Caffè anche d’estate

Chi non ha bisogno di almeno un caffè per iniziare la giornata? E poi di due, tre, quattro… per continuarla? Con l’estate e la poca voglia di bevande calde però, meglio optare per un caffè freddo in grado di regalarci sì la carica e l’energia che ci servono, ma anche una piacevole sensazione di refrigerio e freschezza. Potete farlo anche a casa, in fondo vi servono solo caffè, ghiaccio e uno shaker se volete anche la schiuma. La prima cosa a cui pensare è dove volete gustare il caffè freddo. Se volete aumentare e prolungare la sensazione di freschezza del caffè, ghiacciate il bicchiere vuoto mettendolo nel freezer per alcuni minuti. Una volta raffreddato il bicchiere, versate all’interno qualche cubetto di ghiaccio e poi subito dopo un caffè lungo. Scegliete a vostro gusto se aggiungere o meno lo zucchero e gustate. Potete anche preparare qualche moka di caffè, versare tutto in una bottiglia, lasciare raffreddare un po’ e poi spostatela in frigo per avere caffè freddo pronto all’occorrenza. Se invece volete un caffè freddo shakerato con la schiuma, prendete uno shaker, inserite nell’ordine il ghiaccio, lo zucchero liquido e per ultimo il caffè. Chiudete subito e shakerate per una decina di secondi. Versate quindi nel bicchiere trattenendo il ghiaccio con lo strainer o con un cucchiaio. Per un po’ di gusto in più potete anche correggere il vostro shakerato con del liquore oppure aggiungere un po’ di panna montata se siete golosi.

Stroncare le cattive abitudini

Stroncare le cattivi abitudini non è semplice, innanzitutto se si tratta di azioni che non giudicheremmo mai dei vizi veri e propri. Il fatto è che abbiamo preso delle abitudini che però non fanno bene alla nostra salute, alcune addirittura possono recare danno seriamente. Eccone alcune poi starà a voi decidere come cambiare la vostra vita! Bloccare gli starnuti Quando stringiamo la bocca e tiriamo il naso verso il basso, la pressione intra craniale aumenta in maniera consistente: questo potrebbe causare la rottura di un vaso sanguigno cerebrale. Se possibile è meglio cercare di fermare prima lo starnuto, esattamente quando il naso inizia a prudere e non più tardi. Mettersi il profumo Per molti uscire senza profumo indosso non è possibile: il problema sorge quando, come accade nella maggior parte dei casi, si usano fragranze non naturali, che contengono sostanze a lungo andare dannose. Se siete colpiti spesso da nausea o giramenti di testa provate a non spruzzarvi il profumo per qualche giorno. Scegliete se possibile una fragranza naturale: sono ottime! Bere succhi di frutta fresca Per riempire i bicchieri che normalmente vengono usati per servire frullati, è necessaria una quantità maggiore di uno stesso frutto, più di quanto ne avreste mangiato normalmente. Questo può causare problemi a chi è affetto da particolari   patologie: ad esempio l’uva è molto zuccherina ma lo ancor di più il suo succo, per questo non dovrebbe essere bevuto da chi ha il diabete. Inoltre, l’uva contiene molti allergeni che possono causare allergie, soprattutto nei bambini. Lavarsi i denti dopo mangiato. I dentisti raccomandano di far passare almeno 30 minuti dal pasto prima di lavarsi i denti. Questo perché alcuni cibi e bevande rilasciano degli acidi che operano sullo smalto e sullo strato inferiore dei denti. Spazzolare i denti prima dei 30 minuti significherebbe far penetrare più agevolmente e a fondo questi acidi.

Dagli unicorni agli arcobaleni

Dopo cibi e bevande ispirati a unicorni e sirene, è arrivata dalla California la luccicante e coloratissima rainbow glitter pizza. Uno dei trend dello scorso anno è stato quello degli unicorn e mermaid food ovvero cibi e bevande, per lo più dolci, i cui colori riprendevano le sfumature pastello delle mitologiche creature che ultimamente vanno tanto di moda. Anche quest’anno i “cibi arcobaleno” in quanto estremamente “instagrammabili” stanno avendo un grande successo, soprattutto se resi luccicanti dall’aggiunta di glitter, tanto che in California il locale DagWoods Pizza di Santa Monica ha realizzato la AFPizza ovvero una pizza margherita arricchita di coloranti pastello per un effetto arcobaleno e brillantini. Il successo del arcobaleno glitterato pizza  ha anche contagiato star come Holly Madison e Jimmy Kimmel che l’hanno “mostrata” durante i loro show. Per ora sul sito di DagWoods Pizza non ci sono recensioni sul gusto di questa originale creazione culinaria ma, data la sua bellezza, il sapore in questo caso passa in secondo piano.

