E’ tutta Italiana la birra spalmabile

E’ tutta italiana ed è stata presentata al Salone del Gusto: parliamo della birra spalmabile, ottima da abbinare ad antipasti, formaggi, pane e crostini! Da un’idea del Maestro cioccolatiere Pietro Napoleone dell’omonima Cioccolateria di Rieti, nasce un prodotto dall’aroma intenso e dal gusto corposo. Prodotta con birra artigianale bionda. Si presenta come una crema dal gusto morbido e floreale. La birra spalmabile è una sorta di gelatina aromatizzata, adoperabile in due gusti diversi: uno delicato ed uno più intenso e corposo. La birra spalmabile bionda, chiamata Golden Ale Spreadable Beer, è quella dal sapore più morbido, adatta a piatti delicati come insalate, formaggi poco salati, crostacei e dessert alla frutta. La birra spalmabile scura, chiamata Dark Ale Spreadable Beer è ,invece, più forte e decisa, adatta a pietanze come carni rosse, salumi, formaggi stagionati e dolci al cioccolato. Questa particolare birra ha avuto un grande successo in Europa, con numerose richieste da diversi paesi. Per quanto riguarda le ricette cui possiamo dar vita con la birra spalmabile, l’unico limite è la nostra fantasia.

 

Le mucche che bevono birra

Ha fatto molto discutere l’idea di un allevatore di nome Hugues Derzelle, della città belga di Chimay, che ha deciso di dare alle sue mucche quattro litri di birra al giorno. Il motivo? La birra aiuterebbe le mucche a stare meglio e migliorerebbe il sapore della carne. L’idea sarebbe venuta all’uomo dopo aver letto che i manzi in Giappone vengono massaggiati, ascoltano musica rilassante e bevono birra. In realtà la storia è una semplice leggenda metropolitana che, però, l’allevatore ha in parte trasformato in realtà. La birra viene servita quotidianamente ai bovini e secondo Derzelle, non sarebbe nociva per la salute degli animali. Quattro litri possono sembrare molti ma, per una mucca adulta di 700kg è una quantità non smisurata. L’allevatore spiega anche che i batteri presenti nel rumine andrebbero a digerire immediatamente l’alcol che raggiungerebbe quindi il sangue solo in minima quantità. Insomma: niente mucche ubriache!

Al via l’ Oktoberfest a Monaco di baviera

L’evento si svolge nell’arco di 16 giorni in un’area chiamata Theresienwiese, o più brevemente d’ Wiesn, e si conclude la prima domenica di ottobre. Il luogo in cui si tiene la festa, al di fuori della città, fu cercato a motivo della sue caratteristiche naturali. L’origine della festa  prese vita durante l’ultima festa, celebrata in occasione del matrimonio tra il principe ereditario Ludwig e la principessa Theresela, la famosa corsa dei cavalli del 17 ottobre, ideata da Andrea Michele Dall’Armi, che venne poi replicata ogni anno, conoscendo una popolarità sempre maggiore, Il vitto offerto ai visitatori prevedeva tra l’altro anche il vino e la birra. Da qui la tradizione di un evento che ogni anno si rinnova e coinvolge miglioni di persone da tutto il mondo Per l’occasione i sei birrifici autorizzati alla vendita del proprio prodotto riforniscono i tendoni della birra della manifestazione con una particolare birra, una märzen, leggermente più scura e forte sia come gusto che come contenuto alcolico. I Bierzelte ospitano da 3.000 a 10.000 persone e richiedono 2 mesi di tempo per essere allestiti. Tra i momenti più importanti c’è certamente l’apertura, quando il sindaco di Monaco è chiamato a spillare la prima birra. Per farlo deve inserire, a forza di potenti colpi di martello, il rubinetto nella botte inaugurale. Una volta fatto pronuncia la celebre frase O’Zapft is!, traducibile come “È stappata!” e la festa ha ufficialmente inizio. Il primo boccale lo riempie il sindaco e lo porge al Presidente del Land della Baviera.I visitatori consumano anche grosse quantità di cibo, in gran parte composto da salsicce, pollo allo spiedo e  crauti oltre a piatti tipici della Baviera come lo stinco di maiale. e variopinti spettacoli  che si tengono la seconda domenica dell’Oktoberfest dove circa 400 musicisti delle orchestrine di ogni tendone della birra partecipano a questo grande concerto open air ai piedi della statua della Bavaria.

