Una linea ferroviaria costruita in meno di 9 ore

L’unione fa la forza: ecco come gli operai sono riusciti a realizzare un intero anello ferroviario in tempi record. Sembrano dei robot. Per essere così puntuali ci vuole tanto coordinamento, una buona dose di pazienza, e totale dedizione da parte di ogni singolo lavoratore. Ma il vero segreto dell’efficienza cinese sta nell’organizzazione. Ecco come in una sola notte, 1500 operai sono riusciti a realizzare un intero raccordo ferroviario con tanto di collegamenti elettrici e una serie di sensori per il monitoraggio del traffico. I lavori, iniziati allo scoccare della mezzanotte del 19 gennaio scorso, si sono conclusi nelle prime ore del giorno successivo.Per portare a termine l’impresa, oltre all’impiego di 1500 operai, gli ingegneri si sono serviti di sette treni e 23 escavatori. La nuova stazione costruita nella provincia del Fujian, all’estremo sud del Paese, si collega con le altre fermate principali della zona: quelle di Ganlong, Ganruilong e Zhanglong. E entro la fine del 2018, con la realizzazione della stazione di Nanlong, si chiuderà il progetto della linea principale che collega l’area interna del Paese quella sud-orientale.

Giornata mondiale dell’orso polare

Entro i prossimi anni rischiamo di perdere il 30% della popolazione di orso polare finora stimata tra i ghiacci artici. È il messaggio che il WWF lancia alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Orso polare, che si celebra oggi, martedì 27 febbraio.Gli orsi polari spariscono perché sparisce il loto habitat. Per questo la giornata di oggi è uno spunto per riflettere sulla conservazione della natura da parte dell’uomo. A gennaio l’estensione dei ghiacci artici era al di sotto della superficie rilevata in passato, secondo i rilevamenti della NSIDC che utilizza misurazioni satellitari. Si tratta complessivamente di almeno 1,36 milioni di chilometri quadrati sotto la media delle rilevazioni e il mese di febbraio si sta concludendo con un ulteriore flessione rispetto alla media».  Nell’Artico il cibo spesso scarseggia e anche d’estate, quando la bancisa polare si ritrae può essere difficile per gli orsi trovare abbastanza da mangiare e spesso devono nuotare per lunghe distanze prima di approdare sui ghiacci che si stanno ritraendo e da cui l’orso riesce a cacciare. I ghiacci artici estivi così importanti per la vita dell’orso potrebbero essere praticamente scomparsi entro il 2040. Quando il cibo scarseggia gli orsi polari cercano di trovare fonti alternative di cibo sulla terra ferma fra cui buoi muschiati, renne, piccoli roditori, molluschi, pesce, uova, alghe bacche e addirittura spazzatura. Qualche volta gli orsi polari cacciano beluga, balene e trichechi adulti.

Alla scoperta di un frutto particolare.. il mangostano

La polpa del mangostano ha un aroma unico, eccezionalmente delicato e dolce, con note erbacee e floreali di caramello e burro. La spessa buccia viola è a volte usata per le tinture naturali: il frutto va maneggiato precauzione per non rischiare di macchiare indelebilmente tovaglioli e vestiti. Il Charichuelo è un altro frutto della famiglia Garcinia, madruro, questo originario del Sud e Centro America: per questo viene chiamato “mangostano del Nuovo Mondo”. Esteriormente assomiglia a un limone vizzo e zigrinato e anche la sua polpa dolce e simile al mangostano ha gusto lievemente citrico. L’apporto calorico del frutto è mediamente basso, intorno alle 63/73 kcal. L’ex chef  di elBulli Will Goldfarb ha aperto i battenti a Bali. Una delle sue specialità? La creme brûlée con pasta di cacao, gocce di bitter di mangostano e sale marino balinese. Nella cucina filippina il mangostano è molto popolare. Si mangiano persino i saporiti semi, bolliti o arrosto e la polpa del frutto si usa per variegate preparazioni, come la glassa con cui coprire la pancia del tonno.George Calombaris.  . David Fairchild, il più grande “cacciatore di piante” della storia americana, adorava il mangostano. Il botanico scrisse: “È così delicato che si scioglie in bocca come un gelato. Il sapore è indescrivibilmente delizioso. Nulla può guastare la perfezione di questo frutto…”. Le foglie del mangostano possono essere mangiate: nella cucina cambogiana, per esempio, si usano in una preparazione a base di pesce al forno. Il mangostano è un frutto delizioso nei cocktail. Gli ingredienti che si accompagnano bene con il mangostano sono  Lemongrass, limoni e agrumi in generale, altri frutti quali ananas e mele, burro, vaniglia, cetrioli, noccioline, ad esempio. Inoltre il frutto contiene vari nutrienti essenziali: sali minerali, tra cui in primis potassio e vitamine fibre e altri elementi. Un esempio?. I preziosi xantoni nel mangostano si trovano prevalentemente nella buccia che, se non si può mangiare nuda e cruda, si può usare in centrifughe e succhi. La buccia di mangostano può essere fatta seccare e usata per preparare ottime e salutari tisane. Il mangostano ha molteplici e comprovate proprietà terapeutiche e per questo viene fatto rientrare nei cosiddetti “superfrutti”.Non vi resta che cercarlo e provare a mangiarlo…

