I rapporti quelli veri

Col passare del tempo può succedere che i rapporti che pensavamo fossero forti e duraturi si sgretolino. Sarà per i normali cambiamenti della vita, o per i conflitti razionali, il nostro gruppo di amici si riduce drasticamente. Succede che i veri amici si contano con le dita di una mano e che, col passare degli anni, la qualità cominci a pesare più della quantità rispetto all’amicizia e alle relazioni affettive. Col passare del tempo cominciamo a preferire l’intensità dei rapporti, al di là della frequenza. Ci piace avere al nostro fianco le persone che ci interessano davvero, a quelle a cui vogliamo più bene. Arrivati ad una certa età, di solito tra i 30 e i 40 anni, è comune sentirsi “soli ma accompagnati“. Per questo motivo cominciamo a cercare, esplicitamente o meno, relazioni di qualità, pure, sincere e solide. Selezioniamo e diamo priorità a quelle relazioni con persone che ci offrono più benessere emotivo, sociale e cognitivo. Diventiamo più precisi e minuziosi, preferendo la qualità sulla quantità. Col passare del tempo, le amicizie si trasformano in vincoli che somigliano di più a fratellanze. Unioni profonde, lontane dall’ipocrisia, dall’egoismo e dalle preoccupazioni mascherate.

 

Quale ruolo è giocato dal corpo nella reazione emotiva?

Esiste uno stretto rapporto tra quasi tutte le emozioni e la loro manifestazione corporea. Le emozioni si esprimono sempre anche con una particolare partecipazione del corpo che viene chiamata “attivazione fisiologica”.Tale reazione corporea provoca fenomeni come l’accelerazione o il rallentamento del battito cardiaco, la variazione degli atti respiratori, il pallore o il rossore del viso, la sensazione di secchezza in bocca, la dilatazione delle pupille, la sudorazione, ecc. Tutte queste manifestazioni del corpo possono accompagnare l’emozione; una volta cessata l’emozione il corpo torna al precedente equilibrio.Il nostro corpo, esprime emozioni anche attraverso le espressioni del viso, il tono della voce e la postura ad esempio, un modo di camminare dritto può esprimere soddisfazione e gioia, così come una posizione ripiegata in sé può esprimere tristezza e una posizione corporea molto contratta rimanda ad un’idea di forte ansia o di rabbia.I movimenti e le manifestazioni espressive del viso e del corpo, da un lato conferiscono vivacità ed energia alle parole che diciamo e dall’altro tendono a rivelare le intenzioni e i pensieri in modo più sincero delle parole. In definitiva, è più difficile camuffare le proprie emozioni con l’espressione corporea mentre le parole sono facilmente falsificabili. Rispetto alle parole usate per esprimere emozioni, fin dall’infanzia ci abituiamo ad usare certi termini per identificare le emozioni che proviamo e per renderle comprensibili alle altre persone.Uno dei modi in cui impariamo a parlare delle nostre emozioni è l’uso della “metafora”, attraverso cui descriviamo le nostre emozioni con termini che richiamano eventi del mondo esterno. Ad esempio, per descrivere la felicità si usa l’espressione “tocco il cielo con un dito” ; oppure per la tristezza “mi sento schiacciato da un macigno” o, ancora, “mi ha spezzato il cuore”. Queste metafore vengono create per descrivere i nostri sentimenti per i quali non abbiamo in realtà parole specifiche e ben definite.