Nel corso delle vacanze estive capita spesso di esagerare a tavola: aperitivi, grigliate, cene, spuntini a base di gelati, dolci, pizzette, e si ritorna a casa con qualche chilo in più. In vacanza si sa, tutto è concesso: pranzi, cene, spuntini a base di cibi grassi o ricchi di zuccheri che mettono a dura prova la linea. Una volta tornati in città è fondamentale riprendere i ritmi della vita di tutti i giorni e tornare a darsi delle regole, anche a tavola, per eliminare i chili di troppo e depurare l’organismo. Iniziate subito fin dal mattino e concedetevi una ricca e sana colazione: prendete un cucchiaino di olio extra vergine di oliva appena svegli e a digiuno, disintossicherete l’organismo favorendo anche le funzioni intestinali. In alternativa bevete un bicchiere di acqua tiepida con il succo di mezzo limone. Poi concedetevi una sana e ricca colazione a base di cereali integrali, latte o yogurt, un frutto oppure 2 fette biscottate integrali con un po’ di marmellata e un succo di frutta senza zucchero, o una bicchiere di latte Prima dei pasti principali concedetevi sempre sputino e merenda ma non scegliete pizzette o dolci, preferite cibi sani e con alto potere saziante come una manciata di mandorle, che aiutano anche la concentrazione, una banana o della frutta di stagione, yogurt. Potete concedervi un gelato, a patto che sia alla frutta! A pranzo e a cena limitate la quantità di carboidrati e moderate l’uso del condimento: usate al massimo due o tre cucchiai di olio extravergine d’oliva al giorno. Per condire le verdure e l’insalata preferite l’aceto e il succo di limone, limitate anche l’uso di sale, che favorisce la ritenzione idrica, e sostituitelo con le spezie e le erbe aromatiche. Dopo cena concedetevi una tisana preferendo quelle a base di finocchio e liquirizia per favorire la digestione e drenare i liquidi in eccesso, oppure scegliete quella alla malva per favorire il giusto riposo. Cercate di dormire dalle 6 alle 8 ore a notte, andate a letto sempre alla stessa ora e svegliatevi presto al mattino, ciò sarà utile per recuperare i ritmi della vita di tutti i giorni e ritrovare la forma.
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Settembre un nuovo inizio
E’ arrivato di nuovo Settembre, il consueto punto di partenza dopo la pausa estiva, quest’ultima una parentesi di relax mescolata quanto più possibile al massimo distacco della spina. Il rientro alle solite abitudini e impegni può davvero apparire scioccante, ma si possono usare astuzie banali e facili che però offrono spazio ad una ripartenza efficiente. I preferiti spaziano in vari ambiti della vita quotidiana e forse proprio per questo ogni anno garantiscono una sorta di zona franca in cui rifugiarsi per ottenere l’ esito sperato. Queste ancore di salvezza diventano delle abitudini e forse proprio per questo hanno il potere di consolare, infondere forza e determinazione. Il cibo è un tema importante durante tutto l’anno e, le vacanze sono una pausa lunga, spesso caratterizzata da orari e abitudini diverse, le occasioni di convivialità aumentano e anche il nostro rigore o dieta richiede una pausa con concessioni maggiori. Il gelato diventa una merenda più frequente, un bicchiere di vino un motivo in più per allungare le chiacchiere a tavola e se si mangia a ristorante non si ha il totale controllo degli alimenti. Tornare alle abitudini alimentari una volta rientrati a casa, è come ritrovare noi stessi, e anche se a volte fa più fatica, allo stesso tempo è un ottimo metodo per scorrere lentamente nella vita che poi ci accompagnerà quasi tutto l’anno a seguire. Malgrado si voglia conservare tutte le energie ricaricate durante la pausa estiva, o forse proprio grazie a queste ultime, prima di riaprire ufficialmente le danze di lavoro, scuola e famiglia, il sistemare la casa ci aiuta a a ripartire. Settembre è il mese in cui, sistemiamo quei piccoli particolari lasciati indietro, ridipingiamo le finestre, aggiustiamo i mobili e i cassetti, sistemiamo i quadri, ripuliamo il giardino, spolveriamo i ripiani alti, ecc. Insomma rendiamo il nido, che ci accoglierà per tutti i mesi a venire, pronto e bello. E voi considerate settembre un nuovo inizio? Gli assegnate caratteristiche positive o negative
