Trascorrere un weekend sano

Per molte persone trascorrere un weekend sano, all’insegna delle buone abitudini alimentari e di esercizio fisico, non capita praticamente mai. Al contrario, cedere alla tentazione di vizi e stravizi, sembra essere diventata la norma. Alto consumo di alcolici, abbuffate domenicali, alzarsi più tardi del solito e poltrire di fronte alla tv sono i grandi classici del week end e se poi ci sono dei ponti e il week end si allunga allora siamo rovinati!. Vari studi hanno rilevato che, in media, il peso di una persona raggiunge il picco il lunedì e scende il venerdì. Troppe birre il sabato sera e la rinuncia alle sane abitudini settimanali, come l’esercizio fisico, ne sono senz’altro la causa. Ma le conseguenze di questo comportamento sbagliato, possono anche essere più gravi. Spesso, infatti, il lunedì si riparte con un senso di malessere e stanchezza, oltre che con cattivo umore. Se avessimo trascorso un weekend sano, invece, sicuramente le cose sarebbero state diverse.Svegliarsi più tardi il fine settimana è un’altra cattiva abitudine che ha risvolti negativi. Il programma del sonno nei fine settimana, di solito alzandosi e svegliandosi più tardi, può causare ciò che è stato definito “social jet lag”. I ricercatori dell’Università dell’Arizona hanno studiato gli effetti del jet lag sociale, rilevando conseguenze negative sulla salute. Gli esperti consigliano allora di trascorrere un weekend sano, partendo anche dalla modifica delle abitudini settimanali. Evitiamo di privarci di tutto durante i giorni lavorativi. Sì ad un’alimentazione controllata, ma concediamoci anche un piccolo vizio. Nel fine settimana, stacchiamo la spina dal lavoro: lasciamo le email in ufficio, dedichiamoci al giardino ai lavori all’aria aperta. Non rinunciamo, all’allenamento fisico. Invece di andare in palestra, possiamo magari fare una bella passeggiata o corsa al parco. Oppure nuoto, una partita a tennis, o altre attività che solitamente non possiamo svolgere durate la settimana.

Primavera chiama…. pranzo al sacco e pic nic.

Il binomio inseparabile si accende nella nostra mente già durante le prime giornate di sole, mentre la natura si risveglia dall’inverno e gli alberi si rivestono di nuove foglie e colori. È giunto dunque il momento di tirar fuori dall’armadio il cestino da pic nic e riempirlo con tante leccornie, senza dimenticare coperta su cui stendersi, bevande e attrezzatura. Ecco una mini guida al perfetto pranzo al sacco. Bevande. Il pranzo al sacco è il pasto che si associa a pause primaverili fuori dall’ufficio, ma anche a scampagnate e camminate in montagna. Qualunque sia il percorso scelto, ricordatevi prima di tutto di procurarvi da bere. Specie se il pic nic sarà la ricompensa di una lunga scarpinata, i liquidi sono indispensabili. Mettete nella borsa acqua, ma anche succhi di frutta o e infusi. Se vi preparate a uno sforzo fisico, inserite nel menu anche una bottiglietta di integratore con sali minerali Passiamo alle portate principali. Oltre ai tradizionali panini da farcire con ciò che amate di più, i menu dei pic-nic di primavera possono essere molto vari e poco noiosi. Le torte rustiche sono l’ideale, così come il ciambellone salato e le frittate. Per dare un po’ di colore al pranzo al sacco potete creare delle gustose girelle di pasta sfoglia al gusto di pizza oppure puntare su polpette di spinaci, ceci o zucchine. Meglio preferire piatti asciutti, senza sugo, in modo da non sporcare tutto al primo cedimento dei contenitori. Deciso il menu, non vi resta che preparare il cestino. Ma per trasportare le pietanze in sicurezza, evitando sversamento di briciole e liquidi, è importante munirsi dei giusti contenitori. Se avete qualche pietanza che ha bisogno di rimanere fresca, munitevi di borsa termica. Si può scegliere tra box in plastica oppure contenitori in alluminio. Per gli amanti della cucina giapponese, si può riporre sushi, sashimi e riso in un elegante bento. Cestino da pic nic. Nel cestino non dimenticate una coperta da stendere, se preferite mangiare seduti su un prato oppure munitevi di uno sgabellino pieghevole. Naturalmente non possono mancare posate, bicchieri e qualche tovagliolo, nonché un paio di salviette rinfrescanti per pulirsi le mani prima e dopo aver mangiato..

