Tutti, prima o poi, in qualche momento della vita, abbiamo avuto questo pensiero: meglio il cibo che l’amore, meglio godersi un piatto fumante di spaghetti che soffrire alla ricerca della felicità di coppia. Bene, si è scoperto che in realtà quello che pensavamo ci avrebbe etichettati come single a vita la passione per il cibo potrebbe essere proprio la cosa che ci aiuterà a trovare l’anima gemella. Un sito di appuntamenti online ha recentemente analizzato oltre 3,7 milioni di profili e circa 364 milioni di messaggi che gli utenti si sono scambiati, per stabilire come il cibo influenzi le potenziali relazioni nascenti: i risultati sono raccolti in uno studio chiamato The Ultimate Guide to Food and Dating. E considerando che, nonostante il dissenso che si può esprimere in tutte le materie dalla politica al tifo sportivo, alla fine tutti troviamo un terreno comune nell’amore per il buon cibo, ciò che viene fuori non è sorprendente. Lo studio afferma che qualsiasi menzione del cibo sul tuo profilo può essere il veicolo per ricevere più messaggi da altri utenti. Guacamole, patate e cioccolato sono le parole di maggiore successo: gli utenti dichiarano di aver raddoppiato i loro contatti dopo aver inserito questi cibi nella bio. Addirittura con la salsa messicana a base di avocado i messaggi quasi si triplicano. Ma lo studio evidenzia anche i peggiori: nominare piatti come il pollo fritto, fa invece scendere la probabilità di essere contattati. Il pollo genera il 15% in meno di messaggi. Una roba da sfigati, proprio. E poi: bisogna anche stare attenti alle parole che si usano per parlare di cibo: scrivere “foodie” fa salire i messaggi dell’82%, scrivere “cook” solo del 26%.Perciò, è vero. Il cibo ha il potere di unire le persone. Ma dall’indagine si sottolinea anche che l’amore per i burritos non deve portarti a pensare che la tua smodata passione per i cibo debba essere il primo argomento di conversazione quando provi a fondare un rapporto di coppia. Ricordatelo, prima di iniziare a tessere le lodi dei percebes al primo incontro.
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Le bontà a tavola dell’inverno
Il passaggio dai autunnali ai mesi invernali porta con sé un po’ di spossatezza e di malinconia: anche la diminuzione delle ore di luce e il sensibile cambio di temperatura contribuiscono ad uno stato psico-fisico un po’ in difficoltà. La salute vien mangiando, si dice, ma viene mangiando principalmente le cose giuste, nel momento giusto! L’inverno è una stagione ricca di moltissimi alimenti che possono aiutarci ad affrontare il cambio di stagione con la giusta carica: vediamone alcuni che non dovrebbero mancare nell’ alimentazione in questo periodo! Pera: ricca di potassio, fosforo e una miniera di fibre. la pera è ipocalorica ed è amica rei regimi alimentari controllati! Zucca: la regina dell’autunno, di cui sentiamo la mancanza per tutto il resto dell’anno! La zucca è ipocalorica, può essere cucinata in tantissimi modi ed è buona anche con un pizzico di sale soltanto e ammorbidita in forno. Grande alleata delle diete, è depurativa, diuretica e un toccasana per la funzionalità intestinale. Radicchio: il re dell’autunno! Il radicchio è ipocalorico, ricco di vitamine e sali minerali e primo attore indiscusso di condimenti e primi piatti i kiwi sono un tesoro dell’autunno e bisogna sfruttare della loro stagionalità perché è un frutto davvero eccezionale. pesce azzurro: facile da digerire, ipocalorico, ricco di Omega 3, selenio, iodio, fosforo e potassio, il pesce azzurro è presente nei nostri mari in tantissime varietà, come alici, acciughe, sardine, sgombro, ricciola, aringa, pesce spada, tonno.
Fire paan …mangiatori di fuoco
Hai mai provato a mangiare il fuoco? Senza aver lavorato in un circo, intendiamo. Bene, sappi che è possibile: è quello che sta accadendo in India, per le strade di New Delhi, da qualche mese a questa parte. Pradhuman Shukla è titolare di un banchetto di street food nella capitale indiana. Serve caratteristico cibo di strada locale, tra cui il paan. Si tratta di un curioso snack: una foglia di betel farcita con noce areca, tabacco e spezie. Deve essere masticato un po’, a mo’ di chewing gum, e poi può essere sputato o ingoiato. Non si mangia quindi tanto per il gusto, quanto per le sue ipotizzate proprietà anti infiammatorie e curative. Proprio così è nato il “fire paan”: un cliente si è lamentato che da giorni il paan non gli facesse alcun effetto alle afte che aveva in bocca, e allora un dipendente del chioschetto ha pensato di produrre una versione rinforzata. Voilà, guarito all’istante.Da allora Pradhuman Shukla e i suoi preparano l’involtino in modo tradizionale, e poi all’ultimo momento lo incendiano. Sono loro stessi a deporlo nella bocca dei clienti: non brucia, perché in bocca il fuoco si spegne subito, ma devi fidarti e stare bello fermo. E soprattutto, non provare a rifarlo a casa.
