La Moringa

Se curcuma e avocado si erano contesi il primato di «superfood» dell’anno fra il 2016 e il 2017, pare che per il 2018 non vi sia alcuna competizione e che lo scettro di alimento «miracoloso» e irrinunciabile vada a furor di popolo, unicamente alla Moringa. La rivista Time l’ha descritta come una sorta di erede della più conosciuta «quinoa» e i nutrizionisti, non smettono di raccomandarne il consumo, soprattutto per il suo importante apporto di ferro che sarebbe addirittura triplo per l’organismo umano, rispetto ad analoghe porzioni di spinaci . Ma che cos’è la Moringa? E’ una pianta, appartenente alla famiglia delle Moringaceae, originaria dell’India, ma molto diffusa anche in Africa e Sud America. Ne esistono 13 specie e può comunemente essere chiamata «albero del rafano o del ravanello» Nel suo luogo d’origine la Moringa viene considerata un elisir di lunga vita. Non a caso è ricchissima di virtù salutari. Contiene tutti gli elementi indispensabili alla vita umana: vitamine, proteine e minerali. In particolare le sue foglie contengono elevate quantità di potassio: ben 3 volte rispetto alle banane. Ma anche la preziosa vitamina C non manca: ne contiene circa 9 volte di più delle arance. Una strana zucchina dall’albero pendono dei curiosi elementi di colore verde che somigliano molto a zucchine. In realtà si tratta di baccelli commestibili, così come i fiori, le foglie e le radici. Queste ultime andrebbero consumate in quantità limitate a causa della presenza di un alcaloide chiamato pirochina, che si ritiene tossico per il sistema nervoso. La Moringa svolge un potente effetto antinfiammatorio, migliora il metabolismo e la digestione, In più, pare potenzi le difese immunitarie rendendola un rimedio utile in caso di raffreddore, febbre e influenza. Alcuni studi ritengono che possa essere adoperata anche nei pazienti diabetici e nelle persone che soffrono di cefalee. Le foglie, per esempio, possono essere assunte cotte in maniera simile ai nostri spinaci, oppure aggiunti a salse, minestre e zuppe. Purtroppo in Italia non abbiamo a disposizione la pianta fresca, ma possiamo utilizzare gli estratti in polvere da aggiungere nell’acqua calda o alle nostre pietanze. I semi hanno invece un sapore simile ai ceci e possono essere cucinati in maniera molto simile. Infine, i fiori possono essere aggiunti alle insalate.

Pepe nero alleato contro l’obesità

Un alleato ‘piccante’ contro l’obesità. E’ il pepe nero che, dai risultati di uno studio, sembrerebbe essere in grado di ridurre gli effetti dannosi di una dieta ricca di grassi. Nella ricerca che arriva proprio dall’India amante delle spezie, gli scienziati lo hanno dimostrato somministrando ai ratti un composto chimico contenuto nel pepe nero. Rispetto agli animali nutriti solo con cibi grassi e senza pepe, i roditori trattati per alcune  settimane con un integratore a base di questo composto avevano un peso inferiore, una percentuale di grasso corporeo e livelli di zucchero nel sangue più bassi, oltre a ossa più forti.I ricercatori indiani ritengono che il piperonale possa contrastare alcuni dei geni associati al sovrappeso grave: gli autori del lavoro, pubblicato su ‘Nature Genetics’, hanno scoperto mutazioni in un gene specifico correlato all’obesità una condizione che porta ad anomalie nel controllo dell’appetito e persino nell’olfatto, e si lega al diabete, suggerendo quindi che l’eccesso di peso “non sempre è una questione di gola”, tutt’altro. Per quanto riguarda il pepe nero, i ricercatori indiani hanno condotto l’esperimento su ratti obesi, nutriti con una dieta ricca di grassi per 22 settimane. Hanno estratto il piperonale dai semi della spezia e l’hanno aggiunto alla dieta dei roditori. Alla fine del periodo di studio, il gruppo trattato aveva aumentato la massa corporea magra, il contenuto e la densità minerale ossea dimostrano l’efficacia del piperonale come un potente agente anti-obesità, forniscono evidenze scientifiche al suo uso tradizionale e suggeriscono il possibile meccanismo di azione”.

