Un abbraccio nel momento giusto

Essere abbracciati è uno dei gesti più dolci che una persona riceve e ricambia. Un abbraccio racchiude in sé tantissimi significati che vanno dall’esprimere amore, affetto, consolazione, comprensione. Stringere qualcuno fra le proprie braccia è una dolce manifestazione e può avvenire tra familiari, tra amici, tra innamorati o anche tra sconosciuti, ci si abbraccia quando ci incontriamo con un vecchio amico per un caffè, quando sulle spiagge in riva al mare ritroviamo gli amici degli anni precedenti ma anche quando vogliamo far sentire il nostro supporto in un momento difficile. Infatti abbracciarsi consente la produzione dell’ormone della felicità che manda via lo stress, fa abbassare la pressione sanguigna e il battito cardiaco, rendendo quindi migliore la qualità della vita; e proprio su questa ricerca scientifica è  stato creato un movimento, che si chiama “ Abbracci Liberi” ideato un ragazzo australiano, che abbraccia gli sconosciuti regalando loro affetto. Gli abbracci ricevuti dalle persone a cui teniamo di più non solo ci rendono felici ma ci fanno sentire protetti da tutto ciò che ci circonda o spaventa, non è un caso che da piccoli per sentirci sicuri correvamo tra le braccia della mamma per trovare conforto, un’abitudine che non si è persa neanche crescendo. Un abbraccio dato nel momento giusto fa sapere a chi abbracciamo che gli vogliamo bene, un bene sincero.

Il cous cous fa ingrassare?

Il cous cous è un piatto unico dalle radici nordafricane, storicamente arrivato in Italia attraverso i viaggi dei marinai entrando così a far parte della cucina siciliana e non solo. Tradizionalmente è fatto con la semola di grano duro macinato grossolanamente, ma si può trovare anche con il miglio.Il cous cous si accompagna con la carne in umido e con le verdure bollite, anche con il pesce e magari con un tocco piccante di harissa, ed è perfetto per un pranzo in compagnia. Le declinazioni del cous cous sono tante perché si presta bene a varie interpretazioni; persino come pausa pranzo veloce grazie alle preparazioni precotte. Ma le buone notizie non sono finite vi siete seduti davanti al piatto fumante e vi siete posti la domanda se il cous cous   ingrassare vi diamo alcune buone notizie.Il profilo nutrizionale del cous cous è positivo sotto diversi aspetti, il che lo fa ammettere alla categoria di cibi SÌ anche quando si è a dieta. Sempre con attenzione, naturalmente.Dal punto di vista calorico, il cous cous senza condimento ha poche calorie: ogni 100 grammi equivale a circa 110/150 calorie. Inoltre, visto che la preparazione comporta l’assorbimento di una quantità di acqua nel corso della cottura, il cous cous conferisce un senso di sazietà importante che si potrebbe giocare a proprio vantaggio in caso di dieta ipocalorica Gli aspetti positivi non finiscono qui: il cous cous contiene anche una buona dose di fibra alimentare. Accompagnato da verdure bollite, diventa immediatamente il piatto ideale. Non solo: fa bene alla salute perché non contiene colesterolo, ha una bassa quantità di grassi e di proteine . La stessa porzione da 100 grammi rappresenta metà del fabbisogno giornaliero raccomandato di selenio, benefico per il nostro organismo.

Il mare appartiene ai sognatori.

La vasta distesa di acqua riaccende i nostri pensieri più profondi, riesce a elargire il senso di infinito. È per questo che il mare è amatissimo da secoli. Le migliori riflessioni nascono sulla sua riva, osservando il lento e implacabile movimento delle onde. Ma il mare è molto di più; può trasformarsi in un rifugio quando i pensieri tristi diventano opprimenti, o in un luogo di gioia in estate, quando i bambini giocano nelle spiagge e si tuffano fra mille risate. Il mare ha molti volti, uno diverso per stagione e per stato d’animo di chi lo osserva. Può unire e darci l’idea di essere connessi con ogni angolo della Terra o dividere quando un nostro amato si trova nel suo lato opposto. In qualunque caso è un elemento naturale potentissimo, circondato dal mistero della sua stessa profondità. La maggioranza delle persone lo ama, ma esiste anche qualcuno che lo odia, e non per le sue  spiagge affollate e famiglie chiassose, per la paura che esso può far nascere, di quel misto di orrore e meraviglia che può far scaturire nell’osservatore più sensibile. Qualunque sia la vostra idea, alzi la mano chi per una volta almeno, non si è fermato perché rimasto incantato, a guardare l’incessante movimento delle onde del mare

Un confortevole salotto

Dallo stile essenziale e moderno, Questo salotto è perfetto per ornare la vostra piscina, donando un aspetto ricercato al vostro spazio esterno, Adatto anche per il verde del vostro giardino, ma anche per la vostra veranda al mare, è l’elemento giusto e confortevole per i momenti di relax bevendo un caffè. Forte di una struttura in alluminio solida, il salotto propone linee minimali, dal fascino moderno.Molto leggero e al tempo stesso durevole, grazie alla combinazione dei materiali, è l’ideale per l’esterno grazie alla resistenza contro gli agenti atmosferici.Il piano del tavolino è facilmente lavabile come lo è del resto l’intero salotto.

