Il carrello della spesa per i centri storici e oltre…

Avete problemi per portare a casa pesanti borse di verdura, o buste colme di spesa, perché la vostra casa si trova all’interno di un centro storico? O non avete un parcheggio vicino? La soluzione sta per arrivare, si chiama ‘Mobot’,  ed è carrello robotico in grado di muoversi in maniera autonoma e di portare dall’auto a casa la spesa o le merci acquistate, ideato dai ricercatori della Scuola Sant’Anna di Pisa è rivolto principalmente per chi abita in centri abitati chiusi al traffico. In particolare, il sistema è stato progettato per il paese di Peccioli (Pisa), nell’ottica della continua valorizzazione del centro storico per aumentarne la vivibilità a favore di residenti, commercianti e turisti. La sperimentazione in anteprima mondiale, in questo paese, e  se tutto andrà bene MoBot resterà di proprietà del Comune, e altre città italiane potranno beneficiare di questo elemento d’innovazione.Il funzionamento è molto semplice ed è legato all’apposita app, che serve per prenotare le consegne e che deve quindi essere installata sullo smartphone. Le modalità d’uso sono due. Si può chiedere a MoBot di ritirare della merce prenotata in un esercizio commerciale del centro storico, come per esempio un farmaco, della frutta o la spesa, e di consegnarla direttamente a casa. Oppure si può prenotare MoBot affinché vi raggiunga presso uno dei parcheggi fuori dall’area chiusa al traffico, e quando si arriva con la spesa scaricare il contenuto del bagagliaio nel suo vano e farsi seguire fino a casa……Fantastico!!

Le piante nemiche dei 4 zampe

Le piante in casa sono facilmente accessibili al cane e, ancor di più, al gatto. Dato che gli animali non sempre sono in grado per istinto di distinguere le piante velenose da quelle che non lo sono, potrebbero finire anche in situazioni pericolose senza rendersene conto. In generale i gatti sono più predisposti a risentire degli effetti negativi del veleno delle piante rispetto ai cani ma le attenzioni valgono in ogni caso per tutti ed è bene non abbassare mai la guardia. quindi, se si ha un gatto bisogna rassegnarsi e dire addio alle piante o all’idea di abbellire la casa con i fiori? Non proprio. Si possono acquistare piante non tossiche oppure prendere una serie di precauzioni e piccole astuzie: spostare la pianta in un posto dove il gatto non possa arrivare o comunque riparata; proporre sempre l’erba gatta fresca e un tira graffi per garantire un diversivo al micio e distrarlo dalle piante; spruzzare del succo di limone diluito con acqua sulle piante terra e foglie poiché i gatti non amano il limone. Per il Cane tra le piante più pericolose per i cani che si possono trovare in casa o sul terrazzo ci sono: aloe, anemone, azalea, begonia, calla, ciclamino, croton, dieffenbachia, edera, ficus, filodendro, giglio, iris, mughetto, oleandro, ricino, rododendro, stella di Natale, tulipano, vischio. Le intossicazioni non sono frequenti, ma se avvengono sono difficili da scoprire per la scarsa evidenza dei segni e la mancanza di informazioni. In genere le narici, la bocca e la lingua sono le parti più esposte. 
Alcune piante producono effetti lievi e localizzati come un semplice gonfiore o forme più o meno accentuate di irritazioni, dermatiti e ulcere nelle parti del corpo venute a contatto. Quindi se si ha il sospetto fondato che il vostro cane abbia ingerito foglie, fiori o altre parti della pianta è bene sapere che non esistono rimedi. Bisognerà, quindi, rimuovere gli eventuali resti dalla bocca, sciacquarla con acqua e contattare subito il veterinario di fiducia e riferendo il nome della pianta ingerita per avere indicazioni sul trattamento da effettuare.

