Strane superstizioni

Ammettiamolo: chi più e chi meno, tutti siamo superstiziosi. E’ il nostro lato irrazionale e primordiale che emerge, a volte davvero in modo simpatico e pazzerello. Qualcuno è fedele alle “vecchie e care superstizioni” come non passare sotto una scala, temere il venerdì 17 o rompere uno specchio; altri si lasciano influenzare da nuove leggende metropolitane. Ma paese che vai, superstizione che trovi. Eccone alcune… Spaghetti e riso superstiziosi. In Cina sono molte le superstizioni legate all’uso delle bacchette per mangiare. Non tagliate mai con quest’ultime uno spaghetto: i noodles e la loro lunghezza simboleggiano il corso della vita e tagliarne uno è visto come gesto malaugurante. Per quanto riguarda il riso, invece, non piantate mai le bacchette in verticale nella ciotola: il gesto ricorda il rito di bruciare incenso per compiangere un parente morto. Evitate anche di appoggiare le bacchette incrociandole: nella cultura cinese la x verticale simboleggia la morte. Nella maggior parte dei paesi europei le credenze legate al sale sono malauguranti. In Russia, invece, il sale è collegato all’amore e al matrimonio. Si dice che piatti troppo salati siano indice di una preparazione da parte di una donna innamorata. Secondo la tradizione, le neo spose dovevano salare il piatto del suocero: di conseguenza, per non sembrare poco innamorate del neo sposo, mettevano più sale del dovuto. In Brasile n questo Paese nessuno si sognerebbe mai di appoggiare per terra la propria borsa o il portafoglio. Infatti, se per caso dovessero toccare il pavimento si perderebbero un sacco di soldi! In Danimarca Se durante l’anno si rompe una tazzina, un piatto o una scodella i cocci non vanno assolutamente gettati nella spazzatura. Vanno, invece, conservati con cura fino a Capodanno. Durante questa particolare notte verranno buttati, ma a casa di amici e parenti. Più è grande il mucchio più fortunato sarà il nuovo anno.

Alibaba record assoluto in Cina

Single day” da record assoluto in Cina. Ieri era la giornata dei cuori solitari che si celebra l’11 novembre, diventata ormai la festa numero uno dello shopping online, ha registrato quest’anno un primato assoluto di vendite toccando, allo scoccare della ventiquattresima ora di saldi, ben 25,4 miliardi di dollari. Lo comunica il gigante dell’e-commerce Alibaba.  Il “single day”, che si celebra l’11 novembre – la data fu scelta proprio per la presenza di numerosi “1”, equivalente di cuori solitari e solitudine nella cultura e lingua cinese ha ottenuto cifre record già dai primi minuti di vendita.  Alibaba ha incassato ben 7,3 miliardi di euro in un’ora,mentre il “numero due´ del commercio online in Cina, JD.com, sempre nella prima ora di saldi, ha visto aumentare del 350% rispetto all’anno scorso le vendite di prodotti alimentari, toccando quota 15 miliardi di dollari.  Nella prima ora di attività, più di 60 brand hanno generato oltre 15,1 milioni di dollari ciascuno, tra cui Apple, Este’e Lauder, Gap, L’Oreal, Nike, Samsung, Uniqlo e Zara. L’11 novembre 2016 Alibaba aveva appunto chiuso il calcolo del valore totale della merce venduta a 17,8 miliardi, mentre l’anno precedente si era fermato a 14,3 miliardi. Per Joe Tsai, si tratta del giorno più importante del mondo per il commercio e dell’evento più significativo per l’economia cinese.

