Cene d’estate

Qualche amico, un po’ di buona musica, tante candele alla citronella un terrazzo aperto sulla città vuota, o un giardino contornato da una siepe rigogliosa illuminata da lanterne di ogni forma e misura E’ la cena di mezza estate, un classico da celebrare con piatti semplici, golosi! Sicuramente la buona compagnia è quello che conta più di tutto, ma anche qualche piatto sfizioso contribuisce a rendere piacevole la serata. Ecco come fare! Non c’è nulla di più facile che possa capitare in una calda serata d’estate: basta un terrazzo o un giardino, e qualche amico rimasto in città ed è subito cena tutti insieme Tutto quello che vi occorre è la voglia di stare insieme, un po’ di buona musica in sottofondo e un buona bottiglia di  vino bianco ghiacciato. E ovviamente qualche  ricetta estiva fresca e  accattivante, e non troppo laboriosa da preparare: chi ha voglia di stare due ore dietro ai fornelli con questo caldo? Del resto non si tratterà mai di una cena elegante. Quello che conta è stare in compagnia: l’ideale sarebbe preparare una bella grigliata di carne o pesce, a cui tutti possono partecipare durante la cottura. Ma non sempre si ha a disposizione un giardino o un grande terrazzo che possa ospitare un barbecue. In questi casi allora, potete preparare qualche deliziosa pietanza, fredda è l’ideale considerando l’afa estiva. Soprattutto, piatti che si possano preparare in anticipo, come riso o pasta fredda, vitello tonnato, inalatone miste,da conservare in frigo e quindi tirar fuori al momento della cena, e poi via tutti a tavola a festeggiare queste calde notti d’estate.

Menù di Capodanno

Capodanno è ormai alle porte e per chi si sta preparando a festeggiare l’arrivo del 2019 a casa con amici e parenti, è già tempo di pensare a cosa portare in tavola. Per chi è a caccia di consigli, ecco allora qualche suggerimento per un menu tradizionale in grado di accontentare tutti. Immancabile cotechino e lenticchie Considerate fin dai tempi degli antichi Romani sinonimo di prosperità e fortuna soprattutto per la loro somiglianza con le monete, le lenticchie non possono mancare a tavola in occasione del Capodanno. La preparazione classica è quella delle lenticchie in umido: dopo averle tenute a bagno per un’intera nottata, basta cuocerle per una quarantina di minuti in una casseruola con un soffritto cipolla, sedano e una carota tritate, oltre ad un poco di concentrato o di passata di pomodoro, e poi servire ancora calde con l’aggiunta di sale, un filo d’olio e pepe. Le lenticchie in umido sono il contorno ideale per un altro grande classico di Capodanno: il cotechino. Oltre a questo insaccato di maiale, preparato con cotenna, carne di diversi tagli, pancetta, sale e spezie, sulle tavole degli italiani il primo giorno del nuovo anno ma anche e soprattutto durante la notte di San Silvestro è facile trovare il suo “cugino” originario di Modena, lo zampone. E l’abbinamento con le lenticchie rimane quasi d’obbligo. Cotechino e lenticchie, ad ogni modo, vanno bene sia come secondo piatto al pranzo del primo gennaio che come portata da servire durante il cenone allo scoccare della mezzanotte, accompagnato ovviamente da un bel po’ di bollicine. Ogni regione o località ha le sue tradizioni in cucina in occasione delle feste. Di certo, però, esistono diversi punti in comune nonostante le distanze. Ad esempio, a Capodanno è difficile immaginare un antipasto senza formaggi o senza verdure. Al Sud non mancano mai i latticini, dalle mozzarelle alla ricotta, mentre ad altre latitudini sono le patate, in diverse forme e cotture, ad essere sempre presenti. Per un menù tradizionale in vista del cenone del 31 dicembre, è bene comunque ricordarsi di preparare degli antipasti con formaggi misti e salumi, olive e bruschette: il classico antipasto all’italiana, insomma. Il primo non può invece prescindere dal profumo di salsedine, dunque spaghetti o risotto ai frutti di mare rappresentano la soluzione più diffusa, ma con le dovute eccezioni. Preparare cappelletti, agnolotti, anolini o tortellini in brodo significa infatti rimanere lo stesso tra i grandi classici di questa festività. Oltre alle lenticchie in umido col cotechino, secondi tradizionali del cenone di fine anno sono anche il polpo, il baccalà, l’arrosto e la salsiccia. Un po’ di frutta secca, di melagrana e di uva, cibi portafortuna proprio come le lenticchie, e poi non rimane che concludere i festeggiamenti coi dolci: da panettone e pandoro ai cantucci, dallo zuccotto alla torta con pere e cioccolato.

Alla scoperta delle tipologie dei cristalli del sale.

Quattro lettere, un’infinità di utilizzi. Parliamo del sale, elemento naturale dalle inappagabili proprietà. Indispensabile in cucina, prodigioso per il benessere, alleato della bellezza, miracoloso per le pulizie, questo prezioso minerale conserva facoltà note a tutte le culture e in tutte le epoche. In cucina, gli utilizzi si sprecano. Ma non è degli infiniti impieghi culinari dei cristalli delle meraviglie che vogliamo parlare. Piuttosto, intendiamo presentare subito alcune delle diverse tipologie e varietà di sale oltre alle loro particolarietà, per farvi scoprire l’universo colorato e incantevole rappresentato dai sali del mondo. Sale della Camargue: bianco come il sale più solitamente utilizzato, ma rarissimo è detto anche Fior di sale. Prodotto nel sud della Francia, non raffinato e dal basso contenuto di sodio, ha cristalli più grandi ed è meno salante del comune sale da cucina: perfetto su insalate o verdure.Sale rosa dell’Himalaya: è tra le varietà più rare. Viene estratto da miniere risalenti a circa 200 milioni di anni fa non incluso tra i sali marini,  perciò, ed è considerato il sale più pregiato al mondo. Privo di additivi, non raffinato e ricco di zinco, rame e ferro. Poco aggressivo e molto digeribile, è ideale con la carne Sale grigio di Bretagna: grezzo e ricchissimo di oligoelementi in particolare, di magnesio. Dal sapore ricco, è adatto a piatti di carne, pesce e verdure. Povero di sodio, è consigliato a chi soffre di disturbi quali ipertensione e ritenzione idrica.Sale rosso delle Hawaii: un’autentica miniera di ferro. Dal retrogusto di nocciole tostate, accompagna stupendamente carne e pesce grigliati. Sale blu dall’Iran: è rarissimo e arriva dalle miniere dell’Iran. Dal sapore poco speziato, esalta splendidamente piatti a base di tartufo e frutti di mare. Sale nero : proviene dalle acque dell’isola di Cipro. Dal sapore delicato, è arricchito di carbone vegetale attivo ed è particolarmente adatto a chi soffre di gonfiore addominale. Costituito da cristalli di forma piramidale, si scioglie con meno facilità rispetto ad altri tipi di sale. Per questo, è da utilizzare su pietanze da salare a crudo