Si parte inizia la scuola

E’ arrivato il momento della ripresa della scuola; insegnanti, bambini e famiglie sono coinvolti negli ultimi preparativi, prima della partenza. Si parte, e il cammino sarà lungo, ma ricco di emozioni E, proprio come prima di intraprendere un viaggio, che non si sa dove ci porterà, come sarà, o con quali mezzi avverrà, è questo il momento in cui si “mettono in valigia” una vasta gamma di emozioni che rendono spesso complicata la partenza la ripresa di una quotidianità, assopita dalle lunghe vacanze estive, porta così alla luce aspetti emotivi intensi, che vanno dal polo positivo, della gioia del ritrovarsi e della curiosità di un  nuovo percorso, al polo negativo, dell’ansia della confusione, nella foga di arrivare pronti al primo giorno tra i banchi di scuola. Iniziate bene preparate i vostri figli facendoli dormire le giuste ore, preparate una ricca colazione rassicurate i più piccoli e stimolate i più grandi e…. che il nuovo anno scolastico abbia iniziobuon_ritorno_a_scuola

 

Si cambia stagione…il cambio dell’armadio

Il temuto momento sta arrivando: è arrivata l’ora della pesantissima operazione del cambio degli armadi. Operazione pesante perchè richiede tutta una procedura e soprattutto ore di attenzione e di lavoro. Ma è un’operazione che può anche trasformarsi in divertente perchè offre l’occasione di “rispolverare” capi che non si ricordava di avere più, di odorare il profumo della stagione entrante e, soprattutto, di snellire il nostro armadio. Ma quando è il momento di fare il cambio di stagione? In teoria il cambio degli armadi andrebbe fatto tra marzo ed aprile per quel che riguarda la primavera estate e tra settembre ottobre per quel che riguarda l’autunno inverno. Occorre però considerare le condizioni meteo che, spesso, costringono a lasciare, tra un cambio e l’altro, dei capi da indossare nei “periodi di transito”. E’ comunque opportuno non aspettare l’esplosione del caldo o l’arrivo della neve per procede con i cambi dell’armadio proprio per evitare di trovarsi vestiti in maniera inadeguata ma anche per evitare di acquistare dei capi  identici a quelli che abbiamo già ma che non ricordiamo di avere perchè chiusi in qualche scatola. Quindi occorre armarsi di pazienza, buona volontà e di qualche ora a disposizione e procedere Anche per loro comunque è bene fare una sorta di cambio di stagione che, seppur non prevede il passaggio in bauli e sacchi sottovuoto, dà l’opportunità di disfarsi dei capi che non si indossano più e di riorganizzare il guardaroba. I capi della stagione uscente dovranno essere riposti, in appositi contenitori, in sacchi sottovuoto, in scatole con delle buste profumate. Per i capi entranti, che  sono stati riposti puliti profumati e stirati, occorre valutarne lo stato. Spesso, nonostante siano stati custoditi in modo protetto, hanno bisogno di una rinfrescata e quindi il cambio dell’armadio si arricchisce dell’operazione aggiuntiva di lavaggio e stiratura. Ma consolatevi: per sei mesi poi non se ne riparlerà piùarmadi

 

Manifestazioni importanti il “Perdono”

Settembre è diventato il mese in cui in tutto il Valdarno si celebra l’arte e la cultura, si organizzano sagre e fiere, si promuove la bellezza del territorio. L’afflusso di turisti è intenso, il programma di attività è vario e lascia solo nell’imbarazzo della scelta.Qualunque sia l’aspetto della Toscana che vi interessa di più, siete sicuri di poter trovare quello che fa al caso vostro. Da festa pacifista quale era in origine, la Festa del perdono è diventata un’occasione di scoperta, di avvicinamento al territorio, oltre a rendere omaggio alle ricchezze del territorio Valdarnese: la terra, l’agricoltura, l’enogastronomia, la vita all’ aria aperta, l’arte sono i temi principali. Dal 23 al 27 settembre 2016 a Terranuova Bracciolini  torna la fiera dell’agricoltura, più nota come Fiera del Perdono. La Fiera giunge alla 402° edizione. Una festa, una fiera, una manifestazione sportiva, un’esposizione, una sagra gastronomica, un pellegrinaggio nel passato o un viaggio nel futuro. Il Perdono è tutto questo e ancora di più.. un consiglio segnatela in agenda … e non mancate…!!luna-park-4

