L’importanza dell’amicizia

La vitae l’amicizia sono due cose strettamente collegate: senza quelle persone speciali che sono i nostri amici e le nostre amiche non saremmo gli stessi. Un caffè preso insieme un sogno condiviso, una notte in riva la mare, una bella avventura condivisa… tante sono le occasioni. Le nostre amicizie ci regalano una complicità che nessun altro ci può dare e una sintonia non facile da trovare.

I buoni propositi di inizio anno

L’inizio di un nuovo anno porta inevitabilmente momenti di auto-riflessione. Dopo aver salutato il 2018, puntiamo a iniziare con energia il 2019 con le migliori intenzioni per vivere il nostro anno migliore, visto che tra non molto è già passato un mese, ecco alcuni consigli salutari nel caso che ancora non abbiate iniziato…Sentiamo spesso che la salute, la famiglia e gli amici sono le componenti chiave per una vita felice e appagante. Vogliamo focalizzarci qui sul mondo della salute e mettere in evidenza il valore per tutto l’anno a venire che può derivare dal rispetto del proprio benessere. Tutti vogliamo vivere una vita lunga e forte senza compromessi e, all’inizio del mese di gennaio, è importante concentrarsi sui suggerimenti e sugli strumenti che ci aiuteranno a prendere in mano le redini delle nostre vite. Mentre ci iscriviamo alla nuova palestra, sperimentiamo un mese di bevande naturali e aggiungiamo porzioni extra di verdura alla nostra spesa, dovremmo anche prestare attenzione ai titoli dei giornali che avvertono dell’aumento di malattie “silenziose” come l’ipertensione. L’ipertensione è il fattore di rischio n. 1 che contribuisce ai decessi su scala generale causando ictus, infarti e altre complicazioni cardiovascolari. Ogni anno vengono perse inutilmente 10 milioni di vite a causa dell’aumento della pressione sanguigna e solo la metà delle persone con la pressione alta ne è consapevole. In definitiva, molti di questi decessi si possono prevenire. Solo controllando regolarmente la pressione sanguigna, si può essere certi di essere sulla buona strada o prendere decisioni sanitarie consapevoli se i vostri valori di pressione sanguigna sono più alti del normale.Come individui, dobbiamo occuparci dei fatti e della realtà della nostra salute e avere un cuore sano non solo nel 2019

Aiuto ho perso le chiavi!!

Perché alcuni di noi perdono sempre le chiavi? Altri non ricordano dove hanno lasciato gli occhiali. O il telefonino. Per non parlare del dramma di quei parking multipiano, dove vaghiamo come anime in pena senza ricordare più dove abbiamo lasciato l’auto. Prima risposta: niente panico, questi non sono i segnali precursori dell’Alzheimer. Non sono neppure necessariamente legati all’età. La scienza della memoria ha spiegazioni sorprendenti per questi incidenti. Gli esperti hanno anche elaborato un elenco di consigli pratici, per aiutarci: a non perdere, oppure a ritrovare. La mole di ricerche in questo campo aumenta di giorno in giorno, grazie anche all’ausilio della genetica.The Wall Street Journal ha censito alcuni degli studi più importanti, perfino una ricerca commissionata da una compagnia assicurativa britannica. Sì, gli assicuratori vogliono saperne di più: sia perché a volte gli smarrimenti riguardano oggetti costosi e danno il via a richieste di indennizzi; sia per verificare quel sospetto che dietro le piccole amnesie quotidiane possano nascondersi le avvisaglie di patologie mentali serie.A consolarci dalle nostre afflizioni, ecco una statistica: in media ogni essere umano perde momentaneamente ben nove oggetti al giorno. Un terzo dei soggetti intervistati proprio per le ricerche assicurative rivelano di spendere 15 minuti ogni giorno per ritrovare qualcosa: telefonino, chiavi di casa o dell’auto, qualche documento di lavoro e pratica burocratica, sono le tre categorie in testa agli smarrimenti provvisori. Tra le cause sospettate di peggiorare la nostra distrazione, alcune effettivamente sono all’opera: stress, stanchezza, deficit di sonno, e soprattutto il dilagante multi-tasking facciamo troppe cose alla volta. Ma la spiegazione di fondo ha a che vedere con il funzionamento “normale” del cervello. La maggior parte degli smarrimenti avvengono quando non attiviamo la memoria per codificare un gesto banale e ripetitivo che stiamo facendo: posare le chiavi sul comodino, sulla consolle vicino alla porta d’ingresso, o chissà dove. Codificare significa «attivare l’ippocampo che compie l’equivalente di un breve scatto fotografico, e poi immagazzina l’immagine in una serie di neuroni, che in una fase successiva possono essere riattivati facilmente».  Ecco comunque qualche consiglio  non precipitarti a cercare subito, meglio evitare una ricerca ansiogena e aspettare che ti venga un’idea. Cercalo al suo posto, spesso gli oggetti li abbiamo lasciati proprio dove dovevano essere; oppure qualcuno li ha ritrovati per te e li ha messi appunto al posto giusto. Ricostruisci il passato prossimo, le ultime volte che ne hai avuto bisogno e lo hai utilizzato, smaschera l’effetto-nascondiglio, cercando se l’oggetto perduto non sia nascosto da qualcos’altro che lo copre una borsa, un giornale. cerca una volta sola, a colpo sicuro, non vagare guardando dappertutto. concentrati sulla “zona eureka”, cioè nelle vicinanze del posto giusto, perché la maggior parte degli oggetti si smarriscono entro un metro di distanza da dove dovrebbero essere. Ultimo suggerimento, da filosofia zen: mettiti l’animo in pace, le cose sbucano fuori all’improvviso quando le abbiamo date per perse