Il gorgonzola abbinalo a…

Il Gorgonzola in realtà è stato chiamato così solo in tempi relativamente recenti; negli anni infatti, perlopiù si indicava come “stracchino di Gorgonzola” o “stracchino verde”, perché realizzato con il latte delle mungiture autunnali delle mucche che tornavano stracche dalle malghe e dagli alpeggi; solitamente la prima tappa di questa transumanza era proprio Gorgonzola e lì si realizzava questo formaggio dal gusto intenso e dai profumi inconfondibili. La personalità decisa di questo formaggio offre una tale varietà di gusti che influenzano, inevitabilmente, anche la scelta dei vini: dolce o piccante ? e tu per che tipo sei ? Il gorgonzola piccante richiede un vino rosso, ben strutturato, caldo e generoso, invecchiato: Barolo, Barbaresco, Chianti Classico Riserva, , Brunello di Montalcino, il gorgonzola dolce predilige vini, siano essi rossi o bianchi, caratterizzati da una certa morbidezza e sapidità, Ma si può abbinare anche a un bicchiere di birra L’abbinamento fra birra e formaggi trova il suo culmine nelle classiche birre d’abbazia belghe che si sposano felicemente con il gorgonzola: noto è l’abbinamento tra gorgonzola del tipo piccante e le birre trappiste per il tipo dolce ottimo è l’abbinamento con un birra bionda doppio malto. Notevoli gli abbinamenti con gli  alimenti Chi non conosce il classico abbinamento con il mascarpone, magari con una guarnitura di noci. E poi frutta, verdura, marmellata, miele, mostarda, cioccolato… ma con quanti alimenti si accosta il gorgonzola? Ogni stagione ha il suo abbinamento: con le verdure crude (sedano, pomodorini, peperoni, ravanelli), o sulle insalate dopo aver creato una delicata salsa dressing. Quindi abbinato alle verdure cotte (patate, zucche, broccoli, zucchine).Con la frutta di stagione (fichi, pere, mele, kiwi, fragole) o con quella secca, ma soprattutto con le varie marmellate (confettura di agrumi), le  mostarde di frutta mista o di castagne o fichi e con le salse di verdura (salsa di cipolla rossa), in particolare il gorgonzola piccante. Infine con il miele, preferito quello di acacia o millefiori.

 

 

 

Il pane va in pensione

Il cestino del  pane è un immancabile protagonista sulla tavola, magari fatto in casa. E’  infatti diventato negli ultimi anni molto popolare, in molti altri paesi, al punto che sono nate delle apposite pensioni che si prendono cura della vostra “pasta madre” quando siete in vacanza al mare o in montagna o semplicemente mancate per qualche giorno da casa.Per quanto la cosa possa sembrare un incredibile scherzo, in realtà la logica del servizio è molto solida. Usare pasta madre, anziché lieviti artificiali o lievito di birra, è infatti  uno dei modi più efficaci per ottenere un pane di alta qualità. Purtroppo, però, questa richiede molte attenzioni e cure nella conservazione perché mantenga le sue proprietà: ecco dunque che poter affidare la vostra pasta madre a qualcuno mentre voi siete al mare diventa decisamente utile. L’idea di creare la “pensione per il pane” è venuta  inizialmente ad una gastronomia di Stoccolma, che ha lanciato un servizio per ospitare le paste madri dei clienti, a fronte di una tariffa di circa 18€ a settimana, per chi non poteva o voleva  prendersene cura. All’inizio, il servizio aveva attratto solo pochi clienti, ma quando la gastronomia ha iniziato una collaborazione con una studentessa universitaria che per una ricerca stava creando una sorta di “archivio” di paste madri diverse, la cosa ha iniziato a attirare l’attenzione di molti. Sfortunatamente, Urban Deli ha chiuso nel 2014, ma l’idea del servizio non è andata persa: un panificio ha aperto una nuova “pensione per pane” all’interno dell’aeroporto, il posto ideale dove “intercettare” chi parte per un viaggio, e infatti alcune decine di persone ogni settimana usufruiscono di questo insolito servizio.

