Anche preparare le patatine fritte è un’arte: il giusto taglio, il giusto olio, la giusta cottura…le variabili necessarie ad ottenere una patatina fritta perfetta sono molte: vediamo come fare per non sbagliare! Iniziamo a scegliere quale patata: bianca, gialla o rossa? Possono essere utilizzate tutte, purché fresche e della tipologia giusta. La scelta dell’ olio: le posizioni sono molte e spesso in forte disaccordo. I puristi amano friggere in olio extravergine di oliva, altri preferiscono l’olio di arachidi o di semi. Il gusto del fritto cambia in relazione all’olio utilizzato, ovviamente, una cosa fondamentale: la temperatura dell’olio non deve superare mai i 180°. Aiutatevi con un termometro alimentare per misurarla correttamente. Per una buona frittura occorre molto, moltissimo, olio. Gli alimenti devono essere totalmente immersi e non troppi tutti insieme, ognuno deve avere il proprio spazio di cottura: piuttosto, friggeteli a gruppi, uno dopo l’altro. la friggitrice è comoda, ma la verità è che basta una buona padella di ferro con i bordi alti. Come tagliare le patate: quello classico, a bastoncino, è il migliore, purché non siano troppo sottili, altrimenti il rischio di bruciarle è altissimo. Un centimetro di spessore è l’ideale per avere patatine croccanti fuori e morbide dentro. Per cambiare, potete anche provare a tagliarle a chips, sottili sottili con una mandolina, e passarle nella farina di riso prima di friggerle. Una bontà, ma occhio alla cottura! Ma c’è anche un segreto: una volta tagliate, lasciate a bagno nell’acqua fredda per 5 minuti, quindi scolate e asciugatele perfettamente prima di friggerle. Salatele solo dopo la frittura.
Categoria: Idee
Conservare le piante aromatiche
In estate il nostro piccolo giardino o il nostro orto di erbe aromatiche, e magari anche nei vasi sul balcone, ha prodotto quantitativi importanti? Possiamo conservare gli odori e i profumi dell’estate anche per l’inverno, basta sapere come fare! Ecco alcuni suggerimenti e idee. Con olio, in freezer: lavate e asciugate accuratamente le erbe aromatiche e, se necessario, sminuzzatele. Ponetene un cucchiaino sul fondo di uno stampo per cubetti di ghiaccio e riempite in seguito ogni spazio con olio extravergine. Surgelate e consumate al bisogno! Con burro, in freezer: il medesimo procedimento sopra descritto, utilizzando burro fuso molto lentamente al posto dell’olio.Sotto sale, a temperatura ambiente: lavate e asciugate accuratamente le erbe aromatiche. Disponetele a strati, alternandole a sale grosso, all’interno di barattoli ermetici. Conservate in un luogo fresco, asciutto e lontano dalla luce.Con olio, a temperatura ambiente: in questo caso, potete realizzare un olio aromatizzato molto gradevole e saporito. L’importante è non separare le foglie dai rametti e, dopo averle lavate ed asciugate con cura, potete disporle in un contenitore trasparente che poi riempirete di olio. Lasciate riposare 3 settimane prima di consumarlo: avrà una durata di almeno altri 6 mesi.
Una grigliata alternativa
I barbecue sono un grande classico delle cene estive e dei pranzi all’aperto. Ma legare il concetto di griglia esclusivamente a carne e pesce è scontato, e demodé. Se volete organizzare una cena a base di griglia nel vostro giardino, e gli ospiti sono vegetariani o vegani, o se semplicemente volete evitare l’abbuffata carnivora, potete stupire tutti con una grigliata vegan saporita, leggera e sfiziosa. Sia il tofu che il seitan si grigliano benissimo, sia sotto forma di spiedino che come fettina messa direttamente sulla brace. Ma occorre prima insaporirli perché acquistino un sapore particolare e deciso. Il tofu per esempio può marinare alcune ore in un composto di salsa di soia, aceto di mele, semi di finocchietto, prezzemolo fresco tritato, una puntina di miele. Assumerà una sfumatura agrodolce. Il seitan invece può essere marinato in succo di lime, olio di oliva, rosmarino fresco e sale. Mentre sono sulla brace, spennellateli con i relativi composti. Le verdure di stagione ovviamente non possono mancare. La grigliata classica prevede un accompagnamento di melanzane, zucchine, peperoni. Ma per aggiungere un tocco in più non dimenticate il cipollotto fresco messo sulla griglia intero, qualche asparago, delle pannocchie di mais, dei pomodori, dell’indivia tagliata in quarti e funghi. E alcuni tipi di frutta, come le pesche ben sode e tagliate a metà e l’ananas a fette. La frutta dovrà stare sul barbecue giusto un paio di minuti. Non trascurate di grigliare anche degli avocado tagliati a metà per pochi secondi.Le salse che accompagnano tutti questi ingredienti della griglia che potete anche assemblare sotto forma di spiedini. Una maionese vegan sarà perfetta. Così come dell’hummus per accompagnare le verdure. Oppure una salsa fatta con yogurt bianco limone, sale e olio di oliva. Ovviamente anche gli intingoli che avanzano dalla marinatura di tofu e seitan andranno benissimo per insaporire il resto della grigliata vegan.
