L’anguria è la regina dell’estate, un frutto fresco, dissetante e gustoso che di solito è amato da tutti, anche dai bambini. Ci fa pensare al mare alle spiagge, ma anche a cene in giardino con amici e proprio in queste occasioni la puoi rendere ancora più appetitosa e speciale grazie ad alcuni trucchi ed idee che vi permetteranno di trasformarla in animali e oggetti variopinti da mettere come centrotavola, aggiungendo anche altra frutta per creare delle macedonie. Per realizzare un bel coniglio a partire da un’anguria vi servirà un po’ più di abilità ma il segreto è tutto nell’iniziare a sperimentare. Al suo interno potrete servire, oltre ai pezzetti di anguria, una macedonia di fragole e di frutti di bosco. Con i mirtilli e i lamponi potrete creare occhi e naso, mentre per i baffi usate la parte bianca dell’anguria tagliata a striscioline.
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Due ore a contatto con la natura e sei più felice e più sano
Il mare, i prati, il bosco, le montagne e tutti gli altri scenari naturali hanno il potere di farci sentire meglio in breve tempo, sia a livello fisico che mentale. Ma qual è la “dose” perfetta per questa terapia naturale? Secondo uno studio bastano solo 2 ore a settimana!A dirlo un team di ricerca dell’University of Exeter che ha scoperto qualcosa che noi già sapevamo: stare seduti a godersi la pace che offre la natura ha benefici per il nostro organismo ma anche per la mente. La novità sta però nel fatto che vi sarebbe un tempo minimo di permanenza per godere dei vantaggi.E in effetti non ne serve molto: una “dose” di due ore di natura a settimana aumenta significativamente la salute e il benessere, e non c’è bisogno neppure di camminare! Questo, infatti, è vero anche se si sta comodamente seduti su una poltrona o per terra ,a contemplare il paesaggio o sdraiati su un lettino, o sulla sabbia in completo relax.Il nuovo studio, non solo valuta i benefici della cosiddetta “ecoterapia” ma ci consiglia anche una possibile tempistica per frequentare parchi, boschi, mare, ecc. godendo del massimo dei benefici. Sembra dunque che, al nostro stile di vita sano fatto di 5 porzioni al giorno di frutta e verdura, attività fisica, ecc. dobbiamo aggiungere anche un paio d’ore a settimana immersi nella natura!
Anguria che passione
Anguria: emblema d’estate. Le sue fette succose danno idea di refrigerio, fanno sognare il mare le spiagge assolate mentre si assapora la polpa zuccherina. Avete mai pensato all’anguria come ingrediente a tutto tondo per l’estate? Noi sì e lo pensiamo in fresche e originali ricette con un morbido sorbetto, con golose tartellette, in una scenografica torta fredda, un rinfrescante gazpacho. Sono solo alcuni spunti per trasformare questo prezioso frutto, con pochi semi, in qualcosa di ancora più speciale per rendere unica la vostra estate, ovunque vi troviate!
La mente fantastica
Tutto quello che vedi intorno a te era il sogno di qualcuno. Ci avevi mai pensato? Che sia una penna magari il grande sogno del Sig. Bic, un auto magari l’altrettanto grande sogno del Sig. Ford, o qualsiasi altra cosa, tutto quanto prima è nato nella mente di una persona L’eccellenza non è un’azione, ma un’abitudine. E come ogni abitudine deve essere allenata, e ci vuole un fattore esterno, una persona, un evento, una parola, che proprio dall‘esterno veda, senta, percepisca la nostra situazione, dandoci un nuovo punto di vista che ci apre gli occhi su nuovi scenari e nuove possibilità. Così come dentro il mare, il pesce non sa che c‘è la terra se nessuno glielo racconta o se non è mai stato pescato … anche noi possiamo fare delle ottime scoperte da un punto di vista esterno al nostro. Per lo stesso motivo, siamo in grado di fare cose incredibili, se non pensiamo che siano impossibili. Se assumiamo la credenza di qualcuno che ciò che ci apprestiamo a fare e‘ impossibile, allora lo sarà anche per noi. Anche se invece siamo in grado di farlo. Secondo le leggi della fisica, considerando il suo peso corporeo e la superficie alare, il calabrone non sarebbe assolutamente in grado di volare. Però lui non lo sa e vola. La nostra mente è un potenziale incredibile, e allenarla e cercare spunti e strumenti al fine di usarla nel modo più utile per migliorare la qualità della nostra vita farà si che possiamo mirare sempre più in alto… mira alla luna male che vada finirai tra le stelle….
