In giro per ristoranti tipici…..Occidentali

Non sono molti i ristoranti Italiani che servono cibo Orientale sukiyaki o shabu-shabu ma se ne trovate qualcuno vicino alla vostra città fate questa bella esperienza culinaria, altrimenti se vi trovate in Oriente ecco alcuni interessanti suggerimenti  In uno yakitori-ya  ristorante che serve yakitori ci si siede gli uni accanto agli altri intorno al bancone e si osserva il cuoco mentre cucina le pietanze scelte sulla brace. In questo tipo di locali, la cosa migliore è ordinare diversi piatti e poi chiedere una porzione supplementare di quelli che sono piaciuti di più. Le ordinazioni possono causare un po’ di confusione, visto che una portata spesso comprende due o tre spiedini fate attenzione, perché il prezzo indicato sul menu generalmente si riferisce invece a un solo spiedino. Di solito i ristoranti di yakitori sono locali piccoli, spesso situati nelle vicinanze delle stazioni ferroviarie, e si riconoscono da una lanterna rossa appesa all’esterno, oltre che dal profumo di pollo grigliato. Sukiyaki e shabu-shabu Assai apprezzato in Occidente e molto richiesto dai turisti che visitano il Giappone, il sukiyaki consiste in un assortimento di sottili fette di manzo cotte in un brodo di shōyu, zucchero e sakè, e accompagnato da una varietà di verdure e tofu . Dopo la cottura, tutti gli ingredienti vanno intinti nell’uovo crudo, all’istante prima di essere gustati. Se preparato con manzo di alta qualità, come quello di Kōbe, è un’esperienza sublime. Lo shabu-shabu è un piatto di sottili fette di manzo e verdure, cotte mescolandole in un brodo leggero e poi intinte in una varietà di speciali salse agrumate con semi di sesamo. Entrambi i piatti si preparano direttamente al tavolo, in una pentola posta su un fornello: non preoccupatevi, il cameriere di solito vi aiuterà a iniziare e vi terrà d’occhio. Il segreto consiste nel procedere con calma: aggiungete gli ingredienti poco alla volta e gustate i sapori.I ristoranti che servono sukiyaki e shabu-shabu di solito sono arredati in modo tradizionale e talvolta sono identificabili grazie all’immagine di una mucca. Ordinare i piatti non è difficile. Basterà dire sukiyaki o shabu-shabu e indicare il numero di commensali.

Food art: tutte le espressioni del cibo nell’arte, che diventa food art

La Food Art desta sempre più interesse, così come aumenta l’attenzione delle persone per l’origine di ciò che si mangia. I mercati biologici gestiti direttamente dai produttori sono sempre più diffusi e lo stesso accade anche per mostre, progetti, eventi, performance e trucchi creativi che vedono il cibo come tema principale o addirittura come materia della propria esperienza. Il cibo invade i palcoscenici dei teatri, è fotografato come una star, compare come protagonista nelle pellicole cinematografiche, diventa il soggetto di curiosi giochi percettivi e anche la materia prima di vere e proprie performance artistiche. Il termine food art infatti è utilizzato per indicare lavori molto differenti tra loro, dalle opere di David Robinson in cui veri e propri funghi formano paesaggi, alla graphic art di Marco Bollati che indaga il tema alimentazione utilizzando gli strumenti del disegno e del collage, fino alle performance più propriamente artistiche come i lavori di Andrea Salvetti. In altri casi il cibo e il vino si sposano con il design: le cantine, i luoghi di produzione, i mercati diventano “d’autore” poiché progettati da architetti di fama nazionale e internazionale. Pensiamo, ad esempio, al Markthal di Rotterdam in Olanda, alla cantina dell’azienda Rocca di Frassinello e alla cantina Petra del gruppo Terra Moretti progettata da Mario Botta.Si tratta di edifici di alta qualità architettonica che esprimono un rinnovato rapporto estetico fra lo spazio di vendita o produzione e il prodotto. L’utilizzo di tecnologie innovative sono spesso un costante e consentono di rendere più funzionale il processo.Nel caso delle cantine vitivinicole, particolare attenzione è data alla riduzione dell’impatto visivo: gli edifici s’integrano perfettamente con il paesaggio circostante e diventano un moderno “biglietto da visita” sia per le aziende sia per tutto il territorio.

