Finger food deliziosi

Le palline di ricotta  sono finger food gustosissimi e altrettanto veloci preparati  formando delle palline con albicocca a dadini e ricotta, quindi serviti con un crostino. Ecco gli ingredienti Ricotta 100 g Crostini di pane q.b. Albicocche q.b. Patè di peperoni q.b. Tagliate a piccoli cubetti le albicocche e mescolatele alla ricotta, formando delle palline. Prendete i crostini, spalmatevi del patè di peperoni disponeteli su un vassoio ponete ogni pallina sopra ogni crostino, e servite.

Siete sopravvissuti al venerdì 17 ?

Per le persone suscettibili alle superstizioni, venerdì 17 è un giorno decisamente infausto, stabilito anche dalla Smorfia Napoletana Mentre è facile ipotizzare l’origine del venerdì come giorno infausto – Gesù spirò sul Golgota nel venerdì antecedente la Pesach – è il numero a destare la maggiore curiosità. Se già per il più internazionale “13” non mancano differenti interpretazioni dal numero di ospiti dell’ultima cena di Gesù al giorno dell’ordine di arresto dei Cavalieri Templari, passando attraverso la ciclicità degli anni con una fase lunare aggiuntiva e il numero di cicli mestruali annui di una donna, per l’origine delle disgrazie portate dal numero 17 si specula abbondantemente. Tuttavia, poiché secondo la tradizione biblica la famiglia dell’unico arzillo sopravvissuto fu l’unica a scampare al disastro, non si spiega perché il 17 dovrebbe essere un numero infausto: i loro discendenti se la cavarono benissimo, dando origine alla umanità. Tornando alle legioni romane, “17” trascritto in latino è XVII che, anagrammato, suona come il drammatico monito “VIXI”, “vissi”, dal punto di vista dell’etimologia, lo sappiamo, è un po’ come arrampicarsi sugli specchi. Specchi che, si sa, a romperli portano parecchia jella, e non mancano le teorie per cui anche questa tradizione sia di origine romana; stupisce un po’ come si possa rompere uno specchio di bronzo ai loro tempi, quelli in vetro erano merce rarissima, ma si sa che le credenze, come i gatti, sono dure a morire. D’altra parte i gatti, in particolare se neri, sono la peggior maledizione che possa cogliere l’uomo fin dal medioevo, figuriamoci se ci attraversano la strada !

Il rito del tè

Il rituale del pomeridiano è una delle immagini più rappresentative della tradizione inglese: si tratta di un momento irrinunciabile che deve le proprie origini alla duchessa Anna di Bedford. Agli inizi del 1800 gli inglesi erano solito consumare soltanto due pasti al giorno: la prima colazione e la cena. Sembrerebbe che la duchessa, per placare la sensazione di fame e di spossatezza che la coglievano nel pomeriggio, decise di incaricare la servitù di apparecchiare nel suo salotto caldo e qualche dolcetto intorno alle cinque del pomeriggio. La novità fu accolta così bene dagli amici più stretti della duchessa che a poco a poco l’idea si diffuse e prese piede prima nelle classi più ricche, per poi essere seguita da tutti. L’appuntamento delle ore 17.00 è evoluto e nel tempo è diventato sempre più strutturato, arricchendo il buffet con dolci, pasticcini, torte e stuzzichini salati. Nel 1900 è diventato una vera e propria occasione mondana, irrinunciabile per le classi dell’alta società e della borghesia che utilizzavano questo piacevole momento della giornata per organizzare incontri sociali, di affari e di beneficienza. Da quel momento nacquero numerose le sale da e i negozi dedicati a questa piacevole bevanda. Gli hotel più importanti di Londra cominciarono a servire il ai loro clienti: oltre agli eventi più classici si diffuse la moda del danzante. Sempre nei primi del Novecento, nelle nuove sale da vi era possibile approfittare della presenza abituale di un cartomante o chiromante che offriva i suoi servizi divinatori ai clienti. Ancora oggi è per gli inglesi un piacere irrinunciabile che neppure la frenesia del lavoro d’ufficio nella cosmopolita Londra ha potuto soppiantare.