Quando mangiare fate attenzione all’orologio

Al fine di avere un aspetto sano, bisogna fare attenzione all’orario dei pasti: così facendo è possibile evitare il sovrappeso e i problemi di digestione Capita a molti di mangiare a orari improbabili. A volte si fa tardi al lavoro, ci si dilunga in palestra, con le amiche etc. ed ecco che, una volta rientrati a casa, ci si tuffa nel frigo trangugiando tutto ciò che si trova a portata di mano. Il tempo, spesso è nemico. Per essere in forma bisogna imparare ad alimentarsi bene: ciò siginifica tenere d’occhio non solo quanto ma anche quando mangiare. Quando mangiare: occhio all’orologio Interessante, a tale proposito, la ricerca riportata dal Business Insider che rimanda a uno studio condotto da ricercatori americani e spagnoli. Gli esperti hanno chiamato in causa 420 persone in sovrappeso e obese iscritte a un programma dimagrante della durata di cinque mesi. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi. Quelli che consumavano il pasto principale prima delle ore 15:00 e quelli che mangiavano più tardi. Cosa è emerso? I partecipanti al primo gruppo avevano perso più peso rispetto agli altri. Ebbene sì, ciò può derivare dall’orario in cui viene consumato il pasto principale. Un altro studio più recente, pubblicato, ha portato i ricercatori a arruolare 32 persone in sovrappeso. La metà di esse aveva a che fare con un disturbo da alimentazione incontrollata. E’ stato chiesto loro di digiunare per otto ore. Hanno poi consumato un abbondante pasto liquido alle 9:00 o alle 16:00. Circa due ore dopo sono stati sottoposti a un prelievo. L’obiettivo? Misurare lo stress e il livello del cosiddetto “ormone della fame”, la grelina. A quanto pare aumenta di sera così come durante i periodi di particolare stress. “I nostri risultati suggeriscono che la sera rappresenta un momento ad alto rischio, soprattutto se sei stressato e già incline a sviluppare un disturbo da alimentazione incontrollata. Mangiare tardi, inoltre, renderebbe più difficile la digestione.

La cucina cinese storia e curiosità

La cucina cinese è la somma di ben 8 cucine che, nel corso dei secoli, sono mutate e si sono trasformate non poco. Le origini della cucina vedrebbero la luce durante l’età della pietra cinese, quando l’ area coltivata del riso e la produzione di spaghetti entrambi tipici esempi di cucina cinese sono noti da ritrovati archeologici. Con il passare dei secoli e la scoperta di nuove materie prime per cucinare e nuovi metodi di cottura, la cucina cinese si modificò a poco a poco e nacque l’uso delle bacchette, per esempio, realizzate con diversi materiali e usate come utensili per mangiare. Per chi dispone di poche risorse economiche, un pasto è unicamente un piatto di pasta o di riso, condito con un pugno di verdure o qualche boccone di carne. Tuttavia, in occasione delle feste o di visite da parte di ospiti, anche i cinesi meno abbienti convertono tutte le loro possibilità in banchetti ricchi di pietanze, colori e gusto .Durante un tipico pasto cinese si condividono i piatti, che vengono di solito messi in comune e fatti girare sul tavolo. Si mangia con l’aiuto di bacchette oppure, in caso di pietanze brodose, con l’aiuto di cucchiai di legno o di porcellana. La tavola è un simbolo dello status sociale e deve essere sempre rotonda; non sono mai presenti coltelli a tavola perché tutto ciò che deve essere tagliato, viene tagliato in cucina. La alternanza cronologica dei piatti segue una ricerca di equilibrio a partire dai cinque sapori di base dolce-salato-acido-amaro-piccante. Il la bevanda più consumata e amata ed è molto gradito per le sue virtù digestive. La birra e l’alcol di riso sono consumati in occasione delle feste e di solito durante un pasto abituale nessuna bevanda viene proposta o messa in tavola: si disseta con una zuppa o una pappa.

