Adatte come colazione salata, antipasto o snack nelle pause, le bruschette puoi mangiarle quando vuoi! Eccone una da proporre anche per una cena…alternativa dopo le abbuffate delle feste.Tostare le fette di pane nel tostapane o in padella senza utilizzare l’olio. Tagliare lo spicchio d’aglio longitudinalmente e sfregarlo sul pane.Tagliare a metà il pomodoro, orizzontalmente. Sfregare sul pane affinché si impregni di polpa, utilizza pomodori molto maturi in modo che la polpa si spalmi bene sul pane. Spalmare un cucchiaino di olio d’oliva su ogni fetta di pane e insaporire con un pizzico di sale. Adagiare il prosciutto crudo tagliato fine sul pane. E….Buon appetito!
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Primi piatti alternativi
Spaghetti alla carbonara vegetariani La ricetta classica prevede il guanciale, ma anche senza, è buonissima. Ingredienti 400 gr di spaghetti integrali, 1 uovo, 1 albume, 5 cucchiai di pecorino, 1 porro, 1 cipolla, 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva, 200 g di funghi porcini, 1 mazzetto di erba cipollina, 1 pizzico di peperoncino.Preparazione Lavate, pulite, affettate il porro e fatelo stufare con poco acqua e 1 cucchiaio di olio in una padella antiaderente. Intanto in un’altra padella rosolate con poco olio la cipolla e mischiare i funghi puliti e già affettati, il porro soffritto e fate cuocere per 15 minuti. Contemporaneamente sbattete l’uovo con l’albume, unite il pecorino, salate e, se volete, aggiungete un pizzico di peperoncino. Scaldate una zuppiera, versatevi il composto di uova e formaggio, scolate al dente gli spaghetti e versateli nella zuppiera. Unite i funghi, girate bene, cospargendo il tutto con erba cipollina e servite! Spaghetti alla Norma Light La ricetta tradizionale è squisita, ma con qualche piccola variazione potete tagliare calorie e grassi senza rinunciare al sapore. Ingredienti 400 g di spaghetti, 2 melanzane tonde, 400 gr di pomodoro, 2 cucchiai d’olio, 1 cipolla, primo sale vaccino. Preparazione Intanto cuocete gli spaghetti e quando anche i pomodori saranno cotti, versate in padella la pasta scolata. Mischiate, saltate e servite con una bella grattugiata di formaggio primo sale vaccino. Gli spaghetti si sposano bene con tutto e le alternative leggere ai sughi non mancano. Vista la vostra esperienza in cucina sicuramente ne avrete sperimentate tante. Perché allora non la condividete con noi ?
I Fruttariani
Basare la propria alimentazione esclusivamente sulla frutta? Niente di strano. In ogni angolo del pianeta, praticamente da sempre, c’è chi si nutrisce in questo modo. Persino Steve Jobs avrebbe abbracciato la dieta fruttariana che, pur di interpretare al meglio sul grande schermo il guru della Apple, ha avuto persino qualche problema di salute durante la preparazione della pellicola dedicata a tale personaggio. In altre parole, come in molti ricorderanno, qualche anno fa Kutcher è finito in ospedale verosimilmente per problemi al pancreas dovuti alla dieta fruttariana di Jobs. Ma questo è gossip. La realtà è che sì, il fruttarismo esiste e non mette tutti d’accordo. Però bisogna prima capire di cosa si tratta.Il fruttarismo nasce in Germania e uno dei suoi pionieri è stato Arnold Ehret, praticamente a base di frutta. Poiché affetto da problemi cardiaci incurabili all’epoca, ne cercò un rimedio dedicandosi a numerosi studi sui modelli differenti di alimentazione. Di sicuro non si diventa fruttariani da un giorno all’altro: servono almeno due anni per completare il proprio percorso, evitando prima di tutto il cibo lavorato, ma anche legumi e semi e, per evitare pericolose carenze alimentari, è necessario rivolgersi a degli esperti per conoscere pienamente il proprio corpo prima di fare una scelta del genere. Perché la frutta fa bene, certo, contiene vitamine, aminoacidi, sali, fibre e acidi grassi polinsaturi, che assicurano una buona attività intestinale. Ma variare, si sa, è sempre una delle prime regole a tavola per stare bene.Per i fruttariani l’uomo in origine si è nutrito esclusivamente di frutti dolci trovati sugli alberi o caduti per terra e pertanto ritengono che il nostro corpo sia fatto in modo tale da poter ingerire per la propria sussistenza solo questi alimenti. Non manca chi invece attribuisce a questa scelta di vita un concetto più etico, al fine di non porre termine ad un’altra vita, come quella della pianta. La sostanza comunque non cambia. I fruttariani non mangiano né carne e né pesce, ma solo frutta dolce e ortaggi. E ciò non deve sembrare affatto una stranezza, perché anche melanzane, pomodori, zucchine e cetrioli, così come i cereali, non sono altro che i frutti delle rispettive piante. Ma occhio a non confondere questa alimentazione con quella vegana o vegetariana, come capita spesso. Di sicuro ci sono alcuni elementi difficili da assimilare mangiando solo frutta. Ad esempio alcune vitamine del gruppo B e alcuni minerali come calcio, ferro e zinco le cui carenze possono in effetti comportare effetti collaterali non da poco. Il dibattito ad ogni modo resta aperto, anche in Italia, dove esiste da qualche tempo una nutrita componente di persone che hanno abbracciato questo modo di vivere e rapportarsi col cibo.
