Sembra impossibile che una preparazione così elementare sia protagonista di tante discussioni di cucina, preparare delle uova sode non è difficile, ma ci sono decine di micro-passaggi e ‘trucchi’ per renderle più o meno cotte, più o meno sbucciabili. Prima di tutto, se siete incerti sulla freschezza dell’uovo, fate un test. Ponetelo in una ciotola con acqua fredda: se va sul fondo è fresco, se galleggia è meglio non mangiarlo. Se è un uovo di campagna potrebbe essere sporco, ma non dovrete lavarlo o permetterete ai batteri di entrare nel guscio, meglio strofinare via la sporcizia con un tovagliolino di carta. La diatriba più grande sta nell’acqua di cottura: l’uovo va immerso in acqua fredda o già bollente? Ebbene, la cottura funziona con tutti e due i metodi, ma è preferibile immergerlo in acqua fredda, perché l’acqua calda crea uno ‘shock termico’ che fa rompere il guscio più facilmente. In molti consigliano di aggiungere mezzo cucchiaino di sale all’acqua, che farà rassodare l’albume più in fretta ed eviterà che esso fuoriesca eccessivamente in caso di rottura del guscio. A tale proposito, se evitate il passaggio del sale ma vedete che il guscio si sta crepando, aggiungete all’acqua di cottura dell’aceto: farà rassodare subito l’albume che sta per fuoriuscire. I tempi di cottura variano a seconda della compattezza che volete dare al tuorlo: se vi piace ben sodo occorrerà cuocerlo per circa 7 da quando l’acqua comincia a bollire; se amate la consistenza più morbida, 6 minuti basteranno il tuorlo sarà compatto ma morbido al centro. Una volta passato il tempo di cottura, prendete l’uovo e immergetelo in acqua fredda, per far abbassare subito la temperatura e permettere al guscio di staccarsi facilmente dall’albume. Lasciatelo almeno 5 minuti, e poi sbucciatelo rompendo il guscio picchiettandolo su una superficie dura: cominciate dalla parte più grossa, la ‘base’ dell’uovo, dove troverete una piccola cavità con dell’aria che faciliterà l’operazione. Un metodo veloce per sgusciare diverse uova sode insieme o uno solo in mezzo minuto è quello di immergerle in un pentolino con acqua fredda, freddissima, tappare con un coperchio e agitare rapidamente il contenitore da destra a sinistra non dall’alto al basso per circa 20 secondi: quando toglierete il tappo avrete tutte le vostre uova sgusciate.
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La sindrome del multitasking
Allattare il bimbo mentre si scrive un articolo, nel frattempo rispondere al telefono e mettersi d’accordo con un’amica per un caffè e, contemporaneamente, mandare un’e-mail. Il tutto mentre si ascolta uno splendido pezzo musicale appena scaricato. È l’era del multitasking, che secondo gli esperti porta alla disattenzione intermittente suscitata dal perenne bombardamento mediatico. Si fa una cosa e, grazie o per colpa di alle nuove tecnologie si possono portare avanti altri tre/quattro compiti. Ma la domanda è: fa bene? E se anche facesse bene, sarebbe naturale per l’essere umano. Il tipo di esperimento eseguito, su un campione di individui destri e nessun mancino e con due compiti da portare a termine che erano simili tra loro, dicono i ricercatori non consente di dire se la divisione dei compiti tra i due emisferi sia casuale o dipenda dal tipo di operazione e dalla dominanza di un emisfero su un altro. Ma i risultati dello studio suggeriscono che il lobo frontale, che ha funzioni esecutive, è limitato a svolgere al massimo due compiti nello stesso momento. «Ecco perché la gente prende spesso decisioni irrazionali quando fa più di due cose insieme», spiega Koechlin: «Possiamo cucinare e stare al telefono, ma non possiamo per natura provare a leggere anche il giornale». Lo studio suggerisce anche che non esagerare nel multitasking è una buona regola non solo per le cose da fare, ma anche per quelle da pensare. Fin dall’inizio della giornata: niente più colazioni brevi e frenetiche, si fa il caffè mentre si accende il computer e si controllano le e-mail sullo smartphone, per dire. Niente cene familiari con la tv accesa. Niente telefonate mentre si legge, si cucina o si lavora. Il nostro cervello non è fatto se non a un caro prezzo per fare troppe cose in una volta, così non è predisposto nemmeno per pensare a troppe cose: anche le scelte devono essere prese su due opzioni alla volta.