109 Giorni e sarà di nuovo Natale….

Che cosa fa Babbo Natale in estate, nei mesi più caldi? La risposta prova a darla Mary Beth Koeth, fotografa di Toronto. Il suo progetto si chiama «Off Seasons Santa».Armata di macchina fotografica, ha viaggiato per l’America intervistando e fotografando gli uomini che, a dicembre, si vestono da Babbo Natale e lavorano nei centri commerciali, negli istituti, per le strade.E ha scoperto che sono poliziotti in pensione, falegnami, ex commercianti, e quando non indossano il costume bianco e rosso, vanno a giocare a carte, imparano a nuotare in piscina con gli amici, suonano il piano.d1c74559-3700-471d-8329-87fb8b3ee695

Il disordine…come rimediare

Alcuni psicologi  hanno studiato che il disordine e il caos CASALINGO influiscono negativamente sull’equilibrio psico-fisico, fanno perdere tempo e “assorbono” l’energia vitale. Per questo motivo ci sono accorgimenti fondamentali per evitare di finire vittime del proprio caos casalingo.Un’immagine di ordine: osservate tutti i giorni la foto di un ambiente ordinato e pulito. Vi aiuterà a concentrare l’attenzione sull’obiettivo che volete raggiungere…e non solo. Gli psicologi sostengono che potrebbe produrre reazioni psicologiche positive che influiscono sul atteggiamento: sarete più propositivi e capaci di organizzare lo spazio in maniera ottimale. Procedere per facili obiettivi: non lasciatevi prendere dalla foga di riordinare tutto e subito! Vi sarà certo capitato di svuotare tutti i cassetti sul letto e perdere ore nel tentativo di dare un ordine agli oggetti… in questo modo non fate altro che accrescere la confusione. Ponetevi quindi dei semplici propositi, come ordinare il cassetto del comodino o l’armadietto del bagno. 4. Eliminare il superfluo: ogni volta che in casa entra un oggetto nuovo, è necessario liberarsi di uno vecchio. Bisogna quindi fare una scelta fra gli oggetti che non si usano più, per esempio, vecchie cianfrusaglie  che hanno perso la loro utilità e che non hanno un valore affettivo; le maglie nel cassetto  che non indossate da più di un anno; gli accumuli di  cosmetici  che inevitabilmente invadono i nostri armadietti. Liberatevene !
Regalate gli oggetti che non utilizzate da più di due anni, insomma, tutto ciò che non è necessario, è di troppo. Un altro piccolo e utile consiglio da seguire: eliminate tutti gli oggetti legati a ricordi spiacevoli, o a persone verso le quali provate sentimenti negativi rabbia, invidia, risentimento. In questo modo impedirete al vostro cervello di far riaffiorare sensazioni spiacevoli ogni volta che si guarda quell’oggetto. Via libera invece agli oggetti collegati a belle esperienze: il cervello, rivivendo momenti piacevoli, attiva dopamina e adrenalina, due sostanze che hanno un effetto energizzante e rigenerante.Disordine-in-camera-320x240

 

Lana….no latte

C’è chi lo beve in tazza alta a colazione chi lo usa per macchiare il caffè e chi… lo usa per creare capi d’alta moda. La stilista e microbiologa Anke Domaske fabbrica abiti servendosi di  fibre di latte. L’insolito filato deriva da una proteina ottenuta dal latte inacidito, riscaldato e trattato in laboratorio a Brema, in Germania, fino a ricavarne uno speciale tessuto, morbido come seta ma più economico e ottenuto senza l’utilizzo di pesticidi. Anke, che è riuscita a unire la passione per la moda a quella per la scienza, è molto attenta agli sprechi e per le sue creazioni utilizza solo latte che non incontra gli standard igienici utili per finire sui banchi frigo dei supermercati. Latte che in caso contrario, sarebbe gettato via. La trovata non è del tutto nuova. Già negli anni Trenta si era trovato il modo di ottenere fibre tessili dal latte, più economico della lana, ma alcune importanti vicende storiche come lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale hanno ostacolato lo sviluppo industriale di questo procedimento.reu_rtr2s9ft_web.630x360