Alimentazione e break
Nell’ambito dell’alimentazione vi sono due scuole di pensiero. C’è chi sostiene che i pasti di una giornata debbano essere solamente tre, ovvero una copiosa colazione seguita poi dal pranzo e dalla cena, e c’è chi sostiene invece che debbano essere cinque, aggiungendovi una spuntino a metà mattina e uno a metà pomeriggio.Alla seconda scuola di pensiero fanno parte soprattutto i pediatri che consigliano le mamme di suddividere i pasti dei loro figli, in modo da alimentarli al meglio nell’arco della giornata tra scuola, studio e attività sportiva. Quando si parla di merenda si deve intendere un’offerta proporzionata sia dal punto di vista nutrizionale che calorico, ovvero uno spuntino sano, possibilmente ricco di vitamine la frutta, ad esempio e povero di grassi. Non va interpretata come un pasto sostitutivo al pranzo o alla cena, ma come un qualcosa che abbia la finalità di spezzare la fame in quei momenti della giornata dove si manifesta un eventuale carico energetico. E questo “break” dovrebbe essere inteso all’insegna della varietà e alternanza degli alimenti.In molti casi, però, soprattutto per i bambini, in particolar modo ora che sono ritornati sui banchi di scuola, il momento della merenda si traduce nel consumo delle cosiddette “merendine”. Sicuramente accattivanti per tutti grandi e piccoli ma sarebbe auspicabile che i genitori dessero delle regole alimentari ai bambini, stabilendo quante volte e quando è possibile scegliere di consumare una merendina piuttosto che una fetta di pane e marmellata o pane e pomodoro o della frutta sicuramente salutari per tutti grandi e piccini
La cucina Toscana
Conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, la cucina toscana è semplice e genuina, fatta di pochi ingredienti che, saggiamente accostati tra loro, danno vita a piatti unici e prelibati.A farla da protagonista assoluto sulle tavole toscane è il pane, rigorosamente privo di sale e preparato in forme e con sapori diversi. Accompagnato ad altri e gustosi ingredienti diventa la base di numerose ricette. Gli antipasti della cucina Toscana: è proprio il pane, soprattutto quello casereccio, a dar vita a numerosi e sfiziosi antipasti come la panzanella, dove il pane è abbinato a pomodori maturi, cipolla, basilico e cetriolo, o la fettunta, in cui il pane è condito con olio di oliva, fresco di frantoio, aglio, pepe e sale. Da non dimenticare, poi, i crostini dei butteri, i crostini di beccaccia, i crostoni di cavolo nero, tutti rigorosamente a base di pane, accompagnato, di volta in volta, da tipici e particolari ingredienti. Tra i piatti Tipici Toscani spiccano la famosissima ribollita, a base di fagioli, cavoli, spinaci, pomodori, pane raffermo e osso di prosciutto o cotenne di maiale, il tutto condito con olio extravergine di oliva, sale e pepe. Molto semplice e allo stesso tempo molto gustosa e saporita è l´acquacotta, protagonista della cucina maremmana e preparata con olio, cipolle rosse, aglio, peperoncino, carote, sedano, pomodoro e pane. Da provare, poi, il celebre cacciucco, a base di pesce e molluschi, l´altrettanto celebre pappa col pomodoro e le pappardelle condite con sugo di lepre, cinghiale o coniglio. Da provare, rigorosamente a Firenze, la rinomata bistecca alla fiorentina, alta almeno tre centimetri e condita con olio extravergine d´oliva, sale e pepe.Molto diffusa ed apprezzata è, inoltre, la carne di cinghiale, preparata in tanti modi diversi: alla cacciatora, al vino bianco, con funghi e polenta o in salsa. Altrettanto diffusa è la carne di lepre, da provare nella versione “in dolce forte” ovvero aromatizzata con vino e accompagnata da un dolce fatto di pinoli, uvetta, e cioccolato fondente. Ma sulle tavole toscane non mancano pietanze a base di pesce come il baccalà ai porri, alla maremmana o alla fiorentina, le sardine ripiene, il tonno, cotto nel vino e nella farina, e lo stoccafisso.
