Glamping

Non ha prezzo addormentarsi e risvegliarsi rallegrati dal canto degli uccellini o dai profumi della natura, il tutto ammirando suggestive scenografie che fanno da cornice: che si tratti di uno specchio d’acqua, di un bosco o del mare, fare glamping rappresenta una preziosa opportunità per lasciar andare i pensieri e concedersi una vacanza slow. Da Nord a Sud sono tante le strutture che permettono di evadere dalla quotidianità e concedersi un vero e proprio viaggio esperienziale in resort immersi nella natura A spiccare nel verde sono spaziose e confortevoli tende poste a un passo dalle terme, dal mare o immerse in rade boscaglie totalmente amovibili che si integrano perfettamente nell’ambienti circostanti senza risultare invasive. Niente distrazioni e soprattutto niente tv, la natura ha programmi migliori

Illuminare

Illuminare casa non è solo un fattore di utilità, ma anche una questione di stile. E quale miglior modo se non arredare il vostro ambiente con un oggetto elegante? La lampada linea Aroma in metallo touch è quello che fa per voi! La struttura della lampada si compone di un cilindro in metallo, dalle linee semplici e al tempo stesso moderne, finemente lavorato e traforato. I disegni che ne vengono fuori ricordano quelli dei rami di un albero, dando, nell’insieme delle linee, un senso di bosco. Una volta accesa, la lampada creerà un’atmosfera di completo relax. La particolarità di questa lampada sta nel suo metodo di accensione: non vi è più il classico interruttore ON/OFF ma ma vi basterà in semplice tocco della vostra mano! E non solo: oltre che accendere e spegnere, il tocco della vostra mano vi permetterà di regolare l’intensità della luce. La lampada linea Aroma in metallo touch colore rosa non solo illuminerà la vostra casa ma le darà un tocco di design.

Piccolissimi ma nutrienti

Piccolissimi tuttavia ricchissimi di nutrienti preziosi, i semi di lino sono uno degli alimenti più amati da vegani e vegetariani, ma, proprio per le loro tante e diverse proprietà benefiche, non dovrebbero mancare nemmeno nella dieta degli “onnivori”. Il lino è coltivato sia per i suoi semi che per la sua fibra ,da cui si ricavano bellissimi tessuti, fin dalla più remota antichità. Tracce di lino sono state ritrovate in reperti archeologici risalenti addirittura a 30.000 anni fa! Erano già noti a Ippocrate, il padre fondatore della medicina, che nell’antica Grecia ne riconosceva le qualità curative per tosse e disturbi intestinali. Dai semi di lino si ricava un olio prezioso dai mille usi. Oltre che per utilizzo alimentare è usufruito come energetico per la salute di pelle e capelli. Ottimi integratori alimentari, contengono moltissimi sali minerali come fosforo, rame e magnesio. Sono una preziosissima fonte di omega 3, acido grasso essenziale che aumenta il benessere di cuore, cervello e sistema immunitario. Consumati sotto forma di tisane o decotti, aiutano a depurare l’organismo dai residui e a combattere il gonfiore addominale. I semi di lino sono molto energetici: 100 g di semi apportano circa 534 kcal. Niente male per dei semini così piccoli! Poco più grandi dei semi di sesamo, i semi di lino hanno un colore marrone scuro, un profumo delicato e una densità piacevolmente croccante.  Il sapore, leggermente tostato, ricorda vagamente quello delle nocciole. I semi di lino vengono spesso consumati  per regalare gusto e vitalità a una prima colazione leggera e nutriente o a una merenda bilanciata. L’abbinamento  yogurt + quinoa e semi di lino, in particolare, è perfetto per  dar vita a uno snack leggero e ricco di sostanze nutritive. È  lo spuntino naturale da concedersi per un buon apporto di fibre e di preziose proprietà nutrizionali

Curiosità … Giapponesi “il Sushi”

Il sushi è stato scoperto in Cina! Fu conosciuto in Giappone nell’VIII secolo: in origine era un modo per mantenere più a lungo il pesce collocandolo a fermentare tra strati di riso cotto e acidulato in aceto di riso. Nel tempo, il processo di fermentazione è stato man mano ridotto ed è nata l’abitudine di mangiare il pesce crudo. La prima volta dell’Occidente accadde nel 1953 quando il principe Akihito offrì del sushi ad alcuni ufficiali americani. Nei monasteri zen l’aglio, la cipolla, l’erba cipollina, lo scalogno e i porri sono proibiti poiché potrebbero scatenare  a causa del loro sapore deciso  dei desideri “troppo umani”. Le posate in metallo sono considerate un simbolo di violenza: per questo motivo a tavola si adoperano le bacchette di legno. In Giappone fare rumore mentre di mangia è considerato un apprezzamento del cibo: nella maggior parte dei locali pubblici giapponesi potrete godere di commensali molto rumorosi. Ogni anno il 4 agosto si celebra la cerimonia funebre delle bacchette di legno da pasto: si tratta di un omaggio a oggetti di uso quotidiano che hanno reso un buon servizio per lungo tempo. Il vero wasabi è una radice che cresce in zone semi-paludose, è quasi introvabile fuori dal Giappone ed è molto costoso. Il wasabi non andrebbe mai mescolato alla salsa di soia: è un’abitudine occidentale, non eseguita e non apprezzata nella vera cucina giapponese. Il sushi inteso come pesce crudo con riso, cioè nigiri si può mangiare con le mani ma non il sashimi, cioè i filettini di pesce crudi e divorare in un sol boccone. Intingere il sushi nella salsa di soia senza sfaldare il riso è un’arte per pochi.

