Il gorgonzola abbinalo a…

Il Gorgonzola in realtà è stato chiamato così solo in tempi relativamente recenti; negli anni infatti, perlopiù si indicava come “stracchino di Gorgonzola” o “stracchino verde”, perché realizzato con il latte delle mungiture autunnali delle mucche che tornavano stracche dalle malghe e dagli alpeggi; solitamente la prima tappa di questa transumanza era proprio Gorgonzola e lì si realizzava questo formaggio dal gusto intenso e dai profumi inconfondibili. La personalità decisa di questo formaggio offre una tale varietà di gusti che influenzano, inevitabilmente, anche la scelta dei vini: dolce o piccante ? e tu per che tipo sei ? Il gorgonzola piccante richiede un vino rosso, ben strutturato, caldo e generoso, invecchiato: Barolo, Barbaresco, Chianti Classico Riserva, , Brunello di Montalcino, il gorgonzola dolce predilige vini, siano essi rossi o bianchi, caratterizzati da una certa morbidezza e sapidità, Ma si può abbinare anche a un bicchiere di birra L’abbinamento fra birra e formaggi trova il suo culmine nelle classiche birre d’abbazia belghe che si sposano felicemente con il gorgonzola: noto è l’abbinamento tra gorgonzola del tipo piccante e le birre trappiste per il tipo dolce ottimo è l’abbinamento con un birra bionda doppio malto. Notevoli gli abbinamenti con gli  alimenti Chi non conosce il classico abbinamento con il mascarpone, magari con una guarnitura di noci. E poi frutta, verdura, marmellata, miele, mostarda, cioccolato… ma con quanti alimenti si accosta il gorgonzola? Ogni stagione ha il suo abbinamento: con le verdure crude (sedano, pomodorini, peperoni, ravanelli), o sulle insalate dopo aver creato una delicata salsa dressing. Quindi abbinato alle verdure cotte (patate, zucche, broccoli, zucchine).Con la frutta di stagione (fichi, pere, mele, kiwi, fragole) o con quella secca, ma soprattutto con le varie marmellate (confettura di agrumi), le  mostarde di frutta mista o di castagne o fichi e con le salse di verdura (salsa di cipolla rossa), in particolare il gorgonzola piccante. Infine con il miele, preferito quello di acacia o millefiori.

 

 

 

Cibi da spiaggia

Cosa c’è di meglio che gustare un buon pasto in riva al mare, ma sappiamo veramente scegliere quale cibo è più adatto alla spiaggia? L’estate è arrivata, l’afa ci ha avvolti  e ci sta facendo rimpiangere la sensazione di tepore che il nostro piumone ci sa regalare nella stagione più fredda. Ma per contrastare questi pensieri malinconici possiamo concentrarci sulle cose belle che questa stagione ci propone: stare stesi al sole, in pieno relax, in riva al mare nei week end o durante le tanto attese ferie! Insieme al relax, il sole e il mare dobbiamo riempire anche la nostra pancia e quindi dobbiamo organizzarci per un pranzo in spiaggia, fresco ma gustoso. Il primo consiglio è di limitare cibi troppo pesanti o troppo dolci, risulterebbe ancora più difficile sopportare la calura delle ore post pranzo e finiremmo per russare sulla nostra sdraio cadendo in un profonda pennichella. Cerchiamo di preferire frutta fresca, , senza per forza abolire del tutto la nostra amata pasta che potremmo gustare fredda o all’insalata. Accompagniamo tutto con bibite fresche, possibilmente non gassate o zuccherate che ci possono sembrare dissetanti nel momento in cui le beviamo ma, subito dopo ci faranno sentire ancora più sete. Ecco una  serie di cibi che potrete portare con voi al mare e consumare a due passi dall’ombrellone: pasta estate. E’ semplicissimo realizzarla, basta far cuocere la pasta e scolarla al dente, aggiungiamo a questo punto il pesto di basilico, una volta raffreddata uniamo cubetti di robiola, crescenza o formaggio spalmabile, pomodorini e olive.Una bontà comoda e veloce da realizzare! Farro perlato con verdure​​.Si accompagna bene con molti ingredienti con le verdure leggermente saltate zucchine tagliate a pezzetti, peperoni,  carote, piselli basilico, origano fresco .Uniamo il tutto e siamo pronti per battere la nostra vicina di ombrellone e la sua banalissima insalata di riso. Tagliata di frutta. Un must. Scegliamo frutta di stagione, la prepariamo già a casa, sbucciata e tagliata da mangiare fredda. Il pranzo è servito…anche sotto l’ombrellone…buon appetito!

La bruschetta..