Sindrome da rientro
Che le ferie siano state rilassanti e rigeneranti o meno, il ritorno alla normalità è traumatico per molti: secondo alcune stime fino a una persona su due soffre della cosiddetta «sindrome da rientro» e appena torna in ufficio comincia ad accusare sintomi come difficoltà di concentrazione, mal di testa, stanchezza, sensazione di confusione, perdita di entusiasmo e irritabilità, ma anche dolori muscolari, eccesso di sudorazione, tachicardia. Tutto il corpo insomma dice «no» al ritorno alla routine, ma un «atterraggio morbido» è possibile, con qualche piccolo accorgimento. Al rientro escogitare qualunque espediente per evitare di parlare del mare del sole della spiaggia, di dove si è stati in vacanza, cosa si è fatto e quanto ci si è divertiti/annoiati. Al rientro cercare di mantenere alti i livelli di serotonima con un’alimentazione appropriata. Non appena rientrati in ufficio controllare quando sarà il prossimo ponte. Evitare di scoppiare a piangere. Inutile voler fare tutto subito al lavoro o pensare di perdere in una settimana i chili accumulati in giorni e giorni di minor attenzione alle regole della sana alimentazione: bisogna procedere passo per passo, dandosi mete ragionevoli sia in ufficio che nella ripresa della forma fisica. Dopo venti giorni di kiwi, pomodori e banane tra i cibi più ricchi di serotonina, il cosiddetto “ormone del buonumore” prenotare un weekend alla Fiera del bue grasso di Carrù in programma per dicembre così sarete più motivati. In un periodo di “stanca” il modo migliore per iniziare bene ogni giornata e affrontare con energia la fatica maggiore che richiede la ripresa delle consuete attività è fare una buona e abbondante prima colazione dove non dovrebbero mai mancare latte o yogurt burro biscotti : aiuta a iniziare col piede giusto il programma quotidiano e dà l’energia giusta per non affaticarsi.
Verdure come conservarle
Verdure sott’olio o sotto sale, salse, marmellate…Salse e conserve renderanno il nostro inverno più allegro . L’unica cosa da decidere è con quale conserva vogliamo fare: per il resto, ci mancano soltanto le indicazioni e i trucchi da seguire per non sbagliare! Come si preparano i vasetti? Per le vostre conserve servono prima di tutto contenitori di buona qualità e, se i vasetti sono riciclati, sarebbe ancora meglio se li riutilizzaste con dei tappi nuovi. Cosa preparare per conservare nella nostra dispensa? La marmellata, se scegliete di fare la marmellata, vi servirà sicuramente la frutta. Fate attenzione che sia matura al punto giusto e procuratevi una pentola dal fondo spesso più larga che alta. La cottura della marmellata è piuttosto rapida e se scegliete di utilizzare pere, ciliegie, fragole o pesche unite sempre qualche buccia di mela, che contiene naturalmente la pectina, cioè l’addensante e gelificante necessario per ottenere un composto con una piacevole consistenza. Per capire se la consistenza è “giusta” mettetene un cucchiaino sopra un piatto e inclinatelo: se la marmellata scivola “lentamente”, è pronta! Invasatela ancora calda, chiudendo poi i barattoli e capovolgendoli fino a completo raffreddamento. La verdura: dopo aver scelto le verdure che preferite conservare pomodori peperoni, cipolle, carote diventano davvero sfiziose! lavatele con cura, tagliatele a pezzetti e scottatele per 5 minuti in acqua e aceto. Asciugatele con cura e sistematele a strati nei barattoli, cercando di eliminare ogni spazio di aria. Potete disporre tra gli strati, se vi piacciono, erbe aromatiche fresche oppure essiccate. Dopo aver riempito il barattolo sino a 2 cm dall’apertura, coprite le verdure con olio. Chiudete il coperchio e lasciate riposare al buio per qualche giorno. Buon lavoro!
Cosa mangiare sotto l’ombrellone
Arriva l’estate i week end al mare la fanno da padrone. Cosa si può mangiare in spiaggia, sotto l’ombrellone? Lo abbiamo chiesto ad un esperta di alimentazione. L’ideale è consumare un piatto unico: un mix di pasta preferibilmente integrale, pomodorini e mozzarella oppure di riso, salmone affumicato e zucchine; un cuscus di ceci e verdure crude o cotte; un’insalata di farro con pollo grigliato, carote e cavolo… L’importante è associare sempre una fonte di carboidrati a una di proteine e poi unire ortaggi a volontà. Meglio invece limitare sott’olio, formaggi e würstel, che spesso sono primi attori dei piatti freddi: procurano troppi grassi e affaticano la digestione. Un altro errore in spiaggia, è puntare sulla frutta come sostituto del pranzo. Spesso si finisce per mangiarne troppa, perché è poco saziante, incamerando più calorie di quelle apportate da una porzione di pasta. Inoltre, essendo molto ricca di zuccheri, fa impennare la glicemia. Bisogna perciò limitarsi a un frutto a fine pasto o come spuntino.Quanto al gelato, 2-3 palline di gusti alle creme possono essere consumate a pranzo non più di una volta alla settimana dopo un mix di verdure crude, mentre a merenda è consigliata una coppetta piccola di sorbetto alla frutta.