Come regolare il sale nella pasta

La pasta è il nostro  piatto forte che ci troviamo a cucinare davvero spesso. Noi Italiani del resto facciamo fatica a rinunciarvi È buona, fa bene ed è un fiore all’occhiello della nostra cucina in tutto il mondo. Ma vi siete mai chiesti qual è la quantità giusta di sale da buttare nell’acqua di cottura? Sicuramente siete sempre andati ad occhio. L’esperienza vi avrà insegnato, a forza di cucinare, a capire quanto sale secondo voi serve per realizzare un piatto saporito al punto giusto. L’importante è non eccedere né in un senso né nell’altro, altrimenti si rischia di portare a tavola una pietanza eccessivamente salata oppure insapore. Nel corso degli anni i cuochi e gli esperti di cucina attraverso molteplici tentativi sono arrivati a rispondere alla domanda: “Quanto sale va nella pasta?” stabilendo con esattezza la proporzione perfetta tra sale, acqua e pasta. C’è una vera e propria formula, come se si sviluppasse di una pozione magica. In effetti il paragone è calzante: un bel piatto di pasta fumante non è forse una magia? La formula da tenere a mente è 1:100:10. Vuol dire che in un litro di acqua possiamo cuocere 100 grammi di pasta cruda a cui vanno aggiunti 10 grammi di sale. Per regolarsi al meglio è buona cosa sapere che un cucchiaio di sale equivale a circa 30 grammi. Quindi un cucchiaio raso o anche solo la punta bastano per salare una porzione di pasta. A determinare la sapidità del piatto, non è solo la quantità di sale presente nell’acqua di cottura, ma anche il condimento. Se si utilizza l’acqua di cottura per rendere cremoso allora inevitabilmente la pietanza risulterà più salata. La stessa cosa vale per gli ingredienti: quelli molto salati, un esempio su tutti il guanciale per la carbonara, danno più sapidità al risultato finale.

E’ arrivata l’estate

Quanto è bella l’estate! La luce del sole diventa più intensa e scalda con il suo calore. Le giornate si allungano, regalando ore da ritagliarsi per il tempo libero, e il clima si fa più caldo anche di notte e diventa sempre più piacevole la sera fare tardi anche stando a casa in giardino, rilassati su comodi divani con una bibita fresca in mano, magari in compagnia d’amici . Aprire le finestre e far entrare l’ estate anche in casa fa bene all’umore e porta a voler rinnovare gli arredi e riorganizzare gli ambienti domestici in primis. Accogliamo l’estate iniziando dal design!

Atmosfera e armonia

Per caratterizzare ancor di più un ambiente, optate per delle candele  colorate da scegliere in armonia con l’arredo circostante e con delle lanterne adeguate. Le candele e le lanterne, più di ogni altro oggetto creano atmosfere magiche e romantiche: optate per il rosa abbinato al bianco per qualcosa di delicato, al verde con il giallo per festeggiare l’estate; per altre occasioni, invece, optate per colori meno intensi color menta, carta da zucchero, rosa cipria, salmone.  Ricordate: l’effetto finale deve essere sempre armonioso e romantico.

Muffin speciali

Le giornate di sole e la situazione che sta tornando alla normalità ci fanno riscoprire la voglia di momenti di rilassatezza e di spazi all’aperto, con gite in bicicletta o pic nic nei parchi. Un modo molto semplice per apprezzare ancora di più questi attimi è quello di recarsi in aree  verdi per una pausa pranzo stile picnic con facili preparazioni, sia da cucinare, sia da trasportare. Un’idea per questo appuntamento sono  con fave e salame, appetitosi, i muffin saporiti, dal gusto primaverile. Ricche di ferro, di vitamina B1 e di proteine vegetali, le fave fanno parte di quei legumi che si dovrebbero mangiare con una certa regolarità. Sono povere di calorie, si preparano in poco tempo e sono facili da accostare. Insaporiscono minestroni e sono perfette ridotte in purea per un piatto dalle caratteristiche  mare e terra accompagnate da molluschi o da crostacei. A differenza di piselli, lenticchie e fagioli, le fave possono essere consumate crude: un vantaggio sia dal punto di vista del sapore, sia da quello delle proprietà nutritive, perché vitamine e minerali non vengono distrutti dalla cottura. Le fave fresche si trovano in commercio a primavera inoltrata e sono perfette con i formaggi, su tutti il pecorino, e con i salumi, come prosciutto cotto, pancetta e salame. Per dei gustosissimi muffin Per prima cosa fate lessare le fave e poi togliete loro la pellicina che le ricopre. In una ciotola mescolate le farine con il lievito, unite il latte, l’olio, la ricotta, il parmigiano, le uova, il sale e un pizzico di pepe. Mescolate sino a che il composto non risulterà omogeneo, dopodiché unite le fave, la maggiorana tritata e il salame, tagliato a pezzettini. Mescolate bene e poi versate nei contenitori per i muffin, in precedenza imburrati. Riempiteli per i 2/3, infornateli a 180° per 20-25 minuti e una volta cotti, lasciateli intiepidire prima di sformarli.