La pasta del futuro….

Qual è il nostro tipo di pasta preferito? Presto potremmo non essere più chiamati a scegliere. Due ricercatori del MIT, hanno progettato una pasta che cambia forma una volta immersa nell’acqua. L’obiettivo è quello di risparmiare sugli imballaggi, dato che il formato piatto sarebbe più comodo ed economico da trasportare. Una domanda, però, è legittima: quando arriverà nel nostro piatto sarà buona e davvero commestibile? Combinando stampa 3D e gastronomia molecolare, i due studiosi sono riusciti ad ottenere un prodotto innovativo: il gusto, dunque, almeno al momento non sembra essere dei migliori. La pasta, però, si comporta come i ricercatori speravano: riesce a cambiare forma, una volta a contatto col liquido. Ciò dipende dalla capacità del cibo di assorbire acqua ed espandersi. Alla fine sono arrivati a progettare un tipo di pasta formato da due strati di gelatina, di diversa densità: la parte superiore è fatta apposta per assorbire più acqua. Ciò consente alla pasta di trasformarsi. Per controllare la quantità di acqua in entrata, i ricercatori sono ricorsi alla cellulosa, da inserire sulla gelatina. “Abbiamo fatto molteplici esperimenti e stilato un database, in cui appuntare le diverse forme, insieme alle istruzioni per ottenerle”Insieme allo chef Matthew Delisle del ristorante L’Espalier di Boston, i ricercatori hanno creato due piatti: dischi trasparenti di gelatina aromatizzati al plancton all’inchiostro di seppia e strisce di fettuccine realizzate con due strati di gelatina fusi insieme a temperature diverse. Dietro ad un progetto così stravagante, c’è anche l’intenzione di fare del bene all’ambiente, riducendo gli imballaggi. Abbiamo fatto dei semplici calcoli – ha spiegato Wang -. Se imballiamo perfettamente un tipo di pasta corta, avremo il 67% del volume costituito da aria. Crediamo che in futuro la nostra pasta possa essere imballata così com’è, ossia piatta, e quindi portare ad un risparmio di spazio”.

 

 

Avete mai sentito parlare dell’ananas rosa?

La natura sa regalarci colori e stranezze davvero uniche. Se siamo soliti portare sulle nostre tavole questo frutto tropicale che pare sia anche un ottimo brucia grassi, quindi mangiamolo di più, che si presenta con un bel giallo intenso nella sua polpa, sappiate che possiamo stupire i nostri amici scegliendo per la variante rosa. Che è assolutamente naturale! L’ananas rosa arriva dal Costa Rica ed è prodotta dalla Del Monte, un colosso quando si parla di frutta. Nel 2005 l’azienda ha avviato lo sviluppo di questo nuovo frutto, il Rosé Pine apple, che ultimamente è stato anche approvato dalla Fod and Drug Administration, l’ente americano che certifica il commercio di cibi e farmaci. Ma come mai il frutto dentro appare rosa? Perché sono stati modificati alcuni enzimi con il licopene, una sostanza naturale che troviamo nei pomodori e che non solo è commestibile e non fa male, ma fa anche bene per la nostra salute. Gli ananas rosa sono buoni come quelli gialli, e se in queste calde sere d’estate vorrete stupire i vostri amici con una cena in giardino illuminati da lanterne e candele, vi darà una grossa mano questo è il frutto che fa al caso vostro, servitelo nell’antipasto accompagnato da gamberetti , nel dolce o semplicemente come frutta, il suo gusto è più dolce, l’aspetto è più simpatico e carino, soprattutto per tutti gli amanti del rosa: e sono davvero tanti non solo noi donne!

 

