Giardini Illuminati

Anche un piccolo giardino può rivelarsi un luogo pieno di carattere, soprattutto quando è ben arredato e illuminato.  La luce può generare emozioni attraverso percorsi luminosi che di notte trasformano il verde. La scelta di illuminare alcune parti del giardino sarà il risultato di un percorso intuitivo che guiderà la vista a soffermarsi sui punti più interessanti dello spazio. In primo luogo occorre tener presente che il comfort visivo si ottiene creando un insieme armonico di luci e ombre, tenendo conto del fatto che la luce diffusa è morbida e produce ombre attenuate, al contrario la luce orientata verso un punto preciso produce una buona modellazione delle piante e delle strutture architettoniche. Questione di equilibrio. Per creare la propria regia della luce esistono diverse strade. È possibile illuminare i percorsi sul prato collocando delle ciotole di terracotta che oltre ad illuminare vi preserveranno anche dalle zanzare, oppure potete dislocare delle lanterne in modo più accentuato  lasciando che siano le sagome delle piante ad emergere dal buio creando un contrasto di pieni e vuoti. Le lanterne da terra sono indicate per illuminare anche i sentieri di pietra e gradini. Creando magiche atmosfere

 

Suggerimenti e idee per il giorno di Pasquetta

Dopo quattro mesi di quiete all’altezza dello stomaco se si escludono le cene con amici e parenti compleanni ed occasioni particolari, finalmente arriva la Pasqua e la Pasquetta. .A differenza del periodo natalizio, Pasqua e Pasquetta in genere sono meno “istituzionali a tavola” ovvero, ognuno se le vive – e se le mangia – un po’ come gli pare. Di solito il lunedì dell’Angelo trascorre con la tradizionale gita di Pasquetta. Che sia un pic-nic, una passeggiata in bicicletta, con parenti o amici, magari facendo una bella gita fuori porta, oppure passando una giornata al mare o a contatto con la natura. Il pranzo di Pasquetta non è certo meno goloso, e visto che verrà consumato anche all’aria aperta in un pic-nic oppure in agriturismo, per mantenersi leggeri può essere una buona idea tralasciare l’antipasto ed iniziare il pranzo con un buon primo piatto, magari con un’insalata di riso oppure, perché no, un qualcosa da poter mangiare tranquillamente con le mani, come ad esempio una frittata o una focaccina. Come secondo piatto, possiamo fare delle grigliate con carne di agnello oppure riciclando i secondi avanzati dal giorno precedente, magari con contorno di patate al forno.Libera scelta per quanto riguarda le bevande: anche del buon vino va benissimo, a patto che le bevande in questione siano conservate in una borsa frigo nel caso in cui il pranzo si consumi al sacco.Per il dolce, invece, che cosa scegliere? Sicuramente, a Pasquetta avremo a disposizione ancora tantissimo cioccolato delle uova aperte il giorno prima, dunque quale idea migliore: un alimento delizioso, non troppo pesante se gustato nelle giuste quantità e semplice da portare con se durante una gita fuori porta.

 

Cosa fare per Pasquetta

La Toscana non richiede una grande di presentazione: il suo fascino è famoso. Infatti, la Toscana si conferma la meta preferita dagli Italiani e dai turisti di tutto il Mondo. Visitare la Toscana è un’esperienza unica, da inserire nella propria lista di cose da fare almeno una volta nella vita. La Toscana ha una grande ricchezza storica, artistica, culturale ed eno gastronomica. In Toscana il diario di viaggio è facile da organizzare, ci sono una moltitudine di cose da vedere e da fare, nonché una lunga lista di posti belli da visitare. La scelta di cosa visitare in Toscana non è quindi delle più semplici: città d’arte o borghi medievali? Mare o campagna? Piazze, monumenti, musei e chiese, o bellezze e tesori naturali? Visitare il Chianti e nello specifico il Chianti Classico può essere la soluzione ideale per riuscire nell’impresa. Non tutti sanno che la zona del Chianti è ricca di Castelli e antichi manieri ancora visitabili. Oltre alla visita dei castelli, l’attività a cui non rinunciare in Chianti è quella di un wine tour: si potranno degustare i prestigiosi vini del territorio e scoprire le cantine che li realizzano. C’è perfino la possibilità di scegliere il tour Picnic nel quale la famiglia sarà libera di rilassarsi, in totale autonomia, in alcune aree selezionate all’interno dei vigneti

