Matcha muchacha!

In mezzo a un arduo latte d’oro, a uno zenzero aggressivo e a un esoso miele di manuka che pare abbia benefici incalcolabili almeno quanto il suo costo, si colloca, in veste di più abbordabile dei cibi miracolosi, il rassicurante ma anche freddo matcha. Meraviglia delle meraviglie, questo prodotto, che altro non è che la polvere color smeraldo ottenuta da foglie di giapponese che crescono al riparo dalla luce, è un autentico concentrato di benefici per il corpo e per la mente: non a caso quando gli antichi monaci giapponesi zen, mica gli ultimi degli sprovveduti insomma, dovevano meditare per ore a digiuno, l’unico loro bisogno era, appunto, la “spuma di giada”, una bevanda fatta sbattendo con un frustino il match. Inserito anche tra gli alimenti antitumorali più consigliati, il matcha vive, oggi, anche una sana popolarità, che lo rende protagonista di numerosissime foto e davvero non si contato gli estimatori hollywoodiani di questa polvere arrivata dal Sol Levante e in grado di, combattere l’invecchiamento della pelle, calmare le mucose dello stomaco e dell’intestino, ridurre e qui le ragazze ci vanno nozze il senso di fame ma anche il livello di colesterolo nel sangue, aiutando a prevenire le malattie cardiovascolari, e infine caricare di energia a rilascio lento, grazie all’alta concentrazione di L-Teanina, un aminoacido che stimola il sistema nervoso centrale in maniera morbida ma costante, rilassante e tonificante al tempo stesso. Sappiamo benissimo che, ora che avete letto cotante proprietà, vorrete, se già non lo avete fatto, provare il matcha in una delle sue molteplici versioni si va dal classico fino a frullati, cappuccini, dolci e gelati.

Come creare giardini in miniatura

Come creare giardini in miniatura? Forse già conosci i mini giardini delle fate, piccole opere d’arte in vaso che con piante e oggetti in miniatura ricreano piccoli mondi incantati degni di Trilli Campanellino. Bene, ora un trend simile si sta facendo largo su Instagram: sono gli  amabili mini giardini della sirenetta, dove le conchiglie prendono il posto della polvere di fata. La chiave per creare il mini mondo acquatico perfetto per le sirene è nella scelta delle pietre giuste: i sassolini di vetro sono molto popolari, mescolati a conchiglie e pezzetti di corallo, per ovvie ragioni, ma c’è anche chi usa la ghiaia da acquario. Per la vegetazione niente di meglio delle piante grasse con le loro strane forme. E poi, la ciliegina sulla torta, l’immancabile statuina. La regola più importante da tenere a mente per creare il tuo mini giardino è che non ci sono regole: dunque, spazio alla fantasia del giardiniere, anche per la scelta del contenitore più adatto. Dal classico vaso di vetro alla boccia per i pesci. Questi giardini in miniatura regalano nuova vita anche a un vaso rotto, e possono essere creati su diversi livelli, anche rifacendo una storia. Il lavoretto ideale da fare anche con i bambini. I mini giardini non devono essere troppo grandi, perché sono bellissimi anche piazzati su un scrivania o appesi

 

 

Come essere felici…..

Ricordate cosa diceva quel opera eccellente di Fight Club? “Tu non sei il tuo lavoro. Non sei la quantità di soldi che hai in banca; non sei l’auto che guidi né il contenuto del tuo portafogli. Non sei i tuoi vestiti di marca”. Una storia che racconta una grande verità: non sono solo i tanti soldi a farci svegliare col sorriso ci, aiutano, ma non fanno miracoli, non è solo ciò che abbiamo che ci fa sentire in pace col mondo. La fortuna e la felicità non sono elementi fuori dal nostro controllo: esistono competenti ed esercizi per ottenere tutto ciò che sogniamo. Per essere felici lo dicono tutti gli studi a riguardo non dobbiamo solo comprare o accumulare, dobbiamo iniziare ad alleggerirci. No, non vi chiederemo di buttare via nulla, ma solo di liberarvi di queste cattive abitudini tutto inizierà a sembrarvi più semplice. Basta parlare di ciò che vorreste fare, iniziate a concentrarvi su quello che state facendo davvero. I motivatori che suggeriscono questo cambio di punto di vista sono tanti e il motivo è semplice, parlando sempre e solo al condizionale create uno stato mentale in cui quell’obiettivo vi sembra sempre più lontano, quasi irrealizzabile. Parlate al presente, raccontate solo ciò che fate davvero nell’immediato, pensate a obiettivi a breve termine. Io sono ciò che voglio essere io faccio ciò che desidero fare questo il nuovo mantra da ripetersi più volte al giorno. Truccarvi con cura, dedicare del tempo al vostro benessere, andare dal parrucchiere, prendere la borsa e uscire a fare shopping in pratica le coccole per voi stesse sono un dovere!. Fare ciò che vi fa sentire bene non è egoismo, è un diritto da preservare sempre. La felicità è fatta anche di cure per il corpo e per l’anima. Quando comprate qualcosa vi sentite felici per un’ora, un paio di ore, forse un pomeriggio. Magari un paio di giorni. Puntate il focus su obiettivi come svegliarvi senza ansia, risolvere al meglio i problemi, fare il vostro lavoro senza sforzi, godervi il caffè del mattino e sorridervi allo specchio. La mattina vi svegliate, vi girate nel letto e non trovate la motivazione per andare a lavorare. Il problema forse non è la pigrizia, ma la routine in cui vi siete incastrate. Se mancano l’interesse, la motivazione e la voglia di fare allora è giunto il momento di cambiare strada e dare una solta alla vostra vita. E, per magia, torna il sorriso.

