Un hotel “portatile” tutto eco sostenibile

Un hotel “portatile” da posizionare dove si vuole, è l’ultima rivoluzionaria proposta sostenibile a zero emissioni CO2 per venire incontro a viaggiatori innovativi.Il suo predecessore è il Capsule Inn di Osaka, sistema di hotel a occupazione densa, che però assomigliava più a un alveare di loculi in cui bisognava infilarsi gattoni che ad un hotel. Niente a che vedere con la Sleepbox, una recente proposta a grande efficienza energetica dello studio russo Arch Group che in soli 3.75 mq racchiude una stanza d’albergo.Pensata per gli uomini d’affari sempre in giro per il mondo e in transito da un aeroporto all’altro, la Sleepbox può essere installata nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti e in tutti quei luoghi in cui ci possa essere un gran numero di persone che ha bisogno di riposo. In paesi con un clima temperato può essere anche utilizzata per strada.Elemento funzionale principale della “scatola”, delle dimensioni di 2×1.4 metri per 2.30 m di altezza, è il letto (2×0.6 m), dotato di sistema automatico di cambio delle lenzuola rigorosamente in fibre naturali che vengono riavvolte da un estremo all’altro, cambiando il letto. Se il cliente vuole dormire nel massimo comfort, può prendere il normale set di biancheria da letto per un costo aggiuntivo.Sleepbox è dotata di un sistema di ventilazione, allarme acustico, TV LCD integrato, Wi-Fi, piattaforma per un laptop e dispositivo per ricaricare il cellulare. Sotto il pavimento c’è lo spazio per borse e valige All’uscita del cliente avviene il cambio automatico della biancheria da letto e si accendono le lampade al quarzo esterne che indicano la disponibilità della “camera”. È possibile effettuare il pagamento presso i terminali speciali che forniscono la chiave elettronica di accesso ai clienti che possono acquistare da un minimo di 15 minuti a diverse ore. Cos’ha di sostenibile? Dal punto di vista della attuazione, i materiali sono tutti originati da materie seconde da riciclo. L’automazione è massima, regolata da un sistema di microdomotica che riduce i costi energetici di utilizzo per tutte le funzioni alimentate da energia elettrica: massimo risparmio energetico dovuto alla organizzazione dei consumi, massima efficienza, zero emissioni di CO2, basso impatto ambientale.Ma soprattutto la sostenibilità sta in un aspetto che normalmente non viene tenuto in conto: alloggiando in questo tipo di hotel, vengono azzerati gli altissimi costi di gestione delle parti comuni degli alberghi, vaste e spesso inutilizzate, e i costi di trasporto per raggiungere e lasciare gli alberghi. Un risparmio in inquinamento ambientale non indifferente!

Illusioni ottiche

Nel 350 A.C. Aristotele notò che guardando una cascata d’acqua e dopo concentrando la vista sulle rocce statiche, effettivamente sembra che esse si muovessero nella direzione opposta a cui cadeva l’acqua. Oggi giorno esiste una spiegazione per questa illusione ottica che chiamiamo ¨conseguenza del movimento”. Quando il filosofo notò questo fenomeno, dichiarò che non potevamo fidarci dei nostri sensi, perché in determinate occasioni ci ingannano. Il cervello, per quanto potente, deve comunque sottostare ad una serie di limiti fisici invalicabili. Fra questi, uno assume particolarmente importanza: la velocità. La spiegazione delle illusioni ottiche può essere riportata a questa limitazione o, per essere più precisi, al modo in cui la mente cerca di aggirarla. È difatti risaputo che da quando l’occhio vede un’immagine a quando essa viene processata dal cervello, permettendoci quindi di interpretare i segnali visivi, passa circa un decimo di secondo. In altre parole, quello che noi effettivamente vediamo non è il presente, bensì il passato. Un decimo di secondo può sembrare molto poco, ma in certe situazioni potrebbe diventare un vero handicap: basti pensare a quando si deve afferrare un oggetto in volo, o quando si devono coordinare movimenti molto veloci. Ci sono vari studi sul come la mente compensi questo limite, e ad oggi non c’è una soluzione che metta tutti d’accordo. Secondo le  ricerche del Dottor Mark Changizi il cervello vede nel futuro. Resosi conto dell’incapacità di processare subito gli stimoli visivi, per non rimanere indietro con la realtà, interpreta ulteriormente i segnali inviati dagli occhi: cerca di prevedere cosa succederà nell’immediato futuro, e si basa su quelle informazioni per capire la realtà che ci circonda. In particolare, il cervello prevede il movimento in base ai dati che ottiene nel tempo, e prevede in anticipo cosa succederà fra una frazione di secondo. Ed è proprio qui che le illusioni ottiche come quella mostrata sotto agiscono: gli schermi LCD e le immagini in generale sono un’invenzione molto recente, e il cervello non si è evoluto in modo da riuscire ad interpretarle correttamente. Quindi comprende i disegni e le linee come degli oggetti e cerca di intuire che tipo di movimento potrebbero avere. A seconda dell’illusione ottica che guardate l’immagine suggerisce al cervello un tipo diverso di movimento, creando una distorsione della stessa.