Frutta secca

Mandorle, noci e nocciole sono dei piccoli grandi alleati della nostra salute: soprattutto per l’altissima concentrazione di vitamina E, vitamina che agisce anche come antiossidante ed è facilmente assorbibile dal nostro corpo. Consumare un pugno di frutta secca al giorno è un’ottima abitudine da assumere contro i malanni stagionali. Ottimi come ricostituenti dopo un’ora di sport, noci, nocciole e mandorle sono ormai sempre più protagoniste dei nostri piatti: utilizzatele ad esempio per arricchire insalate fantasiose o, perché no, in un cremoso risotto a base di pere e formaggio.

Eroi, filosofi, grandi uomini del passato erano vegani

Molti eroi, filosofi, grandi uomini del passato continuano ad essere studiati nelle scuole, eppure nessuno si sofferma su come vivevano e cosa mangiavano? Vi sembra un dettaglio irrilevante che gente come Pitagora, Ippocrate, Aristotele, Platone, Galeno, Seneca e tanti altri mangiasse soltanto vegetali? All’epoca non esisteva differenza tra vegani e vegetariani, era la stessa cosa. Addirittura alcuni mangiavano solo frutta! Ippocrate, padre della medicina, mangiava solo vegetali. Soffermiamoci, allora, solo per un attimo, su una delle sue più celebri frasi che, forse, dovrebbero essere appese alla porta di ogni casa. La frase è la seguente: “La natura è Sovrana Medicatrice dei mali. Primo non nuocere. L’aria pura è il primo alimento e il primo medicamento. Nessun veleno serva mai a curare un malato!” E qui sul ”non nuocere e nessun veleno” si potrebbe aprire un gradevole e forse, scomodo, dibattito. Per chi non lo sapesse, infatti, la parola farmaco deriva dal greco pharmakon, che vuol dire Veleno.Ma non solo i greci seguivano una dieta a base vegetale, la stessa abitudine avevano anche altre popolazioni come gli spartani e gli stessi romani, che addirittura, secondo diverse fonti fra cui Marco Porcio con i suoi scritti, testimoniano che i romani furono un popolo sano, per la bellezza di 600 anni, quando il medico era vietato ai cittadini, con un’alimentazione per lo più a base di vegetali come le rape e il cavolo.Ma allora perché continuiamo a tradurre i versi di questi signori e non approfondiamo chi essi fossero veramente? Gli uomini più intelligenti, più colti, più aperti, più tolleranti del mondo, in tutti i tempi, in tutti i campi del sapere: nella scienze, nella filosofia, nell’arte, nella letteratura, nella medicina, ecc. erano vegetariani. Questa è la verità!

Sapori all’ananas

La dolcezza dell’ananas, la croccantezza degli anacardi, il colore dei piselli e dei peperoni, il calore delle spezie. Ci sono tanti modi di preparare il riso all’ananas, piatto molto amato nel sud est asiatico e nell’estremo oriente, ma anche nei Caraibi. In ogni caso, l’importante è trovare un perfetto equilibrio nel gioco di contrasti, sia di sapori che di compattezze. Ecco una versione del riso all’ananas, che prende ispirazione in diverse parti del mondo per diventare un piatto unico gustosissimo e vegan, ideale anche per le feste di Natale, per dare un tocco di fantasia Riso all’ananas, ingredienti 120 gr di riso tipo Thai o basmati 50 gr di anacardi 140 gr di ananas fresco (circa ¼ di un frutto),50 gr di piselli freschi,½ cipolla,½ peperone rosso,1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato,curry in polvere (un pizzico),un cucchiaio di salsa di soia,coriandolo fresco a piacere,olio di semi, sale, pepe q.b.Preparate il riso, scolandolo bene al dente e freddandolo leggermente con l’acqua corrente. Se preparate questa ricetta con il riso del giorno prima il risultato sarà anche migliore perché i chicchi rimarranno più separati.Mettete in un’ampia padella lo zenzero grattugiato e la cipolla che avrete tritato finemente. Fate soffriggere con l’olio di semi, e una volta che la cipolla è imbiondita unite il peperone tagliato a pezzetti di circa 1 cm, i piselli, e lasciate cuocere 5 minuti a fiamma viva, mescolando spesso. A questo punto unite gli anacardi, il curry, la salsa di soia e fate insaporire il tutto per un paio di minuti. Unite quindi l’ananas a cubetti e il riso: mescolate tutto bene e fate saltare a fiamma viva per qualche minuto. Aggiustate di sale e pepe, unite il coriandolo fresco se lo desiderate e servite tiepido. Se volete servire il riso all’ananas in modo scenografico, usate il frutto stesso, scavato dalla sua polpa, come piatto da portata.