Come ottenere delle perfette verdure tagliate alla Julienne

Il taglio alla Julienne è un modo di preparare le verdure molto particolare quanto semplice da vedere! Questo taglio può essere fatto attraverso differenti tecniche. Si possono tagliare le verdure in questo modo sia manualmente con il coltello, con la mandolina, o con il pelaverdure, sia aiutandosi con un elettrodomestico: il tagliaverdure elettrico. Il taglio alla Julienne manuale può essere fatto con il coltello. In questo caso la prima cosa da fare è togliere le estremità delle verdure. Poi iniziate a tagliare l’ortaggio in pezzi non troppo lunghi. Facendo dei bastoncini di verdura corti saranno più pratici da mangiare. A questo punto, ogni pezzo di verdura dovrà essere tagliato ancora a fettine sottili. Cercate di ottenere bastoncini di verdura della stessa grandezza. Ovviamente, fate attenzione a non tagliarvi le dita Se invece preferite eseguire questo taglio manualmente ma, allo stesso tempo più velocemente, potete utilizzare la mandolina. Come per il coltello tagliate eliminate le estremità delle verdure e tagliate gli ortaggi a pezzi. A questo punto, con la mandolina fissata su un tagliare ed un contenitore in cui raccogliere la verdura tagliata, regolate la lama a 0,3 cm. Una volta tagliate le verdure a pezzi di 8/10 cm, fateli scorrere uno per uno sulla lama con un movimento veloce. In ogni caso fate sempre attenzione a non tagliarvi. La lama della mandolina è molto tagliente quindi utilizzate tutti gli accessori di sicurezza di cui è provvista .Altro utensile con cui tagliare a bastoncino le verdure, sempre manualmente, è il pelaverdure. In commercio ci sono dei pelaverdure che prevedono tale utilizzo. Attraverso degli accessori forniti da denti si può ottenere come risultato proprio il taglio alla Julienne. Basterà, dunque, passare il pelaverdure sulla superficie dell’ortaggio e il gioco è fatto! Nel caso in cui in casa siete provvisti di tagliaverdure elettrico, ottenere verdure alla Julienne sarà assai facile e veloce! In commercio si possono trovare tantissime tipologie di questo utensile, di ogni tipo, e costo.

Frutta in campo

In principio sono stati i tulipani, con un grande campo nato alle porte di Milano dove camminare tra i fiori, raccoglierli da sé e portarli a casa: un’idea già diffusa in altre città, come Roma e Firenze. Adesso tocca alla frutta: albicocche, mele, susine, pere, pesche, ciliegie, more e uva da cogliere direttamente tra i filari di un frutteto cittadino grande, con 2mila piante di nove specie diverse, disposte in 26 filari e 60 varietà di frutti con diversi periodi di maturazione. Un’attività, quella di cogliere la frutta direttamente dagli alberi, che sarà magari normale per chi vive in campagna: ma per chi vive in città la frutta è solo quella che si compra al supermercato o, al massimo, ai banchi dei mercati settimanali. L’azienda si  chiama “FruttaInCampo” Un’idea commerciale nata dal lavoro di un gruppo di soci, ma che gioca anche sul piacere del ritorno alla natura e sulla scoperta non solo per i bambini della frutta appena raccolta. “Lo scopo è quello di produrre in modo sano frutta che possa essere raccolta direttamente dal consumatore, nel momento della sua massima maturazione. Questo permette di portare in tavola sempre frutta fresca, maturata sulla pianta e quindi ricca di sapori, profumi e sostanze nutritive”. E quindi: niente prodotti chimici, letame come fertilizzante, reti anti-insetto per ridurre al minimo i trattamenti. E tanta frutta pronta da mangiare: proprio come nel campo di tulipani di Cornaredo la filosofia è quella “u pick”, “tu raccogli”. Si passeggia tra i filari con i cestini, si sceglie la frutta, si coglie e si paga all’uscita in base al peso. Dopo il freddo intenso del mese scorso, le fioriture nel campo sono state un po’ ritardate. La scorsa settimana il frutteto ha aperto per un primo giro esplorativo tra gli alberi in fiore. La raccolta inizierà a maggio: il giorno sarà deciso quando ci saranno un numero sufficiente di varietà pronte da cogliere.