Decorare la casa con fiori finti

I fiori finti sono l’ultima spiaggia di chi ama i fiori ma proprio non riesce a far sopravvivere nemmeno il basilico eppure anche i fiori finti possono diventare un prezioso elemento per  decorare la casa. La prima regola è non utilizzarli come fossero dei fiori veri cercate di godervi il lato più creativo dei fiori finti: non richiedono acqua, luce o terra! Un’idea davvero originale è creare qualcosa che vivacizzi il vostro ambiente, posizionateli in  un vaso di vetro  Inseriteci  i fiori con lo stelo intero, posizionando sul fondo un po’ di sassolini,  riusciranno a vivacizzare la vostra casa spendendo davvero pochi soldi!

Pomodoro al posto del tonno rosso

Per gli amici vegani, e non, sta arrivando una novità anche nel campo del sushi, secondo lo chef statunitense James Corwell le prospettive per il tipico piatto giapponese a base di pesce sembrano orientarsi verso un orizzonte vegano nonché “cruelty-free”. L’idea è venuta allo chef statunitense nel 2007, quando in visita al mercato del pesce di Tokyo si trovò di fronte a centinaia di carcasse di tonno rosso Una specie a sempre maggior rischio estinzione e tra gli ingredienti principali del sushi tradizionale, che potrebbe di conseguenza sparire dalle tavole nei prossimi anni a causa della pesca insostenibile. Il tonno, e quello rosso in particolare, è così richiesto proprio per l’eccelsa qualità e bontà della carne, e anche per questo largamente utilizzata nella cucina giapponese, in particolare per la preparazione del sushi. Anche in Occidente, questo piatto ha spopolato sempre di più negli ultimi anni, diventando un must degli appuntamenti mondani e persino degli incontri di lavoro. Per gli amici vegani e vegetariani che troppo spesso hanno dovuto rinunciare o limitare questo modo di mangiare e socializzare, Fresh&Co, mette sul mercato questa nuova proposta che pare entrerà di diritto tra le mirabilia degli alimenti sostenibili e golosi. In partnership con il brand Tomato Sushi hanno infatti creato questa ricetta a base di pomodoro, che grazie a una lavorazione quasi alchemica riesce ed emulare il sapore e la consistenza del tonno rosso. Confidando quindi che questo prodotto invada il mercato e riesca a scalzare retaggi e convinzioni,  il tonno, come tutti gli altri abitanti degli oceani, tornerà presto a nuotare felice. Qualora voleste provarlo anche voi vi consigliamo di sperimentare una delle ricette, sostituendo al tonno rosso la nuova alternativa veggy: Tonno subito, tonno in camicia di papavero e tonno alla provenzale. Buon appetito e se lo provate fateci sapere cosa ne pensate!