I bonsai piante particolarmente significative

I primi bonsai furono coltivati nel VI secolo dopo Cristo dai popoli di origine mongola che dominavano la Cina: facevano crescere La pratica di miniaturizzare gli alberi però è probabilmente più antica e risale a una pratica di oltre 2.000 anni fa, chiamata Penjing, che consisteva nel comporre paesaggi con miniature di monti, fiumi e alberi La coltivazione dei bonsai come vera e propria arte fu sviluppata, attorno al 700, dai monaci buddisti cinesi, che applicavano ai mini- alberi i principi della loro filosofia: l’uomo doveva ridurre alla sua capacità di visione ciò che lo circonda, miniaturizzando non solo l’albero, ma anche il paesaggio su cui cresce. Altre scuole invece vedevano nei tronchi contorti e nati su una pietra la nascita della vita nonostante le avversità. Tronchi e rami potevano anche essere piegati per creare ideogrammi o numeri magici. I bonsai arrivarono in Giappone, pro piante medicinali nei vasi per poterli trasportare nelle migrazioni. Qui gli alberi in miniatura presero il nome di bonsai. All’inizio del 1800 sorsero le prime scuole di “arte bonsai” che definirono stili, regole e misure. I grandi maestri provenivano da famiglie come i Kato, i Murata, i Nakamura. I primi esemplari di bonsai arrivarono in Europa alla fine del secolo scorso come curiosità esotiche I vasi di  bonsai ha un significato legato proprio al concetto di vita: poiché gli alberi, come tutti gli altri elementi in natura, sono estremamente mutevoli e si modificano ogni giorno, così il bonsai rappresenta quello che è il mutamento costante, l’evoluzione del destino durante il corso della vita. Il bonsai, quindi, simboleggia l’universo, la vita e la forza della natura. E’ un ottima idea da regale a un amico in qualsiasi occasione

I biscotti della fortuna

Il biscotto della fortuna è un biscotto croccante realizzato solitamente con farina, zucchero, vaniglia ed olio/burro, al suo interno è racchiusa una piccola “fortuna” ovvero un messaggio di buon auspicio scritto su un pezzo di carta. La “fortuna” può essere espressa con poche parole precise o vaghe, che dovrebbero rappresentare una profezia. Il messaggio può includere anche una frase cinese accompagnata dalla traduzione o un elenco di numeri “fortunati”. Questi biscotti vengono spesso serviti come dessert nei ristoranti cinesi, ma sono praticamente assenti sul territorio cinese. Solo di recente, nelle zone turistiche, alcuni ristoratori hanno deciso di adottare questa tradizione per attirare clienti occidentali. Dove è stato inventato il biscotto della fortuna? Il biscotto della fortuna è nato in California. Al contrario di come si possa pensare, il biscotto della fortuna è uno dei tantissimi prodotti nati sotto la bandiera a stelle e strisce, precisamente in California nei primi anni del 1900.La paternità dell’invenzione non è però ancora nota, c’è chi sostiene che sia da attribuire a Makoto Hagiwara, chi a David Jung. Il primo era un immigrato giapponese che serviva biscotti al Tea Garden di San Francisco e che iniziò ad inserire delle piccole frasi di ringraziamento per i clienti. Jung invece era un cinese emigrato a Los Angeles dove fondò la Hong Kong Noodle Company per i cui dipendenti iniziò a distribuire i biscotti pieni di frasi di ispirazione raccolte tra i passi delle Scritture. Il diverbio sembra essersi però risolto, almeno dal punto di vista giuridico, quando la Historical Review Court si schierò con il giapponese, dando la definitiva paternità alla città di San Francisco.

Il fiore che diventa trasparente se piove

A volte la natura ci regala fenomeni che sanno essere persino più incredibili della fantascienza che siamo abituati a vedere nei film. Uno di questi è quello che riguarda un fiore decisamente insolito.Il suo nome è Diphylleia Grayi ed ha una caratteristica incredibile: i suoi petali diventano trasparenti a contatto con l’acqua, regalando uno spettacolo unico  è un fiore che presenta una particolarità al quanto insolita, ovvero i suoi petali diventano trasparenti a contatto con l’acqua.Questo incredibile fiore cresce negli ambienti boscosi e umidi nell’Asia dell’est, in particolare Cina e Giappone. La pianta è riconoscibile da grandi foglie a forma di ombrello, costellati da piccoli gruppi di fiori bianchi. Questa meravigliosa pianta cresce negli ambienti boscosi e umidi dell’est asiatico, soprattutto in Cina e Giappone. Le sue foglie sono grandi e a forma di ombrello, ogni pianta è costellata da piccoli gruppi di fiori bianchi.Il periodo di fioritura va dalla tarda primavera all’inizio dell’estate ed è proprio in quel momento che è possibile assistere all’insolito fenomeno dei petali bianchi che, colpiti dalle gocce di pioggia, perdono lentamente i loro pigmenti fino a diventare trasparenti. Tra i fiori esotici il Diphylleia grayi è senza dubbio quello più particolare. I petali trasparenti del Diphylleia grayi, che sembra proprio un fiore di cristallo, sono molto insoliti e fanno di questo fiore un esemplare raro e unico nel suo genere.Proprio per la sua delicatezza e per la sua abitudine a climi caldi e molto umidi, sarà molto difficile importare il Diphylleia grayi in Italia, ma se durante un viaggio vi troverete davanti questo splendido spettacolo della natura, ricordatevi che non è un sogno, ma una meravigliosa realtà! Quando però la pioggia finisce, i petali si asciugano e diventano di nuovo bianchi

