Aromi

Grazie agli aromi delle candele si può completare l’effetto armonico di cui si va alla ricerca. Scegliete l’essenza in base al contesto e alle sensazioni che volete trasmettere: Agrumi: per un tocco di freschezza, vivacità ed energia all’ambiente. Secondo l’aromaterapia le profumazioni agrumate (limone, arancio, bergamotto, ecc.) sono un energizzante e un tonico per il sistema nervoso. Lavanda: della lavanda sono noti il potere calmante e gli effetti antistress. Pertanto, la loro collocazione può essere la zona riservata al riposo e al relax. Le spezie: le spezie sono piccanti e per una serata romantica quelle più indicate sono le candele più adatte, come cannella e vaniglia, ma anche liquirizia. Le candele dunque sono oggetti decorativi davvero importanti per donare alla casa una luce diversa, per conquistare ospiti, per vivere emozioni ancora più intense. In commercio ne esistono davvero infinite varianti, basta scegliere con personalità e gusto…senza esagerare!

Come preparare un primo goloso

Per preparare un primo piatto ghiotto e da acquolina in bocca solo a vederlo, vi occorre, 350 gr pasta,1/2 cipolla bianca,1 spicchio aglio,1 cucchiaio concentrato di pomodoro,150 ml panna,50 ml latte,1 mozzarella, parmigiano grattugiato, sale, pepe, paprika dolce, noce moscata, origano  iniziate tagliando finemente la cipolla e lo spicchio d’aglio. Prendete una padella antiaderente e fate rosolare entrambi con olio evo. Non appena si appassiscono, unite il concentrato di pomodoro con le spezie e lasciate cuocere per un paio di minuti. A questo punto, aggiungete la panna ed il latte e portate ad una leggera ebollizione. Spegnete il fuoco. Riempite la pentola con abbondante acqua salata per la cottura della pasta. Quando l’acqua bolle, calatela e cuocetela per il tempo indicato sulla confezione. Terminata la cottura, scolatela mantenendo un po’ d’acqua di cottura. Inseritela nella padella con il condimento. Mantecate per qualche secondo dopodiché aggiungete il parmigiano grattugiato, la mozzarella e mescolate finché il formaggio non si è completamente sciolto. Ora, non vi resta che preparare le porzioni e servire i piatti. Una forchettata tirerà l’altra e la pasta finirà in un battito di ciglia. Buon appetito a tutti!

La salvia

La salvia è senza dubbio una delle piante più diffuse ed apprezzate tra le  erbe aromatiche al mondo. Ottima in cucina e utilizzata in erboristeria, è conosciuta dall’uomo sin da tempi molto antichi, nelle sue centinaia di specie: la tipologia che si usa per scopo alimentare è la salvia officinalis, anche detta salvia comune. Si tratta di un arbusto sempreverde, che cresce cespuglioso con le sue foglie ovali e vellutate, dal colore caratteristico un verde tendente al grigio e con un profumo inconfondibile, e dai fiorellini violacei che produce nella stagione calda. Se al momento dell’acquisto optate per una tipologia più delicata mettetela a dimora in vaso, in modo da poterla spostare al riparo nel caso di gelate invernali; in generale comunque la salvia sopporta benissimo sia il caldo che il freddo, senza smettere mai di produrre le foglie aromatiche che la distinguono. Si può piantare mettendo direttamente i semi a dimora agli inizi della primavera, oppure, ed è il metodo più consigliato, per talea, incidendo con un taglio netto con un attrezzo disinfettato un giovane germoglio e interrandolo direttamente in un vasetto per permettergli di radicare. A fine primavera inizio estate sarà sufficientemente forte da poterlo trapiantare nella location definitiva, sia essa vaso o giardino. Abbiamo detto che la salvia non ha particolari esigenze per quanto riguarda il terreno, purché sia ben drenato per evitare i ristagni idrici; le annaffiature non devono essere troppo frequenti ma avvenire solo quando il terreno è asciutto; per quanto riguarda l’esposizione, la salvia gradisce almeno 5 o 6 ore di luce al giorno diretta, collocatela perciò in un’area in mezz’ombra. I suoi  fiori si potano solo quando cominciano ad essiccare, mentre a fine stagione di fioritura si possono potare i rami per rinvigorire la pianta; non togliete tutti i fiori come si fa con il basilico, perché sono utili per rilasciare nuovi semini che daranno origine ad altre piante.