 

Un ingrediente passepartout

La frutta può diventare un ingrediente passepartout in cucina. Cotta si presta facilmente nella preparazione non solo di marmellate, confetture e dolci, ma anche di piatti da accompagnare a secondi a base di carne e a contorni di verdure di stagione oppure per sostituire il classico dessert. Anche se l’ideale dal punto di vista nutrizionale è mangiarla cruda perché permette di fare il pieno di tutti i super nutrienti di cui è ricca, in particolare di vitamine, antiossidanti e minerali, cuocerla può essere una soluzione per esaltarne il sapore particolarmente gradevole e per rendere alcune varietà come mele, pere, banane che sono maggiormente digeribili. Le modalità di cottura da preferire sono senza dubbio quella al forno, al cartoccio e al vapore. Meglio invece evitare la classica cottura per ebollizione: rispetto alle altre modalità, quest’ultima  comporta la maggiore perdita di sostanze nutritive nell’acqua di cottura. Lo stesso discorso vale per il microonde:  le temperature elevate alle quali viene sottoposta la frutta distruggono una  buona parte dei suoi nutrienti. Ecco alcuni suggerimenti per accomapagnare i vostri piatti in maniera diversa…. Al forno per fare un contorno leggero basta aggiungere in una teglia ricoperta di carta forno frutti come mele, pere, anche con la buccia se di origine biologica, e infornarli per una decina di minuti. Il risultato è un contorno a base di frutta ideale per accompagnare secondi di carne o di pesce e da abbinare a verdure di stagione condite con spezie ed erbette. Alla piastra per preparare un dessert super veloce Scegli frutti non troppo maturi. Puliscili, affettali e lasciali cuocere per qualche minuto sulla piastra riscaldata. Anche se non aggiungi zucchero bianco da cucina, il gusto sarà particolarmente dolce. Il calore, infatti, tende a far caramellare gli zuccheri spontaneamente presenti nella frutta e quindi a far percepire in maggior misura al palato il sapore zuccherino. Fritta, solo nelle occasioni di festa! Per prepararla basta rosolare con un filo di olio extra vergine d’oliva qualche fetta di mela, pera, banana. Attenzione però: questa cottura rende la frutta più difficile da digerire e calorica. Meglio usarla una volta ogni tanto

 

Assaggiatori di cioccolato cercasi

Non è un sogno ma realtà il lavoro che la multinazionale del dolce Mondelez International è pronta a offrire agli amanti del genere per le sue sedi in Inghilterra. Con un messaggio sui social, l’azienda che fa capo a realtà come Oreo e Milka apre infatti ufficialmente le selezioni per un impiego part time a tempo indeterminato nel ruolo di ‘Sensory Panelists’.Nessuna esperienza richiesta, ma solo un corso da seguire qualora si supereranno le selezioni. I requisiti? Ovviamente la passione per i dolci, e il cioccolato uno sviluppato senso del gusto, obiettività nel dare opinioni, un forte desiderio nel provare nuovi prodotti, capacità comunicative, un’ottima conoscenza della lingua inglese. Tutto abbastanza semplice, ma solo in apparenza. Il ruolo è infatti di grande responsabilità mentre i posti disponibili per quello che si candida ad essere uno dei lavori più gustosi del mondo sono solo 4 mentre migliaia sono state le domande giunte finora, a meno di 24 ore dall’annuncio.

