Le proprietà del tè

Si può scrivere in diversi modi – tè, thè o the – e rappresenta la bevanda più diffusa nel mondo dopo l’acqua. Il the viene estratto dalle foglie della pianta Camelia Sinensis, un arbusto sempre verde che può raggiungere un’altezza di due metri al massimo. Le foglie di questo arbusto vengono raccolte quattro volte l’anno in Cina, Giappone e India mentre in Kenia, ad esempio, accade tutto l’anno. L’utilizzo del risale alla notte dei tempi. All’inizio furono i cinesi e, grazie ai monaci, si diffuse anche in Giappone e in Corea. I portoghesi lo portarono per primi in Europa ma furono gli olandesi a commercializzarlo in Europa. Nel corso dei secoli poi, questa bevanda divenne molto popolare anche in Europa, fino a diventare una vera e propria icona delle tradizioni inglesi. Visto il prezzo molto alto, dato dalle tasse, era all’inizio una bevanda a uso dei nobili e della borghesia che utilizzavano servizi pregiati di porcellana, provenienti dalla Cina, e servito in principio dopo pranzo per passare ad essere bevuto alle cinque del pomeriggio.  Il vanta numerosi effetti benefici ma per poter godere appieno delle sue qualità, occorre prestare attenzione alla sua preparazione: Se si prepara il rispettando alcune semplici regole, come la temperatura e il tempo d’infusione, si avrà una bassa estrazione della teina. I sei tipi di più comuni sul mercato sono: il nero, il tè rosso/tè nero indiano, l’oolong  il tè verde, il tè giallo e il tè bianco.  Tutte queste varietà derivano dal processo di lavorazione per cui si avranno dei per niente ossidati, lievemente ossidati. Il suo sapore può essere erbaceo, floreale, fruttato, di malto, ecc. Il the è considerato una bevanda salutare, ricca di proprietà benefiche: agisce molto bene come antiossidante poiché contiene sostanze polifenoliche, note fin dall’antichità, in grado di contrastare la diffusione dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento e della degenerazione cellulare

Un esercito di robot per sostituire i cuochi

Il costo del lavoro inizia a salire anche in Cina, ora che molte persone hanno migliorato il loro tenore di vita e sono sempre meno disposte ad accettare stipendi “da fame”. Ma i cinesi hanno trovato una soluzione hi-tech per il problema: sostituire gli uomini con i robot. Sembra fantascienza ma si tratta di realtà: per il momento, nei ristoranti specializzati in piatti di spaghetti L’invenzione è del 2011, e molti credevano sarebbe rimasta un prototipo, ma i robot sono stati recentemente messi sul mercato, e sono già stati venduti oltre 3.000 esemplari: a loro favore il costo circa 2.000 dollari anziché i 4.700 annuali dello stipendio di un buon cuoco. “E riescono a tagliare i noodle meglio dei cuochi umani”, aggiunge il proprietario di un ristorante, sicuramente non saranno empatici quanto gli esseri umani !! Aggiungiamo noi…almeno quello

Anche quest’anno il mochi ha fatto le sue vittime

Due persone sono morte in Giappone e diverse sono ricoverate in condizioni critiche dopo aver mangiato le tradizionali torte di riso ‘mochi’ nel corso delle feste per il nuovo anno. Tutti gli anni nel Paese del Sol levante si verificano degli incidenti legati al mochi, un tortino di riso che fa parte della tradizione culinaria dell’ultimo dell’anno.Si tratta di panini rotondi fatti con riso morbido e gommoso. Il riso viene prima cotto a vapore e poi sminuzzato e schiacciato. La massa appiccicosa viene quindi lavorata nella forma finale tipica del mochi e cotta o bollita. Le famiglie nipponiche festeggiano abitualmente il Capodanno cucinando un brodo vegetale nel quale scaldano il mochi. Ma in che modo questi tortini uccidono? I panini sono gommosi ed eccezionalmente appiccicosi. Tanto da richiedere una lunga masticazione prima di essere ingoiati; chi non può masticare bene come i bambini, o gli anziani  può trovarli difficoltosi da mangiare. E il problema è proprio questo: se non viene masticato ma soltanto ingoiato, il mochi si blocca in gola e può portare al soffocamento. Secondo i  sondaggi giapponesi, il 90% delle persone finite in ospedale per colpa di questo piatto di Capodanno è composto da ‘over 60’. E ogni anno si verificano problemi di questo tipo. Ecco dunque che a dicembre, nei giorni che precedono il 31, si moltiplicano i messaggi delle autorità, che invitano  specialmente i più giovani e gli anziani a mangiare solo mochi tagliati a pezzetti molto piccoli. Eppure, nonostante gli avvertimenti, continuano a verificarsi incidenti legati a questo piatto. Anche nei giorni scorsi i morti sono stati due, con diverse persone ricoverate.