Che sia prima di una grigliata all’aperto o durante un aperitivo, la bruschetta, regina degli sfizi all’italiana, e in cucina, come nella vita, sappiamo bene che vince la semplicità, che a tavola si traduce sempre con sapori gustosi materie prime genuine e un pizzico di fantasia. La regina dei piatti dove il Made in Italy si può sbizzarrire è senza dubbio la bruschetta. La sua nascita dovrebbe essere legata alla necessità che avevano gli agricoltori di conservare il pane. Buttarlo era un vero e proprio sacrilegio in un periodo in cui la ricchezza era solo un miraggio si tratta di una fetta di pane che viene abbrustolita e arricchita di olio, sale e pomodorini. La base, invece, viene strofinata con dell’aglio. Nel tempo, poi, l’originalità ha trovato spazio con mille altri ingredienti, la potrete gustare come un antipasto delizioso, ottima per ogni evento, festa, ricorrenza, merenda e non esiste inoltre soltanto una versione classica col pomodoro, ma potrete anche prepararla con varianti di  crema di asparagi e funghi, con gorgonzola, speck, prosciutto, tonno, peperoni e chi più ne a più ne metta, squisite, buonissime e pronte per deliziare tutti i vostri palati

Aperitivo all’aperto

Prima di tutto, l’allestimento: se c’è spazio a sufficienza l’ideale è mettere due tavoli, uno con il buffet di cibi, e uno con le bibite, in modo da limitare il rischio di ‘incidenti’ L’aperitivo in piedi è un classico, ma procuratevi delle sedie e degli sgabelli per chi vuole appoggiarsi ad un certo punto della serata. Predisponete della musica: casse acustiche rivolte verso l’esterno, a volume basso per poter parlare ma abbastanza udibile da fare da sottofondo. Aprite un ombrellone da esterni per coprire il tavolo da possibili ‘incursioni’ di uccellini, disponete delle citronelle e delle lanterne se l’aperitivo è a tema cercate tovaglie e tessuti adeguati colorate e di cotone per tortillas e guacamole, monocolore tenue per un aperitivo a base di sushi, quadrettoni per un buffet a tema mediterraneo, e non dimenticate di mettere a tavola dei fiori, che colorano e animano. Scegliete piatti e posate di plastica, ma non dimenticate che il vino si deve servire in calici adatti, così come i cocktail. A tale proposito, preparate caraffe di cocktail, spritz e long drinks, oppure allestite tutto il necessaire perché gli ospiti lo facciano da soli; mentre per i vini bianchi e le birre preparate un recipiente con acqua e ghiaccio, perché restino sempre freschi durante tutta la sera. Ricordate gli indispensabili: cavatappi e apribottiglie sempre a portata di mano. Per quanto riguarda il buffet, la praticità dell’aperitivo sta nel fatto che se avete voglia di cucinare lo potete fare, se non avete tempo andate al supermercato di fiducia e acquistate mozzarelle, formaggi, olive, sott’oli, patatine, arachidi, pizzette e varie cose pronte. In ogni caso, sia che lo prepariate voi, sia che acquistiate cibi pronti, fate in modo che siano facili da mangiare come stuzzichino, poco unti, che si possano tenere in mano. Non fate mancare salse in cui intingere crostini vari hummus, guacamole e un bel pinzimonio di verdura cruda, ma anche una bella ciotola di frutta: è sempre piacevole rinfrescare la gola con delle crudità. Ricordate di servire piatti adatti a vegetariani e vegani. Allo stesso modo, prevedete abbastanza bibite per chi non beve alcolici, incluse bevande sfiziose come il succo di pomodoro condito, degli smoothies, qualche tisana fredda.

 

Una scoperta che nasce per amore.

E’ il ‘muscolo di grano’. Che per nome, aspetto, consistenza e gusto evoca la carne ma è realizzato con un impasto a base di grano, una qualità pregiata, legumi, spezie, erbe aromatiche rosmarino, alloro, menta olio extravergine d’oliva, sale marino. Arriva dal mare della  Calabria, per la precisione da Isca sul mar  Ionio. Ho scoperto una cosa che è sempre esistita, racconta  Enzo Marascio, commercialista in pensione e oggi nonno a tempo pieno. Il grano ha da sempre cotenna, pelle e muscoli. Noi lo abbiamo scoperto 25 anni fa, Tutto nasce da alcuni problemi di salute e dalla necessità di rivedere l’alimentazione. Fu un medico a parlarmi del cibo come medicina e del seitan, in un’epoca in cui quasi non c’erano vegetariani. Da lì la messa al bando di grassi saturi, formaggi, carne: sono diventato un erbivoro, adattandomi con legumi e frumento. Da questo momento inizia la ricerca che culminerà nella scoperta del ‘muscolo di grano’. Marascio parte dal seitan, cercando un alimento più completo grazie all’aggiunta di legumi. Poi l’ingrediente indispensabile: l’amore per i  figli. Affinché non si sentissero esclusi per via delle scelte alimentari della famiglia. Così, dopo vari tentativi, sono spuntate fasce e striature muscolari. E’ stato un passaggio. Anche gli americani stanno cercando questa ‘muscolatura’, che io ho trovato più di 20 anni fa, ma è solo per amore che nascono le cose. Il risultato è stato un prodotto con l’attrattiva della carne, per aspetto, consistenza e gusto, e i pregi di un alimento vegetale. Dal punto di vista nutrizionale, il ‘muscolo di grano’ è una preparazione alimentare proteica priva di grassi e di colesterolo, con poche calorie ma con tutti gli aminoacidi essenziali. E’ ricco di ferro, zinco, potassio, calcio e magnesio. Il ‘muscolo di grano’, poi, può essere servito sotto forma di bistecche, roast beef, porchetta, prosciutti, salumi.

