Attenzione a non mangiare troppo

In questi giorni in particolar modo che siamo costretti a rimanere a casa a causa del covid-19 dobbiamo stare attenti a non mangiare troppo a causa della noia e dello stress. Sgranocchiare abitualmente fuori dai pasti non è un comportamento alimentare corretto, perché si aumenta l’apporto calorico giornaliero con il successivo rischio del sovrappeso. Quando non vi è un effettivo senso di fame fisiologica, che può verificarsi in seguito a un notevole sforzo fisico oppure a un pasto insufficiente, il bisogno di assumere cibo è spesso legato a fattori di natura psicologica. E così ci ritroviamo a sgranocchiare, nei momenti più impensati, spuntini ipercalorici come panini, cioccolata, pizzette patatine, dolci vari… Anche voi non resistete alla tentazione di masticare qualunque cibo vi capiti a tiro, in ogni momento della giornata? Seduti alla scrivania in ufficio o stesi sul divano a casa, mangiucchiate in continuazione e non sapete come smettere? Che sia per fame, per gola o per colpa dello stress, se volete contenervi dovete imparare a controllarvi ! Ecco alcuni consigli. Il primo consiglio è quello di non saltare i pasti principali per evitare poi di piluccare fuori pasto. Tutte le volte che sentite lo stimolo della fame dedicatevi ad un’”attività “distraente” in modo da dare a quello stimolo il tempo di passare: per raggiungere questo obiettivo sono necessari solo 3/5 minuti. Evitate di andare a fare la spesa se siete troppo affamati, e soprattutto evitate, una volta al supermercato, i reparti dove trovate gli alimenti che preferite. Cercate di non avere cibo in vista: se siete costretti ad avere del cibo sotto il naso, il consiglio è quello di riporlo in contenitori opachi in modo che la loro vista sia meno definita e non diventi uno stimolo ulteriore a ricercare cibo.

 

E’ tempo di auguri

È tempo di auguri per l’anno nuovo: Capodanno è alle porte e, prima o dopo il brindisi, inizieremo a ricevere e mandare numerosi messaggi alle persone care perché il 2020 sia ricco di felicità, gioie e soddisfazioni. Perché tutti i desideri, insomma, si realizzino. Qualcuno si farà aiutare da frasi di grandi autori, qualcuno inoltrerà frasi ricevute da altri, qualcuno ancora si farà aiutare dalla propria fantasia. L’importante è esprimere le proprie emozioni e i propri sentimenti. Per l’occasione  ci piace ricordare una citazione di Neruda : «Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare. Apprendi dagli audaci, dai forti, da chi non accetta compromessi, da chi vivrà malgrado tutto. Alzati e guarda il sole nelle mattine e respira la luce dell’alba. Tu sei la parte della forza della tua vita. Adesso svegliati, combatti, cammina, deciditi e trionferai nella vita; Non pensare mai al destino, perché il destino è il pretesto dei falliti». Buon anno a tutti voi !

Mangiare in compagnia

Chi non mangia in compagnia o è un ladro o una spia, recita un vecchio detto popolare che vuole sottolineare l’importanza della condivisione: a quanto pare però mangiare in compagnia non fa bene solo agli altri ma anche a noi stessi. Mangiare da soli, secondo un recente sondaggio condotto da Economis , è un indice di infelicità la maggior parte di coloro che consumano i propri pasti in solitaria denuncia uno stato di malcontento o di vera e propria depressione D’altronde, la storia ci insegna che mangiare insieme è un vero e proprio collante sociale: da sempre le persone si sono riunite intorno ad un tavolo per condividere i pasti quotidiani, fare accordi politici, parlare di questioni di cuore, di accordi economici. Pensiamo anche alla Pasqua al Natale alle feste in generale  che sono tradizionalmente i momenti in cui si sta insieme per mangiare e scambiarsi regali Mangiare insieme è anche utile: è stato infatti dimostrato che quando si condivide il pasto si tende a cucinare di più e con più cura, preferendo cibi più sani, mentre chi mangia da solo è più tentato di buttarsi sui cibi confezionati o in generale su piatti  precotti. Le fasce più a rischio in questo senso sono anziani e bambini, ma anche adolescenti: i disturbi alimentari infatti sono causati anche dalla solitudine a tavola.Cerchiamo quindi di condividere il momento del pasto con colleghi, amici o familiari e almeno una volta a settimana invitiamo tutti a casa nostra! Sarà un ottimo modo per passare una serata sana e piacevole in compagnia.

