Quello che si profuma troppo, quello attillato, quello che si rimira allo specchio, quello che ordina per primo al ristorante. Quelli cioè passati di moda, perché «l’uomo cafone ha i minuti contati», L’«egoiste», esemplare millenario maschile, viene demolito a colpi di nuove regole. l nuovi gentleman ai tempi dell’ i Phone telefonino: c’è ma non si vede. «Il cellulare è come gli occhiali scuri: a tavola non è tollerato». Stesso vale per i social: all’uomo moderno non si vieta di esserci, ma di esserci troppo. «I social sono come il nudo: se si svela tutto, l’interesse cala». Altra regola: mai presentarsi snobbanti e nevrotici su Facebook twitter e simili. Non raccogliete le provocazioni, ma allontanate chi vi ha mancato di rispetto». Tra gli uomini che salgono ci sono quelli che rassicurano ma non soffocano, tra quelli che scendono i maschi che parlano troppo di denaro. «Al ristorante un vero gentiluomo non sceglie mai il vino più costoso, ma quello più ricercato», E a proposito: a una cena galante, chi paga il conto? «Dipende, ma comunque al primo incontro tocca sempre a lui». Aprire o no la portiera dell’auto, versare oppure no l’acqua e il vino: va detto, l’uomo vive spesso nel incertezza tra essere vintage o in alternativa maleducato. «In parte è vero, i maschi moderni sono un po’ schiacciati dalle aspettative contrastanti delle loro signore, ma a volte fanno i furbetti e si costruiscono l’alibi della confusione». Dove non ci può essere incertezza è il lavoro: «Il gentiluomo sa che i colleghi sono persone con cui costruire un rapporto di rispetto, ma che non diventerà mai confidenza.
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Leggere…
Leggere è un piacere che non tutti si concedono. Per mancanza di tempo, dicono, o perché i libri costano troppo. Alibi quasi sempre, solo a volte realtà. E, quanto al tempo, se c’è quello per nutrire il corpo, dovrebbe essere più prezioso ritagliarsi quello per l’anima. Soprattutto d’estate, in spiaggia in giardino, al lago, o semplicemente in casa. Leggere apre finestre sconosciute sul mondo, aiuta a conservare i nostri sogni, dà linfa ai sentimenti, fa avvicinare al significato dell’esistenza… Ogni volta che apriamo un libro ci prendiamo cura di noi stessi. Lo dicono gli esperti che vedono una cura in grado di dare sollievo ai più comuni disturbi dell’umore. Tra le pagine di un libro si trovano le opportunità per riflettere su di sé, per confrontarsi. Ma leggere è utile anche per sviluppare risorse e abilità empatiche. Per vivere meglio, per capire con più facilità le persone che ci circondano.Fa bene ai grandi e ancor di più ai piccoli: identificarsi con i personaggi di una storia aiuta a scoprire lati nascosti del carattere a buttar fuori paure e ansie. Ma attenzione ci sono libri che possono in questo essere molto più efficaci di altri: la narrativa più dei romanzi rosa riesce a trasformarci in persone più belle. Perché è nei finali aperti che possiamo esercitare le nostre capacità psicologiche e metterle a frutto in modo positivo. Per capire meglio gli altri e per conoscere meglio noi stessi. Cattiverie comprese….