Le tipologie degli eterni indecisi

Le cause di questo pantano mentale? Diverse. Riconoscerle è il primo passo per uscire dal tunnel e diventare decision maker efficaci. Ecco allora, secondo Angela Fabio , psicoterapeuta, le principali categorie di eterni indecisi. Procrastinatori Quelli che hanno la tendenza a rimandare qualsiasi scelta e scappano da ogni obbligo decisionale. Tendenzialmente sono persone pigre che evitano lo sforzo di compiere una scelta. La frase tipica del procrastinatore seriale è: Ci penserò in un altro momento. Nell’istante in cui la pronuncia riceve un feedback positivo immediato, si sente bene perché ha rimandato lo sforzo e, quindi, nel tempo continuerà a non prendere decisioni. Ansiosi Hai voglia a spiegare a queste persone che sbagliando s’impara. Il timore di prendere una decisione errata innesca uno stato ansioso paralizzante. Il circolo vizioso si alimenta di prospettive catastrofiste Se non azzecco la strada giusta, finirà molto male e di crolli dell’autostima  Se la mia scelta è sbagliata, significa che non sono in grado di farla. Scontenti Per loro nessuna opzione si prospetta mai come soddisfacente. Quando sono in casa distesi sul divano vorrebbero uscire e non appena usciti vorrebbero, invece, stare a casa. Alcuni hanno i tratti del perfezionista maniacale, altri soffrono troppo per le rinunce che immancabilmente ogni scelta comporta. Se si ordina una pizza margherita, non si avranno tutte le altre del menù. I consigli per gli eterni indecisi. L’aiuto degli altri. Se è utile lavorare su stessi, altrettanto utile è farsi dare una mano dalle persone vicine. Amici, partner e familiari dovrebbero intervenire in una fase lontana dal dilemma e dichiarare apertamente quello che ritengono possa essere un atteggiamento spropositato. Per esempio, potrebbero porre domande del tipo: Che cosa pensi possa succedere se imbocchi questa strada? Controproducente, invece, sostituirsi al dubbioso cronico nella scelta. L’eterno indeciso finirebbe per diventare dipendente dalle decisioni altrui.

Rilassarsi con le tisane usi e tipologie

Quando lo stress della vita quotidiana vi stringe e avete bisogno di rilassarvi spesso non serve servirsi a medicinali, ma ci si può avvalere dei rimedi erboristici e provare le tisane rilassanti. Per riuscire a staccare dalla frenesia della vita quotidiana e godersi dei momenti di relax bastano 5 minuti per preparare una delle tante tisane calmanti che si trovano in commercio. Esistono due tipologie di questi prodotti quelle già preparate in bustine che potete comprare in erboristeria o al supermercato, oppure potete comprare gli ingredienti e preparale con le vostre mani per personalizzarle e creare delle tisane che incontrino esattamente i vostri gusti. Per consumare le tisane rilassanti dovete versare le erbe in acqua bollente, lasciarle in infusione per 5 minuti, poi filtrarle e consumarle. Per chi non conosce approfonditamente le erbe e le loro caratteristiche è sempre meglio affidarsi ad un erborista per avere indicazioni sulle quantità delle erbe scelte e quali adoperare nella preparazione. Le erbe adoperate nelle tisane rilassanti sono diverse, ognuna delle quali ha specifiche caratteristiche. Queste sono: La Camomilla: ideale per aiutare la digestione, per calmare il nervosismo e per diminuire i dolori del ciclo mestruale. L’Escolzia: influenza il sistema nervoso offrendo sensazioni di serenità e coadiuva il sonno La Lavanda: ideale per chi ha difficoltà a dormire e per chi tende a somatizzare i problemi La Malva: aiuta a rilassare il corpo e la mente La Melissa: consente di combattere gli stati ansiosi Il Tiglio: riesce ad alleviare il nervosismo La Passiflora: è un sedativo che possiede grandi capacità calmanti ideale per abbassare stress, ansia e nervosismo La Verbena: ideale per chi si sente angosciato ed è alla ricerca di un po’ di serenità.