17 è un giorno decisamente infausto, stabilito anche dalla Smorfia Napoletana Mentre è facile ipotizzare l’origine del venerdì come giorno infausto – Gesù spirò sul Golgota nel venerdì antecedente la Pesach – è il numero a destare la maggiore curiosità. Se già per il più internazionale “13” non mancano differenti interpretazioni dal numero di ospiti dell’ultima cena di Gesù al giorno dell’ordine di arresto dei Cavalieri Templari, passando attraverso la ciclicità degli anni con una fase lunare aggiuntiva e il numero di cicli mestruali annui di una donna, per l’origine delle disgrazie portate dal numero 17 si specula abbondantemente. Tuttavia, poiché secondo la tradizione biblica la famiglia dell’unico arzillo sopravvissuto fu l’unica a scampare al disastro, non si spiega perché il 17 dovrebbe essere un numero infausto: i loro discendenti se la cavarono benissimo, dando origine alla umanità. Tornando alle legioni romane, “17” trascritto in latino è XVII che, anagrammato, suona come il drammatico monito “VIXI”, “vissi”, dal punto di vista dell’etimologia, lo sappiamo, è un po’ come arrampicarsi sugli specchi. Specchi che, si sa, a romperli portano parecchia jella, e non mancano le teorie per cui anche questa tradizione sia di origine romana; stupisce un po’ come si possa rompere uno specchio di bronzo ai loro tempi, quelli in vetro erano merce rarissima, ma si sa che le credenze, come i gatti, sono dure a morire. D’altra parte i gatti, in particolare se neri, sono la peggior maledizione che possa cogliere l’uomo fin dal medioevo, figuriamoci se ci attraversano la strada !

Viaggiatori sempre più soli

Che sia al mare in montagna nelle città d’arte o alla scoperta di luoghi oggi sempre più persone decidono di mettersi in viaggio da sole. Immortalati dal cinema e dalla letteratura, i viaggiatori solitari continuano a essere un cult evergreen, eroi romantici in cerca di se stessi sulle strade del grande mondo. Lontani gli echi dei ribelli anni ’60 il popolo dei vagabondi si è nel tempo arricchito di persone dalle situazioni più disparate: uomini single alla ricerca dell’anima gemella, donne sposate stanche di aspettare il marito pigro, giovani bramosi di avventure e over 65 desiderosi di mettersi di nuovo in gioco dopo l’agognata pensione. Per rendere un’idea del fenomeno, il solo comparto dei viaggi per single crescerà ancora Ma perché il fenomeno dei cosiddetti solo traveller è in aumento? Il trend dei viaggiatori solitari è lo specchio del cambiamento dei tempi, oggi, infatti, sempre più persone sono single o divorziate. Le proiezioni in effetti, non lasciano adito a dubbi. Le famiglie unipersonali, così le definisce l’Istituto di Statistica, sono aumentate del 10% in 10 anni. A causa del progressivo invecchiamento della popolazione e dell’incremento delle separazioni, il numero delle persone sole cresce in tutta Italia, tanto al Nord quanto al Sud. A essere cambiate sono le abitudini delle persone. C’è chi parte in periodi diversi da quelli classici di chiusura aziendale, chi non riesce a far coincidere i propri giorni di ferie con quelli del partner o chi semplicemente vuole fare un’esperienza nuova. Va fatta poi un’ulteriore distinzione: un conto è andare in vacanza, un altro invece è andare in viaggio. Le vacanze in genere durano pochi giorni o settimane, mentre i viaggi possono durare anche mesi o anni perché racchiudono una ricerca. Alcuni riescono a trovare ciò che cercano in poco tempo, ma di solito chi è alla ricerca di sé impiega più tempo per rispondere alle proprie domande. Mentre il viaggio vero e proprio continua a essere gestito in autonomia, rifuggendo da agenzie e pacchetti turistici, le vacanze in solitaria spopolano, facendo la fortuna di portali online e operatori specializzati, che hanno costruito il loro successo sull’ossimoro delle vacanze di gruppo per singoli