Perché e pericoloso mangiare sui taglieri
Saremmo arcaici ma dobbiamo dirlo: è difficile oggi come oggi andare al ristorante e mangiare in un piatto. La vellutata? Nel bicchiere. Le patate fritte? In un vaso di terracotta da giardino. La frittura? Nel “cuoppo” di carta assorbente. Vale tutto. E valgono soprattutto i taglieri: di legno, rustici, fighi. Per formaggi e salumi, un classico, ma anche per cibi cucinati. Peccato che non sia sempre la cosa più sana del mondo. Come ha avvertito il Consiglio Comunale di Birmingham. Il tagliere di legno può contenere sostanze tossiche che si spostano ai cibi, e questa contaminazione può avere varie cause: il legno è più difficile da lavare rispetto alla ceramica; il tagliere può avere delle piccole crepe all’interno delle quali si depositano residui di cibo che non vengono tolti e marciscono; il piano può avere delle parti bruciate, o delle spellature e abrasioni, che facilmente trasferiscono ai cibi sostanze non commestibili. A Birmingham un ristorante è stato multato per 50.000 sterline circa 56.000 euro per aver servito cibo su tavolette di legno sulle quali i tamponi eseguiti hanno più di una volta trovato tracce di contagi batteriche. Il ristorante era stato messo sull’avviso, dopo che 14 persone invitate a una festa avevano riportato una intossicazione alimentare; ma il richiamo non è servito, ed è scattata la multa. In realtà, secondo l’Agenzia per il cibo inglese e l’Authority europea per la sicurezza alimentare, il legno non è vietato in sé per il consumo di cibo: rilevante è la presenza di contagi microbiologiche. L’importante è pulire bene, insomma. In ogni caso, c’è da prestare un surplus di attenzione.
Pique… roba da macho
Questo non è un piatto: è una sfida. Non a caso si chiama Pique a lo macho: solo chi è veramente maschio riesce a finirlo. Scherzi a parte, se passi dalle parti di Cochabamba, in Bolivia, non te lo far sfuggire. Si tratta di una vera esplosione di sapori. Viene presentato come una montagna, e in effetti si compone di vari strati: alla base ci sono dei succosi straccetti di carne, insieme a salsiccia speziata o wurstel, patatine fritte, e in cima una discreta quantità di uova sode. Tutto attorno, accompagnano anelli di cipolla cruda, fettine di peperoncino jalapeño o locoto una varietà boliviana, pomodori a dadini. Per finire, condimenti e salse miste maionese, ketchup e senape a raggiera. L’idea è quella di inzuppare le patate e le altre verdure con i succhi della carne. Mica male, eh? La leggenda che sta all’origine del piatto, come spesso accade coi piatti assemblati di questo tipo, racconta di avventori ubriachi e affamati, e di cuochi a corto di materie prime che si vedono costretti ad rimediare con quello che c’è, mettendo tutto insieme per fare scena. Sia come sia, questo piatto dagli anni 70 è l’orgoglio gastronomico di Cochabamba. Visto che la Bolivia non è proprio dietro l’angolo, puoi provare a rifarlo a casa.In ogni caso, tieni presente che le porzioni sono talmente abbondanti che di solito un piatto viene servito per tutto il tavolo. Non provare a finirlo da solo, sei macho lo stesso.
La vodka fatta con le nuvole
La vodka è un superalcolico semplice, fatto sostanzialmente di acqua ed etanolo. Quest’ultimo nella maggior parte dei casi è distillato dalla fermentazione delle patate, ma volendo ci si può sbizzarrire con le alternative: riso, grano, mais, segale melassa di barbabietole, uva, rafano. Per la parte di acqua, invece, nessuno aveva pensato ad utilizzare le nuvole. Finora. Joe Fenten stava andando a pesca, quando ha notato che il luogo era circondato da uno strato di nuvole sottili ma consistenti. Fenten era il possessore di una distilleria locale, la Hilton Head Distillery, e ha iniziato a domandarsi se ci fosse un modo per catturare quella nebbiolina umida e adoperarla nel processo di distillazione. Per fortuna oltre che distillatore di professione e pescatore nel tempo libero, Fenten era anche ingegnere Così si è messo a disegnare un generatore d’acqua, una macchina che attinge a fonti di H2O liquida o gassosa, e genera acqua alcalina, che viene usata per la vodka. Il risultato è una vodka particolarmente pura e limpida, con un aroma delicato e dolce. “Ci è sembrata una grande idea sfruttare la generosità di Madre Natura, invece di rivolgerci al fornitore locale. Su quest’isola l’acqua è una risorsa preziosa e limitata”, ha asserito Fenten.A dire il vero, già due anni fa una distilleria di San Francisco, la Hangar 1, aveva imbottigliato una vodka in edizione limitata fatta con la nebbia della baia, chiamata Fog Point. Il limite, per ora, sono le quantità. “La nostra capacità è legata ai picchi di umidità sull’isola”, spiega Fenten. Quindi per gli abitanti di Hilton Head Island il bel tempo significa meno vodka, e viceversa.