I falsi miti del cibo
Quando si tratta di cibo, i “falsi miti”, ovvero le affermazioni di cui praticamente tutti siamo convinti ma che non sono, sono davvero tanti. Qualche esempio? La buccia di mele e pere è ricca di vitamine. Falso, ce ne sono di più nella polpa. Il glutammato provoca il mal di testa. Non è vero. Lo zucchero di canna è migliore di quello bianco. Non è scientificamente provato. La fettina di vitello è il tipo di carne più nutriente. Tranquillizzatevi, non è così. L’anemia si cura mangiando spinaci. Ma anche no…La nostra lista di smentite “controcorrente” potrebbe continuare a lungo. Sorpresi? Probabilmente si?. Il mito diventa credibile quando si innesta su qualcosa di cui sono tutti sicuri: per esempio il fatto che l’intervento dell’uomo peggiori il prodotto, mentre di solito nell’industria alimentare vale esattamente il contrario spiega Ghiselli, medico. Bio o non bio? La moda del cibo biologico e la fissazione per tutto ciò che è “naturale” a volte può far perdere il senso della realtà e far temere la chimica presente nei prodotti alimentari industriali. Ma anche in natura esistono, in piccole quantità molecole addirittura cancerogene, come nel succo d’arancia e nel basilico. Niente paura, quindi a usare lo zucchero raffinato: la sua molecola è identica a quella dello zucchero grezzo e non va demonizzato, ma solo consumato con misura. E ancora, il glutammato, tanto temuto e colpevolizzato, è un sale presente in molti alimenti pomodori, parmigiano, pesce e non è cancerogeno o allergenico, e giusto per sfatare un altro falso mito smontando un’ultima “certezza”: Non è vero che le ostriche hanno poteri afrodisiaci. Per diventare infaticabili amanti, meglio la polenta!
Conservare fuori frigo
Con l’aumento delle temperature gli alimenti si deteriorano più rapidamente. Secondo una semplice deduzione logica, durante questa stagione sarebbe meglio conservare tutto il cibo in frigo, e c’è chi effettivamente lo fa. Pane compreso. Ma è la scelta giusta? Secondo il Good Housekeeping per alcuni alimenti assolutamente no. Anzi, è proprio quella sbagliato, vediamone alcuni. La cipolla non andrebbe messa nel cassetto dell’insalata e, in generale, in frigo. Il suo odore è infatti molto forte e potrebbe alterare addirittura il sapore degli altri alimenti. Va conservata in un luogo asciutto e ventilato, preferibilmente al buio, per evitare che faccia il fiore. Il frigorifero non ne allunga affatto la ‘vita’ della cipolla. Ma il freezer sì, una volta che la si è tagliata a tocchetti, pronta per il soffritto. Aglio e cipolla in cucina vanno spesso a braccetto. Lo fanno anche nel sistema di conservazione: anche in questo caso, meglio un luogo asciutto e areato, ma niente frigo .A nessuno piace il pane non fresco, ed è proprio così che diventa mettendolo in frigo. Va bene conservarlo al fresco, meglio tenerlo in un luogo asciutto, magari dentro ad un sacchetto di carta. Per evitare che l’avocado maturi troppo, occorre conservarlo fuori dal frigo, in una busta di carta. Di quelle per il pane. Al contrario, se si desidera che maturi al più presto, il consiglio è di metterlo nel cesto della frutta insieme a delle banane. Sono poche le persone che non conservano i pomodori in frigo. In questo caso è la minoranza ad avere ragione: più diventano freddi, più perdono il loro sapore. I pomodori più gustosi sono quelli che sono stati sempre a temperatura ambiente. Il miele è l’unico alimento che non va mai a male. Quindi non c’è affatto bisogno di conservarlo in frigo. Anche perché nessuno lo consumerà mai freddo. Il caffè ha un pregio e un difetto, quello di assorbire l’odore degli altri cibi. Dunque, in frigo copre quelli cattivi, ma allo stesso tempo priva gli alimenti del loro profumo caratteristico. Insomma, anche se anche se c’è chi sostiene che sia meglio tenerlo in frigo, per il caffè è sufficiente un barattolo ermetico.