Le verdure fanno bene alla salute

Le verdure fanno bene alla salute. Lo sanno tutti  che se ne dovrebbero mangiare almeno 5 porzioni al giorno, associandole  alla frutta, altro elemento benefico per il nostro organismo. Gli esperti consigliano sempre di utilizzare prodotti freschi e di stagione, così da poter fare un pieno di vitamine e preziosi nutrienti. Dobbiamo però fare attenzione a come cuociamo le verdure, per non perdere tutti i benefici. E dobbiamo anche prestare molta attenzione a come tagliare le verdure. Perché altrimenti potremmo distruggere non solo il gusto, ma anche la salute. Secondo NPR’s, che cita diversi studi scientifici, anche il modo con cui tagliamo le verdure può rovinarle dal punto di vista della salute e del gusto. Per questo dobbiamo sapere come si devono tagliare bene, per non buttare via tutto il bene che fanno.  Tagliare male le verdure ne modifica il sapore, perché tutto dipende da come viene rotta la struttura cellulare e da quanti liquidi contenenti vitamine e minerali vengono rilasciati. Anche la consistenza può essere modificata da come tagliamo le verdure. Alcune diventano più molli! Tagliare finemente cipolla, aglio e porro è importante, per evitare di rovinarne il sapore. Così come lo stesso dovremmo fare con broccoli, cavoli e cavolfiori. I pomodori tagliati a fette sono in grado di sprigionare tutto il loro sapore fresco che subito ci fa venire in mente l’estate. Lo sapete che affettare le verdure aumenta il contenuto di polifenoli, dall’effetto antiossidante e che danno un sapore amaro al cibo? Succede soprattutto tagliando lattuga, sedano e bietola.Gli antiossidanti così rilasciati, però, si possono danneggiare. Gli esperti inoltre consigliano di tagliare le verdure e refrigerarle, perché le temperature basse aiutano molto.

Come capire se il tuo gatto ti vuole bene

I gatti sono conosciuti come degli animali indipendenti. Secondo le credenze, sono animali incapaci di affezionarsi al proprio padrone. Si legano alla casa o al  luogo in cui vivono e non esternano i loro sentimenti. Quante altre ne avete sentite sui gatti? Beh noi vogliamo darci un taglio e mostravi alcuni segnali che il vostro gatto adopera per dimostravi quanto vi ama: ti fissa: se il tuo gatto ti guarda mentre gli parli o cerca un contatto visivo con te, vuol dire che ti ama. Salta sul divano con te: ti sdrai sul divano per vedere un film per leggere un libro e lui ti salta subito addosso in cerca di coccole o si si siede accanto a te? E’ un altro segno di vero amore. Ti riempie di regali: i gatti sono dei cacciatori e per questo credono che lo sia anche tu. Quindi, quando un gatto ti porta un animale morto, ti sta mostrando due cose: che vuole partecipare con gli alimenti in famiglia e che anche lui è in grado di aiutare, ‘se tu non puoi, posso pensarci io’. In questo modo, ti sta dimostrando quanto ti ama! Non ti lascia lavorare: quando sei a casa e cerchi di lavorare, puntualmente, il tuo gatto si siede sui documenti, sul pc o su tutto ciò che è importante per svolgere quell’ attività, oppure ti segue ovunque tu vada, cerca di offrirti il suo aiuto. Vuol dire che ti ama! Non ti lascia uscire di casa: tu sei colui che protegge la vostra casa. Qualunque cosa lui faccia, è perché ti ama e vuole che tu resti lì con lui! .E’ felice quando torni a casa: se quando torni a casa, dopo una faticosa e lunga giornata, ti accoglie alla porta non si toglie dai piedi fintanto che non lo hai accarezzato un po’ e  si mostra felice, non è difficile capire quanto ti ama! C’è qualcosa nella lista che il tuo gatto non fa? Sicuramente no! Quindi non preoccuparti, il tuo gatto ti sta dicendo che ti ama!

In Toscana l’arcipelago del gusto

L’Arcipelago Toscano è una delle perle della regione. Mare, natura e sapori, sono gli ingredienti principali delle isole che fanno parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Dal 25 gennaio al 16 marzo i sapori isolani si potranno ritrovare nell’iniziativa L’Arcipelago del Gusto. L’alta qualità gastronomica delle isole Toscane sbarca sulla terraferma con 8 cuochi ospitati da colleghi della regione per raccontare attraverso i prodotti e i piatti la storia di una regione. Visto il grande successo della I edizione de L’Elba in Vetrina, il programma si amplia coinvolgendo cuochi, ristoranti e prodotti di altre isole dell’Arcipelago Toscano e si propaga in otto province della Toscana. Le isole di Capraia, Elba e Giglio, hanno come comune denominatore il mare, il clima e molte materie prime, ma la loro storia è frutto di dominazioni e influenze diverse, che si rispecchia nella cultura enogastronomica fatta di tratti comuni, ma anche di piacevoli variazioni. Le otto cene saranno un invito ad assaggiare la cucina delle isole. Ogni serata sarà fondata su un prodotto locale e su un vino del territorio. Un viaggio enogastronomico non di sola andata: il ritorno è previsto per il periodo che va da aprile a ottobre, quando i cuochi dell’entroterra saranno invitati a ricambiare la visita. Ecco le cene da non perdere. L’Arcipelago del gusto è un vero e proprio gemellaggio all’insegna dei sapori, organizzato da Vetrina Toscana, il progetto di Regione e Unioncamere Toscana che promuove ristoranti e botteghe che sviluppano i prodotti del territorio.