Curiosità sulle vacanze

Come devono essere le vacanze per farci davvero bene? Ci sono trucchi per conservare più a lungo l’effetto positivo della pausa estiva? Meglio distribuire le ferie e farle tutte assieme? Vediamo se e come le statistiche possono darci una mano Alcuni ricercatori olandesi hanno provato a misurare l’effetto che le vacanze hanno sulla felicità e per quanto tempo dura. Lo studio ha dimostrato che i livelli di felicità sono influenzati e crescono sensibilmente  già dal momento in cui organizziamo la vacanza. L’effetto di previsione  ci renderebbe felici già otto settimane prima del viaggio. Dopo la vacanza, la felicità scende rapidamente per tornare ai livelli di base per la maggior parte delle persone. Chi ha passato una brutta vacanza, normale o rilassante, non registra una grande felicità post-vacanza. Non sono più felici rispetto alle persone che non sono state in vacanza spiega, Jeroen Nawijn. Gli unici vacanzieri che sperimentano un aumento di felicità dopo il viaggio, sono quelli che si sono sentiti molto rilassati. Per loro l’effetto felicità  da vacanza dura fino a due settimane dopo il viaggio e poi torna ai livelli iniziali. Inoltre soffriamo di meno se facciamo vacanze brevi e frequenti: almeno due o tre periodi di vacanza di tra otto e dieci giorni all’anno, alcuni scienziati sostengono che il week-end è meglio di una lunga vacanza, fare qualcosa di intenso poco prima della fine delle vacanze aumenta il tempo di relax successivo al ritorno dalle vacanze, infine nei primi giorni di rientro pianificate delle ore del giorno da passare in tutto relax distesi su una amaca o comodamente seduti in giardino a leggervi un buon libro o a sorseggiare un buon drink contornati da splendidi fiori e piante vi riporterà con la mente alle trascorse vacanze e vi farà sentire meglio

La macchina che fa il brodo in cialde

Posso offrirti un caffè? Oppure un Brodo? Sfruttare la macchinetta del caffè  per fare il brodo, probabilmente a molti italiani l’idea farà storcere il naso, dato che siamo un popolo di amanti e intenditori del caffè e tutto sommato preferiamo una tazzina di caffè a una di brodo vario. Negli Stati Uniti però la Campbell, famosa marca di preparati per brodi e di cibi in scatola, ha realizzato delle cialde per brodo da utilizzare con la macchinetta del caffè. Le cialde della Campbell sono composte di due parti: la cialda vera e propria ed una confezione contenente la pasta e la verdura tutto ovviamente precotto da mettere poi nel brodo. Al momento le cialde funzionano solo con alcune macchine da caffè  della Keurig, che tra l’altro si caratterizzano per essere autopulenti, e quindi evitano il problema di “passaggio di sapori” tra brodo e caffè.

 

Cuccioli da allevare tra le mura di casa

Cani, gatti, ma non solo. Chi ha detto che gli animali da compagnia devono chiamarsi per forza Fido o Ginger? Ci sono cuccioli di diverse specie che hanno lo stesso bisogno di amore e che possono offrire, a modo loro, significative dimostrazioni di affetto e tenerezza. Gli animali d’affezione, secondo le norme italiane, sono: cani, gatti, furetti, pesci tropicali decorativi, numerose specie di anfibi e rettili, gli uccelli protetti, ed infine roditori e conigli domestici. Esaminiamoli: furetto domestico, è un animaletto molto allegro e giocherellone, sempre a caccia di coccole e di attenzioni che è pronto a ricambiare. Non sopporta la solitudine ed è sempre vicino a chi si prende cura di lui amerà stare al vostro fianco quando vi distendete sul divano Anche il coniglio nano è un animale amico dei bambini molto sensibile e giocoso, è un animale sociale che predilige la compagnia, dovrete scovarlo sotto mobili e letti all’inizio perché dovrà ambientarsi ma poi non mancherà all’appuntamento con verdure e carote lasciandosi coccolare Insieme a canarini e pappagalli, tra i volatili nelle case italiane c’è il merlo indiano, che rispetto ai pappagalli ha addirittura una capacità vocale imitativa più accentuata. Vivace e sensibile, assicura compagnia con il suo canto e la sua curiosità e la mattina mentre prendete un caffè potete…scambiarci pure due parole!!