Lasciare la mente libera
Si dice che quando Archimede Pitagorico esclamò “Eureka!” fosse nella stanza da bagno dentro la vasca: l’idea ispiratrice del principio che avrebbe rivoluzionato la fisica dei fluidi gli venne infatti mentre si accingeva a lavarsi. Che le grandi intuizioni arrivino sempre nei momenti in cui non si è particolarmente concentrati su quel problema specifico è cosa nota. Ora uno studio statunitense suggerisce che non siano i momenti di pausa a favorire la creatività e l’ingegno, quanto i momenti in cui lasciamo che la nostra mente vaghi. All’ Università di Santa Barbara, hanno sottoposto a 150 studenti due esercizi che richiedevano di elencare in due minuti il numero maggiore possibile di utilizzi alternativi di oggetti d’uso comune come stuzzicadenti, appendiabiti e mattoncini. Allo scadere del tempo, ai partecipanti è stato concessa una pausa di 12 minuti, durante la quale alcuni hanno riposato, altri hanno intrapreso un’attività che richiedeva l’uso della memoria, altri sono stati coinvolti in un’attività poco impegnativa . Un ulteriore gruppetto di volontari non ha avuto alcun momento di pausa. Alla fine del break gli studenti hanno dovuto compiere nuovamente il compito iniziale: coloro che avevano indugiato nell’attività che permetteva alla mente di divagare, questa volta hanno ottenuto nel 41% in più dei casi performance migliori rispetto ai compagni, mentre negli altri soggetti non è stato riscontrato alcun miglioramento. Sta di fatto che troppa concentrazione fa perdere di vista se stessi
Una sedia a 100 metri di altezza…
Una sedia innestata nella roccia per chi vuole “rilassarsi” a più di 100 metri di altezza. È la stravagante idea di un designer statunitense, Dallin Smith, e della sua ragazza Chelsea Katseanes, accomunati dalla stessa passione per le scalate. Per crearla hanno attorcigliato delle vecchie funi e poi legato il tutto alla roccia con due ganci di metallo. Hanno impiegato quattro mesi per realizzare la loro speciale sedia nel vuoto.“L’ho costruita perché avevo tante funi nel garage che non utilizzavo più per arrampicarmi. All’inizio avevo pensato di fare una sedia per il soggiorno di casa. Solo dopo ho pensato di posizionarla all’esterno su una parete rocciosa» spiega Dallin alla stampa. I due scalatori l’hanno installata su una parete del Rock Canyon nei pressi di Provo nello Utah. Chi volesse avere il brivido di provarla non può più farlo: è stata tolta dalla parete perché pericolosa per gli altri colleghi scalatori. Tuttavia, ci sono ancora speranze. Lasi potrà acquistare su eBay. Dallin ha intenzione di metterla all’asta e farci molti soldi.Per ora può accontentarsi della pubblicità che sta ottenendo sulla Rete.
Accatastare la legna creando un’opera d’arte
Le piovose giornate e le copiose nevicate di questi giorni ci hanno costretto a stare ben riparati in casa al calduccio di termosifoni, stufe e caminetti accesi. Ma per alimentare il fuoco ci vuole la legna; chi abita in collina o in montagna lo sa molto bene, ed è proprio in questo periodo che trasporta attraverso delle ceste, ciocchi di legna da accatastare vicino al camino da utilizzare durante tutta la giornata, attingendola dalle cataste precedentemente preparate. Le cataste di legna bene o male le conosciamo e le abbiamo viste tutti; si parte dal basso e poi via via si sale, accatastando ciocchi e rami tagliati tutti della stessa lunghezza; in cima alla catasta si mettono poi i rametti più piccoli, quelli ottimi per accendere inizialmente la fiamma. Possiamo dire che le cataste di legna sono solitamente molto precise e funzionali, disposte con precisione all’esterno della casa, in giardino, o comunque in luoghi protetti almeno dalla pioggia e della neve. Esiste però un modo creativo e artistico per accatastare la legna, riuscendo a raffigurare animali e oggetti, sfruttando diverse forme, dimensioni, posizioni e colorazioni della legna tagliata a vostra disposizione. Realizzerete delle Opere d’arte oltretutto effimere, che scompariranno man mano che il freddo reclamerà legna da ardere per il tepore della casa, ma forse questo aspetto di fragilità rafforzerà ancora di più la bellezza delle vostre opere d’arte, e le renderà sospese a metà tra l’ingegno costruttivo e la loro provenienza naturale, in cui tutte le cose nascono, vivono e periscono. Pertanto se anche voi, in questi giorni, siete alle prese con la scorta di legna per l’inverno, provate a cimentarvi nella realizzazione di una catasta di legna artistica, un modo divertente per introdurre un po’ di creatività anche in questa attività tradizionale, forse spesso un po’ pesante….
ALVEARE AUTOSUFFICIENTE.