Stappare una bottiglia in aereo

Cabin crew, please prepare for gate departure. E per stappare le bottiglie di vino in aereo, anche, così evitiamo disastri da bevande frizzanti. Concedersi un bicchiere di vino a bordo è uno dei piaceri che anticipano la vacanza una fuga d’amore  o un momento di assoluto relax, il respiro dopo la stretta allo stomaco del decollo, il sorriso che riserviamo alle già sorridenti hostess cercando di non farle impazzire. Ma non tutti i vini sono uguali: a bordo di un aereo pressurizzato a 10mila metri di altezza, anche le papille gustative più fini di tutte vanno in tilt. Motivo? Altitudine  ricircolo dell’aria  poca umidità  meno ossigeno nel sangue e minore percezione di ciò che è buono. Di conseguenza si modificano i sapori. Figuriamoci se un bicchiere di vino non si trasforma in mero, amarissimo succo d’uva scadente. Col rischio di rovinarsi non solo il palato ma pure la digestione, che in volo è già discretamente compromessa Eppure bere vino in aereo può essere piacevole con i vini che reggono le altezze e non diventano spiacevoli con l’altitudine. Con voli di durata da 1 a 2 ore, si ricercano vini con una buona struttura, ma non troppo complessi e che sviluppino subito le proprie peculiari caratteristiche; i tannini non dovrebbero essere troppo accentuati perché il palato nell’ambiente pressurizzato li percepisce in maniera accentuata rendendo l’esperienza meno piacevole”. Ci sono anche vini in aereo in grado di riservare sorprese, ma in linea generale è bene evitare i robusti rossi del Sud, o quelli molto invecchiati, che non offrirebbero al meglio il loro bouquet di profumi e sapori. È  una questione di percezione del gusto in ambiente pressurizzato: “L’acido, il salato e il dolce sono gusti che in quota vengono percepiti ad un livello inferiore”. “Ok, quindi quale vino da bere in aereo è migliore e con quale unione di cibo? Via libera a vini non tannici che non interferiscono con il sonno delle papille gustative. In linea generale più sono vini giovani, meglio è: E se i vini rossi possono essere più ostici vista la naturale propensione alla robustezza, tra i vini bianchi si gioca più facile: lo Chardonnay è un po’ il jolly delle bevute in aereo, con i suo sapore acido, e può sostenere il confronto con l’alta quota. Quanto all’abbinamento vino-cibo in aereo, ricordatevi di scegliere menu da viaggio che siano ricchi di sapore così da non risultate insipidi. Evitate le salsine eccessive e il vostro brindisi non si trasformerà in un incubo digestivo.

Sentirsi bene in 10 minuti

Come staccare dalla frenesia quotidiana e dedicare un attimo a se stesse, in modo facile e veloce, ascoltando buona musica, scollegando il cellulare, annusando la lavanda e sorseggiando una tisana profumata. Lavoro, traffico, amici, palestra, messaggi su Whatsapp, la società moderna ci ha regalato una vita frenetica ed eccitante, ma anche tanto stress e poco, pochissimo, tempo da riservare a noi stesse. Tempo per rilassarci, tempo per rallentare il battito del cuore e abbassare la suoneria del cellulare, tempo per parlare veramente con una amica faccia a faccia e non via chat, tempo per il benessere psico-fisico. Per alleviare la tensione quotidiana ecco alcuni modi per dedicarsi una coccola anche quando si hanno a disposizione solo 10 minuti di pausa al lavoro o a casa…Un paio di cuffie, la propria canzone preferita e il gioco è fatto, nel giro di 3-4 minuti il sorriso tornerà sul vostro viso. Ascoltare musica aiuta a ridurre lo stress e permette alla mente di rilassarsi. Ma attenzione: scegliete canzoni allegre, niente brani tristi o strappalacrime. Un altro trucco è ascoltare il rumore bianco, tipo il suono dell’asciugacapelli, dell’aspirapolvere o della pioggia e non serve neppure attivarli davvero. Se siete al lavoro su Youtube troverete delle compilation già pronte. È importante trovare un giusto equilibro con la tecnologia. L’uso del pc per molte ore, così come la tv e lo smartphone, non solo stanca gli occhi, ma ci mantiene sempre attive, ‘distratte’ e con la mente da un’altra parte. Staccate, scollegatevi, almeno durante i pasti e concedetevi 10 minuti di pace da notifiche e messaggi. Annusare qualcosa di profumato L’aromaterapia è un efficace strumento contro lo stress. Lavanda e zenzero sono i profumi migliori per alleviare la tensione. Come fruirli? Attraverso una candela profumata, ma anche annusandoli direttamente. Se poi c’è un profumo a cui si è particolarmente legate, procuratevene un campioncino e portatelo sempre con voi. Se avete un momento di stanchezza chiudete gli occhi e annusatelo inspirando profondamente, sentirete subito i nervi distendersi. Nello yoga la posizione sdraiata supini per terra è il modo più efficace e veloce per rilassarsi. Basta distendere schiena e spalle a terra, con le braccia accanto al corpo e i palmi rivolti al soffitto. Chiudete gli occhi per 3 minuti e respirate il più profondamente e lentamente possibile. In alternativa se siete al lavoro e stendervi sul pavimento dell’ufficio non vi sembra un’iniziativa felice, basterà un luogo tranquillo e una sedia dove appoggiare bene la schiena dritta e respirare a fondo. Bere un infuso o una tisana calda Sedetevi, scollegate il cellulare e sorseggiate lentamente la vostra bevanda preferita da sole o facendo quattro chiacchiere con le amiche in serenità: questo è un ottimo modo per coccolarsi ed essere avvolti da una sensazione di calore e benessere che rilassa e distende. La grande varietà di erbe permette di trovare il mix in linea con le proprie necessità, senza dimenticare di soddisfare sia il senso del gusto che l’olfatto. C’è una tisana adatta ad ogni momento: un pomeriggio tra amiche, un dopo pasto, magari al posto del solito caffè o qualche minuto di relax da sole per staccare dalla frenesia. E proprio per una donna impegnata e divisa tra amici, lavoro, famiglia e sport, la cui vita sembra talvolta una lista infinita di cose da fare, esistono diverse tisane per prendersi cura di se stesse in modo semplice  veloce e piacevole