Paese che vai espresso che trovi..ecco alcune curiosità

Sappiamo che il caffè arrivò in Italia verso la fine del 500 e la prima bottega del caffè aprì a Venezia: da allora il caffè è entrato nella dieta occidentale, regalando all’Italia un primato nella diffusione e nella preparazione dell’espresso: siamo il secondo importatore al mondo e il secondo consumatore di caffè. Ma come è accaduto per la pizza, una volta preso il largo, il caffè ha perso le sue caratteristiche tipicamente italiane ed è diventato la base di bevande, che poco incontrano il nostro gusto. Per esempio… Caffè al carbone Un caffè servito con un bel pezzo di carbone fumante? Il Kopi Joss non è una novità: è stato inventato dal titolare di un bar di Jakarta negli anni ’60.Come la maggior parte del caffè da queste parti si prepara con una polvere di caffè e alcune cucchiaiate di zucchero a cui viene aggiunta acqua da un bollitore, seguita da un pezzo ardente di carbone preso da una stufa. Il motivo? Sembra che faccia digerire…Avolatte. “ultima moda hipster”, l’Avolatte è un caffè con latte servito in un guscio di avocado. È un’invenzione dei barman del Truman Cafè di Melbourne Ma i social e Instagram gli hanno regalato un quarto d’ora di celebrità in tutto il mondo. Asskicker. Ammettiamolo: per alcuni è impossibile svegliarsi senza un caffè. E c’è chi per raddoppiare la dose di caffeina lo prende doppio. Ma per provare un caffè esplosivo bisogna andare fino a Christies Beach, in Australia, al Viscous Cafe. Qui il piatto forte è l’Asskicker letteralmente “che ti dà un calcio nel sedere”, che secondo il suo inventore contiene 60 volte la quantità di caffeina di un espresso.

La vita di mare mette fame e anche sete!.

Quando il caldo si fa sentire, cosa c’è di meglio di una bella fuga al mare? Per chi vuole evitare i costosi e affollatissimi lidi italiani, le spiagge libere sono la soluzione ideale per godersi un po’ di relax. Però, non basta essere tipi da spiaggia, servono senso pratico e un’ottima organizzazione, anzitutto se si sceglie di passare l’intera giornata fuori e di mangiare in spiaggia, oltre a preparare un cesto da pic-nic che contenga tutti i giusti cibi giusti da gustare in riva la maree una abbondante scorta d’acqua per il pranzo, la merenda dopo aver fatto il bagno in mare può essere rappresentata, da yogurt magro o da un gelato alla frutta, per chi ancora non fosse pronto per la novità del gelato salato. Se ci sono dei bambini, anche sotto l’ombrellone le famiglie non devono abbassare la guardia verso il cibo spazzatura e gli alimenti zuccherini che, , contribuiscono all’aumento dell’obesità infantile. Per uno spuntino di metà mattina si può scegliere una spremuta o un succo  di frutta. L’importante che sia 100% di frutta e che non sostituisca l’acqua.In alternativa, un tè classico con aggiunta di tanto limone o un tè verde possono essere la giusta bevanda per una merenda sotto l’ombrellone, ricca di antiossidanti che ci proteggono dagli effetti dannosi dei radicali liberi.

 

Flash mob in bianco

E’ il picnic più “chic” del mondo: tutti eleganti e vestiti di bianco, al vessillo del decoro e dell’etichetta, in una delle location più belle di Parigi. Si è svolto anche quest’anno nella capitale francese il Dîner en Blanc , una spettacolosa cena in bianco a cui hanno preso parte 11mila persone: in 5mila hanno consumato il loro pasto alle fontane del Trocadéro, con la Tour Eiffel sullo sfondo.In 6mila invece si sono dati appuntamento alla piramide del Louvre. L’allestimento tavolini, sedie e la cena, inclusiva di bevande, sono a carico dei partecipanti, che ogni anno vengono informati del luogo dell’evento in gran segreto, solo poche ore prima dell’orario previsto per la cena. La curiosa iniziativa detiene le sue radici negli anni Ottanta, quando per la prima volta il francese François Pasquier organizzò quello che, oggi, chiamiamo comunemente “flash mob”. Da allora solo chi riceve un invito dai membri dell’organizzazione può ricevere le informazioni sul luogo e l’orario prescelti per la cena. Oppure si può sperare che la propria domanda venga accettata sul apposito sito Internet dell’evento, dove è possibile registrarsi a una speciale “Waiting List”.