 

Le mandorle

La mandorla è il seme commestibile dell’albero di mandorlo, proveniente dall’Asia occidentale e dal Nord Africa, ma che ha trovato largo sviluppo in California, che attualmente produce l’80% della produzione mondiale. Per poter reggere tanta produzione sono necessari più di 1,2 milioni di alveari che permettono l’impollinazione delle colture di mandorle californiane. Gli storici concordano che fu uno tra i primi alimenti coltivati e uno dei due tipi di semi citati nella Bibbia insieme al pistacchio. Ci vogliono 450 kg di mandorle per ricavarne un solo litro d’olio. Fanno parte della stessa categoria di frutti, fra cui ciliegie, prugne o pesche. È stato confermato da numerose ricerche scientifiche: le mandorle fanno bene se mangiate con regolarità anche se associate con altra frutta secca. Si è visto che chi le consuma regolarmente ha livelli di colesterolo più bassi e una circolazione migliore. Ottimo anche l’effetto sulla glicemia e sul senso di sazietà. Alcuni studi hanno mostrato infatti come questa frutta secca sia in grado di tenere a bada la glicemia e il senso di fame. Inoltre, le mandorle sono ricche di Omega 3, acidi grassi essenziali preziosi per la salute del cuore e non solo. Proprio grazie alla presenza di questi grassi buoni, le mandorle hanno anche spiccate doti antinfiammatorie e sono inoltre ricche di sostanze antiossidanti che ostacolano i radicali liberi. Uno studio di qualche anno fa ha tra l’altro notato come mangiare regolarmente frutta secca, tra cui anche le mandorle, contribuisce ad allungare la vita tenendo lontane malattie come diabete, tumore e problemi di cuore

La medicina migliore? La patata dolce

La batata, o patata americana, viene usata dalle popolazioni giapponesi per curare anemia, ipertensione e diabete. Non sono superstizioni: la scienza ne conferma gli effetti benefici Una dieta quotidiana basata su cibi semplici e poveri di grassi: nel passato non c’era altra scelta. In questo modo però l’uomo è riuscito a evitare le patologie alimentari che ora invece sono diventate comuni, per esempio il diabete. In Italia circa il 7% della popolazione ne è colpita. Sebbene ci sia una tendenza familiare, il rischio di sviluppare diabete aumenta con l’età, l’obesità e la scarsa attività fisica. Mentre la scelta di un’alimentazione basata soprattutto su verdura e frutta e su prodotti freschi e non raffinati, serve come prevenzione. Alcuni cibi hanno persino una azione curativa. Se vi state chiedendo come utilizzare una batata rossa in cucina, la risposta è semplice. In tutte quelle ricette in cui usereste le normali patate o la zucca, dato che il sapore di questo tubero è a metà strada tra questi due più noti e utilizzati alimenti. Potrete ad esempio cucinare un risotto di batata, oppure invitare i vostri amici per gustare insieme delle ottime ‘batate al forno’! A differenza delle normali patate, la batata rossa può essere consumata anche cruda insieme alla sua buccia ben lavata è ottima ad esempio anche nell’insalata.

Spuntini di notte: lo studio

A tracciare un quadro di quanto sono nocivi per l’organismo gli spuntini di notte è il noto magazine The Daily Mail. In un articolo pubblicato nella testata il verdetto è certo. Gli spuntini di notte non fanno solo male alla linea. Aumentano il livello di glucosio nel sangue che è connesso all’insorgenza del diabete. Inoltre, fanno salire il livello del colesterolo e dei trigliceridi che danneggiano la salute del cuore.Un team di ricercatori americani ha osservato come gli snack notturni aumentino il livello di glucosio nel sangue. Inoltre mangiare di notte  farebbe ingrassare perché in quella fascia oraria sarebbe limitata la capacità del corpo di bruciare i grassi.La ricerca sul tema degli spuntini notturni Le ricerche sul tema sono state condotto dalla Perelman School of Medicine dell’Università della Pennsylvania. Alla fine dello studio le persone che avevano mangiato tardi durante la giornata avevano guadagnato più peso di chi invece aveva mangiato presto.Un altro studio pubblicato in passato sul The American Journal of Clinical Nutrition, aveva dimostrato che chi ha mangiato tra le 11 e le 5 del mattino aveva acquistato più peso.Entrambe le ricerche suggeriscono quindi che mangiare presto possa prevenire diversi problemi di salute.‘Mentre gli stili di vita cambiano è dimostrato che mangiare presto la sera può prevenire problemi di salute cronici”.‘ L’eccesso di cibo ha  un impatto negativo sulla salute. Ora però è nota una conoscenza maggiore del corpo. E dei processi nutrizionali durante tutto il giorno e per un lungo periodo di tempo’.