Golanera un volatile collaboratore

In Africa, alcune popolazioni che trovano nella raccolta del miele una fonte notevole di sostentamento. Seguono l’indicatore golanera una specie di uccello diffusa nella fascia sub-sahariana, per trovare gli alveari più nascosti. Una ricerca rivela che questa cooperazione avviene grazie a una comunicazione bidirezionale: gli esseri umani usano speciali richiami per sollecitare l’aiuto degli uccelli e viceversa. Nel corso della storia, gli esseri umani hanno addestrato a collaborare con loro diversi tipi animali, soprattutto per avere un aiuto nella caccia: gli esempi più eclatanti sono il cane e i rapaci. La cooperazione con gli animali selvatici è invece molto più rara.Nello specifico caso gli uccelli golanera attirano l’attenzione dei raccoglitori di miele con uno specifico richiamo, e poi volano di albero in albero per segnalare la presenza di alveari.Gli uccelli indicano all’uomo alveari molto nascosti sui rami più alti degli alberi. Gli esseri umani, dal canto suo, possono allontanare le api con il fumo e rompere e aprire l’alveare, consentendo agli uccelli di mangiare la cera aiutandoli così a nutrirsi, dando così un contributo a far pervenire questo meraviglioso ingrediente essenziale per una ricca colazione per iniziare magnificamente una giornata di lavoro carica di benessere.colibrì-golanera

Il sale della terra

L’abitante di un villaggio in Indonesia riempe con acqua di mare le “ceste del sale” della sua famiglia. Ogni due giorni fa una sorta di rabbocco e in circa una settimana, con l’evaporazione, si deposita abbastanza sale, che è quindi raccolto. Siamo sull’isola di Sawu, dove da generazioni in alcuni paesi costieri si ottiene sale in questo modo particolare. L’acqua di mare è trasportata, in recipienti fatti con foglie di palma intrecciate, fino alla cesta, in cui è riversata. Questa produzione avviene nella stagione secca, da aprile a dicembre. Una famiglia in una stagione può produrre circa 300 kg di sale, che è venduto in un vicino mercato per l’equivalente di 50 centesimi al kg, o al doppio in una più lontana città.salz_06.900x600

Soluzioni facili per contrattempi

Ciò che serve per risolvere i piccoli problemi quotidiani o affrontare alcuni casi d’emergenza è alla portata di tutti ma spesso non lo sappiamo. Ecco una guida per la realizzazione di un vademecum un po’ particolare ma dai sicuri risultati.sei a cena ma non riesci a togliere il tappo di sughero dalla bottiglia perché si è incastrato…immergi un panno in acqua bollente e avvolgilo intorno alla parte alta della bottiglia. Il calore espanderà il vetro e il tappo uscirà oppure cadrà nel vino. Devi appendere un quadro ma il pensiero di pestare le dita con il martello ti fa desistere…invece di rinunciare prendi un pettine di plastica ed un martello ed infila il chiodo tra i denti del pettine così avrai salve le dita. Per essere sicura di appenderlo perfettamente orizzontale usa un bicchiere con dell’acqua come ‘bolla’, appoggialo sulla cornice e controlla che il livello dell’acqua, fai un segno sul muro con una matita poi procedi a fissare il chiodo. devi fare una scampagnata e le scarpe da montagna si sono indurite…forse dopo l’ultima gita non le hai asciugate e la tomaia si è irrigidita. Prendi della crema idratante e spalmala sulle scarpe, tempo qualche minuto torneranno morbidissime. Sei in campagna o in montagna per un pic nic e le lattine si sono scaldate…bagna una salvietta e avvolgila intorno alla bibita e lasciala per un po’ al sole. Dopo poco tempo l’evaporazione rinfrescherà la lattina.immagine_OFFERTA_soluzioni

La forza interiore

Nella società odierna siamo sottoposti quotidianamente a piccole o grandi fonti di stress che a lungo andare possono minacciare la nostra integrità psico-fisica; diventa quindi necessario avere un buon equipaggiamento per farvi fronte, costituito o da doti personali che già possediamo e che possiamo accrescere, o che possiamo acquisire.  Se ad esempio abbiamo un forte senso del controllo, riusciamo a mantenere la calma difronte ad un emergenza, una calamità naturale un terremoto,un incidente domestico, ecc… , siamo persone che hanno una grande capacità di gestire le cose, ma vulnerabili nei confronti dei cambiamenti e degli imprevisti; se invece abbiamo un senso di sfida troppo elevato, non controbilanciato dall’impegno e dal controllo, potremo trovarci in situazioni a elevato rischio soltanto per il senso di eccitazione che ne può derivare, è importante prendere consapevolezza  sedersi e fermarci a valutare i  propri punti di forza quali possono essere e le nostre lacune, agendo così per cercare di creare un equilibrio tra i vari poli, per vivere una vita migliore

autostima