Con la musica si vendono più patatine fritte

Uno studio condotto in Svezia, ha dimostrato che le canzoni volutamente selezionate aumentano la spesa della clientela del 9,1 per cento. Le playlist create da algoritmi sono spesso utilizzate da ristoranti, supermercati e locali per spingere la clientela a spendere di più.Condotta in un’anonima catena americana di hamburger, la ricerca ha paragonato la differenza delle vendite nel attimo in cui viene fatta ascoltare musica scelta volutamente per il marchio e quando vengono riprodotte casualmente canzoni popolari.Quando sono stati ascoltati brani musicali selezionati, le vendite di hamburger sono salite del 8,6 per cento, dell’8,8 per cento per le patatine fritte e addirittura del 15,6 per cento per quanto riguarda i dolci.La morale della favola sembrerebbe essere: se la musica piace, si comprano più patatine fritte.“Si tratta di adescamento”, spiega il professor Charles Spence, “Se siete in un negozio dove ci sono sia vini francesi che tedeschi, e in quel momento state ascoltando musica francese, il vino francese avrà più vantaggio. Alcuni studi hanno mostrato che la musica classica induce i clienti a spendere di più, mentre le canzoni con un ritmo più veloce fanno sì che le persone si muovano più velocemente in un negozio, o consumino il loro pasto o il loro drink di fretta in un ristorante o in un bar”. “Chiunque è in grado di creare una buona playlist”, ha affermato Magnus ma quando ti stai occupando di business, si tratta di esprimere quel marchio attraverso la musica”.

 

Popoli a confronto

Un gruppo di studiosi ha messo a confronto le abitudini di noi Italiani e dei nostri amici Inglesi. Ne sono venuti fuori interessanti dati…leggete un po’…..Aggiungi un posto a tavola? Una pratica meno diffusa di quanto si pensi uno dei luoghi comuni è quello secondo cui noi italiani siamo sempre pronti a invitare in casa a mangiare amici e parenti. E invece non è proprio così. Anzi, gli Inglesi anche se di poco ci superano nell’accoglienza degli ospiti. Solo l’11% degli italiani, infatti, afferma di avere invitati spesso o molto spesso (contro il quasi 13% dei Britannici) e il 19,7% ammette di non invitare mai nessuno (in UK non lo fa il 17,8% degli intervistati). Pensi prima di aprire la bocca? Metà degli Italiani dice tutto quello che pensa senza pensarci troppo, contro 1 Inglese su 4. E solo l’8% degli abitanti del nostro Paese poi si pente di quello che ha detto, contro il 16% degli Inglesi che prova rimorso dopo aver parlato. In tutt’e due i Paesi comunque 1 abitante su 4 sta molto attento a quello che dice. Ecco, infine, qualche dato sulla birra in Italia.Gli italiani “Beer Lover”, ovvero quelli che preferiscono la birra ad altre bevande, sono ben 4,7 milioni.il 27,6% degli Italiani (gli Inglesi sono il 37,7%) la beve almeno una volta alla settimana e il 3,9% una tutti i giorni (il 5,4% fra il popolo anglosassone). L’83% di chi beve birra lo fa quando mangia la pizza o consuma altri pasti veloci. La birra è scelta come aperitivo dal 23,8% degli Italiani, mentre il 26% degli intervistati dichiara di bere birra durante i pasti, grazie anche al contributo di importanti chef e sommelier che propongono abbinamenti ad hoc di diverse birre con piatti particolari.

Gli Italiani? Kitchen People!