Cena a tema
Se sei tra i fortunati che ancora sono in vacanza, ma anche se invece sei già tornato dalle ferie ecco alcune idee fiorite per celebrare la cena con gli amici in una calda sera d’estate: scegli i colori freschi dello stile marinaro ispirato alle atmosfere marine: piatti bianchi, tovaglioli azzurri o rigati in blu, decorazioni con conchiglie e vasetti in vetro con candeline; aggiungi fiori bianchi o azzurri per comunicare una sensazione di freschezza. Preferisci un inno all’estate? Vai con il giallo: in larghi vassoi fai una composizione con peperoni gialli, fiori di colore giallo e limoni di Sorrento, completando la decorazione della tavola con foglie e rametti freschi. Per i segnaposto, utilizza i tuoi vasetti da giardinaggio: scegli i più piccoli, in tinte brillanti e riempili con fiori, bacche, piccoli frutti e candeline tea light. Potrai regalarli ai commensali, in ricordo di una bella serata passata in compagnia. L’arte di comporre i fiori può essere realizzata in vasi e contenitori di ogni tipo, puoi utilizzare alcuni strumenti e attrezzature molto utili: per esempio le basi per ghirlanda, la spugna da fioristi che aiuta nelle composizioni, i cavetti metallici per legare gli steli e molti altri materiali utili .Ricordati di tenere i fiori freschi recisi in un ambiente ombreggiato e arioso: in estate la durata della bellezza è minore in presenza di sole e alte temperature. Non dimenticare di acquistare le bustine di conservante per fiori, da porre nell’acqua del vaso.
Essiccare fiori
Essiccare i fiori non è difficile, basta procurarsi il giusto materiale, seguire determinate tecniche e selezionare con la dovuta attenzione i fiori da essiccare e in “poche mosse” potete realizzare delle magnifiche decorazioni per la vostra casa come centrotavola, pout pourri, quadri floreali e così via. I fiori devono essere assolutamente integri, non rovinati e ovviamente freschi e poveri di acqua, ma ricordate che potete essiccare anche foglie, come ad esempio l’edera o le foglie di quercia, e altre tipologie di piante come le erbe medicinali, le bacche o anche i muschi e le spighe. Per evitare di rovinare i fiori da essiccare, non dovrete esporre i fiori alla luce diretta del sole o a fonti di calore sia naturali che artificiali, in questi casi, infatti, rischiereste solo di far appassire i vostri fiori o di renderli eccessivamente secchi e quindi non più utilizzabili. Esistono molte tecniche per essiccare i fiori, forse la più diffusa e conosciuta, è quella di essiccare i fiori all’ aria aperta, ponendoli in un ambiente fresco e non umido, ma anche perfettamente ventilato e sempre esposto alla luce solare. Il tempo necessario per l’essiccazione dipende dalle dimensioni dei fiori e dalle loro “caratteristiche”, quindi dovete regolarvi in base alla specie di piante. Quando i fiori saranno del tutto essiccati potete spruzzarvi sopra della lacca per favorirne la conservazione più a lungo. In alternativa potreste fare i fiori secchi lasciandoli all’ interno di un vaso con acqua, lasciando che i fiori assorbano in maniera graduale l’acqua, evitando di seccarsi. Questo tipo di processo è indicato per piante come l’erica, la lavanda e la mimosa.
