Svesti la frutta

Da quando i sacchetti dell’ortofrutta sono diventati a pagamento il mercato dei consumatori si è orientato ad acquistare frutta e verdura confezionata in vaschette di plastica, polistirolo o cartoncino. Forse è sfuggito a molti che anche questi imballaggi sono a carico dei compratori, nonostante il costo non sia “visibile”, ma anzi il confezionato alla fine è un po’ più caro Oltre all’aspetto economico bisogna considerare l’impatto ambientale delle vaschette e del film plastico di copertura che ha un peso notevole. Partendo dal problema della sostenibilità del packaging utilizzato per frutta e verdura, è nata la campagna social “Svesti la Frutta” #svestilafrutta, lanciata dal portale greenMe.it. I promotori si sono chiesti quanto abbia “senso imballare frutta e verdura che già per natura, grazie alla buccia, hanno una loro protezione”, e invitano a lottare in maniera attiva e social contro l’abuso degli imballaggi in plastica. L’obbiettivo è educare l’opinione pubblica, i produttori e i supermercati per favorire un’inversione di tendenza che rispetti l’ambiente e limiti gli sprechi.Partecipare alla campagna “Svesti la Frutta” è molto semplice. Ogni qualvolta il consumatore si trovi davanti a un prodotto imballato in maniera assurda e senza senso una mela, una banana, un’arancia etc..) può scattare una foto e caricala sui social Facebook, Twitter, Instagram usando l’hashtag #svestilafrutta, taggando @greenMe_it e inserendo anche il nome del supermercato o del negozio. Il problema della plastica (oggi tra l’altro è la giornata mondiale dell’ambiente) è già un’emergenza, come ricordano in molti, e purtroppo,si prevede che entro il 2050, nei mari nuoteranno più bottiglie che pesci.

 

Grigliate ottime ma possono far male alla pelle

Con l’arrivo del bel tempo è iniziata ufficialmente la stagione delle grigliate. Rigorosamente alla brace, se vogliamo ottenere quella crosta croccante e il retrogusto aromatico tipici della cottura a carbone. E poco importa se i composti chimici generati dalla combustione possono nuocere alla salute: un bel barbecue è un piacere da gustare con parsimonia, una volta ogni tanto, e senza esagerare con le porzioni. Una nuova ricerca cinese però potrebbe impensierire i fanatici della griglia: i fumi generati dalla carbonella infatti non sono pericolosi solo se ingeriti o respirati, ma rappresentano un rischio anche al semplice contatto con la pelle. È quanto emerge da uno studio Le molecole incriminate sono gli idrocarburi composti contenuti nel carbone e nel fumo generato dalla sua combustione, noti per la capacità di provocare disturbi respiratori e danneggiare il Dna predisponendo allo sviluppo di tumori. I cibi cotti alla griglia, chiaramente, ne sono certamente ricchi. Ma la via alimentare non è l’unica possibilità di contaminazione: studi svolti negli scorsi anni hanno dimostrato che anche l’inalazione dei fumi di legna e carbone introduce quantità importanti di idrocarburi nell’organismo, la via d’ingresso principale degli nel nostro organismo  passa per la pelle. Secondo i ricercatori la causa potrebbe risiedere negli oli che vengono rilasciati durante la cottura, che a contatto con la pelle ne aumenterebbero la capacità di assorbire idrocarburi aromatici, rendendola superiore anche a quella dei polmoni. E infatti persino i vestiti sembrano fare poco per proteggerci da questi insidiosi nemici: dalle ricerche effettuate sembrerebbe che una volta saturatisi di fumo cosa che avviene in breve tempo se ci si trova nei pressi di una griglia che lavora a pieno ritmo gli indumenti si trasformano in spugne che continuano a rilasciare a contatto con la pelle.

