La moda di costruire un eremitaggio e installarvi un eremita in carne e ossa

Oggi vorrei condividere con voi alcune note sulla storia del giardino, appresa da Breve storia della vita privata, un favoloso libro di Bill Bryson che consiglio caldamente a tutti gli interessati sulla storia della casa. Agli inizi del ‘700 sembra infatti che si diffuse la bizzarra arte di popolare i propri giardini, oltre che di strutture architettoniche, anche di strutture “umane”.

Per un certo periodo si diffuse la moda di costruire un eremitaggio e installarvi un eremita in carne e ossa. A Painshill, nel Surrey, un uomo firmò un contratto in cui, per un compenso annuale di cento sterline, si impegnava a trascorrere sette anni di pittoresco isolamento e silenzio monastico, ma venne licenziato dopo sole tre settimane per essere stato sorpreso a bere in un pub della zona. Un possidente del Lancashire offrì un vitalizio di cinquanta sterline annue a chiunque avesse trascorso sette anni in un alloggio sotterraneo nella sua proprietà senza tagliarsi i capelli o le unghie dei piedi e senza parlare con nessuno. Qualcuno accettò, e a dire il vero resistette quattro anni, prima di decidere di non poterne più; purtroppo non si sa se gli sia stata concessa almeno una pensione parziale per averci provato. La regina Carolina (quella del Serpentine di Hyde Park) e l’architetto William Kent costruirono un eremitaggio a Richmond in cui venne sistemato il poeta Stephen Duck; ma anche questo esperimento fallì, perché Duck decise che non gradiva il silenzio e gli sguardi dei curiosi e diede le dimissioni. Finì per diventare l’improbabile pastore di una chiesa di Byfleet, nel Surrey. Sfortunatamente sembra non fosse felice nemmeno lì (a quanto pare non era felice da nessuna parte) e si annegò nel Tamigi.

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