Il segreto della felicità

Il segreto della felicità è molto più vicino di quello che si potrebbe pensare e spesso lo si può trovare nelle piccole cose della quotidianità, come per esempio una passeggiata nella natura o addirittura un selfie. Se la tristezza prende il sopravvento sull’umore con l’arrivo dell’autunno e dal meteo ballerino si può ritrovare un momento di sollievo grazie anche al contatto diretto con la natura o quello che i giapponesi chiamano Shinrin-Yoku, letteralmente immersione nella foresta. Studi scientifici hanno infatti dimostrato che stare all’aria aperta ridurrebbe il battito cardiaco e la pressione sanguigna, donando una sensazione di benessere. In particolare, con il loro aspetto delicato e il loro profumo inebriante, le rose sarebbero tra i fiori più “contagiosi” nel regalare sorrisi tanto che i ricercatori dell’Università di Harvard consigliano di tenerne un vaso proprio vicino al letto.Il segreto della felicità consiste anche nel coltivare le relazioni faccia a faccia, prendendosi una pausa dai social media, che sono spesso causa di ansia e depressione. Nonostante le opportunità di networking che certamente offre, la tecnologia non potrà mai sostituirsi al potere di un abbraccio in carne e ossa o alla risata di un caro amico. Inoltre, il tempo che si trascorre ogni giorno su Facebook può essere impiegato in maniera più costruttiva, ad esempio per coltivare una passione o un hobby come appunto il giardinaggio.Esistono anche alcune abitudini altrettanto efficaci nel mettere di buonumore. Sinonimo di frivolezza e vanità, i selfie hanno in realtà un effetto benefico proprio perché sono associati a un momento di leggerezza, in cui ci si è portati a sorridere e a prendersi un po’ meno sul serio. Se poi l’autoscatto viene condiviso con una persona cara, l’effetto è contagioso.Il segreto della felicità passa infine dal proprio sé, che dovrebbe essere coltivato con la stessa attenzione con cui si cura un giardino. Nei momenti “no” non bisogna abbattersi o cedere all’agitazione, ma fare un lungo respiro che, come insegnano le tecniche yoga, dona la calma necessaria ad affrontare gli impegni della giornata. Una volta fatto superato il momento di empasse, gli esperti invitano a prendere, a mente fredda, una decisione, piccola o grande che sia, Indipendentemente dalla scelta, ci si sentirà subito meglio per aver preso il coraggio di uscire dalla propria zona di comfort e aver dato voce all’io interiore, nel qui ed ora.

 

Tu lui e voi due

È il sogno di molti: trovare un partner che, oltre a ricambiare l’amore che proviamo per lui, abbia tante affinità con noi; modi di ascoltare, di vivere il tempo, di guardarsi dentro, di divertirsi e di cercare. Ma non è solo un sogno: in tanti casi, all’inizio di una storia, la cosa sembra realizzabile. L’entusiasmo dei primi tempi fa volare i due innamorati, che si sentono in grande armonia. Tuttavia spesso basta attendere qualche tempo per ritrovare questa stessa coppia in grande difficoltà: subentrano scontento, insofferenza e indifferenza reciproca, in uno sforzo di adattamento che può farsi pesante. Ma perché le cose vanno così? Pur nella gran diversità delle situazioni, molti commettono un semplice errore “tecnico”, cioè non sono capaci di variare la condivisione del tempo e dello spazio all’interno della vita di coppia. Ci sono quelli che fin dai primi tempi fanno tutto insieme: condividono qualsiasi cosa e dove c’è l’uno c’è anche l’altra,da recarsi al ristorante,al mare,a fare acquisti Ma questa condivisione totale si trasforma in breve tempo nel fatto che si fa solo quello che si può fare insieme, cioè si segue una sorta di minimo comune denominatore, da cui vengono escluse tutte le attività che non interessino a entrambi, tagliando così fuori un bel pezzo della realtà individuale di ognuno. E ci sono quelli che fanno l’esatto contrario, soprattutto dopo che iniziano a vivere insieme e nascono i figli: gli interessi personali vengono separati nettamente dalla vita in comune e si condividono soltanto le cose funzionali, legate ai doveri familiari, con l’inevitabile conseguenza di diventare quasi due estranei l’uno per l’altra.Alcuni attuano una variante a quest’ultimo atteggiamento: condividono fra loro solo quel che vivono con gli amici, in compagnia, dando origine al contempo una realtà parallela a parte, strettamente individuale e talvolta segreta, di cui l’altro non sa niente e in cui viene sviluppata una nuova personalità che contrasta con quella presente in coppia. In pratica gli amici diventano via via l’unico ambito nel quale i due trovano dei punti di contatto e di unione. Si tratta di strategie che prima o poi producono una crisi di coppia, perché almeno uno dei due inizia a sentire la mancanza del giusto equilibrio fra vita condivisa e vita individuale. Saper condividere è un’arte che richiede intelligenza e dedizione e che va applicata di volta in volta ai cambiamentiUn’arte che, per funzionare, deve dedicarsi con uguale passione a tre ambiti: le due vite personali e quella di coppia.I riti individuali e quelli condivisi, le passioni, gli interessi, dovrebbero trovare spazio adeguato, così da nutrire le diverse esigenze dei tre organismi presenti nella coppia: io, tu e noi due. Perciò è importante decidere insieme quali sono le cose irrinunciabili, indispensabili a far sentire vivi questi tre organismi, tutti da amare e proteggere allo stesso modo. La vera affinità è la  capacità di dividere e di condividere.