Matrimonio tra usanze e tradizioni

Matrimonio: una parola che porta con sé l’idilliaca dolcezza del compimento di un amore, l’ emozione del “fatidico sì” e la promessa di eterna fedeltà. Matrimonio significa amore e passione, ma anche tradizione, ritualità e scaramanzia. Espressione massima degli usi e costumi di una società, l’istituzione del matrimonio è da sempre circondata da usanze e credenze. Si tratta di tradizioni talmente consolidate che oggi non ci si chiede neanche più perché, per esempio, la sposa il giorno delle nozze debba indossare una cosa prestata, una cosa regalata, una cosa vecchia, una cosa nuova e una blu. Ma non finisce qui: le pratiche di buon augurio e i riti per scongiurare un matrimonio infelice sono molti e vengono portati avanti da secoli. Sapevate, per esempio, che il giorno del matrimonio la sposa non deve mai guardarsi allo specchio con indosso il vestito da cerimonia? Se proprio ha la necessità di specchiarsi deve avere l’oculatezza di togliersi una scarpa, un orecchino o un accessorio qualunque, altrimenti porterebbe sfortuna alla futura vita coniugale. E per quanto riguarda lo sposo? E’ basilare che una volta uscito di casa per recarsi in chiesa… Non torni mai indietro! Sarà il testimone ad aiutarlo, nel caso abbia scordato qualcosa Le usanze matrimoniali italiane, tuttavia, non finiscono qui. Per esempio la tradizione vuole che il letto in cui la coppia passerà la prima notte di nozze sia preparato da due donne nubili.Una delle tradizioni legate, invece, allo sposo imporrebbe a quest’ultimo di varcare la soglia di casa con la neo moglie tra le braccia,se la sposa, entrando in casa da sola, inciampasse, il fatto simboleggerebbe l’ostilità delle divinità al matrimonio appena celebrato.

Flash mob in bianco

E’ il picnic più “chic” del mondo: tutti eleganti e vestiti di bianco, al vessillo del decoro e dell’etichetta, in una delle location più belle di Parigi. Si è svolto anche quest’anno nella capitale francese il Dîner en Blanc , una spettacolosa cena in bianco a cui hanno preso parte 11mila persone: in 5mila hanno consumato il loro pasto alle fontane del Trocadéro, con la Tour Eiffel sullo sfondo.In 6mila invece si sono dati appuntamento alla piramide del Louvre. L’allestimento tavolini, sedie e la cena, inclusiva di bevande, sono a carico dei partecipanti, che ogni anno vengono informati del luogo dell’evento in gran segreto, solo poche ore prima dell’orario previsto per la cena. La curiosa iniziativa detiene le sue radici negli anni Ottanta, quando per la prima volta il francese François Pasquier organizzò quello che, oggi, chiamiamo comunemente “flash mob”. Da allora solo chi riceve un invito dai membri dell’organizzazione può ricevere le informazioni sul luogo e l’orario prescelti per la cena. Oppure si può sperare che la propria domanda venga accettata sul apposito sito Internet dell’evento, dove è possibile registrarsi a una speciale “Waiting List”.

Far crescere la barba (ma anche no)

Far crescere la barba è diventata una vera e propria mania: era cominciata come una delle manifestazioni dello stile hipster, una cosa riservata ai più giovani, ma presto la barba lunga ha messo radici tra le diverse generazioni di uomini, perché ha iniziato a rivelare i suoi innegabili vantaggi. Quella di tre giorni cattura l’attenzione di una donna che cerca una storia a cuor leggero come dire..passeggera. Se è più folta e lunga, è sinonimo di una relazione di lunga durata. Lo dice una ricerca pubblicata sul Journal of Evolutionary Biology. “La barba lunga identifica il maschio alfa, la sua capacità di misurarsi e di proteggere la famiglia”, spiega uno dei ricercatori, il professor Barnaby Dixon. Oltre all’etologia, ci sono anche spiegazioni più dirette per cui gli uomini oggi scelgono di avere la barba lunga: nasconde i difetti del viso e rende all’istante più attraenti. Secondo Darwin, negli uomini, la barba si è evoluta perchè le donne hanno sempre preferito i maschi dal volto peloso, considerandoli più attraenti, forti e virili. Eppure uno studio sembra smentire questa affermazione: le donne coinvolte nella ricerca hanno dimostrato una preferenza per i maschi ben rasati e con il volto pulito, innamorandosene di più Secondo i ricercatori la barba, pur aumentando lo status sociale, conferirebbe un aspetto troppo aggressivo e farebbe sembrare anche più vecchi.

Il gelato crudista

Il gelato sconvolto può essere proposto anche nella modalità crudista-vegana, sul trend di quella che non è solo una moda, ma una domanda crescente di benessere. Gli ingredienti del gelato crudista sono pochi, semplici, non trasformati, esattamente come madre natura li offre. E i veri protagonisti di questo gelato sono proprio loro, ancor prima del processo. Ogni gusto è composto da preziosi elementi che, non essendo cotti, conservano inalterate tutte le loro proprietà e i nutrienti. Anche il latte utilizzato, che è di origine vegetale, non viene pastorizzato. Preparato fresco ogni giorno, è usato per realizzare il gelato entro le 24 ore successive, assicurando la freschezza del prodotto e l’intensità del sapore. Dolcificato con zucchero di cocco, che contiene vitamine, minerali e fibre ed è a basso indice glicemico, in sostituzione dello zucchero bianco, il gelato crudista è perfetto anche per chi deve tenere sotto controllo la glicemia. Anche gli anacardi, frutta secca tropicale ricca di grassi buoni, vengono utilizzati nella preparazione, ma in un modo assolutamente inedito: è a questi che si deve infatti la straordinaria cremosità del gelato crudo. La sua realizzazione è tutta italiana e porta il nome di RawChocolate, famosissima pasticceria, cioccolateria e gelateria crudista.