Food

Le ore della giornata

La giornata è formata da 24 ore, ma sono solo due quelle in cui siamo più fruttuosi. Invece di sfruttarle al meglio, però, le lasciamo scivolare via senza neanche rendercene conto. “Le due ore più produttive del giorno sono realmente quelle che passano tra il momento in cui ci alziamo dal letto e quello in cui arriviamo a sentirci davvero svegli“, ha “riferito” il professore di psicologia ed economista comportamentale della Duke University Dan Ariely Ma qual è la prima cosa che facciamo appena si è un po’ dileguata la nebbia del sonno? Ci immergiamo in attività che non richiedono lo sforzo di pensare, come girovagare su facebook o Twitter oppure cancellare le email.C’è un momento della giornata, insomma, in cui potremmo smuovere il mondo: leggere il giornale, fare il cambio degli armadi, prendere appuntamento, portare a fine quel progetto su cui stiamo lavorando, tutto in 120 minuti. Ma non li sfruttiamo perché non siamo consapevoli del potere che si potrebbe sprigionare da noi. Le ore che passano sono ore rapinatrici: passando, portano sempre via qualche cosa. Ogni ora che passa ti porta via un’ora di vita, di giovinezza, di affetti, di tempo per fare, fare soldi, fare carriera, fare affari. Un’ora che passa ti fa arrivare in ritardo e puoi perdere il treno, la nave, l’aereo, un appuntamento. Le ore che passano t’inducono a correre, più veloce, più veloce! Ci sono poi le ore che suonano sono come le prove per un concerto. Gettano al vento le note, talora anche incerte e qualcuna persino stonata: ma quando il maestro darà l’attacco, sentirete che musica! Vivi il tuo tempo nel migliore dei modi il tempo è vita….!!

M’illumino di meno

Raggiungere grazie a migliaia di adesioni in Italia e all’estero, dagli Usa alla Thailandia, dal Messico all’Australia, di cittadini, istituzioni, aziende, scuole, i 555 milioni di passi necessari per arrivare simbolicamente dalla Terra alla Luna. E’ l’obiettivo della 14/a edizione di ‘M’Illumino di Meno’, la grande campagna di sensibilizzazione sui temi degli stili di vita sostenibili, promossa, per il 23 febbraio, la ‘Giornata del risparmio energetico’. Dal 2005, ogni anno, una trasmissione di Radio2, Caterpillar, chiede ai suoi ascoltatori di spegnere tutte le luci che non sono proprio indispensabili alle 18 di venerdì 23 Festeggiamo il compleanno del Protocollo di Kyoto, il tentativo dell’umanità di salvare la Terra dalla distruzione indotta dai cambiamenti climatici. Al centro di un’iniziativa diventata nel tempo coinvolgente e popolare c’è il risparmio inteso non come sacrificio ma come  orgoglio dell’ottimizzazione intelligente e del rispetto del pianeta. Un’iniziativa simbolica e concreta – spegnere le luci e testimoniare il proprio  interesse al futuro dell’umanità Al consueto impegno per la riduzione dei consumi si ‘spegneranno’ per l’occasione fra gli altri, decine di monumenti, musei e siti archeologici, e istituzioni, dal Colosseo all’Arena di Verona, dal Convento di Assisi alla Galleria degli Uffizi, dal Senato alla Camera. In decine di Musei si organizzano visite guidate a bassa luminosità, nelle scuole si discute di efficienza energetica, in tanti ristoranti si cena a lume di candela, in piazza si fa osservazione astronomica sfruttando la riduzione dell’inquinamento luminoso, si unisce il tema di quest’anno, la bellezza del camminare e dell’andare a piedi, perché sotto i nostri piedi c’è la Terra e per salvarla bisogna cambiare passo spiegano i realizzatori. Ecco il decalogo di ‘M’Illumino di Meno’, per cominciare subito da noi stessi: spegnere le luci quando non servono,non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici, sbrinare frequentemente il frigorifero, mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola,se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre, ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria,non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni, utilizzare l’automobile il meno possibile, condividerla con chi fa lo stesso tragitto. Utilizzare la bicicletta per gli spostamenti in città.