Basta poco e non importa dove ci si trovi, al lavoro, a casa, al telefono o durante una riunione. Basta avere un foglio e una penna in mano ed ecco apparire disegni, lettere, stelline o cuoricini. È come se la mano fosse guidata dall’inconscio, che regala pensieri e parla di noi. Vengono chiamati in svariati modi, da scarabocchi a ghirigori, una sorta di scarabocchio zen che ha l’obiettivo di lasciare libero sfogo all’emisfero destro quello creativo ed emotivo del nostro cervello. Ma il fatto che questi scarabocchi siano il frutto di una fase creativa, durante un momento di concentrazione, non significa che essi manchino di significato, anzi. Gli esperti grafologi riescono infatti, a leggere importanti informazioni su chi lo sta compiendo. Comunque, anche con poca esperienza, possiamo diventare brave a capire cosa passa per la testa del nostro interlocutore mentre disegna.Per spiegare il significato della maggior parte degli scarabocchi, li si può classificare nelle seguenti: gli scarabocchi che facciamo nel colmare gli spazi vuoti del foglio: può trattarsi di riempire le lettere, le immagini o fornire dettagli a disegni. Com’è intuibile, riempire gli spazi vuoti trasferisce il bisogno di colmare un vuoto o una lacuna. I disegni geometrici. Sono linee rette o curve che vanno a rappresentare figure geometriche vere e proprie: Questi disegni spostano il bisogno di tendere verso la razionalità e la logica in riferimento all’argomento che si sta trattando verbalmente. È come se la persona che li disegna sentisse che “tutto deve quadrare, alla fine”. In generale, le linee rette significano calma e riflessione. Gli elementi decorativi Sono, per esempio, le cornici intorno ad alcune parole o le decorazioni fatte sui bordi del foglio. Trasferiscono una mente ordinata e con le idee chiare. Talvolta le persone pignole ed troppo precisine hanno proprio la tendenza a riempire pagine di cornicette. Se le cornici sono astratte o fatte di fiori, abbiamo di fronte una persona romantica, se invece sono fatte con forme geometriche, è preciso e vuole avere tutto sotto il proprio controllo. Gli elementi figurativi. Sono i disegni veri e propri: si può trattare di magnifiche opere d’arte oppure di semplici oggetti identificabili come cuori, fiori, case, sole, alberi, foglie, visi. Questa categoria è la più intima perché i disegni svelano molte informazioni sulla nostra personalità e sullo stato emotivo del momento. E tu? Che scarabocchi fai?
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Il doodle di google per la festa dei nani
Come passare il tempo mentre si beve il caffè o il latte a colazione? Provando a lanciare il più lontano possibile piccoli gnomi da giardino che lanciano fiori. O almeno, è quello che ci propone Google nel doodle di oggi. Che celebra la tradizione nata in Germania durante il 19esimo secolo di decorare i propri prati domestici con figure fatte di legno o porcellana legata alle leggende e alla superstizione. La fama dei piccoli gnomi si è poi diffusa in tutta Europa, ha subito una crisi e poi è risorta negli anni ‘30 grazie al lancio del film d’animazione della Disney Biancaneve. Si stima siano 100 milioni gli gnomi piazzati nei giardini di tutto il mondo. Sui nani da giardino si moltiplicano le curiosità. Qualche esempio? Nel 2010 il comune di Furore, sulla costiera amalfitana, ha disposto il divieto di mostrare i nani da giardino con la giustificazione che “alterano l’ambiente naturale”.E in Francia, è nato addirittura il Fronte di Liberazione Nani da Giardino, un movimento goliardico che ha lo scopo di liberare i nani e riportarli a casa, ovvero nei boschi. I liberatori dei nanetti sostengono che le buffe statuine, essendo totalmente indifese, possono cadere preda di persone malvagie che li imprigionano nei loro giardini. Essendo i nani creature nate nei boschi, soffrono enormemente nel dover vivere intrappolati nei giardini, costretti a sorridere e ad essere ammirati. La tradizione vuole che i nani, una volta ‘liberi’ nei boschi, ricambino la ritrovata gioia portando fortuna al loro liberatore.