Giornata mondiale della terra

Oggi è la Giornata della Terra, un’occasione per celebrare il mondo su cui viviamo e per affrontare questioni che riguardano la protezione dell’ecosistema, la lotta all’inquinamento e il modo per ostacolare il progressivo esaurimento delle riserve naturali e la scomparsa di tante specie di animali e vegetali.La Giornata della Terra si celebra ogni anno il 22 aprile dal 1970, anno in cui fu indetta per la prima volta dalle Nazioni Unite Nel 1969 a Santa Barbara, in California, ci fu uno dei più gravi disastri ambientali degli Stati Uniti, causato dalla fuoriuscita di petrolio da un pozzo della Unione Oil: l’incidente portò a occuparsi in modo più attento e continuativo delle questioni ambientali, portandole all’attenzione dell’opinione pubblica.Il 22 aprile 1970 si tenne la prima Giornata della Terra, cui parteciparono milioni di cittadini, con il coinvolgimento di migliaia,si università e altre istituzioni accademiche, associazioni ambientaliste. Fu anche istituito l’Earth Day Network (EDN), per coordinare le iniziative dedicate all’ambiente durante tutto l’anno Alcuni consigli per festeggiare la Giornata della Terra l’utilizzo di lampadine a basso consumo consente di ridurre di molto la quantità di energia necessaria per illuminare gli ambienti di casa; seguire le indicazioni per la raccolta differenziata a partire da mettere in cestini diversi il vetro, plastica, carta e umido rende più semplice ed economico il riciclo dei materiali, e al tempo stesso contribuisce a ridurre i costi della tassa per i rifiuti; aria condizionata e riscaldamento dovrebbero essere tenuti entro un intervallo di 5 °C in meno o in più rispetto alla temperatura esterna, mezzi pubblici, biciclette o i piedi sono ottimi sostituti dell’automobile, e una alternativa più salutare l’acqua non è una risorsa infinita, oltre al classico consiglio di non lasciare il rubinetto aperto mentre ci si lavano i denti o di preferire la doccia al bagno, è bene utilizzare elettrodomestici come lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico, oltre all’acqua si risparmia qualcosa anche in bolletta;rifiuti speciali come batterie, computer, smartphone e tablet devono essere portati nei centri di raccolta del proprio comune e non lasciati nei normali cassonetti; se il dispositivo è lento, ma funziona comunque ancora, può essere donato a scuole o altre istituzioni.

Pasquetta le gite fuori porta

Nella Repubblica Ceca è il giorno della pomlázka, che significa sia frustata sia benedizione. I ragazzi colpiscono le ragazze con rametti di salice e loro donano uova colorate. Lo scopo metaforico è quello di scacciare spiriti maligni.  Negli Stati Uniti è il giorno in cui si fa la caccia alle uova nel giardino della Casa Bianca. In Polonia il Lunedì di Pasqua è detto lunedì bagnato. La tradizione vuole che gli uomini inseguano le donne cercando di bagnarle con l’acqua. Da noi è Pasquetta. Pasquetta non è parola che si trovi sul calendario. Ufficialmente è il Lunedì dell’Angelo, il giorno che segue la Pasqua ed è festivo. La tradizione lo vuole giorno di gite fuori porta, di pic nic all’aria aperta,è comunque una festa della chiesa, anche se non di precetto, non è cioè obbligatorio andare a messa.Chiaramente è un diminutivo di Pasqua entrato nell’uso popolare per indicare la giornata festiva che segue la Pasqua. Anche la tradizione della gita fuori porta potrebbe venire dal Vangelo. L’evangelista Luca racconta una delle prime apparizioni di Gesù risorto: si mostrò ai discepoli in viaggio a Emmaus, poco fuori Gerusalemme. Non più in città, ma fuori dalle porte. Chi apprezzasse le uova sode il giorno di Pasquetta dovrebbe andare a Tredozio qui è la giornata del campionato nazionale di mangiatori di uova sode. A Figline Valdarno, in provincia di Firenze, c’è il palio tra i bambini dopo quello delle contrade la domenica di Pasqua. A Fiorenzuola d’Arda, in provincia di Piacenza c’è la gara del Pont al’ov, un gioco di abilità in cui i due contendenti devono tentare di rompere l’uovo dell’avversario colpendolo con la punta del proprio, che invece deve restare intero. In Puglia c’è il rito per la fertilità alla Sacra Roccia di San Vito, un megalite al centro del pavimento di un tempietto cristiano. Le persone attraversano il foro della roccia per guarire e propiziare la fertilità