In estate si tradisce di più
Se la primavera segna il risveglio dei sensi, l’estate rappresenta il trionfo della sensualità, della libido… e del desiderio sfrenato, compresi i tradimenti. Le avventure di una notte di mezza estate, insomma, non sono un cliché, ma una realtà consolidata, che vive all’ombra di strutture marine e ombrelloni e delle relazioni ufficiali. Quando il gatto non c’è, i topi ballando”: il 65% degli intervistati tradisce durante l’assenza o la lontananza, momentanea o duratura del partner, che viene considerata come un’ottima occasione per combinare qualche marachella e passarla franca. Ma c’è anche un 35% che tradisce comunque. Il dato sorprendete? Tra gli impenitenti recidivi 3 su 5 sono donne! In estate si tradisce di più? Secondo 4 persone su 5 è vero. Insomma, sotto il sole si è più disinibiti e sensibili al fascino di altri potenziali partner, ma le donne sono più propense a controllarsi, e cedono solo se la relazione attuale è problematica. Perché si tradisce in estate? A istigare i tradimenti sarebbe, per gran parte degli uomini, la visione irresistibile di corpi svestiti, in spiaggia come in città, mentre una parte delle donne cede se si sente desiderata, protagonista di una notte “magica”. E forse questo alleggerisce le colpe dei colpevoli, perché, come spiega Alberto Caputo, conferma una regola biologica: gli uomini sono esseri visivi, hanno bisogno di stimoli concreti e definiti. Le donne preferiscono essere corteggiate e sedotte. Insomma, in estate i punti deboli diventano un po’ più deboli che nel resto dell’anno, quindi: se volete evitare il tradimento, scoprite qualche cm di pelle in più, e, uomini: fateci sentire desiderate!
Le estati si ….quelle vere
Fermarsi e ricordare…. si voi le ricordate quelle estati che arrivavano cariche di aspettative? Quelle in cui prima di partire il pensiero fisso non era tanto preparare la valigia, ma registrarti una marea di audiocassette, per ascoltarle dappertutto in macchina, sull’aereo, sulla spiaggia, sperando che sarebbe arrivato, prima o poi, il momento di cedere uno degli auricolari, magari sdraiati su un lettino sotto le stelle, magari proprio al momento della tua canzone preferita, quella romantica, quella del primo bacio?Le ricordate quelle estati dove la massima trasgressione era il falò di ferragosto in riva al mare sulla spiaggia, l’unica sera in cui ti era concesso di rimanere alzata di più, e magari in giro da sola per il villaggio o il paese di mare. Quelle estati in cui “quelli più grandi”, con la chitarra in mano, esercitavano un fascino indimenticabile Le ricordate quelle estati in cui la massima condivisione tecnologica consisteva nella Kodak usa e getta? Sì, quella con la rotellina da girare e il rullino da 36. Da consumarne almeno due per ogni vacanza, e quando le sviluppavi ti accorgevi che proprio la foto in riva al mare con “il bagnino figo da paura” non era venuta?Le ricordate quelle estati in cui iniziare a piangere il giorno prima di tornare a casa era d’obbligo. Quelle estati in cui ti innamoravi così tanto da farti scoppiare il cuore, da pensare che non ti saresti ripresa mai più. Le estati dei sentimenti assoluti, delle farfalle nello stomaco, delle chiacchiere con le amiche alla ricerca di quelle prima confidenze sul sesso. Le ricordate quelle estati, insomma, in cui si era felici delle piccole cose. Senza gonfiabili a forma di unicorno da esibire in piscina, senza foto per Instagram da scattare, senza filtri anti-occhiaie, senza l’ansia da Social-condivisione, senza le paranoie, senza i nuovi incontri e i vecchi ritrovamenti, di chi ti chiede perché non hai ancora almeno un marito, due figli, un cane e una casa con il giardino. Senza l’ansia di dover comunque tornare al lavoro e allo stress in breve tempo. Senza diete, prova costume. Le estati con la famiglia, con gli amici di sempre, con quelli che ti porti nel cuore tutta la vita, anche se magari li perdi di vista. Le estati dei primi amori in cui credi fermamente, e che in qualche modo segnano il tuo percorso sentimentale futuro Le ricordate quelle estati che sono state, e saranno, belle di quella bellezza che si chiama semplicità.