Risparmiare sulla spesa? Si può, ecco qualche trucchi
Dovete far tornare i conti? Non preoccupatevi, ecco dei pratici suggerimenti che vi faranno risparmiare sulla spesa. In tempi in cui gli sprechi sono un lusso che non ci si può concedere, con queste attenzioni riuscirete a risparmiare sulla spesa, senza fare sacrifici. Lista della spesa Preparare una lista della spesa prima di uscire di casa per andare nel supermercato, permette di avere le idee chiare su cosa comprare e andare a colpo sicuro. Se entrate al supermercato con dei dubbi su cosa vi serve finirete per comprare molte più cose del necessario e magari scordarsi proprio quelle di cui avete più bisogno. Comprare prodotti sfusi Ormai sempre più supermercati sono dotati di dispenser dove acquistare prodotti sfusi come detersivi, cereali, frutta secca, olio, vino, latte, pasta e altro ancora. Risparmiando sugli imballi, i prezzi sono più bassi e in più avete il vantaggio di comprarne la quantità che desiderate. Acquistare alla spina vuole anche dire avere meno rifiuti poi da smaltire, una piccola, ma importante attenzione verso l’ambiente. Fare la spesa a stomaco pieno Andare a fare la spesa a stomaco vuoto è una pessima idea, la fame vi spingerà a comprare alimenti che vi sembrano in quel momento particolarmente appetitosi a prescindere da da ciò che in realtà vi serve. Non solo, quando si ha fame l’occhio spesso cade su cibi pronti, che si possono mangiare subito, come pizzette, focacce o snack dolci e salati, a sfavore della linea. Scegliere prodotti con il marchio del supermercato I prodotti con il marchio del supermercato sono i più convenienti visto che non ci sono costi di marketing e la qualità è buona. Non pensate infatti che siccome costano meno di quelli con marchi industriali, siano di pessima qualità, spesso vengono prodotti negli stessi stabilimenti di cibi di brand noti, ma vengono etichettati e imballati in modo diverso. Al mercato quando chiude Se acquistate nei mercati rionali, andateci verso l’orario di chiusura, farete ottimi affari dal momento che spesso i commercianti svendono i prodotti di consumo altamente deperibili, come frutta e verdura, pur di non riportarli in magazzino se non addirittura doverli buttare.
Buoni consigli per rimanere in forma al lavoro
Spuntini sani, esercizi per rilassare spalle e collo e quattro passi per sgranchirsi le gambe e rigenerare la mente. Fate spuntini sani. Non tenete caramelle o merendine a portata di mano. Mangiate una manciata di frutta secca a metà mattino noci, mandorle, pinoli, nocciole… e un frutto fresco di stagione a metà pomeriggio. Bevete 8 bicchieri di acqua al giorno. Tenete una bottiglia da un litro e mezzo sulla scrivania e bevetela tutta nel corso della giornata, magari impostando degli avvisi dal pc. Ricordate: un’adeguata e costante idratazione fa bene a corpo e cervello. Parcheggiate l’auto a qualche centinaia di metri dal posto di lavoro e fate una bella passeggiata durante la pausa pranzo. Camminare fa bruciare calorie, allontana lo stress e riossigena il cervello. Non esagerare con le dosi e le calorie: dopo avere mangiato sarete seduti e non avrete modo di smaltirle velocemente e vi sentirete appesantiti e senza energie. A una pizza preferite un’insalatona. Se state molte ore davanti al computer fate ogni tanto degli esercizi di stretching per rilassare collo e spalle, ma anche braccia, polsi e dita con delle rotazioni. Se usi tanto il telefono usate l’auricolare. Per evitare mal di testa o affaticamento degli occhi il monitor va posizionato a una distanza dagli occhi di 45-70 cm. La parte centrale del monitor deve trovarsi all’altezza degli occhi. Fate delle vacanze vere. Senza mail e telefonate di lavoro. Lo stress può compromettere il sistema immunitario, aumentando il rischio di malattia. Le ferie servono per rigenerarsi. La sindrome del burnout, forma di esaurimento derivante da un eccesso di lavoro, compromette il sistema immunitario e interferisce con sonno e concentrazione. Tenere pulita la scrivania. Tastiera, mouse e telefono nascondono migliaia di germi che possono sopravvivere per giorni. Detergete con del disinfettante spray ogni due/tre giorni. Mettete passione in quello che fate, siate consapevoli dei vostri limiti, fate una pausa quando siete esausti, collaborate con serenità con i colleghi, rispettate e fatevi rispettare dal vostro capo.