Come affumicare carne e pesce in casa

L’affumicatura è una tecnica molto antica di manipolazione dei cibi, che, attraverso l’interazione col fumo prodotto dalla combustione di legnami, li rende conservabili a lungo termine. Oggi non è più strettamente necessario affumicare per conservare, piuttosto è una questione di gola: il sapore degli alimenti affumicati è particolare, intenso, molto apprezzato. Ecco che alcuni tipi di carne e salumi, di pesce una classico è il salmone, di formaggi ricotta, scamorza, ma anche verdure le melanzane affumicate sono ottime, così come le patate e i peperoni o alimenti vegetali come il seitan o il tofu, acquistano un sapore persistente, aromatico, goloso quando vengono affumicati. Ma veniamo al dunque: come realizzare un’affumicatura casalinga? Esistono appositi macchinari per affumicare, ma anche con il fai da te e gli strumenti classici da cucina si può ottenere una particolare profumazione dei cibi, occorre procurarsi dei legnetti rigorosamente non trattati, al naturale, e poco resinosi  e potete aggiungervi spezie o aghi di rosmarino, timo, salvia, per rendere ancora più aromatico il tutto. Procedete per tentativi fino a scoprire la vostra combinazione preferita. Nel caso di pesce o carne potete anche precedere l’affumicatura con una marinatura. Vi occorrerà una ciotola o teglia in ceramica o acciaio, che fodererete con carta alluminio. Metteteci dentro alcuni legnetti aromatici, e fra essi inserite delle palline di carta oppure formate una specie di ‘caramella’ avvolgendo i legnetti e le eventuali spezie dentro la carta. Mettete l’alimento da affumicare su una griglia che porrete sul ripiano più alto del forno. Fate bruciare i legnetti dando fuoco alla carta, e attendete che la fiamma si spenga: quando il fumo uscirà ‘a filo’ e alla base si sarà formata una piccola brace, ponete la ciotola nella parte più bassa del forno , chiudete e lasciate affumicare. L’alimento si affumicherà in un tempo variabile dall’una alle tre ore, e potrebbe essere necessario far bruciare altri legnetti a circa metà del procedimento: più fumo produrrete, più tempo lascerete l’alimento nel forno, e più l’aroma affumicato sarà intenso. Potete poi servire l’alimento direttamente, o procedere alla preparazione culinaria che desiderate. Se l’alimento tende a seccarsi troppo per esempio le carni e volete che rimanga morbido, ponete in un livello intermedio del forno, tra ciotola con legni e griglia con il cibo, una pirofila con del ghiaccio che manterrà un certo livello di umidità.

Vaso cottura, l’arte di cuocere in barattolo

Oggi giorno, complici i talent show i e i social network, si presta sempre più attenzione al mondo del food. A volte però, più che la tecnologia, a fare la differenza è la tradizione. E’ bene dunque fare un passo indietro. Parola alla vaso cottura, una tecnica di cottura cara alle mamme e alle nonne in quanto permette di mantenere le proprietà organolettiche dei cibi. A farne tesoro, ad esempio, è stata Giorgia Rinaldi che, abbandonata la carriera da agente di commercio, ha deciso di mettersi il grembiule e sporcarsi le mani inseguendo una passione. Quella per la cucina. Happy Mama è il nome della sua nuova avventura. Parliamo di un laboratorio culinario decisamente creativo. Oltre a confetture e marmellate c’è di più. Che dire delle salse? Sono gustose e genuine. Nulla di banale. Anzi. Sono un vero e proprio mix di sapori che, tra frutta e verdura fresca, portano a fare tesoro di materie prime a chilometro zero. Gli abbinamenti sono decisamente fuori dal comune. Si va dalle prugne e cipolle rosse alle arance e cipolle bianche etc. Ci sono poi le composte, ottime se abbinate a formaggi, carni e salumi. Anche in questo caso i sapori sono degni di nota. Qualche esempio? C’è “Melozen” a base di melone, zucchero, vino bianco e zenzero fresco o “La Zuccanella” con zucca gialla, zucchero, succo di limone e cannella.Non c’è che dire, c’è da leccarsi i baffi. Anche i più scettici e tradizionalisti rimarranno piacevolmente colpiti.