Pasqua tra colombe e uova di cioccolato

Sarà per i dolci sfiziosi e gustosi, sarà per l’aria e il sole primaverile ma la Pasqua, dopo il Natale, è una delle festività più attese e gioiose dell’anno. Come per ogni ricorrenza della religione cristiana anche questa si porta dietro secoli di tradizioni e ricette, per ogni singola regione, tramandate di generazione in generazione, addizioni che si distribuiscono lungo i pasti della giornata, partendo dalla colazione di Pasqua. Dopo aver passato le festività natalizie mangiando pandori e panettoni, a Pasqua arriva la colomba. La storia narra che sia nata grazie ad una nota e storica ditta di panettoni per riutilizzare l’impasto e i materiali. Ma questa vanterebbe anche di una seconda storia, dove si dice che il dolce sarebbe invece nato dall’antica tradizione siciliana, dolce, il cui valore simbolico è legato alla pace, e viene consumato nel corso della giornata di Pasqua, dalla colazione fino al dolce di pranzo e cena, ed è frutto di una lunga lavorazione e sebbene bene non ci siano veri e propri regali da scartare, la mattina di Pasqua è comunque il momento più atteso dai bambini perché finalmente si possono aprire le uova di cioccolata che magari per settimane sono state lasciate sulle mensole della cucina per non essere aperte. Tuttavia questa tradizione è cambiata nel corso degli anni, perché anticamente questa voleva che le uova scambiate fossero effettivamente vere e dipinte, come valore simbolico e segno della Resurrezione.

 

 

Un hotel commestibile

Tappeti di meringa, tende di zucchero filato, cuscini di marshmellow e tapparelle di macarons: la casa della strega di Hansel e Gretel esiste davvero e si trova a Londra, nel prestigioso quartiere di Soho, che qualche settimana fa ha aperto per la prima volta i suoi dolci battenti a una coppia di golosi ospiti. È l’ultima trovata pubblicitaria della Tate & Lyle Sugars, Le stanze, ciascuna ispirata alle tradizioni di uno dei paesi produttori di zucchero, sono state realizzate da pasticceri e cake designer. Ogni locale è diversificato da uno specifico tema: c’è la stanza “Pirati dei Caraibi” con un enorme baule di zucchero pieno di perle commestibili, dobloni di cioccolato e gioielli di marzapane. C’è la stanza “Mediterraneo” con tessuti mangiabili, una vasca piena di pop-corn caramellati e 10 metri di dolcissimo battiscopa in pasta di zucchero.E che dire della stanza patriottica nella quale trionfano due leoni lunghi più di due metri in pasta di zucchero, torte a forma di isole britanniche e un’altissima torre di ciambelle? Per i più intellettuali c’è la stanza “Barbados”, con librerie e scaffali tutti da assaggiare, cesti di frutti in pasta di biscotto dipinti a mano e sculture in cristallo di zucchero di ispirazione fiorentina. Beh, carie a parte, potrebbe essere la meta ideale per un dolce fine settimana.

Organizzare l’armadio nel cambio stagione

Non avete un armadio o una cassettiera abbastanza capiente e i vestiti e le maglie strabordano? Anche per voi è giunto il momento di organizzare il guardaroba. Disponendo i vestiti in modo più razionale, tutto si semplificherà, ogni cosa sarà a portata di mano e potreste anche ritrovare quei capi che pensavate di avere perso!  Come? Con semplici e originali idee che vi permetteranno di non rinunciare per forza allo shopping! Per organizzare il guardaroba, dovete prima svuotare ogni ripiano e cassetto. Togliete tutto e approfittatene per fare una pulizia. Indossate tutto quello che avete trovato e valutate se volete tenerlo oppure no. In questo modo, potrete eliminare quei capi che tenete lì da anni, ma che vi prendono solo spazio. Ora dividete i capi a seconda della stagione. Gli estivi da una parte dell’armadio, gli invernali da un’altra. Giacche, pantaloni e gonne sugli Appendini, che dovranno essere tutti uguali a seconda dei capi. Maglie, magliette e maglioni, devono essere ben ripiegati negli ripiani o nei cassetti. Per gli accessori procuratevi delle scatole o delle ceste, in modo che siano sempre ben visibili e a portata di mano. Riponete le grucce nell’armadio, avendo cura di metterle separate esempio tutte le camicie insieme tutti i jeans tutti i pantaloni scuri ecc.. in modo siano ben visibili quando aprite le ante. Infine ponete nei vostri armadi e nelle vostre cassettiere dei deodoranti che siano dei gessetti o delle semplici bustine, allontaneranno le tarme e vi inonderanno di profumo ogni volta che aprirete un cassetto o un armadio

Il “cacio” è Toscano…..