Come pulire casa usando rimedi naturali
I rimedi naturali sono costituiti da prodotti facilmente reperibili in casa: bicarbonato, limone ed aceto, per segnalare alcuni dei più utilizzati. Ecco una lista di consigli naturali per pulire casa in modo economico, ecologico e senza stress. Rubinetti: Mischiate sei cucchiai di aceto di mele o vino con tre cucchiai di acqua bollente e spruzzate il tutto sui rubinetti. L’aceto caldo aiuta a togliere il calcare e a lucidare. Forno: Procuratevi uno spruzzino e preparate una soluzione a base di aceto un bicchiere di aceto e mezzo d’acqua distillata, oppure di bicarbonato mezzo bicchiere di bicarbonato e uno d’acqua meglio distillata. Spruzzate la miscela sulle pareti del forno e risciacquate dopo qualche minuto. Per le forti incrostazioni potete mettete all’intero del forno, per una notte, una pentola d’acqua calda con dentro un bicchiere di ammoniaca. Play Video Forno a microonde: Un ottimo rimedio consiste nel collocare nel forno mezzo bicchiere di acqua distillata con il succo di limone o aceto. Accendete al massimo per circa 5 minuti. Attendete qualche minuto prima di aprire lo sportello. Togliete il bicchiere e passate un panno in microfibra umido. Frigorifero: In questo caso il rimedio migliore risulta nello spruzzare dell’ aceto bianco e poi risciacquare con acqua. Per togliere gli odori mettete in frigo una ciotola con del bicarbonato e cambiatela ogni tre mesi. Questa soluzione è valida anche armadietti e per dispense. Divani: Bisogna fare una distinzione tra quelli in pelle e quelli in tessuto. I primi si puliscono con acqua e limone; i secondi con uno straccio bianco imbevuto di acqua tiepida e ammoniaca. Sciacquate con acqua e lasciate asciugare. 
I cibi più costosi
C’è chi si vizia con i viaggi, chi con abiti e oggetti firmati e chi è un vero appassionato di cibo, ma quello vero! Vediamo quali sono alcuni tra i cibi più pregiati e costosi di tutto il pianeta:Al primo posto troviamo un’eccellenza italiana, il tartufo bianco d’Alba. Un investitore di Hong Kong pagò un esemplare da 1,5 kg la bellezza di 160mila dollari, rendendolo l’alimento più costoso in assoluto.Il caviale Almas guadagna il secondo posto: è una particolare varietà di caviale che presenta una colorazione che può andare dal giallo al bianco. Più il colore si avvicina al bianco, più il caviale è pregiato poiché significa che l’età del pesce che l’ha prodotto è più matura. E’ prodotto in Iran: in Europa è possibile acquistarlo solamente a Londra, in scatole d’oro 25 carati a 24mila euro l’una.Anche la frutta può incidere pesantemente sulla spesa: le angurie nere di Densuke crescono solamente nella regione di Hokkaido, sono molto rare e, quindi, assai costose. Un’anguria da mezzo chilo può arrivare a circa 6mila dollari.Una bistecca di manzo Kobe può costarvi anche 3mila dollari: si tratta di manzi pregiatissimi, allevati soltanto in Giappone, massaggiati e puliti regolarmente con spazzole e alimentati con il miglior grano.La merenda più costosa del mondo? La potete assaggiare al Westin Hotel di New York: si tratta di un normalissimo panino a forma di ciambella all’esterno, farcito con una crema di formaggio arricchita di tartufo bianco, bacche di goji e uva riesling. Costo: 1000 dollari l’uno.La Pizza Royale 007 dello chef Domenico Crolla: preparata con una combinazione di bevande alcoliche fuse in ingredienti saporiti, aragosta marinata nel cognac, caviale, salmone scozzese affumicato, prosciutto crudo di Parma e foglie d’oro 24 carati, che danno quella croccantezza che non guasta mai. Per la modica cifra di 3.800 euro.