 

Il riscaldamento globale minaccia anche il caffè

La maggior parte delle varietà selvatiche di caffè potrebbe andare definitivamente perduta nei prossimi decenni, a causa di un mix letale di cause di cui fanno parte deforestazione, cambiamenti climatici e parassitosi. La sentenza che arriva da uno studio appena pubblicato su Science Advances getta un’ombra di angoscia anche sulle piantagioni commerciali, oggi dominate da due specie prevalenti: arabica e robusta. La prima è sensibile alle alte temperature, la seconda all’aridità del suolo. Le 124 varietà di piante selvatiche del caffè potrebbero favorire i coltivatori a potenziare la resistenza verso l’uno o l’altro tratto, ma con meno specie a disposizione, anche le opzioni per rinforzare arabica e robusta contro le condizioni ostili si ridurrebbero. I ricercatori del Royal Botanic Gardens, hanno impiegato due decenni per catalogare accuratamente tutte le varietà selvatiche di caffè con la loro distribuzione, i rischi che corrono e le caratteristiche salienti come quantità di caffeina contenuta, resistenza alla siccità e ai parassiti. Dal confronto di questi dati è emerso che 3 specie su 5, rischiano di scomparire nei prossimi decenni. Su 124, ben 75 sono minacciate di estinzione e tra queste 13 sono gravemente minacciate.Il 72% delle specie selvatiche di caffè cresce in aree protette, tuttavia questi paletti sulla conservazione rimangono spesso soltanto “sulla carta”, perché queste stesse zone non sono immuni da deforestazione e cambiamenti climatici. Mantenere la diversità genetica del caffè fuori dai suoi habitat naturali è difficile e molto costoso: rimangono le banche dei semi ma sono soluzioni di emergenza, afflitte da una cronica carenza di fondi. In Paesi come l’Etiopia, dove un quarto della popolazione vive delle attività legate al caffè, occorre trovare soluzioni con urgenza: una di quelle oggi sperimentate è la suddivisione delle foreste in cui crescono le varietà selvatiche in aree più piccole e facili da monitorare. L’onere di preservare le specie più a rischio non può spettare soltanto ai Paesi produttori. Se tutti beneficiano del caffè, tutti dovrebbero contribuire.

Scopri chi sei anche dal cono gelato

In questi giorni di caldo estremo, ci si trova spesso a scegliere di sostituire uno dei pasti con un buon gelato, fresco, dolce e bello al punto da far scordare, almeno per qualche minuto, la percezione di caldo opprimente. Di gelati ce ne sono di vari tipi, si passa da quelli confezionati a quelli freschi o allo yogurt, dai gusti alla frutta,ai classici, a quelli stravaganti, tutti mangiabili in modi diversi. C’è chi preferisce la coppetta e chi, specie se sceglie di consumarli al posto del pranzo o della cena, opta per un cono o una brioche. Inutile dire che la scelta del tipo di gelato che si preferisce mangiare può dire molto sul carattere di una persona. Ecco allora qualche curiosità sulla differenze tra chi preferisce il cono alla coppetta e chi a pranzo predilige un piatto di pasta o un insalatona  piuttosto che un gelato, magari tra gli amanti della brioche e quelli che, invece, preferiscono il cono. La brioche. Se il tuo gelato preferito è quello che si trova all’interno di una morbida brioche, sei la classica buona forchetta, amante del buon cibo e del divertimento. Allegra e sempre pronta a far festa, ti piace concederti i tuoi momenti di svago o, come li chiami tu, di meritato riposo. Un pasto dolce da consumare in compagnia, per te, è uno di questi. E gli amici sono ben felici di condividerlo con te che sei vista come una in grado di portare sempre il sole. Il cono. Del cono gelato ami la croccantezza del biscotto che giunge solo dopo aver gustato il gelato senza disattenzioni. Per te una pausa dolce è come un momento interiore, nel quale ti piace immergerti tra i tuoi pensieri, gustando in pieno ciò che hai davanti. Un modo di fare che hai anche nella vita, dove ti muovi sempre con estrema cautela, evitando di farti coinvolgere troppo se prima non sei certa della situazione nella quale ti trovi. Un atteggiamento che, nonostante la tua gentilezza, a volte ti fa apparire distante o troppo sulle tue