 

Strane superstizioni

Ammettiamolo: chi più e chi meno, tutti siamo superstiziosi. E’ il nostro lato irrazionale e primordiale che emerge, a volte davvero in modo simpatico e pazzerello. Qualcuno è fedele alle “vecchie e care superstizioni” come non passare sotto una scala, temere il venerdì 17 o rompere uno specchio; altri si lasciano influenzare da nuove leggende metropolitane. Ma paese che vai, superstizione che trovi. Eccone alcune… Spaghetti e riso superstiziosi. In Cina sono molte le superstizioni legate all’uso delle bacchette per mangiare. Non tagliate mai con quest’ultime uno spaghetto: i noodles e la loro lunghezza simboleggiano il corso della vita e tagliarne uno è visto come gesto malaugurante. Per quanto riguarda il riso, invece, non piantate mai le bacchette in verticale nella ciotola: il gesto ricorda il rito di bruciare incenso per compiangere un parente morto. Evitate anche di appoggiare le bacchette incrociandole: nella cultura cinese la x verticale simboleggia la morte. Nella maggior parte dei paesi europei le credenze legate al sale sono malauguranti. In Russia, invece, il sale è collegato all’amore e al matrimonio. Si dice che piatti troppo salati siano indice di una preparazione da parte di una donna innamorata. Secondo la tradizione, le neo spose dovevano salare il piatto del suocero: di conseguenza, per non sembrare poco innamorate del neo sposo, mettevano più sale del dovuto. In Brasile n questo Paese nessuno si sognerebbe mai di appoggiare per terra la propria borsa o il portafoglio. Infatti, se per caso dovessero toccare il pavimento si perderebbero un sacco di soldi! In Danimarca Se durante l’anno si rompe una tazzina, un piatto o una scodella i cocci non vanno assolutamente gettati nella spazzatura. Vanno, invece, conservati con cura fino a Capodanno. Durante questa particolare notte verranno buttati, ma a casa di amici e parenti. Più è grande il mucchio più fortunato sarà il nuovo anno.

Alibaba record assoluto in Cina

Single day” da record assoluto in Cina. Ieri era la giornata dei cuori solitari che si celebra l’11 novembre, diventata ormai la festa numero uno dello shopping online, ha registrato quest’anno un primato assoluto di vendite toccando, allo scoccare della ventiquattresima ora di saldi, ben 25,4 miliardi di dollari. Lo comunica il gigante dell’e-commerce Alibaba.  Il “single day”, che si celebra l’11 novembre – la data fu scelta proprio per la presenza di numerosi “1”, equivalente di cuori solitari e solitudine nella cultura e lingua cinese ha ottenuto cifre record già dai primi minuti di vendita.  Alibaba ha incassato ben 7,3 miliardi di euro in un’ora,mentre il “numero due´ del commercio online in Cina, JD.com, sempre nella prima ora di saldi, ha visto aumentare del 350% rispetto all’anno scorso le vendite di prodotti alimentari, toccando quota 15 miliardi di dollari.  Nella prima ora di attività, più di 60 brand hanno generato oltre 15,1 milioni di dollari ciascuno, tra cui Apple, Este’e Lauder, Gap, L’Oreal, Nike, Samsung, Uniqlo e Zara. L’11 novembre 2016 Alibaba aveva appunto chiuso il calcolo del valore totale della merce venduta a 17,8 miliardi, mentre l’anno precedente si era fermato a 14,3 miliardi. Per Joe Tsai, si tratta del giorno più importante del mondo per il commercio e dell’evento più significativo per l’economia cinese.