Un tagliere ben ideato

Un tagliere di formaggi ben ideato e piacevolmente presentato può essere una soluzione per una cena veloce e informale ma allo stesso tempo gustosa e molto apprezzata. Ecco le cose da sapere per poter mettere in tavola un tagliere di formaggi che soddisfi sia il palato sia la vista! Scegliete i formaggi “giusti”: diversificare è corretto, ma è bene farlo con metodo. Offrire diversi tipi di formaggi è una scelta vincente ma facciamo attenzione a lasciare comunque un “filo conduttore” tra di loro. Per esempio proponendo una varietà a pasta dura o morbida che abbia un grado di dolcezza o piccantezza che vada aumentando o decrescendo. Si può anche decidere di offrire un solo tipo di formaggio prodotto da diversi caseifici, per scoprirne con calma le differenze, oppure diversi formaggi provenienti da un solo caseificio. Se optate per consistenze e stagionature, in questo caso formaggi provenienti da  latte di base vaccino, pecora o capra e vi renderete conto che ogni assaggio sarà una scoperta di diversa di consistenza ed esperienze olfattive differenti. Disponete i formaggi dal più delicato al più forte: in questo modo gli ospiti potranno decidere da quale formaggio cominciare sapendo già a cosa vanno incontro. Sistemate i formaggi alla giusta distanza l’uno dall’altro: lasciate tra i formaggi spazio sufficiente per consentire agli ospiti di tagliarli agevolmente. Ogni formaggio deve essere servito con il proprio coltello. Aggiungete il miele, il pane o la frutta più adatti: consentite ai vostri ospiti di riconoscere e gustare le migliori combinazioni, quindi i componenti del tagliere devono essere disposti secondo le corrette associazioni. Servite i formaggi a temperatura ambiente: tirateli fuori dal frigo almeno mezz’ora prima di servirli al fine di poter apprezzare al meglio il loro gusto e il loro profumo. Accompagnateli inoltre da un bicchiere di ottimo vino

Dispensa in ordine

Come il cambio dell’armadio, o del ripostiglio, ogni tanto occorre affrontare anche la questione dispensa: alzi la mano chi non ha stipato in fondo ai pensili della cucina degli alimenti che non tocca più da una vita, o chi nel congelatore non ha dei contenitori non ben identificati di cibi ormai irriconoscibili. Ebbene, ogni tanto occorre svuotare e ripulire, cercando però di ridurre lo spreco di cibo in favore di un più corretto consumo. Ci sono molti alimenti che sono ancora assolutamente commestibili anche dopo la data di scadenza suggerita e altri che naturalmente avranno perso consistenza, o croccantezza biscotti, cereali per la colazione ma si possono riutilizzare per fare dolci. Alcuni alimenti come cereali grano, farro, orzo o legumi secchi potrebbero avere dei piccoli ospiti sgraditi al loro interno: se ne avete un sacchetto da molto tempo, non importa tanto la sua data di scadenza i ceci secchi per esempio rimangono buoni per anni quanto la presenza di moscerini o minuscole larve al loro interno: svuotate l’intero sacchetto in uno scolapasta, e se non ci sono ‘ospiti’ riponete il prodotto in un barattolo ermetico. Una volta svuotata la dispensa e i vari ripostigli, come comportarsi per evitare di stiparla di nuovo sprecando altro cibo. Prima di tutto, evitando di comprare le confezioni formato maxi dei prodotti solo perché sono economiche, se non è una quantità che a casa consumate: il risparmio viene spazzato via dallo spreco, e diventa inutile. Poi, un gesto molto importante che dovreste compiere ogni volta che tornate a casa con la spesa, è quello di mettere i prodotti nuovi sul retro della dispensa, e quelli vecchi davanti, in modo da finire di consumarli prima di aprire nuove confezioni. Per quanto riguarda il frigorifero o i prodotti aperti, vanno chiusi con appositi laccetti in sacchetti, barattoli o contenitori, ideale sarebbe oltre che richiuderli con cura porre una etichetta con la data di apertura; lo stesso vale per il congelatore: mettete un’etichetta con data e tipologia di alimento, visto che il congelamento lo renderà irriconoscibile. Naturalmente conservare i cibi nel modo ottimale è la prima regola per non buttarli, e questo significa oltre che sigillarli alla perfezione, evitare di contaminarli con altri alimenti: non mettete nella marmellata lo stesso coltello con cui avete tagliato il burro, non intingete i crostini direttamente nel formaggio cremoso, non inserite le patatine nella maionese per evitare che briciole e rimasugli facciano ammuffire il prodotto prima del tempo.