I giorni di Festa

Per chi è credente  la festa di Pasqua è il momento più sentito della liturgia cattolica, in cui Cristo risorge sconfiggendo le tenebre e la morte e diventa promessa di speranza per tutti gli uomini. In ogni caso, il giorno è l’occasione riscoprire le tradizioni di Pasqua e per festeggiare la buona stagione che sta per arrivare. Grazie al lunedì festivo che lo accompagna, Pasqua diventa l’occasione per interrompere la routine quotidiana, soprattutto se si sceglie di trascorrerla lontano dalla città magari all’aria aperta per i primi pic nic dell’anno Nell’antichità la pasqua era la festa delle uova con la “ciaccia”. Questo era favorito anche dal fatto che, dopo il riposo invernale, le galline e le oche producevano uova ad un ritmo più intenso che nel resto dell’anno. Le massaie ne mettevano da parte quante più potevano e le facevano poi trovare in un cesto sul tavolo di cucina il giorno in cui il parroco si recava a benedire la casa, affinché fossero anch’esse benedette. Quando finalmente arrivava la mattina di Pasqua, la massaia si alzava particolarmente presto e provvedeva a lessare le uova, le metteva a bollire nel paiolo e si regolava in modo molto personale circa il tempo di cottura: la regola dei sette minuti è piuttosto recente e qualcuno ricorda ancora che spesso i tuorli avevano un bel bordo verdastro. Il menù della colazione consisteva in un uovo benedetto con ciaccia al rigatino, dolci e vino. Il singolare usato per l’uovo ha valore soltanto come indicazione del tipo di alimento, perché in quanto al numero non si ponevano limiti, anzi, se ne faceva argomento di conversazione tra amici e parenti e qualcuno tentava anche di stabilire record. Quando la colazione era stata così abbondante e sostanziosa, il pranzo dovesse essere piuttosto semplice: si trattava il più delle volte di tagliatini in brodo e gallina lessa.Tutta la settimana compresa fra il lunedì dell’angelo e la domenica era considerata festiva perché dedicata all’incontro tra parenti: le donne tornavano per un giorno a pranzo nella famiglia d’origine e, per poterlo permettere a tutte, era necessario avere a disposizione più giorni. Era il cosiddetto “armeéno” per il quale si preparava il pranzo dei giorni speciali, ricorrendo anche alla pasta comprata. Il menù era composto da minestra in brodo cannoncini al sugo, carne stufata  ed insalata. Il pranzo poteva poi concludersi con dolci che erano stati confezionati per la Pasqua.