Vasi moderni o eleganti per dare un tocco di classe

Con l’arrivo della bella stagione cresce la voglia di dedicarsi ai lavoretti fai da te, e di ravvivare il giardino con dettagli floreali che valorizzano i contesti esterni. Versatili, resistenti e inseribili con gusto anche all’interno, i vasi di vimini, di ceramica, di vetro, in latta sono un’ottima soluzione per chi ama gli accessori che uniscono funzionalità e pratica. In casa poggiati su un mobile o su una mensola, un vaso o un insieme di vasi ben assortiti per forma e dimensioni cambia la percezione di un angolo della casa, che da vuota o impersonale può apparire ricca e vivace, connotata da uno stile o da un colore, dalla finitura matt, lucida,o trasparente.

 

 

Fame da lupi

Forse quello che ci vuole nel periodo di carnevale è una frittella gigante, come quella cucinata alla Fiera del Cibo di Shenyang, in Cina. Una prelibatezza di 2 metri di diametro da gustare con bacchette adeguate, lunghe più di 6 metri. Anche se il titolo ufficiale di frittella più grande del mondo spetta a un manicaretto di 4 metri di diametro realizzato lo scorso settembre a Castel di Lama, nelle Marche. Per friggerlo ci sono voluti 30 volontari, 13 mila litri d’olio e una padella lunga manico compreso  8 metri e mezzo,realizzata da un artigiano

Quale ruolo è giocato dal corpo nella reazione emotiva?

Esiste uno stretto rapporto tra quasi tutte le emozioni e la loro manifestazione corporea. Le emozioni si esprimono sempre anche con una particolare partecipazione del corpo che viene chiamata “attivazione fisiologica”.Tale reazione corporea provoca fenomeni come l’accelerazione o il rallentamento del battito cardiaco, la variazione degli atti respiratori, il pallore o il rossore del viso, la sensazione di secchezza in bocca, la dilatazione delle pupille, la sudorazione, ecc. Tutte queste manifestazioni del corpo possono accompagnare l’emozione; una volta cessata l’emozione il corpo torna al precedente equilibrio.Il nostro corpo, esprime emozioni anche attraverso le espressioni del viso, il tono della voce e la postura ad esempio, un modo di camminare dritto può esprimere soddisfazione e gioia, così come una posizione ripiegata in sé può esprimere tristezza e una posizione corporea molto contratta rimanda ad un’idea di forte ansia o di rabbia.I movimenti e le manifestazioni espressive del viso e del corpo, da un lato conferiscono vivacità ed energia alle parole che diciamo e dall’altro tendono a rivelare le intenzioni e i pensieri in modo più sincero delle parole. In definitiva, è più difficile camuffare le proprie emozioni con l’espressione corporea mentre le parole sono facilmente falsificabili. Rispetto alle parole usate per esprimere emozioni, fin dall’infanzia ci abituiamo ad usare certi termini per identificare le emozioni che proviamo e per renderle comprensibili alle altre persone.Uno dei modi in cui impariamo a parlare delle nostre emozioni è l’uso della “metafora”, attraverso cui descriviamo le nostre emozioni con termini che richiamano eventi del mondo esterno. Ad esempio, per descrivere la felicità si usa l’espressione “tocco il cielo con un dito” ; oppure per la tristezza “mi sento schiacciato da un macigno” o, ancora, “mi ha spezzato il cuore”. Queste metafore vengono create per descrivere i nostri sentimenti per i quali non abbiamo in realtà parole specifiche e ben definite.

Le nuove tendenze green

Come per moda e food, anche il giardinaggio ha le sue tendenze, eccovi quella dei micro giardini. Non confondeteli con i bonsai giapponesi, gli alberi in miniatura che con il loro mistero hanno conquistato tutto il mondo, i micro giardini sono veri e propri mini prati con diverse specie di fiori e piante, naturalmente di dimensioni ridotte. Dedicarsi alla esecuzione di micro giardini, è una medicina naturale per corpo e anima. Il contatto con la vegetazione infatti, riduce lo stress, aiuta i livelli di concentrazione e rende più felici. Dopo l’orto in casa, la tendenza che vedeva protagonisti gli ortaggi da auto produrre sui terrazzi, ecco che i micro giardini entrano nelle case degli appassionati di giardinaggio. I micro giardini, possono essere realizzati con qualsiasi tipo di pianta, dalle erbe aromatiche alle piante grasse, ma ovviamente le piante tropicali sono quelle più ambite. Per realizzare un micro giardino è necessario acquistare un terreno apposito. Questo terreno prende il nome di Pacfal ed è più leggero del classico terriccio, non richiede molta acqua, non necessita di fertilizzanti e soprattutto contrasta la produzione di batteri delle piante. Poi resta da pensare al contenitore dei micro giardini e qui c’è davvero da sbizzarrirsi. Vasi di vetro, piccole serre miniaturizzate, barattoli, lattine e addirittura lampadine della luce. Una grande passione per il green e la costanza potranno portarvi alla realizzazione di micro giardini bellissimi, eventualmente anche da preparare su richiesta per altre persone o, più semplicemente, da regalare come segno di amicizia.