Il caffè ci rende più pazienti

Sono mesi che provate farvi dare un aumento di stipendio dal capo ma lui proprio non ne vuole sapere? Provate con una tazzina di caffè… Bevuta al momento giusto potrebbe fargli cambiare idea. Secondo alcuni scienziati ,infatti, la caffeina migliora la capacità di cambiare il proprio punto di vista, o almeno di comprendere meglio quello degli altri. Diversi studi comprovano che un paio di tazzine migliorano l’attenzione e l’attività cognitiva. Ma ora Pearl Martin e i suoi collaboratori hanno scoperto che con il caffè si può addirittura cambiare opinione. A 150 volontari è stato chiesto di scrivere su un foglio le proprie idee sull’eutanasia. Poi ad alcuni partecipanti sono stati somministrati, a loro insaputa combinati dentro un bicchiere di succo di frutta, 200 milligrammi di caffeina. Dopo quaranta minuti – quando l’effetto della caffeina raggiunge il picco – ciascun volontario ha letto un testo con ragionamenti sull’eutanasia diversi e contrari alle sue. I volontari che avevano assunto caffeina erano molto più disposti a cambiare il proprio punto di vista di quelli che non l’avevano presa. I ricercatori, inoltre, hanno distratto alcuni tra i “caffeinizzati” durante la lettura con altri compiti, come eliminare delle lettere dal testo oppure riconoscere alcuni suoni. E stranamente, nonostante l’effetto positivo della caffeina, i “distratti” costretti a dedicarsi a più attività contemporaneamente erano meno aperti verso le opinioni altrui. Questo dimostrerebbe che non si capiscono gli altri se non si pone la giusta attenzione a quello che dicono. E il caffè, migliorando le capacità mentali e la concentrazione, potrebbe aiutarci a farlo.caffe

La porta del Paradiso

Varcare la porta del Paradiso? Dobbiamo prima percorre 99 tortuosi tornanti, poi salire 999 scalini. Una fatica non indifferente, che verrà ripagata dallo spettacolo della natura offerto dal Monte Tianmen, in Cina.  Vicino alla città di Zhangjiajie,  in cima ad una montagna si trova una suggestiva caverna di roccia naturale a forma di arco, alta trenta metri e profonda 70, che si scaglia verso il cielo. Questa formazione rocciosa, unica al mondo, sembra risalire all’anno 263, quando il dorso di una grotta crollò lasciando un buco nella parete e creando questo suggestivo panorama che i cinesi definiscono «il simbolo più vicino a Dio presente sulla terra». Raggiungere la porta del paradiso richiede uno sforzo fisico non indifferente. Per ammirarla è necessario prendere un autobus per affrontare i tornanti che si arrampicano sulla montagna, poi percorrere la ripida scala che conta ben 999 gradini. In alternativa è possibile usufruire della funivia più lunga del mondo, la tianmen Mountain Cable , che in 20 minuti percorre circa 7,5 chilometri. Ma non finisce qui. I più impavidi, oltre a varcare la porta del paradiso possono anche camminare lungo il versante orientale del Monte Tianmen su una passerella in vetro: una passeggiata a strapiombo su 1430 metri di vuoto assoluto, riservata solo a chi non soffre di vertigini.  Questo sentiero si chiama Cammino della fede, e deve essere percorso con dei copri scarpe per non graffiare il pavimento. Nonostante il senso di vuoto, la passerella trasparente – lunga 60 metri, spessa 6 centimetri e larga meno di un metro – è assolutamente sicura: «Qui i turisti possono camminare, correre o anche saltellare._90619965_hi034324287

Una sedia a 100 metri di altezza…

Una sedia innestata nella roccia per chi vuole “rilassarsi” a più di 100 metri di altezza. È la stravagante idea di un designer statunitense, Dallin Smith, e della sua ragazza Chelsea Katseanes, accomunati dalla stessa passione per le scalate. Per crearla hanno attorcigliato delle vecchie funi e poi legato il tutto alla roccia con due ganci di metallo. Hanno impiegato quattro mesi per realizzare la loro speciale sedia nel vuoto.“L’ho costruita perché avevo tante funi nel garage che non utilizzavo più per arrampicarmi. All’inizio avevo pensato di fare una sedia per il soggiorno di casa. Solo dopo ho pensato di posizionarla all’esterno su una parete rocciosa» spiega Dallin alla stampa. I due scalatori l’hanno installata su una parete del Rock Canyon nei pressi di Provo nello Utah. Chi volesse avere il brivido di provarla non può più farlo: è stata tolta dalla parete perché pericolosa per gli altri colleghi scalatori. Tuttavia, ci sono ancora speranze. Lasi potrà acquistare su eBay. Dallin ha intenzione di metterla all’asta e farci molti soldi.Per ora può accontentarsi della pubblicità che sta ottenendo sulla Rete.1379816_10151640459887060_716446343_n

 