Flow Hive è l’alveare che permette a chiunque di diventare apicoltore. A differenza degli alveari convenzionali infatti, Flow Hive non necessita di manutenzione nemmeno per estrarre il miele: basta aprire un rubinetto e… servirsi.Le celle di questo alveare infatti vengono fornite alle api già parzialmente costruite: gli insetti si limitano quindi a riempirle di miele e a chiudere con la cera la parte mancante.All’apicultore non resta che inserire una cannula all’interno del favo, rompere le celle e lasciar fluire all’esterno il nettare senza nemmeno disturbare gli insetti, e poter quindi proporre questo delizioso nettare per dolcificare in maniera naturale delle profumate tisane, degli aromatici tè ma anche per gustarlo su delle fette biscottate 
Soluzioni facili per contrattempi
Ciò che serve per risolvere i piccoli problemi quotidiani o affrontare alcuni casi d’emergenza è alla portata di tutti ma spesso non lo sappiamo. Ecco una guida per la realizzazione di un vademecum un po’ particolare ma dai sicuri risultati.sei a cena ma non riesci a togliere il tappo di sughero dalla bottiglia perché si è incastrato…immergi un panno in acqua bollente e avvolgilo intorno alla parte alta della bottiglia. Il calore espanderà il vetro e il tappo uscirà oppure cadrà nel vino. Devi appendere un quadro ma il pensiero di pestare le dita con il martello ti fa desistere…invece di rinunciare prendi un pettine di plastica ed un martello ed infila il chiodo tra i denti del pettine così avrai salve le dita. Per essere sicura di appenderlo perfettamente orizzontale usa un bicchiere con dell’acqua come ‘bolla’, appoggialo sulla cornice e controlla che il livello dell’acqua, fai un segno sul muro con una matita poi procedi a fissare il chiodo. devi fare una scampagnata e le scarpe da montagna si sono indurite…forse dopo l’ultima gita non le hai asciugate e la tomaia si è irrigidita. Prendi della crema idratante e spalmala sulle scarpe, tempo qualche minuto torneranno morbidissime. Sei in campagna o in montagna per un pic nic e le lattine si sono scaldate…bagna una salvietta e avvolgila intorno alla bibita e lasciala per un po’ al sole. Dopo poco tempo l’evaporazione rinfrescherà la lattina.
In Svizzera il primo hotel senza pareti
Basta con il lusso e le comodità, l’aria condizionata un comodo divano, il televisore al plasma. Nasce in Svizzera Null Stern Hotel, il primo hotel senza pareti che riduce all’essenziale ogni servizio. Da qualche settimana gli artisti Frank e Patrik Riklin, supportati da un maitre professionale Daniel Charbonnier, hanno aperto il Null Stern Hotel sotto forma di un letto matrimoniale collocato all’aria aperta nella campagna svizzera. Il nuovo albergo non è altro che l’evoluzione ancora più estrema del progetto artistico dei due artisti. Posto a 1.970m di altitudine, a Safiental, nel cantone svizzero dei Grigioni, è dotato di un semplice pavimento con sopra un letto matrimoniale, due comodini e due lampade. Nessun immobile, né pareti a proteggere gli avventurosi turisti che hanno a disposizione un bagno dotato di accessori a dieci minuti di cammino dall’hotel. Non certo comodissimo, ma la vista sulle Alpi ed il cielo stellato di notte come tetto promettono di non far rimpiangere la mancanza delle comodità. La struttura è accessibile chiaramente solo d’estate, ci vogliono circa 250 franchi svizzeri per soggiornare una notte al Null Stern Hotel di Safiental, oppure potete rubacchiare l’idea e trasformare il vostro giardino in una sorta di camera da letto all’aperto non godrete certo dello spettacolo delle Alpi…!!
Smoothies….deliziosi
Con l’arrivo del caldo cresce la voglia di vivere la cucina con più leggerezza e trasformare gli ingredienti semplici e naturali in bevande gustose come smoothies, frullati e centrifugati. Ottimi per fare il pieno di vitamine, sono la nuova mania degli italiani. Lo afferma una recente indagine di Coldiretti che registra un aumento del 5% degli acquisti di frutta e verdura proprio per consumare queste bibite green. Una percentuale di acquisto “in netta controtendenza rispetto all’ andamento stagnante dei consumi”, dichiara l’organizzazione degli imprenditori agricoli. I drink di tendenza si possono preparare in casa grazie agli elettrodomestici in commercio: dal classico frullatore alle centrifughe più evolute, fino alle macchine specifiche per estrarre il succo o realizzare sorbetti, ci sono inoltre anche gli utensili che aiutano a pulire la frutta, resta solo da portarla in tavola con ricette in sintonia con le stagioni.
Fioriere creative
Moltissime sono le persone dotate di un ottimo pollice verde e amanti della cura del giardino.
Come ogni cosa anche questa passione può essere portata avanti con più o meno precisione e amore, creatività e originalità.
Le piccole idee, quelle particolari e un po’ diverse, sono sempre capaci di fare la differenza anche in questo ambito: un giardino curato e gestito con amore è piacevolissimo da vedere e sarà in grado di ospitare noi i nostri parenti e amici che ci fanno visita in modo armonico ed elegante. Un giardino è fatto di mille componenti, tutte allo stesso modo importanti, ma pensiamo per esempio alle fioriere: un elemento fondamentale per rendere il nostro spazio all’aperto colorato e originale. Ce ne sono di ogni genere e forma,…eleganti biciclette con cestelli, vaschette in latta o vimini colorate, con basi in metallo e vasetti di terracotta, o in legno magari anche su due piani… poi però ci possiamo far venire in mente tante idee per creare anche qualcosa di davvero interessante e bizzarro Se ci affidiamo alla fantasia e alla creatività, non ci sono davvero limiti! Pensate a cosa vi piace e realmente trasformatela in fioriera da collocare in giardino e il gioco è fatto. Macchine da scrivere, colapasta bilance e strutture fatte con le bottiglioni vecchi potranno essere i vostri nuovi elementi decorativi.