Cosa portare a cena se ti invitano

Portare in regalo cibo e bevande, in occasione di un invito a cena, non è mai una buona idea fatta eccezione per la bottiglia di vino pregiato o liquore che sono, per tradizione, un classico dono sempre gradito al padrone di casa, dunque è una pratica che si dovrebbe, in linea di massima, evitare. Seguire questa regola è molto importante, in quanto cibi e bevande provenienti dall’esterno potrebbero rovinare il tema delle portate scelte per il menu. Da un punto di vista più settoriale, in ogni caso, occorre sempre fare due distinzioni. Evento formale Questa circostanza non deve generare alcun dubbio, dal momento che il galateo dà indicazioni ben precise: non si portano mai piatti di cibo o dessert, questo perché la padrona di casa sarebbe obbligata ad offrirli ai presenti, rovinando probabilmente il menu deciso in precedenza. Ricordiamo, infatti, che in un pranzo formale tutto il cibo viene offerto da chi invita, che ha il dovere di presentarlo in tavola attraverso una sequenza di portate accuratamente preparate e ben studiate per l’occasione. Gli invitati, in ogni caso, devono ricordare di non presentarsi mai a mani vuote, scegliendo sempre un regalo adatto all’occasione, un mazzo di fiori o può andare bene, ma se conoscete l’arredamento anche un complemento d’arredo come per esempio una candela In genere si può regalare del cibo in situazioni improvvisate o in quelle in cui è prevista la partecipazione degli invitati. In un evento, tipo una grigliata dove non solo è concesso agli ospiti di portare cibo, ma è anche ammesso l’utilizzo di piatti e bicchieri di plastica riutilizzabili  oppure, un pranzo in giardino tra vicini di casa, per stare un po’ insieme all’aria aperta, un appuntamento tra amici per vedere una partita in TV, un incontro a casa di un collega, per cenare in modo leggero e concludere poi un lavoro urgente. In questi casi bando alle formalità e al galateo portare in dono cibo o bevande può andare benissimo

Medicine naturali

Una cosa è certa: tutte le verdure aiutano il nostro corpo, e tutte, ma proprio tutte, possono essere considerate delle vere e proprie medicine naturali. L’importante è scegliere sempre frutta e verdura di stagione. Ma quali aiutano il nostro sistema immunitario? Prime fra tutte le verdure a foglia verde: bietole, cicorie, broccoli o spinaci…vi dice niente Braccio di ferro? Le verdure di colore verde possono essere consumate sia cotte che crude ed in questo secondo caso no.n solo aiutano le nostre difese ma hanno anche un effetto depurativo per il nostro intestino. Nelle verdure di colore rosso e arancione troviamo un’altissima concentrazione di vitamina C e antiossidanti come il beta carotene, quindi largo spazio a carote, pomodori, arance e zucca. Inoltre, frutta e verdura fresca hanno sempre importanti quantità di fibre, cosa che aiuta la regolarità intestinale e la salute dello stomaco in generale. Quanta verdure dovremmo mangiare? Almeno due porzioni al giorno, a pranzo e a cena ma se sono di più è anche meglio

 

 

Pompia

Oltre a d un mare meraviglioso tra le molte cose e prodotti insoliti che offre la regione Sardegna, senza dubbio la pianta di pompia e i suoi frutti sono uno di questi. Si tratta di un agrume endemico della Sardegna che viene coltivato nelle località fra Siniscola, Posada, Torpè e Orosei .Citrus x monstruosa è attualmente il suo nome, anche se non riconosciuto ufficialmente per la mancanza tuttora di studi approfonditi a causa della scarsa diffusione. Gli alberi di pompìa sono molto rustici e resistenti, raramente si ammalano. Gli agricoltori della zona hanno alberi soprattutto per il consumo famigliare, solo pochi coltivano veri e propri agrumeti. La raccolta è manuale e avviene a partire dalla metà di novembre fino a gennaio. Il frutto, immangiabile allo stato naturale data la sua amarezza e acidità, viene lavorato per molte ore con il miele dando origine alla “sa pompìa intrea” e alla “s’aranzata thiniscolesa”. Quest’ultima è fatta con la sola buccia di pompìa caramellata e arricchita da mandorle, e viene rigorosamente servita su una foglia d’arancia. Si usa anche per preparare liquori e creme liquorose. Viene utilizzato nella preparazione di dolci per i matrimoni, battesimi, cresime e per le festività di Pasqua e Natale.La lavorazione è molto lunga e articolata. Per prima viene asportata la buccia gialla con un coltellino, per ricavarne un buon digestivo molto aromatico. Poi viene praticato un foro nella parte superiore, dal quale viene estratta la polpa interna, estremamente acida e immangiabile. La buccia intera, una volta svuotata, va prima bollita nell’acqua e lasciata un po’ ad asciugare. Si fa sciogliere il miele in un tegame, nel quale poi si immergono le pompie che vanno cucinate a fuoco lento, rigirandole continuamente in modo che assumano un colore uniforme, per 4-5 ore. Una volta che ha preso un bel colore dorato, la pompia è pronta.La pompia cucinata ha un sapore particolare, in quanto il frutto è decisamente amaro, mentre il miele le dà un retrogusto dolciastro. Va servita possibilmente su foglia d’arancio o di limone, tagliata a spicchi e abbinata al pecorino sardo e vino rosso: è un’ottima specialità.