Mangia e bevi
Succhi di frutti, ortaggi, yogurt, latte di cocco, gelati. Ma anche cereali, gamberi arrostiti e crumble: tutta la freschezza dell’estate … al bicchiere! Da mangiare per pranzo o dessert, mix di yogurt e gelato al pistacchio rinforzato dai cereali rendono questo bicchiere un piccolo pasto completo, frullato di papaia, cocco e maracujà con ribes, un’idea alternativa per una colazione originale il gelato e more con frullato di pesche, proposte originali per un pranzo in terrazza o per uno stuzzicante aperitivo per questi bicchierini salati, dall’estratto di peperone e mango con pomodori e gamberi, il bicchiere di pomodoro e mozzarella al basilico con frisella e poi ancora succo di mirtilli, panna e crumble di masi, estratto di uva con melone e crème de cassis e da portare al mare in spiaggia un frullato al betacarotene di melone e albicocche. Per la ricetta dell’estratto di peperone e mango con pomodori e gamberi, mettete nell’estrattore prima il mango, poi il peperone in modo da estrarre i succhi separatamente. Sgusciate le code di gambero; saltatele per mezzo minuto in padella con un filo di olio, poi spegnete e tagliatele a pezzetti. Tagliate a pezzetti anche i pomodori. Componete i bicchieri mettendo sul fondo i gamberi e i pomodori e colmandoli poi con i due estratti. Guarnite con un po’ di erba cipollina tritata e con qualche filo intero
Aperitivo sfizioso
In queste sere d’estate quando si rientra dal mare oppure se siamo rimasti in città nel nostro giardino è piacevole ritrovarsi con amici e parenti per gustare un aperitivo. L’aperitivo all’italiana è un modo sfizioso per concedersi un piccolo brindisi prima del pasto, accompagnandolo ad alimenti semplici e genuini, capaci di stuzzicare l’appetito senza appesantire i commensali. Bruschette, insalate, spiedini, tramezzini e stuzzichini a base di verdure, formaggi, pesce o salumi, sapranno portare in tavola l’allegria di un momento da condividere, aprendo il pasto con gusti semplici o abbinamenti ricercati. Con gli ingredienti giusti in dispensa e un pizzico di fantasia, sarà semplicissimo preparare un aperitivo sfizioso e leggero!
Idee per le vacanze …visitare un giardino botanico
Per chi non è già sdraiato su una bianca spiaggia in riva al mare,un week end potrebbe essere un giusto momento per recarsi a visitare un giardino botanico meraviglioso. Nonostante la vicinanza al mare e l’altitudine l’altopiano di Pratorondanino vanta un clima adatto ad ospitare la flora montana. Proprio per questo, il Gruppo Ligure Amatori Orchidee ha scelto questa florida zona dell’entroterra ligure per realizzare un Giardino Botanico che permettesse di tutelare e far conoscere le specie spontanee italiane ed esotiche curandole in ambienti che riproducessero quanto più fedelmente possibile i loro habitat naturali. In circa 6.000 mq sono stati ricostruiti i più significativi ambienti montani, da boschi a prati, sino agli stagni ed alle rocce. In queste fedeli riproduzioni trovano dimora oltre 400 specie differenti provenienti da ogni parte del mondo di cui diverse rare o a rischio estinzione, tutte osservabili seguendo i suggestivi sentieri che si snodano sull’altopiano. Passeggiando, ad esempio, alla scoperta dei due ambienti acquatici del Giardino, lo stagno ed il laghetto, si possono ammirare le felci, il giaggiolo acquatico, il trifoglio fibrino, la ninfea bianca e numerose specie di piante “carnivore”, come la rosolida, e l’erba unta Esplorando, invece, le roccere si scopriranno due ambienti differenti, Entrando nel bosco ci si imbatte, invece, in conifere e latifoglie d’alto fusto tra le quali si possono scorgere autentiche rarità botaniche come i “fossili viventi”, tra cui si notano le sequoie giganti, il ginkgo e il pino wollemi. I prati, infine, sono una suggestiva distesa di magnifiche specie.E’ impossibile non rimanere incantati dalle ricche collezioni di orchidee, di rose e di rododendri, così come è impossibile non lasciarsi conquistare dalla bellezza dei paesaggi montani realizzati sul promontorio.