Oggi come ieri, il formaggio è parte integrante della tradizione alimentare Toscana. Il pecorino è addirittura divenuto una Dop, usata per esportare in tutto il mondo una conoscenza casearia antica e un sapore inconfondibile. Ottenuto dal latte intero unicamente di pecora, il pecorino è un formaggio a pasta tenera o semidura conosciuto da tutti gli amanti dei formaggi per la sua fragranza, il sapore acceso e ben definito che varia al variare delle zone di produzione e della stagionatura. Si va dunque dal pecorino Toscano fresco, dal gusto delicato e dolce, a uno più stagionato, dal sapore più impegnativo ed accentuato, per arrivare infine al pecorino lungamente stagionato a pasta dura e il sapore deciso che viene solitamente abbinato ai gusti dolci, come il miele, le marmellate, le composte. In Toscana, il pecorino ha origini antiche, gli Etruschi praticavano la pastorizia, sui prati dove ancora oggi pascolano le pecore dei moderni allevamenti. Un suggerimento per l’approssimassi delle feste e dei ponti di questa primavera, potrebbe essere quello di recarsi a degustare questo prezioso prodotto, direttamente nei meravigliosi agriturismi o direttamente dai produttori, magari accompagnato da un buon bicchiere di vino Chianti.

 

Emozioni….

Emozione deriva dal latino Emòtus, che vuol dire trasportare fuori, smuovere, scuotere. Ma cosa ha finito per significare nella nostra cultura e nel nostro tempo questa parola? L’emozione è in genere definita come una risposta a uno stimolo che produce cambiamenti fisiologici, che motivano una persona ad agire. In poche parole, le emozioni sono per la mente, l’equivalente di ciò che le sensazioni fisiche sono per il corpo .Secondo uno studio di psicologia, per capire quale emozione ci attraversa potrebbe essere sufficiente guardarci in faccia: felicità, sorpresa, paura, rabbia, disgusto e tristezza. Platone descriveva l’emozione e ragione come due cavalli che tirano in direzioni opposte.  Le emozioni sono contagiose… anche su Facebook., dove si legge che i post positivi incoraggiano altri post positivi, quelli negativi, altri post negativi. Ma i primi sono più influenti. «I nostri dati dimostrano che le espressioni emotive si diffondono online, e che quelle positive si propagano più velocemente di quelle negative» la tristezza innesca in noi il desiderio di cambiare lo stato delle cose, inducendoci ad acquistare nuovi beni di consumo o vendendo quelli che possiede. Il disgusto tende invece a spingerci a liberarci delle cose che possediamo e a non acquistarne di nuove. Il momento più felice della giornata? Secondo i ricercatori è l’ora di pranzo.

Perche’ le uova di Pasqua

Le uova di Pasqua sono una tradizione pasquale nota in tutto il mondo. Ogni anno, i bambini (ma anche gli adulti) aspettano solo il pranzo del giorno di Pasqua per potere mangiare le uova di cioccolato e per scoprire le sorprese contenute al loro interno. Ormai se ne fanno di tutti i tipi: grandi e piccole, con il cioccolato al latte o fondente, con la sorpresa o senza, industriali o artigianali…l’importante averne almeno uno sul tavolo! La tradizione delle uova di Pasqua è antichissima. Fin dall’antichità nelle credenze pagane e mitologiche, l’uovo è stato un simbolo di vita e sacralità. Nel corso degli anni, con l’avvento del Cristianesimo, questa tradizione venne pressoché mantenuta: l’uovo, oltre che simbolo di rinascita, divenne l’emblema della Resurrezione. La tradizione delle uova pasquali ha così preso sempre più campo, fino ad arrivare ai giorni nostri. L’usanza dell’uovo di cioccolato risale al ventesimo secolo. Questa tradizione ebbe un successo così grande che importanti brand dolciari iniziarono a organizzare grosse produzioni industriali, trasformando le uova di Pasqua in un grande successo commerciale. Ultimamente, a testimonianza dell’ unione sempre più stretta tra le uova e il marketing, in qualsiasi supermercato si possono trovare centinaia di esemplari marchiati con il cartone animato del momento, con i colori delle squadre di calcio, con i film più famosi…E la sorpresa…? Di questa usanza dobbiamo ringraziare l’orafo russo Fabergé. Nel 1883 lo zar di Russia gli chiese di creare un dono  speciale per sua moglie. Il gioielliere ebbe una “preziosa” idea: un uovo bianco di platino contenente a sua volta un ulteriore uovo . L’uovo d’oro aveva al suo interno due sorprese: la riproduzione della corona dell’impero e un pulcino. Un’idea che la zarina apprezzò sicuramente, tanto che da allora si sviluppò la tradizione di regalare uova con una sorpresa al loro interno!