L’angoscia della domenica
La domenica pomeriggio mentre rientriamo da una giornata al mare o in montagna o anche più semplicemente mentre il sole scende all’orizzonte veniamo avvolti da a solitudine, la frustrazione e le aspettative insoddisfatte sfilano davanti ai nostri occhi. Tante volte, senza esserne coscienti, finiamo per fare un’introspezione o evitarla. Proprio questo alla fine della giornata cresce il germe dell’angoscia. Ecco alcuni consigli per imparare a gestirla meglio.Organizzare le attività da realizzare il lunedì già dal venerdì pomeriggio. Questo facilita la transizione del fine settimana e la domenica non verrà dedicata solo al lavoro. Godersi la domenica. Non stiamo parlando di restare inattivi, ma di dedicare la domenica a svolgere le attività che amiamo e che ci fanno stare bene, gite cene con amici, ma anche momenti rilassanti seduti su comode poltrone in giardino, con un buon libro contornati dalla luce sprigionata da profumate candele all’interno delle lanterne sarà un buon inizio per una buona settimana
Frittura di paranza
Olio bollente pesci di piccola dimensione carta assorbente per asciugare il fritto di paranza è una vera prelibatezza, che trova posto sulle nostre tavole di mare specialmente in estate. La frittura viene fatta passando il pesce nella farina, quindi friggendolo rapidamente nell’olio bollente e poi asciugandolo su carta assorbente. La frittura di pesce va mangiata caldissima. Questa frittura, talvolta, viene accompagnata a tavola da spicchi di limone, il cui succo è da alcuni apprezzato come condimento. Il suo nome paranza deriva da quello di una tipica barca per la pesca a strascico comunemente impegnata dalle marinerie italiane: con la prua tozza, la poppa assai ampia e un albero a vela latina, era in uso negli anni cinquanta sia nel mar Tirreno che nel mar Adriatico per la pesca a coppie detta a punto di paranza in cui ciascuna barca tirava un ala di una rete a strascico. Oggi si usano i motopescherecci
Pic-nic immersi nella natura
L’estate avanza rapida dal mare verso l’interno risalendo i fiumi e poi i torrenti. Dai fondovalle scala le prime colline e poi le montagne più alte fino ai crinali, sale prima dai versanti Sud e poi da quelli Nord: viste da lontano, le faggete cambiano colore in una sola giornata, dal bruno al verde acceso.L’estate ha un suo irresistibile richiamo che trascina fuori dalla porta di casa e puntuale come una rondine il pic-nic saluta il ritorno delle gite. Alle falde del Pratomagno il minuscolo villaggio di Rocca Ricciarda spunta tra i castagni. Poche centinaia di metri prima del paese ci si ferma in una piccola area di sosta ben evidente grazie a un grande pannello informativo. Qui il torrente Ciuffenna si separa in più piccoli ruscelli scorrendo con salti e cascatelle. La Comunità Montana Pratomagno ha costruito alcuni barbecue in muratura che possono essere usati liberamente e che sono molto affollati in estate. Hanno anche creato un breve percorso attrezzato da corrimano e ponticelli in legno, qua e là un cartello informativo racconta la storia dei carbonai e dei raccoglitori di castagne che fino agli inizi del Novecento mantenevano questi boschi. Senza dubbio è un bellissimo posto per fare pic-nic, i ruscelli scorrono in un bosco privo di pericoli, intorno ci sono panchine e tavolini in legno all’ombra dei castagni, il tutto a pochi passi da una strada asfaltata dove possono non passare auto per ore e ore.
La Feniglia
Se non ci fossero quelle due strisce di sabbia note come tomboli l’Argentario sarebbe un’isola, senz’altro la più vicina alla costa di tutte le isole dell’Arcipelago Toscano. La Feniglia è il tombolo più meridionale, una lingua di sabbia lunga e stretta, coperta da una rigogliosa macchia mediterranea protetta da un tetto di pini marittimi, e sui due lati solo acqua: da una parte la laguna di Orbetello, dall’altra il mar Tirreno.Questa striscia di 6 chilometri di collinette sabbiose è percorsa per tutta la sua lunghezza da sentieri e strade pedonali; e naturalmente, il pezzo forte è il lungo arco della spiaggia libera, stretta tra la piccola collina di Ansedonia e le fortezze spagnole di Porto Ercole. Se sarete disposti a camminare per 3 o 4 chilometri arriverete nella parte meno frequentata. Ne vale davvero la pena! I grossi tronchi portati dalle mareggiate sembrano disposti ad arte rendendola ancora più”selvaggia”.