Le patate pronte da friggere

Benedette siano le patate fritte, ora e sempre. Se avete il tempo, la forza, le padelle e la fantasia, compratene a sacchi, sbucciate senza tregua, tagliate a rondelle, a cubetti, a fiammifero, a pezzettoni e immergetele in litrate d’olio bollente.Se poi non avete tempo le patatine surgelate sono pratiche e gustose, ma vanno consumate con criterio Se non avete il pelapatate, non sapete usare il coltello, uscite dal lavoro alle 21, non sapete neanche quale sia il settore dell’olio al supermercato, fate spazio nel surgelatore. Anni di esperienza sul campo ci portano ad affermare che i tempi di cottura riportati sulle confezioni siano sempre ottimistici, quindi considerate qualche minuto in più. Pratiche e gustosissime, le patatine surgelate, solitamente pre-fritte, sono una specialità da concedersi con parsimonia. Ma quando succede, dovete farlo nel modo giusto: abbinate a salse ghiotte, peccaminose e possibilmente unte, quelle da senso di colpa e beatitudine.

I tradimenti sul luogo di lavoro

Certo gli amori estivi non sono innocui per le relazioni affettive preesistenti che vanno a turbare. Però la superficialità e l’occasionalità degli incontri vacanzieri rendono queste avventure meno pericolose nelle conseguenze a lungo termine. Non è sulla spiaggia, dicono gli psicologi dati alla mano, il luogo classico dell’infedeltà che porta a crisi familiari gravi e a separazioni dolorose. Si tradisce di più in vacanza o sul posto di lavoro? La stagione delle infedeltà che cambiano la vita di due persone talvolta di quattro  di solito non è l’estate. Il 60%  delle infedeltà coniugali matura nell’ambiente di lavoro, dove l’intimità sessuale nasce dalla confidenza e dal condividere le stesse emozioni, poiché si dedica più attenzione al collega che al proprio partner. Nel Nord Italia, circa il 55% degli impiegati ha avuto una relazione sentimentale con un collega: un sesso eversivo, con l’eccitante rischio di essere scoperti. La tipologia dell’infedeltà sta cambiando. Si passa da relazioni extraconiugali stabili a esperienze mordi e fuggi. Ad abbreviare i tempi contribuisce la tecnologia, che in certi casi consente al tradito di controllare meglio il traditore. In altri casi, invece, può favorire la trasgressione: il telefono cellulare, per esempio, aiuta la clandestinità dei rapporti extraconiugali perché consente di utilizzare suonerie di riconoscimento, inviare messaggi amorosi con immagini e particolari erotici, rivelare i piaceri dell’alcova, nutrire le strategie del desiderio. La telefonia mobile, a differenza di quella fissa, è personale, privata, riservata, sicura: si può essere in un lungo e dire che si è in un altro, oppure scaricarlo con un Ti sento male, non c’è campo. Principalmente, il cellulare aiuta a difendersi dalla curiosità del coniuge perché si può spegnerlo durante le ore trascorse con l’amante. C’è persino un software che riproduce i rumori ambientali desiderati, un aiuto high tech che permette di simulare telefonate dall’ufficio con sottofondo di ticchettii di tastiere e voci di colleghi oppure annunci di voli all’aeroporto. Le avventure estive riflettono anche una  analogia dei comportamenti femminili e di quelli maschili. Una volta i maschi tradivano più a cuor leggero delle femmine. Oggi la situazione è rovesciata.Ma per quali motivi una donna sposata, giovane o meno giovane, cede alle tentazioni che le suscita un vicino? Una recente inchiesta condotta dall’Osservatorio sulla Famiglia e la Persona rivela che più di 30 donne su cento si dichiarano disponibili a una storia amorosa o a un’avventura per il bisogno di sentirsi desiderate, per noia, per vendicarsi, per cercare nuove emozioni. Si tratta del cosiddetto bovarismo, che indica la tendenza, per la maggior parte femminile, a giudicare mediocre la realtà nella quale si vive per fantasticarne una diversa, ricca di amore e di passione. Tra le mogli fedeli, solo il 5% lo è perché ama il marito, mentre il 50% lo è più ragioni etiche o morali; il resto lo è perché ha scarso potere seduttivo.