La curiosità il miglior amico per viaggiare

Estate arrivata, ferie arrivate,manca solo di partire. Quando cerchiamo un compagno di viaggio vogliamo qualcuno di esperto, capace di coinvolgerci in avventure e magari, perché no, di essere l’anima della festa, la persona che ci sappia rallegrare e far divertire durante le sere d’estate e i momenti di svago. Ma c’è una caratteristica che supera tutte le altre per importanza, ed è la curiosità. Una ricerca ha sottolineato proprio l’importanza di questo aspetto: la curiosità e il viaggio sono strettamente connessi. Due aspetti inseparabili. Certo, la curiosità non sembra essere una novità per chi viaggia e scopre il mondo chilometro dopo chilometro, infatti ben il 91% delle persone intervistate si considerano curiose e il 73% afferma che in cima alla lista dei modi in cui esprime questa curiosità c’è il viaggiare. Per la maggior parte delle persone il viaggio è relax, ma soprattutto occasione di imparare cose nuove Ovviamente di persone che cercano solamente il relax in una spiaggia incantata e di un mare cristallino ce ne sono eccome, ma molte delle persone intervistate dice di voler utilizzare il tempo delle vacanze per imparare qualcosa, per fare esperienze e non per rilassarsi. Quindi com’è il compagno di viaggio ideale? Tutti noi cerchiamo compagnia nei nostri viaggi, e le persone con cui partire vorremmo che fossero innanzitutto curiose. Generalmente i viaggiatori intervistati preferiscono avere qualcuno con cui condividere le esperienze di viaggio, c’è  chi afferma che il miglior compagno di viaggio è il proprio partner. Ma il 25% preferisce al contrario viaggiare da solo. Perché il viaggiare con sé stessi, spesso, può essere ancora più coinvolgente: immergersi in solitudine all’interno di nuove esperienze, circondati esclusivamente da cose mai viste, volti, sapori e luoghi nuovi. In tutti i casi, da soli, col proprio partner o con altri, a muoverci è innanzitutto la curiosità. E sembriamo esserne ben consapevoli.

Le ferie croce e delizia delle coppie

I primi attriti c’erano già stati in primavera quando avevate discusso sul posto e sulla compagnia. Lui proprio non riesce a staccarsi dagli amici, tu invece vorresti una vacanza sola con lui. Vorresti visitare un’isola sperduta della Grecia, lui invece non sa resistere alla baldoria di Rimini. O il classico dilemma: tu vuoi la tintarella da fare invidia e lui vorrebbe Visitare città d’arte. Insomma, alla fine uno dei due ha ceduto.  Ma inevitabilmente i problemi sono balzati fuori quando si è arrivati a destinazione. I motivi dei litigi? La gelosia, la scarsa collaborazione, la poca intimità. La gelosia Durante l’anno in città lui o lei non fanno che voltarsi ogni volta che passa un bel fusto o una bionda mozzafiato? Allora mettetevi l’anima in pace: al mare sarà l’inferno. Tra abbronzatissime in topless, palestrati che escono dal mare se siete gelosi mettete in conto che il vostro partner potrà davvero farvi saltare i nervi. Qui dipende dalla vostra autostima, poco cambia se si guarda in città o al mare, tutto sta alla vostra sopportazione. Ma la gelosia può avere un doppio risvolto: e se voi diventaste l’oggetto del desiderio della spiaggia? Come la prenderebbe il vostro partner? Ogni coppia ha un suo codice, l’importante è il rispetto, e se in vacanza scoprite che il vostro partner vi sembrava uno o una che non guarda le altre o gli altri e invece in vacanza scoprite questo nuovo lato chiedetevi se davvero vi va bene o se non lo sopportate. In vacanza molti credono di non dover alzare un dito, all’infuori dal sesso. Una donna può decidere di non fare più la casalinga, così come un uomo può decidere di essere totalmente in vacanza. Ma i piatti non si lavano da soli. Se siamo al mare in campeggio i lavori devono essere per forza eseguiti “subito”. Lo spazio è poco, e lasciare i piatti sporchi per terra non è una soluzione furba se non vogliamo trovarci la tenda invasa dalle formiche. La parola d’ordine è “collaborazione”. Una volta per uno, l’importante è che la sintonia di coppia si veda anche in questi gesti. Siete partiti in comitiva, anche se, soprattutto tra donne, spesso non si è troppo amiche. Ma vi siete adattate perché gli uomini sono amici da sempre. Dimenticate serate a passeggiare da soli: l’amico invadente vorrà che si mangi sempre tutti insieme, locali tutti insieme, mare tutti insieme. Così ti accorgerai che alla fine delle vacanze tu e lui siete stati davvero poco da soli. Guarda il lato positivo: da questo capirai quanto lui tiene alla vostra storia, forse ha ancora bisogno della compagnia e non sente il bisogno di stare solo con te. Non c’è chi ha ragione o chi ha torto, forse volete semplicemente cose diverse: se durante l’anno i week end sono sempre in compagnia e le vacanze anche, forse è ora di parlare un po’ di voi. Le vacanze per molte coppie sono una bozza di convivenza, anche se non è la vita reale che si fa durante l’anno avrete modo di capire tanto del vostro partner: se lei è una donna di casa, se lui è un uomo maturo, se lei è una donna in gamba, se lui non vi aiuta nelle faccende domestiche. L’importante è tornare a casa cambiati e aver capito qualcosa in più di noi e della coppia, e decidere se continuare o scappare a gambe levate.