Disordinati …geni incompresi

Siete dei disordinati cronici? oppure siete soliti ripetere “in questo disordine io mi ricordo perfettamente dove ho messo le cose e so come trovarle”. Tra l’atro solitamente la vita dei disordinati è resa ancor più difficile dal fatto che ogni singolo membro della mia famiglia sia un perfettino e ordinato patologico…e voi invece additati come le “pecore” nere e i “diversi” della famiglia. Lasciate i cassetti aperti, occhiali sparsi chissà dove, perdete le chiavi, avete borse colme di tutto e niente per non parlare poi dei vestiti ammassati sul puff e mai riposti nell’armadio? Da oggi la scienza arriva in vostro aiuto. Uno studio sottolinea come il disordine della nostra casa possa rispecchiare il nostro modo di vivere le giornate, e questo stile di affrontare il mondo è eccellente per non provare nessun tipo di ansia, e sviluppare la mente a reagire positivamente anche alle situazioni più complicate. La ricerca è avvenuta in modo molto semplice: gli studiosi hanno osservato le reazioni di diversi gruppi di persone di fronte al caos più totale.Prima hanno chiesto di fotografare le zone più ordinate e disordinate della loro casa, per poi mostrarle in pubblico. Parte delle persone che hanno preso parte allo studio sono entrate automaticamente in paranoia, prese dal desiderio di rimettere a posto, altri invece non erano minimamente preoccupati per questa visita a sorpresa. Secondo gli studiosi le persone ordinate hanno un sistema di classificazione particolare che li aiuta a mettere in ordine più velocemente. Di conseguenza le persone che sono disordinate si godono meglio la vita, senza etichette, senza paura del diverso e del nuovo e sono più propense agli imprevisti, e quindi anche più abili a raggirarli inoltre i disordinati patologici pensano meglio. Conclusione: “Di fronte alla confusione, il cervello tende a semplificare, eliminando le ridondanze e concentrandosi soltanto su ciò che conta”! L’equazione ordine = mente ordinata va a farsi bandiere! Evviva il caos interno ed esterno e i disordinati…è tutta creatività Albert Einstein era celebre per il suo disordine ma anche per essere un genio, quindi traete voi le conclusioni!!!!a5jlgshcmaamixl

 

Puzzone,puttanesca,strozza preti…ma di cosa stiamo parlando…

Nell’Italia gastronomica, capita spesso di trovare  pietanze dai nomi strani, poco invitanti, derivanti anche da insulti o parolacce. In singolare contrasto con il gusto e il valore culturale che essi esprimono. C’è da divertirsi. Del resto, nei secoli passati, il marketing non esisteva, e non era un problema per i contadini chiamare con il loro nome formaggi particolarmente odorosi o dalle forme familiari, E certi nomi sorgono assai meno anonimi di altri. Ecco allora, da Nord a Sud, alcuni piatti con i nomi più strani d’Italia. Puzzone di Moena formaggio dal nome curioso… e assai odoroso. Prodotto in Trentino, per la precisione in Val di Fassa e Val di Fiemme, viene stagionato nelle dispense, dove i produttori provvedono a bagnarne la crosta di tanto in tanto con acqua e sale. Questo trattamento crea uno strato praticamente impermeabile che favorisce, all’interno, la fermentazione che genera il tipico odore ma anche un gusto straordinario. Spaghetti alla puttanesca Pomodoro, olio, aglio, capperi (o acciughe), origano e olive nere di Gaeta: origini napoletane per uno dei primi piatti più diffusi d’Italia. Sull’etimologia, però, da anni gli storici si stanno accapigliando. Secondo alcuni, ad inventarli fu il gestore di una casa d’appuntamento dei Quartieri Spagnoli; secondo altri, ad ispirarli furono i colori dell’intimo delle signorine; secondo altri, fu solo l’idea colorita di qualche ristoratore. Strozzapreti Diffusi nell’Italia Centrale, nei territori dell’ex Stato Pontificio e soprattutto in Emilia-Romagna. È una delle paste fresche senza uova più amate. Buoni, certo. Ma attorcigliati e piuttosto grossi, da masticare bene in bocca. Tanto che gli ecclesiastici, un tempo ritenuti i ghiottoni per eccellenza, per la foga rischiavano di strozzarsi. Secondo il gastronomo Graziano Pozzetto, nel suo libro La cucina romagnola, il nome deriverebbe invece dal movimento secco e deciso con cui la donna di casa attorciglia la pasta per ottenere gli strozzapreti. Al punto da strozzare… perfino un collo ben pasciuto come quello di un prete. E la rabbia doveva essere tanta visto che, per la tradizione, le uova venivano consegnate al prete, e quindi le massaie rimanevano senza uova!spaghetti-alla-puttanesca-un-primo-facile-e-saporitissimo2