Ombrellone e lettino sono in condivisione

E si prenotano con un’app. Per capirsi, un po’ come si fa con Just Eat per i pasti a domicilio o per BlaBlacar per un passaggio in auto.L’idea dell’ombrellone condiviso arriva dalle menti di due giovani piemontesi. Hanno ideato Playaya: si tratta di un’app che permette a quanti hanno un abbonamento stagionale di condividere il proprio ombrellone al mare quando non lo utilizzano. Una soluzione di economia condivisa che permette ai bagnanti che si recano al mare solo per un giorno o per un paio d’ore di trovare in tempo reale un posto comodo dove rilassarsi in spiaggia. Il lancio dell’app parte delle spiagge della riviera ligure, le stesse spiagge frequentate per anni dai due inventori di Playaya fin da piccoli. L’app ha già conquistato vari stabilimenti privati tra Loano, Ceriale, Spotorno e Pietra Ligure. Gli stabilimenti possono registrarsi gratuitamente alla piattaforma, mettendo a disposizione dei clienti un servizio unico che permetterà loro di condividere con bagnanti last minute il proprio ombrellone nei giorni in cui non potranno sfruttarlo. Il tutto a un prezzo scontatissimo la postazione costerà dal 30 al 50% in meno rispetto al giornaliero standard, suddiviso tra i titolari dell’abbonamento stagionale, che incasseranno il 60% della quota, mentre il 40% viene distribuito in parti uguali tra balneari e gli inventori di Playaya.

Spritz Aperol

Prosecco, Aperol, soda, una fettina di arancia e tanto ghiaccio: in Italia è un grande classico dagli anni Cinquanta. Nel Triveneto, poi, è tradizione. Ma ci è voluta l’estate 2018 per far esplodere la popolarità dello spritz Aperol al di là dell’oceano. Il motivo lo spiega il New York Times, che racconta la brillante tattica di marketing ideata da Campari per esportare questo drink rifrescante nella Grande Mela. Esibito alla Fiera Campionaria di Padova per la prima volta nel 1919 dai fratelli Barbieri, l’Aperol incontra la ricetta tipica dello spritz veneto negli anni Cinquanta, andando a creare la ricetta che tutti conosciamo ai giorni d’oggi. Prima è diventato partner ufficiale del Manchester United, poi ha cominciato ad approdare in giro per il mondo come aperitivo estivo e trendy, divenendo “drink dell’estate” a Londra. Quest’anno tocca a New York. L’anno scorso la bevanda più alla moda tra i grattacieli della grande metropoli statunitense era il vino rosé, ma le mosse pubblicitarie che Campari pianifica da anni oltreoceano hanno portato lo spritz Aperol a surclassare tutti gli altri drink. Due anni fa hanno cominciato ad aprire a New York i primi baracchini arancioni che distribuivano l’aperitivo durante gli eventi estivi della città americana e di altri centri hip come Los Angeles e Palm Springs. Poi è stato il turno degli Hamptons, un quartiere chic di Long Island molto noto: per tutta l’estate 2017, degli scooter car trasformati in bar su ruote hanno distribuito gratuitamente spritz Aperol ai passanti.Per di più, Campari ha deciso di pitturare del tipico “arancione Aperol” un autobus locale che attraversa la tratta Manhattan-Hamptons e stamparci sopra la scritta “Sa allo stesso tempo di arancia e bollicine. E poi, si sa che è buono”.E ha funzionato. L’arancione dell’aperitivo italiano sembrerebbe essere ovunque negli Stati Uniti, in questa estate 2018. Ci sono addirittura dei bar che servono spritz Aperol alla spina, come una birra, o ghiaccioli al gusto Aperol. Con il suo basso contenuto alcolico e il suo particolare gusto amaro, quindi, questo “raggio di sole in un bicchiere”, come lo chiama Melanie Batchelor, sarebbe arrivato a New York per restare.