Domani è lunedì

La realtà è il cinque per cento della vita. L’uomo deve sognare per salvarsi.” Walter Bonatti, alpinista, esploratore e soprattutto scrittore, scomparso nel 2011, non lo ha mai saputo ma ha scritto queste parole proprio per il lunedì mattina, un lunedì che arriva da un week end passato in relax nel tuo giardino o in riva al mare o a camminare in montagna. Un lunedì che da inizio a una nuova settimana, di lavoro, di appuntamenti, di incontri. Un lunedì particolare in cui ancora la pandemia non è sconfitta, ma ci sono buone prospettive. Quindi, anche domani, per salvarci dalla realtà dal ripartire, non dobbiamo smettere di coltivare i nostri sogni….E il tuo qual è?

Bicchieri ma qual è quello giusto

Bicchieri, di tutti i tipi, per tutti i gusti: dagli indispensabili a quelli più ricercati, il dilemma è sempre lo stesso. Come scegliere il bicchiere giusto !I bicchieri sono una delle componenti più importanti nei servizi da cucina, scopriamo come scegliere quello giusto. I bicchieri sono di solito i pezzi più fragili in cucina. Quelli che si rompono con più facilità, ma anche tra i più usati. Ma quale formato di bicchieri è meglio scegliere? Cosa preferire, per avere a disposizione un recipiente sempre ergonomico e funzionale, anche per i più piccoli? E poi, meglio preferire il vetro, il cristallo o la plastica ?Per chi è in cerca di bicchieri quotidiani, indispensabili e di largo utilizzo, il formato migliore è sicuramente a tronco di cono. Di un’altezza media che va tra i 15 e i 18 cm. I bicchieri a tronco di cono possono anche essere in plastica dura. In questo caso sarà meglio sceglierli di diversi colori, per rallegrare l’ambiente e dare a ciascuno dei membri della famiglia un colore personalizzato. Evitando allo stesso tempo l’effetto “ospedale” dei bicchieri tutti bianchi! Oppure possono essere, più tradizionalmente, in vetro. In questo caso vi suggeriamo di scegliere un formato che non abbia un fondo troppo spesso e una superficie troppo lavorata. Specie se avete bambini molto piccoli, la pesantezza di un bicchiere con doppio fondo e una superficie cesellata, difficile da afferrare, potrebbe costituire un pericolo per i vostri bimbi. Inoltre, un bicchiere quotidiano dalle fogge troppo importanti non rispecchierebbe la funzionalità e la velocità dei pasti di tutti i giorni. Insomma non sarebbe un buon abbinamento con i servizi di piatti e posate più sobri che si usano nel quotidiano.