I frutti più strani del mondo

Sapevate che, al mondo, esistono centinaia di migliaia di frutti diversi? La maggior parte non li vedrete mai, tanto sono lontani dall’uso comune e dalla commercializzazione, ma oggi vogliamo provare a vederne insieme alcuni tra i più strani. Chissà, magari qualcuno lo avete già sentito nominare… Cetriolo africano: è un frutto coperto di spine, straordinariamente dolce e nativo della regione del Kalahari. Rappresenta il più incredibile esempio di come la natura si adatti a qualsiasi clima e ambiente perché il cetriolo africano riesce a crescere nell’arsura del deserto! Ha un sapore simile alla banana.  Frutto del dragone: è un frutto dalla polpa biancastra, assai nutriente e contiene tantissimi semini commestibili. E’un parente stretto del cactus e si chiama frutto del dragone perché ha un colore rosso intenso sulla buccia che ricorda la corazza di un dragone. Carambola: è un frutto in realtà meno raro degli altri ma dall’incredibile forma di una stella a cinque punte. Mangostano: è un tipico frutto indonesiano, caratterizzato da una scorza marrone molto dura e da una polpa interna divisa in spicchi. Il sapore è simile al litchi, dolce e profumato. E’ un frutto molto apprezzato da chi ha la fortuna di assaggiarlo. Noi-na: è un frutto che somiglia ad una pigna verde. Contiene una polpa dolce e cremosa con grandi semi visibili. In alcuni paesi tropicali viene utilizzato per la preparazione di buonissimi cocktail. Limone “mano di Buddha”: il nome di questo frutto deriva dalla caratteristica forma tentacolare. Rappresenta una varietà di cedro che cresce su alberi di piccole dimensioni in Cina, Giappone e India. Ha un profumo leggermente agrumato e alcuni usano anche la sua buccia, una volta candita.

Il futuro in un sorriso “smail to pay”

I pagamenti digitali in Cina, soprattutto per quanto riguarda certi ambiti, sono notevolmente avanti rispetto al resto del mondo. Adesso, a quanto pare, si può pagare anche con un semplice sorriso. La novità arriva da Alibaba, il colosso dell’e-commerce. La sua affiliata Ant Financial ha lanciato un servizio battezzato “smile to pay” ovvero “sorridi per pagare” Stiamo parlando del rivoluzionario metodo di pagamento lanciato in Cina nei Kfc, la catena famosa per i cestini di ali di pollo fritte il fast food specializzato in pollo fritto. Se ne era parlato tempo fa, ora la faccenda inizia a entrare nel vivo. Non c’è bisogno di uno smartphone o di altri dispositivi dal momento che, da quelle parti, si dà sostanzialmente per scontato che l’utente sia già registrato sull’applicazione Il sensore è stato sviluppato da Yum China Holdings Inc, una delle aziende leader nel settore alimentare cinese, e consente di saldare senza contanti, carte di credito e pure senza smartphone. Sarà sufficiente registrarsi al servizio KPro. Una volta “schedati”, basta sorridere alla macchina e inserire il proprio numero di telefono associato al conto bancario. In questo modo, in caso di problemi, l’azienda riuscirà a contattare facilmente il cliente. Il direttore ha assicurato che il sensore usa l’identificazione biometrica s’intendono cioè le caratteristiche fisiologiche o comportamentali misurabili e utili per identificare un individuo o per verificarne l’identità, ciò vuol dire che la macchina non si lascia ingannare da una semplice fotografia: è necessario metterci la faccia, insomma. Il Kfc di Hangzhou è il primo al mondo ad usare lo Smile to pay ma gli addetti ai lavori sono certi che il futuro del pagamento è nel riconoscimento facciale. Il futuro è in un sorriso.