Ecco come riciclare il cibo di un pranzo

Lo spreco di cibo interessa tutti gli alimenti e vi sorprenderà sapere quante cose buone si possono preparare con quelli che voi chiamate “avanzi”! Ecco a voi alcune soluzioni per evitare gli sprechi realizzando nuove ricette facili, veloci e soprattutto gustose! Nonostante ci si impegni nelle dosi delle preparazioni e durante il momento della spesa, può capitare che rimanga del cibo e che restino degli avanzi, soprattutto dopo un pranzo importante o la ricorrenza di una festività. Niente paura, con qualche trucchetto del mestiere è possibile riciclare gli alimenti e ottenere delle nuove ricette con l’aggiunta di qualche elemento essenziale, senza dover buttare via tutto evitando quindi di sprecare il cibo che al giorno d’oggi è molto prezioso. Hai esagerato con le dosi di spaghetti e dopo una bella mangiata hai degli avanzi? Nessun problema: puoi preparare delle ottime frittate di pasta. Basta aggiungere: 2 uova, formaggio grana padano grattugiato, un pizzico di sale, un cucchiaio di olio d’oliva o una noce di burro per ungere la padella. Se invece è avanzato il risotto del pranzo domenicale, puoi usarlo come impasto per le polpette. Aggiungi al riso: un uovo, della verdura bollita o grattata, qualche pezzetto di mortadella, del pangrattato. Forma dei piccoli bon bon e cuocili al forno o fritti nell’olio di semi. Con la stessa modalità puoi creare dei gustosi arancini siciliani con riso bollito, zafferano e pane raffermo. Se hai avanzato della pasta ripiena in brodo o asciutta come tortellini, ravioli e agnolotti, ci puoi fare la farcia per timballi e preparazioni al forno di sfoglia all’uovo.

La maionese Vegan

Come fare in casa una squisita maionese vegan? Qui vi diamo una ricetta semplicissima per sostituire la normale maionese con un’alternativa vegana. Per fare la vostra maionese vegan in casa vi serviranno pochi ingredienti e un frullatore a immersione. Versate tutti gli ingredienti nel vostro contenitore: latte di soia quello senza nessun aroma o dolcificato, limone, olio di girasole, mostarda palesemente una salsa vegana, un pizzico di sale e di curcuma. Azionate il frullatore a velocità sostenuta fino a quando non otterrete una consistenza cremosa. Conservate la vostra maionese vegan in un luogo abbastanza fresco in un contenitore o un barattolino.

mayonnaise sauce