Le bevande strane che puoi trovare

Dal Cheese Tea con formaggio spalmabile al vino con serpente incorporato, per arrivare fino al frullato di cannabis preparato in India. Ecco le proposte più curiose per un brindi all’orientale Quando si tratta di bevande curiose, che appartengano alla tradizione o che si tratti di esperimenti delle multinazionali, la testa di rivolge inevitabilmente a oriente. Cina, Giappone, India e company sono da sempre in grado di regalarci le più grandi sorprese nel bicchiere: e così, mentre continua l’avanzata anche in occidente del Bubble Tea, l’ormai noto made in Taiwan con perle di tapioca, c’è già chi vede nel Cheese Tea il prossimo trend a livello globale. Potrebbe sembrare uno scherzo. E di cattivo gusto, anche. Invece no: il cheese tea, che in Mandarino si chiama zhì shì chá, esiste davvero e piace a un crescente numero di persone. Si basa su un presupposto finora ignoto ai più, ossia sul fatto che il sapore del e quello del formaggio stiano bene insieme. Di certo non ci avevate mai pensato, Il con topping al formaggio ha fatto le sue prime apparizioni fra le bancarelle di Taiwan; in virtù dei diversi apprezzamenti ricevuti laggiù, ha poi preso la strada di Singapore, della Malesia e della Cina. Da quelle parti è parecchio conosciuto e apprezzato, da qualche tempo ha raggiunto gli States e si trova con una certa facilità soprattutto a New York e Los Angeles. Diciamolo subito, però: per quanto riguarda l’Europa e in particolar modo l’Italia, per adesso persistono parecchi dubbi circa la possibilità che il cheese tea possa risultare una proposta convincente. Ma nella vita tutto può succedere. Assurdo? Forse, ma non più di altre bevande davanti a cui un turista occidentale potrebbe ragionevolmente sgranare gli occhi. Tra cui, per esempio, il vino con serpente incorporato o il frullato di cannabis servito in India.

 

Il bubble tea

Qual è quella bevanda che ha le bolle, ma non è frizzante? Certamente gli appassionati di Oriente e gli instagrammers avranno indovinato. Stiamo parlando del Bubble Tea, una specialità di Taiwan che sta spopolando a Milano. È una bevanda particolarmente dolce composta da una base, che può essere di nero, verde, caffè, o latte, cui si uniscono aromi, sfere di tapioca, jelly e/o popping bubbles di vari gusti, che può essere bevuta sia calda, sia fredda.Mentre tè, caffè e latte li conosciamo già tutti, gli altri ingredienti sono piuttosto insoliti. La tapioca si ottiene dalla pianta di manioca, molto diffusa nel Sud America e si presenta in sfere che una volta cotte divengono lucide e gommose, dalla consistenza particolare e dal sapore neutro.Le popping bubbles invece sono delle sfere a base vegetale che vengono riempite con il succo di diversi frutti e che scoppiano in bocca diffondendo il loro sapore. Entrambe le sfere, quelle di tapioca e le popping, sono anche chiamate “boba”.Infine troviamo le jelly che, a differenza di quanto si possa pensare, non sono cubetti di gelatina che altrimenti si scioglierebbero in una bevanda calda, bensì sono a base di acqua di cocco, che viene aromatizzata per crearne di tanti sapori e colori, oltre a restare gradevolmente consistente sotto i denti.Come avrete capito, le combinazioni del bubble tea sono infinite ed è una bevanda gradevole tutto l’anno. In questo periodo, ad esempio si può bere del verde caldo con latte e menta, tapioca e jelly al tè verde, o ancora del latte caldo al taro, una radice di origine polinesiana che sa di biscotto, con la sola aggiunta delle sfere di tapioca.In estate invece le varianti sono molte di più, perché gli aromi alla frutta stanno benissimo con i tè freddi, e si può anche scegliere tra le tante popping bubbles che si scioglierebbero in un liquido caldo. Ovviamente nulla toglie che si possa bere del caffè freddo in inverno e del tè caldo in estate!Il bubble tea piace tantissimo anche agli utenti Instagram, perché è molto bello da vedere: colorato e con le palline nere di tapioca che spuntano sul fondo. Inoltre il bicchiere viene sigillato con una pellicola protettiva e per aprirlo bisognerà bucare la copertura con l’enorme cannuccia che deve permettere anche alle bubble di passare! proprio come per il famoso tè freddo che si beveva da bambini a merenda

