La luce che fa la differenza

A volte è come uno schiaffo perché ci fa saltare sul letto proprio mentre vorremmo dormire. Alle sei del mattino, alle otto o dopo, non è mai il momento giusto. Per la maggior parte di noi il suono a tutto volume della sveglia è un segnale che disturba, sappiamo che dobbiamo alzarci. Un rumore che può essere molto fastidioso. Un aiuto in questa direzione potrebbe arrivare dalla luce, incorporata al suono della sveglia per aiutare a svegliarsi in modo più naturale. Insomma non più un rumore che ci fa sobbalzare, ma un suono accompagnato a una fonte luminosa che aiuti un risveglio ‘dolce’. Sono queste le conclusioni di un’analisi del Baylor College of Medicine, Gli esseri umani hanno un ritmo circadiano che agevola una naturale tendenza ad avere più sonno di notte e ad essere più svegli durante il giorno il contributo più forte alla creazione del ritmo circadiano è la luce. Siamo sicuramente più attivi durante il giorno e più portati a dormire nelle ore notturne quando c’è meno luce. La presenza di luminosità a volte diversa dal giorno previsto può disturbare il nostro ritmo circadiano abbastanza da nuocere la nostra capacità di dormire bene la notte”.Per questo è importante che ci siano il più possibile buio e silenzio quando si cerca di addormentarsi, anche se non è notte. In generale, tablet e telefonini vanno chiusi o tenuti lontani almeno 30 minuti prima di assopirsi. Infatti le tecnologie digitali, con le loro luci blu, possono disturbare il nostro ciclo naturale sonno-veglia, spingendoci ad addormentarci sempre più tardi e rendendo difficile il risveglio.

Comunicare

Comunicare, saper comunicare, riuscire a essere efficaci con la comunicazione.Alcuni la fanno semplice. Sono i banalizzatori, quelli che: “basta mettere 2 parole usando una tono accattivante, scegliere una bella immagine, e il gioco è fatto”.Ma l’effetto potrebbe essere lo stesso di un cinese che chiede indicazioni stradali in un paesino di montagna.Perché c’è differenza tra comunicare e “farsi capire”. Ma soprattutto: l’interlocutore non deve mai e poi mai dover “interpretare”, ma capire il messaggio in tempo zero.L’errore spesso commesso nella comunicazione è proprio questo. Un po’ per fretta, un po’ perché la comunicazione viene presa “sotto gamba”, o forse semplicemente perché non cambiamo punto di vista. Sbagliato! Perché se parli in cinese alla Signora Maria del piccolo alimentari in centro a stai indubbiamente comunicando qualcosa, ma lo stai facendo nel modo giusto?Vuoi comunicare in modo efficace? Ai tuoi figli, ai tuoi colleghi, a tuo marito  Allora il tuo mantra deve essere: creatività, innovazione e originalità. Ma fa si che queste 3 componenti siano indirizzare entro i confini di un giardino ben preciso.Per meglio dire: se pensi di poter generare un maggior attenzione solo perché utilizzi un linguaggio bello ma che si rivolge ad una platea generica, allora sei completamente fuori rotta. Anzi, potrebbe essere controproducente per due motivi:non puoi essere capito da tutti, ai figli devi parlare in un modo ai colleghi in un altro Togliamoci dalla testa di parlare nello stesso modo a  a tutti o di poter risolvere i problemi di tutti.Senza differenziazione, senza l’esaltazione di una specifica competenza, rischiamo di cadere in un vicolo cieco dove il reale destinatario e, a un primo impatto, non si riconoscerebbe nella comunicazione usata, spostando oltre la sua attenzione. È dissonante…  parlare cinese alla Signora Maria.