Passata di pomodoro
È forse l’attività più tradizionale che ci sia, legata ai ricordi di un tempo in cui le cose si facevano a mano: stiamo parlando della passata di pomodoro, quel concentrato di polpa straordinariamente rossa e saporita che caratterizza tre quarti della cucina italiana. E’ questo il periodo dell’anno perfetto, quando i pomodori sono ben maturi e si vuol portare con sé il loro aroma anche nei mesi invernali, quando l’ortaggio fresco non ci sarà più. Dunque, come si prepara la passata, anche detta conserva o semplicemente salsa? Ci sono diversi metodi, eccone uno fra i più classici. Cosa occorre: coltello, pentole capienti in acciaio, pentola più piccola , passa verdura, contenitori in vetro con chiusura ermetica da 500 ml, imbuto, cucchiaio di legno, colino pomodori San Marzano ben maturi. Cominciate lavando e tagliando a metà tutti i pomodori, e lascerete scolare qualche minuto per perdere l’acqua. Metteteli in una pentola e accendete la fiamma, lasciandoli sobbollire a fuoco basso con il coperchio, girandoli di tanto in tanto col cucchiaio di legno. Quando saranno spappolati, passateli con il passa verdure, e raccogliete la salsa nella pentola più piccola.. Nel frattempo, avrete messo a bollire per circa 30 minuti i vasetti e i loro coperchi, avendo cura di mettere tra loro un canovaccio perché non si rompano sbattendo l’uno conto l’altro. Toglieteli dall’acqua, metteteli un attimo a scolare e riempiteli subito con la salsa servendovi dell’imbuto, finché entrambi sono ancora caldi lasciate circa 2 cm dal bordo del vasetto. Secondo una scuola di pensiero, se la salsa è sufficientemente bollente il vasetto sarà sufficientemente sterilizzando, e freddandosi creerà il sottovuoto lasciate i vasetti capovolti fino a che si sono raffreddati. La conserva ben confezionata si mantiene per circa 1 anno, ed è pronta per essere condita e utilizzata come sugo. Se volete potete aggiungere ai vasetti degli aromi, come qualche foglia di basilico o uno spicchio d’aglio.
Afa consigli per chi lavora
In estate il caldo torrido non perdona. Le temperature si fanno roventi e affrontare le giornate diventa difficile quando non si è in riva al mare. C’è chi è in procinto di preparare le valigie, chi sta iniziando a rifarle, e chi, invece, è dietro alla scrivania sommerso di cose da fare. La vita d’ufficio mette a dura prova. La cosiddetta canicola invita ad alleggerirsi per quel che concerne l’abbigliamento ma bisogna pur sempre rispettare un certo rigore: come fare ad unire stile, eleganza e leggerezza? Le parole d’ordine devono essere comodità e freschezza nonché sobrietà ed eleganza. Dimenticate mise trasandate. Niente capi troppo corti o scollature esagerate. Ebbene sì, in un contesto professionale l’abito fa il monaco. Mettere a nudo braccia e gambe in ufficio va fatto con una certa discrezione. Al fine di non sbagliare un colpo, vale la pena fare tesoro dei consigli impartiti dalla rivista francese Marie Claire. Ebbene sì, a suo avviso la moda ha una soluzione per ogni situazione. In primis, quando c’è da sconfiggere il caldo, è bene scegliere i tessuti degli abiti. Meglio quelli leggeri e informali come cotone e lino mentre quelli sintetici, come acrilico e poliestere, potrebbero portare a fare i conti con spiacevoli effetti collaterali.Le vacanze sono all’orizzonte ma esistono capi che, invece, non vanno mai in ferie. Ci vuole un minimo di professionalità dietro alla scrivania. Bocciati gli short. Meglio optare per pantaloni dalle lunghezze intermedie, da abbinare magari a un paio di mocassini oppure a dei sandali aperti. La semplicità premia sempre, mai dimenticarlo. Interessanti i pant over o ancora i maxi gilet. Nella black list ci sono anche flip flop, canottiere nonché i crop top. E’ bene non fare confusione: l’ufficio non è la spiaggia. In vista di riunioni, appuntamenti, pranzi di lavoro etc. bisogna essere all’altezza della situazione, sempre.