La zucca gialla

Buona, dolcissima e amica della dieta: è possibile? Certo che sì: la zucca è uno degli ortaggi più amati e preziosi per il nostro organismo, anche se siamo a dieta o soffriamo di diabete. Vediamo quali sono le caratteristiche della zucca! Della zucca non si butta nulla, nemmeno i semi che, seccheremo oppure li  arrostiamo in forno con una  leggera salatura, e possono essere consumati come snack o per accompagnare un aperitivo.Dai semi di zucca si ricava un olio ricco di acido oleico e linoleico: secondo recenti studi, l’olio di zucca sarebbe un utile alleato anche in concomitanza con l’insorgere della menopausa e dei suoi caratteristici sintomi. L’assunzione di olio di zucca aiuterebbe ad abbassare il colesterolo e diminuire la pressione arteriosa, oltre a ridurre le vampate di calore, i mal di testa e i dolori articolari. La polpa della zucca si presta in modo eccellente a tantissimi impieghi e preparazioni: può essere cotta a vapore, bollita, arrostita in forno oppure cucinata in umido. E’ buonissima tagliata a tocchetti come le patate, lasciando anche la buccia, disposta in una pirofila e condita con olio, sale e pepe e cotta nel forno. Può essere impiegata in ricette salate, come sughi per risotto, ripieni, contorni, oppure in ricette dolci, per preparare torte oppure biscotti. La zucca è una miniera di caroteni e pro-vitamina A; è inoltre ricca di minerali e ha pochissime calorie

 

Il Re della Primavera….il carciofo

Conosciuti fin dai tempi dei Greci e dei Romani, si rivela che persino Caterina De’ Medici fosse una grande intenditrice dei carciofi. Come darle torto? Questo ortaggio, ricchissimo di proprietà benefiche e indicato in ogni dieta ipocalorica, permette una enorme varietà di usi: è davvero il re della nostra tavola primaverile. Crudi in insalata, o semplicemente in pinzimonio con un goccio d’olio nuovo . Nei primi piatti, in tantissime varietà e uniti sia con carne che con pesce, che per farne una gustosissima frittata. Ma sono anche un tripudio alle ricette regionali alla Romana o alla Giudia interi o fritti in olio di oliva. Basta insomma lasciare spazio alla fantasia, perché i carciofi sono davvero deliziosi in ogni modo. E non sono solo buoni. I carciofi, infatti, rappresentano una vera e proprio miniera di principi attivi e vantano particolari virtù terapeutiche. Hanno pochissime calorie, sono gustosi ed hanno molte fibre, oltre ad una buona qualità di Sali minerali e ferro. Regolano l’appetito, vantano un effetto diuretico e sono consigliati per combattere problemi di colesterolo, diabete, ipertensione, sovrappeso e cellulite.top_carciofo_scritta

Mangiare di notte….

Alzarsi dal letto per saccheggiare il frigorifero e poi tornare a dormire è una piccola trasgressione alla quale tutti, verosimilmente, hanno ceduto almeno una volta nella vita. O anche derubare il frigorifero e la dispensa prima di coricarsi. Ma gli spuntini di mezzanotte possono tentare la salute, e non solo quella fisica: mangiare nelle ore che la natura riserva al sonno può far male al cervello, mandando in tilt i circuiti all’origine della formazione dei ricordi. Per soddisfare la gola, insomma, ne sentire gli effetti la memoria. L’abitudine degli spuntini notturni era già considerata poco salutare a livello metabolico, perché aumenta i livelli di zucchero nel sangue e con loro le chance di diabete e problemi cardiovascolari. Bevetevi una bella tisana prima di dormire, mangiate alle giuste ore ne godranno il corpo e la mente lo dice Christopher Colwell grande espertoper-non-ingrassare-non-bisogna-mangiare-di-notte

 

 

Le fragole allontanano diabete e infarti

Le fragole prevengono problemi cardiaci e diabete, lo dimostra uno studio che dà questa bella, notizia per iniziare la stagione primaverile . E’ stata scoperta una relazione tra l’assunzione di fragole e l’abbassamento dei livelli di resistenza all’insulina, l’abbassamento del colesterolo e anche delle infiammazioni: tutti fattori che accrescono il rischio di diabete e problemi cardiaci. Questa notizia mi ha fatto venire voglia di comprarne un cestino e fare un tiramisù di fragole; una ricetta gustosa e primaverile. Uniamo la bontà delle fragole alla tradizione dolciaria italiana, per ottenere un tiramisù da leccarsi i baffi, che farà bene alla nostra salute…Buon appetito!!!Fragole