Ben 1.000 italiani e 1.000 inglesi maggiorenni, e le loro abitudini a tavola, sono alla base della ricerca “Gli Italiani? Kitchen People!” un gruppo di studiosi si sono interessati al concetto di ospitalità e agli argomenti di conversazione oltre che a nuove abitudini sempre più comuni. Tavola e convivialità, chi può negare lo speciale rapporto che lega queste due dimensioni della nostra vita quotidiana? Ma ecco cosa sta cambiando, fra uno snack e un pranzo alla scrivania, una chiacchierata sulle vacanze e un invito. Chi l’avrebbe mai detto? A tavola siamo più veloci degli Inglesi. Togliendo infatti il tempo necessario per preparare i piatti, passiamo a mangiare 1,12 ore al giorno, ovvero ben 20 minuti in meno rispetto al popolo britannico. Durante la settimana dedichiamo circa 30 minuti sia alla cena che al pranzo, mentre nel weekend questi tempi si allungano. Il posto ideale dove mangiare? A casa! Italiani e Inglesi preferiscono mangiare tra le mura domestiche sia durante la settimana che nel weekend. Si chiama “desk food”: un modo di mangiare che era impensabile fino a poco tempo fa e che oggi indica l’abitudine sempre più comune di utilizzare la pausa pranzo in ufficio per consumare direttamente alla scrivania un pasto veloce, magari chattando con gli amici. Il 42% degli Italiani e il 57% degli Inglesi, che pranza fuori casa, consuma il proprio pasto alla scrivania. Chi mangia fuori, dove e cosa mangia? Si mangia in ufficio e mensa aziendale mentre nel weekend vincono ristorante e pizzeria Questi ultimi sono i luoghi prediletti dagli Italiani anche per una cena fuori sia in settimana che durante il weekend. Vince il piatto unico durante la settimana, seguito dal pasto completo e lo snack mentre nel weekend ci regaliamo il pasto completo. Argomenti passe-partout e tabù. Al primo posto il cibo, lavoro, poi i figli, la loro educazione e scuola e infine le vacanze. Agli italiani non piace parlare di politica, di economia e di soldi, ma l’argomento tabù per eccellenza è il sesso. Anche per gli Inglesi il sesso è l’argomento più imbarazzante.bento-box-pausa-pranzo-gatto

Dedicato al benessere. Per non cadere in tentazione..

Come i bambini anche gli adulti dovrebbero fare lo spuntino tra un pasto e un altro e non giungere a fine giornata totalmente esausti Ecco alcuni consigli sui migliori snack da portare sempre con te e avere ancora più energia. Noci, mandorle, pistacchi, nocciole Molte donne evitano tutti i tipi di frutta secca, per i grassi e le calorie. Ma ci sono grassi buoni e grassi cattivi, le noci, per esempio, includono grandi quantità di grassi polinsaturi omega 3 mentre le mandorle hanno al loro interno grassi monoinsaturi. Le noci del Brasile sono una grande fonte di selenio, mentre mandorle, anacardi, pistacchi e nocciole sono ricche di ferro. Molte barrette di cereali contengono zucchero aggiunto. Invece, la frutta come le albicocche secche l’uva passa contengono molto ferro e calcio e sono a basso consumo energetico. Un paio di quadratini di cioccolato fondente e liquirizia sono buoni, se è necessario per ottenere il ferro. E il cioccolato fondente contiene anche antiossidanti. Inoltre ecco qualche suggerimento per non cadere in tentazione….Evita i dolci, quindi non comprarli. Ovviamente, ogni tanto puoi sgarrare e concederti qualcosa di dolce ma se la dispensa è piena di caramelle e biscotti, cadrai di sicuro nella tentazione di fare uno spuntino in modo sbagliato. Se ti piace mangiare popcorn quando guardi un film, assicurati di avere una bottiglia d’acqua in mano invece che cibo. Tieniti occupato. Fai qualcosa che ti piace in cucina per evitare di fare lo spuntino quando prepari lo snack ai tuoi bambini.cibo-spazzatura-650x330

La frutta secca

E’ spesso chiamata frutta secca, termine che indica anche la frutta fresca sottoposta a processo di essiccazione. La frutta secca a guscio è un mix di bontà e benessere. Gustosa, croccante, è un ottimo spuntino sul lavoro, un alleato davanti alla televisione sul divano, e anche in cucina per preparare gustose pietanze.A lungo demonizzata dalle diete perché accusata di essere troppo calorica, oggi sappiamo che fa bene, anzi molto bene. Allunga la vita, fa dimagrire e protegge da molte malattie.Gli studi che lo confermano sono innumerevoli. E’ dimostrato che la frutta secca riduce del 20% il rischio di morte. Un consumo regolare, senza esagerare, di frutta secca al naturale (20- 30 g. al giorno) tutto l’anno, (meglio lontano dai pasti per non rallentare la digestione), è un toccasana per il nostro organismo.la-frutta-secca-fa-bene-proprieta-nutritive-benefici