Rosa è il colore del nuovo cibo…degli dei

Non è dato a sapersi se diverrà l’alimento più desiderato dagli amanti dei dolci: verosimilmente, però, il cioccolato rosa sarà presto il più fotografato. La nuova varietà, il primo nuovo tipo di cioccolato introdotto da 80 anni a questa parte, da quando cioè fu lanciato quello bianco, è stata ottenuta nell’arco di 13 anni di esperimenti dalla Barry Callebaut, azienda di Zurigo specializzata in cacao e ricavati, che ne tiene per ora segreta la ricetta. Sono i suoi creatori a raccontare il sapore: meno dolce di quello del cioccolato al latte, con una nota acidula e un profumo delicato di frutti rossi.Nessun estratto naturale, additivo o colorante è però stato aggiunto, per ottenere aroma e colore della quarta varietà ufficiale di cioccolato dopo fondente, al latte e bianco: il Ruby Chocolate deve il suo rosa totalmente al tipo di fava di cacao da cui è estratto, che racchiude lo stesso pigmento ed è raccolta in Costa d’Avorio, Brasile ed Ecuador. La composizione delle nuove stecche è ancora top secret, anche se alcuni sostengono che possa derivare unicamente dalle fave di cacao a differenza del cioccolato al latte, e di quello bianco, che contengono grandi quantità di latte e burro di cacao, rispettivamente. Un po’ di pazienza. Il cioccolato rosa è stato esibito il 5 settembre in Cina nel corso di un evento esclusivo. Al momento se ne sta predisponendo la vendita ai grandi distributori di tutto il mondo: per averlo al dettaglio e assaggiare questa nuova curiosità alimentare occorreranno 6-18 mesi, a seconda dei Paesi e degli accordi.

 

Ecco come realizzare una buona frittura

Innanzitutto occhio alla quantità di olio, che deve sempre essere adeguata. Quando se ne usa poco e si cuoce tutto assieme, la temperatura scende anche fino a 150 gradi e gli alimenti tendono ad assorbire l’olio, senza completare la cottura.

Utilizzare se possibile una friggitrice elettrica. Il termostato regolabile, di cui sono forniti tali elettrodomestici, consente il controllo preciso della temperatura, che sarebbe impossibile con il fornello a metano. Inoltre le friggitrici sono progettate per non oltrepassare i 190 °C, quindi la frittura rimane al di sotto del punto di fumo della maggior parte degli oli. Alcuni modelli sono dotati di un apposito coperchio che lascia uscire il vapore d’acqua ma limita il contatto dell’olio bollente con l’aria, ritardando in questo modo sia l’idrolisi che l’ossidazione dei trigliceridi. Scartare l’olio quando si nota che il colore inizia ad imbrunire, o se il liquido prende fuoco accidentalmente. Evitare il “flaming wok”, la finta frittura infuocata tipica di alcuni ristoranti asiatici e anche di qualche cuoco occidentale. Il sistema aggiunge un retrogusto pungente ritenuto una prelibatezza da alcuni consumatori.  Questo sistema di frittura non ha nulla a che vedere con la tecnica flambé. Quanto al riutilizzo, in casa è sempre meglio evitarlo. Se proprio necessario, comunque, è meglio non rabboccarlo. Una volta finita la cottura, conviene gettare l’olio vecchio e metterne altro in padella. Ci sono alcune regole da rispettare, anche sulla scelta dell’olio però, un olio è più resistente se contiene una quota maggiore di acidi grassi monoinsaturi. È il caso, ad esempio, dell’olio di oliva, il cui contenuto di acido oleico è superiore a tutti gli altri. Ma anche l’olio di arachide ha un’alta resistenza che lo rende ideale per una buona frittura. L’extravergine di oliva, non essendo raffinato e quindi dotato di una scorta di acidi grassi liberi superiore, ha una quota di sostanze che lo rendono pregiato, ma che ad alte temperature vengono degradate, assieme all’aroma, che tende a svanire. Ecco perché, se non a basse temperature o in presenza di una bassa acidità, il suo utilizzo nelle fritture non è consigliato. Gli oli di semi di girasole, mais e soia tendono a deteriorarsi facilmente se esposti all’aria e ad alte temperature.