 

 

 

 

I fiori in cucina

Molti sono i fiori commestibili che si possono usare per le preparazioni in cucina, e non solo come una graziosa decorazione: diventano protagonisti per aggiungere aroma, profumo e salute a ricette gustose e creative. Ogni stagione offre qualche fiore da assaggiare. I fiori in cucina sono oggi una moda dilagante, che in realtà riprende tradizioni molto lontane nel tempo e diffuse in ogni parte del mondo. In giardino e in terrazzo, la produzione di fiori commestibili è correlata al tipo di spazio disponibile. L’uso dei fiori in cucina risale all’antichità, quando in Oriente si consumavano crisantemi e fiori di loto e in Occidente rose e violette. Oggi i grandi chef hanno riscoperto il piacere dei fiori commestibili, reinterpretandone l’uso spesso in modo singolare e valorizzando sapori, profumi e colori dei petali, in linea con l’affermarsi della cucina cromoterapeutica. Ogni fiore ha il suo sapore, ma tutti contengono vitamine e sali minerali. Primule, rose, lillà, gerani e molte altre piante da fiore rappresentano ingredienti pregiati per arricchire di sapore e di sorpresa i menù quotidiani come quelli più raffinati. Per ottenere il sapore più accentuato è indispensabile utilizzare fiori appena sbocciati, lavarli con delicatezza sotto l’acqua corrente e lasciarli asciugare su carta assorbente per non rovinarli. Oltre al sapore, i fiori portano nei piatti anche le loro proprietà terapeutiche. I fiori di tarassaco, aggiunti all’insalata, aiutano il corpo a depurarsi attraverso una diuresi più efficiente; la calendula è un efficace antinfiammatorio e antisettico; i fiori di sambuco sono utili per combattere le malattie da raffreddamento e le affezioni reumatiche e infiammatorie dell’apparato respiratorio.

Via quel colore “grigio topo”

A chiunque sarà capitato di avere dei capi ingrigiti nel proprio cassetto. Che si tratti di abiti o biancheria da letto, la storia è sempre la stessa. Da reggiseni imbarazzanti a calzini dai colori più assurdi e camicie opache, c’è sempre qualcosa con quella sfumatura grigia topo. Una volta erano bianchi, poi, improvvisamente, eccoli qua! Tuttavia, ci sono molti rimedi per questa problematica e gli esperti forniscono diversi consigli risolutivi e preventivi. Aggiungiamo mezzo tazzone di aceto bianco distillato nel cestello della lavatrice con un carico bianco. Laviamo normalmente usando il consueto detersivo e seguendo le istruzioni riportate sull’etichetta. Niente paura, una volta usciti fuori, i vestiti avranno un odore fresco come un normale lavaggio e nessun odore di aceto. Ovviamente, oltre ai rimedi naturali, come l’aceto o il bicarbonato esistono detersivi e sbiancanti ad hoc. Prodotti in polvere o liquidi che vanno aggiunti al normale detersivo nel cassetto o direttamente nel cestello. Prima ancora di cercare delle soluzioni per fare tornare bianchi i capi ingrigiti, sarebbe bene evitare che questo accada. Dunque, adottare misure per far sì che i bianchi non ingrigiscano. In primo luogo, è sempre meglio separare i carichi di lavaggio bianchi dai colorati. Questo per evitare che i coloranti scoloriscano sugli articoli più chiari. Se non siamo sicuri della tenuta dei capi più scuri, inseriamo comunque un foglio “acchiappacolore”.Quando gli indumenti molto sporchi vengono lavati con indumenti meno sporchi, capita che lo sporco venga trasferito. Sarà bene dividere in un cesto le cose da lavare per impedirlo. Anche il sovraccarico della lavatrice impedisce che i vestiti si muovano liberamente e che lo sporco non venga rimosso in modo efficace. Ultimo consiglio è di seguire le istruzioni sul dosaggio del detersivo. Non bisogna usarne troppo né troppo poco.