Vacanze e uova di Pasqua

Il lungo stop delle vacanze pasquali si tradurrà in superlavoro per un esercito di nonni. “Saranno circa 4 milioni quelli con nipoti da zero a 14 anni che, con la loro attività di baby-sitter, faranno risparmiare circa un miliardo di euro alle famiglie italiane. Stimo che un nonno su tre si ritroverà a occuparsi dei nipoti in questi giorni, e il record spetterà ai liguri, impegnati al 42,4%”. Parola del pediatra Farnetani, che sostiene l’uovo di Pasqua ma ribadisce la sua contrarietà allo svolgimento dei compiti durante le vacanze. Bambini e adolescenti non devono fare assolutamente i compiti durante le vacanze: le scuole chiudono non per mandare in ferie gli insegnanti, ma far riposare gli alunni. Per il loro benessere è necessario ‘staccare’ totalmente dallo stress legato allo studio: studiare è utile e basilare, ma faticoso. Perciò far dimenticare la scuola, non facendo vedere libri e quaderni, è il modo più efficace per aiutare gli studenti a ‘ricaricare le batterie’. Sarà allora più utile per genitori e figli vivere intensamente tutte le tradizioni e riti pasquali, anziché in stare chiusi in casa a fare i compiti .Il no ai compiti delle vacanze fa da contraposizione  al sì all’uovo di Pasqua.Aiuta a costruire tradizioni e radici, fondamentali per i bambini. Il pericolo di ingrassare è limitato, anche perché dopo un po’ il cioccolato ‘stucca’, come dicono i bimbi: insomma anche volendo è difficile mangiarne troppo. Meglio gustarlo però lontano dai pasti principali, dunque a merenda, come spuntino pomeridiano o a colazione. Occhio poi alla sorpresa. L’uovo di mamma e papà deve essere speciale e, soprattutto, a prova di delusione”. Bisogna evitare che, dopo aver fantasticato per giorni, il piccolo si ritrovi in mano inutile, portachiavi o, peggio, sorprese non adatte all’età o al sesso. E a quanti preferiscono donare uova di cioccolato al latte, convinti che per i bimbi siano più sane, Farnetani spiega che questo non è vero. Comunque, la scelta del tipo di cioccolato a Pasqua deve rispettare unicamente le preferenze del bambino. Secondo il pediatra, inoltre, dai 2 ai 6 anni il bimbo, grazie all’uovo pasquale, impara a legare la festa a qualcosa di buono, colorato e gioioso. A 6-10 anni ormai si apprezza anche la vacanza da scuola e il fatto di giocare all’aperto, ma il dolce e la sorpresa restano importanti per festeggiare la Pasqua. Anni e anni di assaggi e sorprese resteranno nel cuore degli adolescenti. Prova ne è che non mancano giovani di 20 e 30 anni che non rinunciano all’uovo di Pasqua

Stasera a Terranuova….

Terranuova è pronta per il grande evento che mobiliterà la cittadinanza in questo Venerdì Santo, grazie alla riproposizione di una antica tradizione, quella della “Processione di Gesù Morto”. la manifestazione sacra è in programma per stasera con inizio dalle 20:45 30 Questa notte, nelle vie del centro storico di Terranuova, i cittadini e tutti coloro che ne vorranno prendere parte assisteranno ad una Processione rinnovata nel percorso, nella messa in scena e nella recitazione dei figuranti, ma che mantiene inalterata la parte storica, tradizionale, religiosa e spirituale della manifestazione. L’evento, coinvolgerà circa 400 persone, di cui almeno 300 figuranti, a dimostrazione del forte radicamento territoriale verso questa particolare forma di rappresentazione religiosa da sempre molto sentita nel Valdarno. È stato un bel percorso quello che ha condotto alla manifestazione. Ha avuto un gran coinvolgimento. Al percorso abbiamo inserito piazza Liberazione e piazza della Repubblica e la parte sottostante il cimitero. Le innovazioni fondamentali apportate a questa edizione sono essenzialmente due: l’abolizione della figura del narratore e l’aggiunta di scene quali la lavanda dei piedi, il Sinedrio, la flagellazione e l’introduzione dei due ladroni – ha spiegato il regista Riccardo Vannelli – Abbiamo intrapreso un importante lavoro di studio e drammatizzazione al fine di rendere quanto più coinvolgente e appassionante la recitazione. In questa edizione oltre a uno studio particolareggiato per costumi, trucco, parrucco e effetti visivi, sarà presente per la prima volta una colonna sonora originale. L’invito è a tutti  di partecipare.