L’Hypericum contribuisce ad una importante ricerca

La pianta è sempre stata lì, nascosta tra i cespugli verdi e fioriti, dell’Ogliastra, terra di incantevole bellezza, è situata lungo il versante orientale della Sardegna. Il territorio, compreso tra le cime del Gennargentu e il Mar Tirreno, è considerato tra i più suggestivi dell’isola. Definita l’anfiteatro sul mare, l’Ogliastra comprende diversi monumenti naturali, spiagge incontaminate, riconosciute tra le più belle al mondo, e nelle sue campagne e nei suoi dintorni, nessuno l’aveva mai notato e non aveva neppure un nome, eppure l’Hypericum scruglii aveva da regalare all’uomo, e soprattutto alla ricerca scientifica, potenzialità inimmaginabili.  In un ambiente in cui ogni scoperta riproduce davvero un miracolo: la battaglia contro l’Hiv. La prima parte della sperimentazione ha dato risultati davvero incredibili: una molecola di questa pianta, caratteristica dell’isola, è in grado di inibire due enzimi chiave del virus.  sfruttando i segreti dell’Hypericum scruglii sarà possibile bloccare la cosiddetta «replicazione del virus».  Un cambiamento? Ancora forse è presto per dirlo, se non altro perché da qui alla creazione di nuovi farmaci c’è qualche passo da fare. La sperimentazione comunque va avanti.  I ricercatori dell’Università di Cagliari ci sono arrivati per caso, durante uno studio sulle specie caratteristiche della Sardegna. Prima si sono imbattuti in una specie di pianta di Hypericum che nessuno conosceva, poi hanno iniziato a studiare approfonditamente le sue proprietà. E così, soprattutto grazie alla collaborazione tra botanici e farmacologi, si è scoperto che quella pianta con i fiori gialli si potrà dare un contributo importante alla ricerca scientifica contro l’Aids. L’Hypericum scruglii non è una pianta tossica anche se è stata scoperta da poco, era già utilizzata inconsciamente nella medicina popolare. L’olio ottenuto da un’altra specie di Hypericum, per esempio, viene infatti già adoperato per lenire le ustioni.

Pasta e… dieta

Spesso si sente dire che la pasta è un alimento che non deve essere presente all’interno della dieta, poiché questa fa ingrassare, ma in realtà la sua caratteristica negativa è assolutamente sbagliata, perché i carboidrati devono comunque far parte della nostra dieta sana. Grazie al suo basso indice glicemico  i picchi di zucchero nel sangue sono minori rispetto quelli causati dai carboidrati raffinati è senz’altro un alimento da aggiungere alla nostra dieta. A darne conferma è lo studio condotto dal St. Michael’s Hospital, in Canada: stando a quanto  ha riferito la ricercatrice di origini italiane, Dott. Chiavaroli, non è la pasta a far aumentare il grasso corporeo. Anzi, grazie ad una dieta accurata si è visto un calo del peso leggero nelle persone coinvolte in questa ricerca. Dai controlli, difatti, è emerso che mangiando in media 3,3 porzioni di pasta a settimana, invece di altri carboidrati, sono riusciti a perdere mezzo chilo in 12 settimane. Naturalmente, è importante consumare questo alimento insieme ad altri cibi a basso contenuto glicemico, così da poter capire se davvero vi è un calo di peso. E voi avete già fatto una dieta dove la pasta è stata completamente eliminata?

Un lavoro bizzarro..

Per il 2018 volete gustarvi una nuova sfida? Allora addentate questa offerta, visto che stiamo cercando uno squisito nuovo collaboratore il cui valore si misuri a peso… di cibo!”. Il proverbiale humour inglese non sembra manifestarsi qui ai vertici, ma questo annuncio sta facendo ugualmente il giro del mondo. La catena di supermercati inglese B&M cerca infatti un “esperto di chicken nugget”, da utilizzare per il controllo qualità di una nuova linea di surgelati che verrà lanciata il mese prossimo. Troppo bello per essere vero? Eppure l’offerta è nero su bianco, e anche piuttosto particolareggiata. Le qualifiche richieste comprendono, tra le altre, essere quello che da McDonald’s prende la party box da 20 nuggets e se la mangia da solo e quella volta che sei inciampato al buffet e ti sei preoccupato di salvare il piatto prima che della tua incolumità. La sede di lavoro è nel Merseyside, la regione di Liverpool. L’unica nota dolente è lo stipendio, non proprio da lavoro full time: il fortunato prescelto sarà compensato, oltre che con una quantità di nuggets non indicata ma probabilmente eccedente i suoi desideri, per mezzo di un voucher da 30 euro al mese da spendere nei supermercati della catena.Insomma, se vi trovate in zona, non avete particolari necessità economiche e avete un’insana predilezione per il junk food surgelato questo potrebbe essere il lavoro dei vostri sogni.