Il ristorante nella cascata

Vicino alla città di San Pablo, nelle Filippine, si trova un originale ristorante ricavato all’interno di una cascata. Il Waterfall Restaurant fa parte di un resort costruito nel 1981 dove prima si trovava una vasta piantagione di cocco. Gli ospiti possono tuffarsi nell’acqua tra una portata e l’altra. L’acqua scappata da una vicina diga, scende dalla cascata Labasin  in parte naturale e in parte ricreata ad hoc per gli ospiti, scorre anche sotto i vostri piedi mentre state seduti a tavola. Il che non è da disdegnare dato che l’acqua rinfresca dalla calura del posto.

Il week end tra piante e fiori

Prima che faccia troppo caldo, è il momento di sistemare il proprio giardino, terrazzo o balcone. Il brutto tempo non è stato clemente con fiori e piante, ma è possibile fare acquisti e scoprire nuovi trucchi del giardinaggio nei prossimi weekend. Grazie agli appuntamenti col verde organizzati in tutta Italia Nonostante il clima “ballerino” di questi ultimi mesi, la voglia di trascorrere i weekend all’aria aperta è tanta. C’è chi va al mare, chi in montagna… ma c’è anche chi è sempre alla ricerca di mostre-mercato di piante e fiori, nonché di occasioni per stare in mezzo alla natura. Costruitevi allora una mappa allora su quali sono le  mete che nei prossimi weekend ospiteranno manifestazioni florovivaistiche in tutta Italia, spesso accompagnate anche da incontri e laboratori per un pubblico di tutte le età. Per i più golosi, inoltre, ci saranno degustazioni e occasioni per assaggiare i prodotti e piatti tipici dei territori.

 

 

La longevità

Ad aprile ha compiuto 89 anni di cui oltre 63 trascorsi da regina. Elisabetta II d’Inghilterra è la testa coronata più longeva di sempre.  Chissà se anche lei segue le abitudine delle persone più longeve del Pianeta. Da uno studio effettuato, nell’ambito di un progetto sviluppato con il National Geographic, è emerso infatti che alcune regole “salutari” che riguardano l’alimentazione sono condivise dagli abitanti delle cosiddette Blu Zones: quelle aree cioè in cui vivono le popolazioni che risultano essere le più longeve del pianeta. Che siano cereali, legumi, frutta o verdure sono la parte predominante dei pasti di queste popolazioni. Gli alimenti vengono anche conservati in salamoia o tramite la procedura di essicazione.  Particolarmente benefiche poi sembrano essere le verdure a foglia verde: sembra infatti che le persone di mezza età che ne mangiano almeno una tazza al giorno, anche cotte, dimezzino il rischio di morire nei successivi quattro anni rispetto a chi non ne consuma.

Finalmente è arrivata la primavera

Finalmente è arrivato il sole e le belle giornate. Inizia la stagione più bella dove tutto diventa colorato. Nei giardini sbocciano i fiori, il cielo diventa più blu, le giornate si allungano e nell’aria si iniziano a sentire i primi profumi la voglia di mare aumenta. C’è chi indossa camicie con fiori ricamati e chi preferisce gonne con stampe floreali stilizzate. Da Kate Middleton ad Alexa Chung, le star pazze per la flower-mania  Il grigio dell’inverno lascia spazio a un’ondata di rose, viole e margherite, tutte da annusare o, ancor meglio, da indossare. Su pantaloni e felpe, su tute e camicie, su scarpe e gonne per dare un tocco di allegria al tuo guardaroba Una voglia di rinnovamento, con la nuova stagione, che contagia la vita come la moda. Un trend tutto primaverile da seguire copiando le star che vanno pazze per i fiori. C’è chi li sceglie ricamati, e chi li usa come decorazioni sopra l’abito. Chi predilige le stampe floreali sul bikini e chi li adora sulle t-shirt. Idee, colori e abbinamenti tutti diversi da prendere a modello. Per portare con sé un po’ di primavera, anche se un piccolo temporale dovesse coglierci all’improvviso.