La bottiglia che trasforma il vino scarso in pregiato

Trasformare un vino scarso in pregiato da oggi sarà facilissimo e per farlo ci vorranno solo 72 ore. Tutto grazie alla tecnologia, che anche nel settore enologico sta facendo passi da gigante. La novità in questo campo è una bottiglia che consente di invecchiare il vino in tempi record. In sole 72 ore infatti si passerà da un vino di scarsa qualità ad uno pregiato. A realizzare la nuova tecnologia un imprenditore italiano, che ha chiamato la bottiglia Pinocchio Barrique descrivendola come “la botte più piccola e robusta di sempre”. Si tratta di un barrique in legno di rovere in grado di fare invecchiare non solo il vino, ma qualsiasi altra bevanda alcolica in meno di 3 giorni, quando normalmente ci vorrebbero mesi se non anni. L’idea è semplice, ma geniale: far decantare la bottiglia di vino ma anche di grappa o birra all’interno della bottiglia iper-tecnologica, in grado di far sviluppare al liquido le note di vaniglia, caffè e cioccolato tipiche delle botti di rovere. Più a lungo il vino rimarrà nella bottiglia, più sarà buono e pregiato, ma bastano anche 72 ore per ottenere buoni risultati. Secondo i creatori con Pinocchio Barrique Bottle, bastano solo 10 giorni per ottenere liquori e vini invecchiati come se fossero stati 6 mesi in una botte. Le bottiglie sono vendute in quattro diversi stili, a seconda del vino che si vuole far invecchiare, e vengono costruite in rovere europea. Una bottiglia da 70 cl costa circa 70 euro.

 

Zanzare stop alle punture

Cosa attira di più le zanzare… Prima di cospargerci di unguenti miracolosi, di pomate repellenti o contornarci di candele alla citronella, esiste un perché se certe persone sono più massacrate di altre dalle malefiche zanzare. Le punture danno fastidio; particolarmente in estate si è poi più esposti a causa dell’abbigliamento leggero. Ma da cosa dipende l’essere punti più degli altri? Come suggerisce The Sun, la risposta non è così scontata, e abitudini normali come bere birra o indossare certi colori, sarebbero tutti fattori responsabili di attirare a sé le fastidiose zanzare. Le zanzare sono attirate da determinate tonalità degli abiti. Secondo il magazine essi sarebbero il rosso, il nero e il blu. Evitateli se potete. Le zanzare sono anche attirate  dal CO2 che esaliamo durante il respiro. Questo ovviamente non vuol dire che si possa evitare di respirare, ma se alcune persone vengono più punte di altre questo dipende dalla quantità di anidride carbonica emessa. Diversa da soggetto a soggetto. Essere incinte. Vale il consiglio di prima. Le donne gravide respirano molto di più delle donne non gravide attirandosi il rischio di essere punte con maggiore frequenza. Bere birra. Bere molto alcol farebbe aumentare i livelli di etanolo nel sudore. Una componente in grado di attirare le zanzare come una calamita. Infine, il consiglio è quello di utilizzare un po’ di ingegno e quando ci si trova in condizioni potenzialmente a rischio, tipo trovarsi in prossimità di giardini in un clima umido, seguire questi piccoli consigli, non saranno certo la soluzione ma vi faranno risparmiare qualche puntura