Cibi anti freddo

Possiamo definire cibi anti-freddo gli alimenti che ci arrivano in aiuto quando il termometro scende all’impazzata, la temperatura corporea si abbassa, l’organismo perde calore più velocemente e viene intaccata l’energia accumulata fino a quel momento. Con l’alimentazione giusta, infatti, possiamo evitare gli squilibri termici interni, conservarci “al caldo” e schivare perfino i soliti malanni di stagione. “Non è necessario aumentare dosi e porzioni: l’importante è preferire con cura cosa consumare» spiega Luca Piretta, . «Anche in questo caso, l’ esempio da seguire è quello mediterraneo: spaziare tra frutta, verdura, cereali, pesce, carne, uova e formaggi consente di mantenere un buono stato di salute quando siamo attaccati da diversi agenti esterni e di creare una flora batterica intestinale differenziata, in grado di far lavorare meglio il nostro sistema immunitario» Inoltre l’idratazione è importantissima anche se in inverno non percepiamo lo stimolo della sete. Se facciamo fatica a bere un litro e mezzo d’acqua al giorno che orientativamente è il quantitativo consigliato, possiamo ovviare al problema preparando tisane e caldi, in grado di scaldarci e idratarci nel modo giusto. Il consiglio? Una bevanda allo zenzero aiuta la digestione e apre le vie respiratorie, mentre il verde è ricco di antiossidanti che fanno scendere i livelli di infiammazione.

“Le combinazioni alimentari da evitare”

Prodotto in serie e praticamente onnipresente, questo poster illustra nel dettaglio i presunti effetti collaterali scaturiti da alcune specifiche combinazioni d’alimenti, i  cui effetti, spietatamente, spaziano dai semplici effetti alla morte. Il poster include una marea di carni, frutti, dolci e bevande, e contiene sia quelli inusuali e difficili da procurare tipo la terribilissima carne di rinoceronte abbinata al pesce che quelli di uso comune attenzione, il latte è mortale se unito ai cibi dai sapori aspri. Ovviamente il poster si basa su precetti superstiziosi più che scientifici, ma questo non sembra proprio scalfirne la popolarità, soprattutto nelle zone rurali del Paese. “È appeso ai muri di molte case, e nelle cucine. Chi lo ha crede a quello che c’è scritto per paura, anche se non ci sono prove ad sostenere le tesi illustrate,” e sono molti gli  scettici sulla validità del poster. A quanto pare, comunque, questo poster è solo la punta di un iceberg di superstizioni che emerge sulle acque della nazione. Attorno all’universo culinario girano un sacco di credenze popolari su cosa si dovrebbe mangiare o meno in dati momenti della propria vita. Le madri incinte, per esempio, dovrebbero evitare le banane e i peperoncini le prime, sempre stando alle credenze, renderebbero i bambini grassi, mentre i secondi sarebbero fonte di calvizie infantili. I germogli di bambù procurerebbero problemi alla salute durante la primissima fase postnatale, e i cibi piccanti, più in generale, si sostiene aggravino le ferite e le lesioni. E che dire delle arance? Sono tacciate di essere causa di aliti cattivi. E la lista va avanti. Matthew Walton, esperto all’Università di Oxford, sostiene che alcuni abitanti del Paese siano loro stessi promotori di tesi superstiziose incentrate sul cibo. “ Ho un sacco di amici in Myanmar che evitano certi alimenti per ragioni familiari, perché magari alcuni parenti sono morti, presumibilmente, dopo aver ingerito particolari cibi che ora tutti i membri del nucleo familiare sono invitati a evitare. “L’origine di queste superstizioni rimane offuscata. Ye Htut Win, fondantore del noto ristorante Sharky’s di Yangon, ha però qualche teoria in merito Comunque sia, aggiunge “si tratta prettamente di vecchi modi di dire. Abbiamo pertanto proprio bisogno di un investigatore di falsi miti!”