I bonsai piante particolarmente significative

I primi bonsai furono coltivati nel VI secolo dopo Cristo dai popoli di origine mongola che dominavano la Cina: facevano crescere La pratica di miniaturizzare gli alberi però è probabilmente più antica e risale a una pratica di oltre 2.000 anni fa, chiamata Penjing, che consisteva nel comporre paesaggi con miniature di monti, fiumi e alberi La coltivazione dei bonsai come vera e propria arte fu sviluppata, attorno al 700, dai monaci buddisti cinesi, che applicavano ai mini- alberi i principi della loro filosofia: l’uomo doveva ridurre alla sua capacità di visione ciò che lo circonda, miniaturizzando non solo l’albero, ma anche il paesaggio su cui cresce. Altre scuole invece vedevano nei tronchi contorti e nati su una pietra la nascita della vita nonostante le avversità. Tronchi e rami potevano anche essere piegati per creare ideogrammi o numeri magici. I bonsai arrivarono in Giappone, pro piante medicinali nei vasi per poterli trasportare nelle migrazioni. Qui gli alberi in miniatura presero il nome di bonsai. All’inizio del 1800 sorsero le prime scuole di “arte bonsai” che definirono stili, regole e misure. I grandi maestri provenivano da famiglie come i Kato, i Murata, i Nakamura. I primi esemplari di bonsai arrivarono in Europa alla fine del secolo scorso come curiosità esotiche I vasi di  bonsai ha un significato legato proprio al concetto di vita: poiché gli alberi, come tutti gli altri elementi in natura, sono estremamente mutevoli e si modificano ogni giorno, così il bonsai rappresenta quello che è il mutamento costante, l’evoluzione del destino durante il corso della vita. Il bonsai, quindi, simboleggia l’universo, la vita e la forza della natura. E’ un ottima idea da regale a un amico in qualsiasi occasione

I biscotti della fortuna

Il biscotto della fortuna è un biscotto croccante realizzato solitamente con farina, zucchero, vaniglia ed olio/burro, al suo interno è racchiusa una piccola “fortuna” ovvero un messaggio di buon auspicio scritto su un pezzo di carta. La “fortuna” può essere espressa con poche parole precise o vaghe, che dovrebbero rappresentare una profezia. Il messaggio può includere anche una frase cinese accompagnata dalla traduzione o un elenco di numeri “fortunati”. Questi biscotti vengono spesso serviti come dessert nei ristoranti cinesi, ma sono praticamente assenti sul territorio cinese. Solo di recente, nelle zone turistiche, alcuni ristoratori hanno deciso di adottare questa tradizione per attirare clienti occidentali. Dove è stato inventato il biscotto della fortuna? Il biscotto della fortuna è nato in California. Al contrario di come si possa pensare, il biscotto della fortuna è uno dei tantissimi prodotti nati sotto la bandiera a stelle e strisce, precisamente in California nei primi anni del 1900.La paternità dell’invenzione non è però ancora nota, c’è chi sostiene che sia da attribuire a Makoto Hagiwara, chi a David Jung. Il primo era un immigrato giapponese che serviva biscotti al Tea Garden di San Francisco e che iniziò ad inserire delle piccole frasi di ringraziamento per i clienti. Jung invece era un cinese emigrato a Los Angeles dove fondò la Hong Kong Noodle Company per i cui dipendenti iniziò a distribuire i biscotti pieni di frasi di ispirazione raccolte tra i passi delle Scritture. Il diverbio sembra essersi però risolto, almeno dal punto di vista giuridico, quando la Historical Review Court si schierò con il giapponese, dando la definitiva paternità alla città di San Francisco.