Spaghetti a mezzanotte

L’estate è sinonimo di sole, mare e convivialità. Le serate con gli amici più cari, e le notti stellate o illuminate da candele e lanterne. Che sia in riva al mare, lago o montagna, l’importante è godersi in pieno questi momenti di felicità. Tra una risata, un bicchiere di birra, e la lieve brezza notturna, ci starebbe proprio bene una bella spaghettata. Tutti noi ad un certo punto della serata, quando ormai sembra finita, abbiamo urlato a tutti i presenti… “Cosa dite, ce la facciamo una bella spaghettata? “A questo punto tutti all’opera! Chi organizza la tavola, chi corre in cucina e chi invece si preoccupa della birra. Ecco per voi una ricetta rapida e veloce da fare a mezzanotte. Lessare la pasta in abbondante acqua salata. Nel frattempo in una pentola scaldare l’olio e versare alici, pomodorini secchi, capperi e aglio. Quando si saranno sciolte le alici aggiungere il peperoncino. Versare gli spaghetti nel composto e amalgamare il tutto e un po’ alla volta versare il pan grattato per rendere gli spaghetti più asciutti. Ora non vi resta che attendere la serata giusta e organizzare una bella spaghettata di mezzanotte!

Pizza con zucchero filato

La pizza è sicuramente l’alimento più diffuso e amato di tutto il mondo. L’abbiamo inventata noi italiani, Napoli è la patria di questa squisitezza che vanta tantissime varianti diverse. Nel nostro paese i menù delle pizzerie sono ricchi di proposte gustose e attraenti, mentre all’estero ci provano a copiare l’originale, ma non ce la fanno. E allora cosa fanno? Si inventano i gusti più assurdi. Se pensavate che fosse un abominio la pizza all’ananas amata dagli statunitensi,  Schmatz Beer Dining è un ristorante di Tokyo che offre ai suoi clienti la pizza. Ma non una classica margherita o una capricciosa loro fanno molto di più e hanno deciso di mettere su una base classica della pizza niente di meno che dello zucchero filato ai sakura. e che in Giappone servono la pizza con lo zucchero a velo. L’immagine è carina, sembra un dolce soffice e morbido, ma in realtà si tratta di un piatto salato: la sakura cotton candy pizza è stata inventata per onorare la primavera, la stagione più amata da tutti i giapponesi. E infatti viene servita soltanto tra la fine del mese di marzo e l’inizio del mese di aprile. Ma è già abbastanza per gridare allo scandalo. Come si fa a mettere lo zucchero filato sopra una pizza… Passi la variante alla Nutella, passi quella con la frutta sopra che ancora ci fa venire la nausea, ma lo zucchero filato, perché? Non avevano altri modi per rendere omaggio alla primavera? No, la sakura cotton candy pizza non ci convince proprio: che non vi salti in mente di servirla anche in Italia. Vi prego, no! Margherita sempre!!

 

Dall’antipasto al dolce a base di pizza

Arriva la primavera e con le le belle serate da condividere all’aria aperta in giardino con amici o colleghi, l’idea potrebbe essere inventarsi una serata a tutta pizza dall’antipasto al dolce….Con l’aiuto del forno a legna . Oltre alla pasta per la pizza munitevi di ottime birre artigianali bevanda per eccellenza da accompagnare alla pizza. Si cominci dall’’antipasto che  prevede una classica focaccia e altre tre specialità. Pizza farcita con cipolla caramellata, olio e sale. Seguita da Pizza al prosciutto, crescenza e rucola. E ancora: Pizza zucca e gorgonzola, tanto per iniziare. Con due diversi abbinamenti di birra da degustare. Il tutto servito a buffet nel tavolo centrale del giardino, tra due bracieri accesi e l’aria frizzante della primavera sul far della sera. Per i primi piatti, un tris di assaggi una Pizza con pasta di salame  germogli di luppolo e mozzarella, seguita da una Pizza con pomodoro farcita di burrata, pancetta fresca e basilico, più un triangolo di Pizza napoletana.. Il prosieguo della serata è un crescendo si passa ai secondi. Ancora, una sinfonia di sapori. Pizza con, formaggio e pancetta croccante. Pizza con broccoli, ricotta e noci. Pizza con cotechino, crema di asparagi e burrata. Con altre due birre artigianali. Per Il dolce una bellissima sorpresa, anch’esso a base di pizza: pizza diplomatica farcita con nutella e crema di yogurt….rigorosamente accompagnata dalle ultime due birre da assaggiare