Il bicchiere cambia il vino
Non basta saper scegliere un vino buono: occorre servirlo nel bicchiere più adatto ad esaltarne le caratteristiche. Lo affermano diversi esperti di enologia, e lo sottolinea un azienda austriaca che realizza bicchieri pensati appositamente per le specifiche tipologie di vino. Il bicchiere può fare davvero la differenza, perché la sua forma, la sua architettura permette di esaltare alcune peculiarità, che al contrario potrebbero andare perse se il vino viene servito nel calice sbagliato. Ogni tipologia di uva porta con sé un preciso dna: profumo, consistenza, quantità di tannini o di zuccheri, minerali, acidità. Tutte queste caratteristiche organolettiche possono venire esaltate dal giusto bicchiere. Un tempo i calici erano spessi e molto decorati, a volte colorati: negli anni ’50 si capì che la forma, il colore, la taglia di ogni bicchiere potevano influenzare la percezione del liquido al suo interno. Fu creato quindi il primo bicchiere in vetro soffiato dalla forma ovoidale, più stretto in apertura, che andò a sostituirsi ai bicchieri dall’apertura ampia di moda all’epoca. Si scelse di mantenere la trasparenza del vetro, perché l’unico colore visibile fosse quello del vino. Negli anni la tecnica di produzione dei bicchieri si affinò, Scegliere bicchieri adatti ad ogni bevanda non è solo una questione di estetica, ma di esaltazione di certe qualità: esiste anche un macchinario, chiamato ‘sniff-cam’ capace di rilevare l’etanolo che evapora dai bicchieri di forma diversa e replicarlo con immagini. Il risultato è evidente: in ogni bicchiere contenente del vino l’etanolo tende ad evaporare in momenti e a profondità diverse. Pensateci la prossima volta che servite un bicchiere di vino ai vostri ospiti.
Primi passi per degustare un buon vino…
Anche se non siamo dei sommelier stellati ecco alcuni suggerimenti per imparare a gustare e riconoscere un buon bicchiere di vino…Il bicchiere va riempito per un terzo. Poi prendete il calice per lo stelo, portatelo all’altezza degli occhi e inclinalo contro un fondo bianco per farne risaltare meglio la tonalità, Ora fate ruotare lentamente il bicchiere in modo da “avvinarne le pareti”: gli archetti che si formano sul vetro ti svelano la viscosità e il grado alcolico: più gli archetti sono lenti e stretti, più il vino è strutturato e alcolico. Odorate il vino a bicchiere fermo. Inspirate lentamente e intensamente, allontanando il naso dopo qualche secondo per non assuefarti. La prima impressione del bouquet è basilare Quindi fate roteare il bicchiere con un movimento lento e ampio, in modo da sprigionare tutte le sostanze volatili, e avvicina nuovamente il naso a intervalli. I parametri da valutare sono: il profumo (può essere pieno, nobile, pronunciato, delicato, sottile, tenue, sfuggente, ed è descritto per analogia con i profumi della natura, per esempio aromatico, fruttato, speziato, erbaceo, tostato, minerale, etereo…); l’intensità definisce quanto fortemente vengono percepiti gli aromi; la persistenza quanto “resta” nel naso; la complessità cioè il numero dei profumi; la qualità è un giudizio sul bouquet, da “comune” fino a “eccellente” si beve!!! È arrivato il momento di assaggiare il vino. Prendete un sorso e trattenetelo un po’ in bocca per consentire alle papille e al palato di avvertirne il sapore, l’intensità, le sensazioni tattili: il vino può essere più o meno dolce, morbido se lascia una sensazione vellutata o spigoloso, più o meno astringente per via dei tannini, fresco o acidulo, strutturato o leggero in base alla sua apparente corposità o peso.