Mi illumino di meno un iniziativa a favore dell’ambiente

“M’illumino di meno”, ideato nel 2005 da Caterpillar, promuove dalle 20 alle 22 del primo marzo di spegnere le luci a favore dell’Ambiente. In particolare, l’edizione 2019 è dedicata all’economia circolare. L’imperativo è riutilizzare i materiali, ridurre gli sprechi, allontanare “il fine vita” delle cose Quest’anno, tra i luoghi che gireranno l’interruttore in favore del buio ci saranno,: il Palazzo del Quirinale, il Ministero per l’Ambiente, la Camera e il Senato a Roma; il Castello Sforzesco a Milano, Piazza San Marco a Venezia; il Teatro Massimo di Palermo; il Lungo mare ad Alghero; il Municipio in piazza Unità d’Italia a Trieste; e le Gallerie d’Italia di Milano, Napoli e Vicenza, quest’anno aderiranno anche i parchi nazionali e le aree marine protette. Un segnale di quanto sia importante spegnere lo spreco energetico e accendere l’attenzione sul mare, nostro patrimonio importantissimo.La parola d’ordine del 2019 inoltre è  “Ri-generare”, e può condurre in diverse direzioni,: si va dal “plogging”, quello che in Svezia chiamano l’abitudine di raccogliere rifiuti mentre si percorre un cammino, al “ri-pescare” vestiti e accessori di altri, passando per il riutilizzo creativo.

Great Blue Hole, la voragine blu nel mezzo del mare

È una delle strutture sommerse più fotografate al mondo: il Great Blue Hole, un sinkhole sottomarino situato nel cuore del Lighthouse Reef, un piccolo atollo a una settantina di km dalla costa del Belize, conquistò la sua fama grazie all’esploratore francese Jacques Cousteau, che nel 1971 lo dichiarò uno dei cinque siti per immersioni più affascinanti al mondo, prima di calarvisi di persona. Il poco che sappiamo. Questa dolina carsica di forma circolare, larga 318 metri e profonda 124, è il secondo blue hole più grande al mondo dopo il Dragon Hole, nel Mare Cinese meridionale. Si pensa che la grotta calcarea da cui ha avuto origine si sia formata durante l’ultima Era glaciale, quando i livelli del mare erano inferiori a quelli odierni, e che sia poi stata sommersa dall’acqua, fino a che le sue pareti superiori sono collassate, dando origine al “buco” .Chi vi si è immerso racconta di una grotta scura cosparsa di stalattiti, ma i sub  non possono spingersi a profondità di molto superiori ai 40 metri. In queste settimane un team sta visitando i fondali del “buco” con alcuni sommergibili. Obiettivo principale della spedizione sarà mappare la struttura interna del blue hole usando una tecnologia sonar. Altre immersioni raccoglieranno dati sulla qualità dell’acqua, sulla quantità di luce a varie profondità, sulla presenza di batteri e sull’ossigenazione: si pensa che vicino al fondale possa esserci uno strato privo di ossigeno vicino a un deposito naturale di solfuro di idrogeno, una composizione che si pensa contrasti la degradazione e che potrebbe aver favorito la conservazione di reperti biologici di varia natura. Il team ha comunque già esperienza di immersioni pilotate attorno a relitti e sa come spostarsi senza toccare nulla.