La primavera ha aperto la porta…

Alle cinque e un quarto del pomeriggio di martedì 20 marzo c’è stato l’equinozio di primavera, cioè quell’evento astronomico che coincide con l’inizio della primavera. Contrariamente a quanto siamo abituati a credere, fino al 2102 la stagione non cambierà il 21 del mese, e questo perché l’equinozio di primavera non cade ogni anno nello stesso giorno. È infatti una cosa che nasce dalla rivoluzione della Terra, e sebbene per comodità si dica che le stagioni cominciano il 21 del mese ogni tre mesi, le stagioni non sono determinate per accordo. Iniziano in momenti esatti, coincidenti per l’appunto ai due equinozi e ai due solstizi, istanti ben precisi che la costruzione dei nostri calendari “muove” nell’arco di alcune decine di ore ogni anno. Come molte delle antiche festività pagane, anche l’Equinozio di Primavera fu cristianizzato: la prima domenica dopo la prima luna piena che segue l’Equinozio, i cristiani celebrano la Pasqua. Se traduciano la parola Pasqua in inglese essa si trasforma in Easter. Beh senza troppa fantasia essa riporta ad un’antica divinità pagana dei popoli nordici, la Dea Eostre o Ostara, “la stella dell’est” cioè Venere, assimilabile a Venere, Afrodite e Ishtar, la quale presiedeva ad antichi culti legati al sopraggiungere della primavera e alla fertilità dei campi.Il giorno dell’equinozio di primavera ha comunque una caratteristica particolare: è uno dei due soli giorni all’anno, l’altro è quello dell’equinozio d’autunno, in cui il giorno ha la stessa durata della notte. Dopo l’equinozio di primavera il giorno continua ad allungarsi ogni giorno nell’emisfero boreale fino al solstizio d’estate: a quel punto le ore di luce cominciano a diminuire, tornando pari a quelle di buio nell’equinozio d’autunno, e ricominciando ad aumentare solo con il solstizio d’inverno. Oltre alle stagioni astronomiche, ci sono anche le stagioni meteorologiche: iniziano in anticipo di una ventina di giorni rispetto a solstizi ed equinozi, e durano sempre 3 mesi marmotta Phil permettendo. Al di la di tutto da oggi in poi si avvicinano le belle giornate con sole e cieli azzurri che daranno inizio a giornate spensierate all’aria aperta e sulle rive del mare

Cuzco…. per una Pasqua indimenticabile

Se pensate per la prossima Pasqua di regalarvi una vacanza vi suggeriamo una meta assai singolare….Solo tre camere attaccate alla roccia, a strapiombo sulla valle di Cuzco, in Perù, uno dei luoghi più amati dagli scalatori e magico perché è sacro alla cultura Inca. L’hotel Skylodge Adventure è isolato da tutto e da tutti. Certo, lo spazio è poco. Più che di albergo si tratta di un capsule hotel. Le camere che loro chiamano suite, del resto costano 430 euro a notte con formula di mezza pensione sono fatte d’acciaio e misurano 7,3 x 2,4 metri, hanno quattro letti, un salotto, il bagno privato e l’illuminazione a energia solare. Per chi non ha il terrore del vuoto, c’è anche una terrazzina esterna da cui godere del panorama meraviglioso. Per arrivarci bisogna arrampicarsi per 400 metri lungo una scala agganciata alla roccia in verticale, ma si può raggiungere più ‘comodamente’ camminando su  una strettissima via ferrata e poi lanciandosi attaccati a una zip-line. Le camere sono totalmente appese alla roccia. Se soffrite di vertigini non fa per voi. Silenzio, tanto. Privacy, poca. Dato che le capsule sono totalmente trasparenti. Certo, la vista è impagabile, sia di giorno che di notte. Da ogni angolo la guardiate tranne quello ricolto verso la roccia, naturalmente. L’idea è folle, ma è anche bellissima, non trovate?