Il mare attorno allo Stockholm Waterfront

Il mare attorno allo Stockholm Waterfront sembra alzarsi e avvolgere uno dei più importanti centri congressi sostenibili del Nord Europa.Non si può non notarlo, visto che caratterizza tutta la parte di città che lo ospita. La struttura nel suo complesso comprende una sala congressi con alloggi per 3000 delegati e un salone per banchetti per ospitare 2000 ospiti, un albergo a quattro stelle con 414 camere, metà delle quali hanno una vista incantevole sulla baia e sul Municipio di Stoccolma, un caffè,e un complesso di uffici con vista panoramica sull’acqua e sulla città.Una sfida far stare tutte queste funzioni su un lotto triangolare stretto tra edifici esistenti e il mare. Gli architetti dello studio svedese White Arkitekter sono riusciti a dedicare a ogni funzione richiesta un edificio che avesse un senso compiuto e che dialogasse con gli altri in grande armonia, come a costruire un puzzle volumetrico di grande effetto.Dal punto di vista della sostenibilità, il centro congressi si presenta come un esempio completo di Green Building, e ne ha ottenuto anche l’ attestazione ufficiale. L’aspetto esterno del centro i è la parte che suscita l’interesse, con la sua sezione superiore configurata in sinuosi contorni che si inseriscono in maniera decisa nei contorni circostanti. La pelle del guscio esterno è costituita profili in acciaio inox e montata a una distanza dalla parete che crea una camera d’aria attorno alla facciata, con un’importante funzione termica. La stessa pelle ha la funzione di controllo dell’illuminazione che nel nord Europa è molto forte.Le altre facciate in vetro agiscono come enormi canali solari, mentre la capacità di raffreddamento è garantita da sistemi di distribuzione a soffitto e a parete del fresco proveniente dall’acqua del vicino lago e dalle 250 tonnellate di ghiaccio sotterraneo. Nel totale, l’intero complesso, costituisce a oggi uno dei complessi direzionali a minore consumo e minore impatto ambientale in Europa.

 

 

Girare il mondo senza perdere il posto di lavoro

È un sogno di molti, quello di poter viaggiare per il mondo senza lasciare il proprio lavoro vedendo sfumare le proprie opportunità di profitto, il mare, l’oceano, le isole deserte, le vette che sfiorano le nuvole, il caos di New York, chi non ha per almeno una volta sognato di abbandonare tutto e partire? Un argomento delicato, che sembra quasi un controsenso: per viaggiare ci vogliono i soldi e i soldi si maturano lavorando. Quindi è davvero possibile tutto ciò? Secondo il Time, grazie anzitutto alla crescita del lavoro da remoto, sì. Certamente ciò di cui principalmente avrai bisogno sarà il permesso del tuo capo, oltre ad una connessione Internet, oppure, se sei un freelancer, di una base di clienti su cui contare. Ecco alcuni consigli per intraprendere un’esperienza di questo genere. Il primo passo per viaggiare per il mondo senza lasciare il proprio lavoro consiste nel dialogare con la propria testa e prepararsi ai cambiamenti. Quando si parte per lungo tempo, si è inevitabilmente costretti ad interfacciarsi con culture, persone, cibi e luoghi diversi. Certamente, un’avventura simile consente di sperimentare e di accrescere la propria rete di relazioni. Sì perché il viaggio è sia fisico che mentale.Quando si programma una partenza prolungata ci si deve ben organizzare. E la pianificazione del viaggio è estremamente utile, nonché essenziale. Per quanto riguarda l’alloggio è bene assicurarsi che sia disposto di una rete Wi-Fi per non imbattersi in problemi con il lavoro da svolgere. Prenotare un AirBnb o un ostello risulta, poi, meno costoso se lo si fa per periodi di tempo lunghi come blocchi di quattro settimane. Se l’intenzione è proprio quella di viaggiare per il mondo senza lasciare il proprio ufficio, uno step fondamentale sarà quello di chiedere il permesso al proprio capo. Una cosa che certamente incute timore, ma che è obbligatoria. Se il capo tentenna, una proposta strategica può essere quella del “periodo di prova”, in modo da rassicurarlo e da poter muovere i primi passi in questa nuova esperienza.Decidere di lasciare il proprio lavoro full-time o part-time per diventare freelancer, gestendosi il tempo di piacere e attività autonomamente, può essere una scelta rischiosa. Infatti, se non si dispone di una rete solida di clienti, si possono vedere svanire tutte le possibilità di guadagno e così anche la permanenza in giro per il mondo.

Un idea per le vacanze?..Soggiornare in un faro

Recentemente lo Stato ha chiuso un bando per il riuso e recupero per 50 anni di 11 fari di pregio storico dislocati in tutta Italia. L’Agenzia del Demanio e del Ministero della Difesa hanno ricevuto 39 proposte. Difesa e Demanio collaborano nella selezione dei migliori progetti considerando diversi fattori come le soluzioni di recupero, la manutenzione, la fruibilità pubblica, il contributo allo sviluppo locale sostenibile. Un’intuizione nata dalla riflessione che diversi fari sono in uno stato di degrado e non essendoci più i guardiani del mare  di una volta, si aveva bisogno di nuove idee e nuove energie per riportare alla luce degli angoli meravigliosi del nostro territorio Non è tutto però, se questi sono i fari dismessi per chi ama il mare c’è la possibilità di soggiornare in altri tra Italia e Europa. Bellissimo è il faro di Capo sparti vento nel sud-ovest della Sardegna, in provincia di Cagliari. Al momento è un hotel lusso con tutti i comfort che si possano desiderare: atterraggio in elicottero, piscina, idromassaggio ed un cielo stellato in stanza. Per chi non ha un jet privato parcheggiato in giardino ci sono delle alternative. Per gli amanti del silenzio e della tranquillità il faro di Susac, sull’omonima isola, in Croazia, rappresenta la vacanza ideale, una finestra sull’infinito del mare lontano dai soliti alloggi turistici è pronto a farvi vivere atmosfere mozzafiato. L’edificio in pietra sorge sul punto più alto dell’isola, a 100 metri dal livello del mare. Ancora in Croazia, c’è il faro Sveti Ivan na Pucini, di fronte Rovigno, una struttura del 1853 a soli 23 metri. La particolarità è che non si può arrivare in macchina ma bisogna partire da Rovigno al massimo entro le 9 di mattina perché nel pomeriggio, a causa di forti venti, il mare si agita e non è possibile attraccare.