La sensazione di vuoto generata dalla mancanza

La sensazione di vuoto generata dalla mancanza ci fa comprendere la forza di un sentimento e il valore che una persona ha nella nostra vita. Le mancanze legate alla famiglia si spiegano da sé: sicuramente la mancanza di un figlio o di un genitore sono sentimenti molto forti che tutti proviamo per motivi belli le partenze per le vacanze al mare o un viaggio, e per motivi meno belli un lutto o un distaccamento dovuto agli eventi, un distacco volontario di una delle parti. Intensa e meravigliosa è la mancanza della persona amata. Potrebbe mancarci un partner via per lavoro ma anche un amante che non possiamo vedere o sentire. Altrettanto importante è la mancanza di luoghi o di sentimenti e situazioni mancanza dell’amore, dell’ amicizia o del senso di famiglia Sentire la mancanza della persona amata è il primo passo per comprendere che quella persona ha un vero valore per noi, ci appartiene. Ci mancano i suoi sguardi, le sue parole, i suoi messaggi, il suo sorriso, le sue carezze e gli abbracci. Ci manca e la ritroviamo in ogni canzone, in ogni film, in ogni parola letta su un libro. E’ cosi, fa parte dell’amore. Che fare? Dobbiamo essere felici se questo sentimento è parte di un rapporto che funziona e che non ci fa mancare la sensazione di essere la persona più amata al mondo. Anche se la mancanza genera un vuoto, la cognizione di essere parte di un tutt’uno con l’altra persona deve farci stare bene. Principalmente se sappiamo che manchiamo anche all’altra persona. Torniamo con la mente all’ultimo abbraccio o all’ultimo bacio e restiamo li per un po’…sorridendo e godendo di quelle magnifiche sensazioni.  Non apparecchiare più la tavola per quella persona fa sentire il vuoto cosi come non vedere più lo spazzolino nel bicchiere o non avere una persona con cui organizzare la domenica. E’ una mancanza il bacio della buonanotte o la complicità nel preparare la colazione del mattino. Manca la telefonata quotidiana e la chiacchiera prima di andare a dormire. Ma questo, non è amore. L’amore è sentire la mancanza di respiri, baci, abbracci, sorrisi, cenni e parole che solo quella persona ci sapeva dare. Se mancano le emozioni e l’amore non è più corrisposto sapete cosa fare; se invece mancano i gesti quotidiani allora lavorate sulle abitudini e inseritene di nuove nella vostra vita. I primi giorni è difficile ma datevi tempo e vi troverete ad apparecchiare contando i giusti piatti senza pensare a chi manca. L’idea di amore e di felicità condivisa con un’altra persona si può ricostruire con il nuovo. Ma dobbiamo essere noi pronti ad accoglierla…

Ti voglio bene o ti amo

Ti voglio bene o ti amo, quale vale di più? Anche tu facilmente ti sei posto questo quesito, senza magari arrivare ad una risposta certa. Sai  perché accade questo? In amore un soggetto può essere confuso dalle forti emozioni provate che lo spingono a dedicarsi totalmente ad una persona: a volte infatti si crea confusione in quanto non si capisce all’istante se quello che si prova è solo del semplice affetto e attrazione, o se si tratta di qualcosa di più forte. Da qui le numerose e variopinte espressioni di affetto e di amore che i partner si scambiano: dai più classici “ti voglio molto bene” o “ti voglio un bene dell’anima” al più romantico “tesoro ti amo ” e moderno “ti amo di bene” tanto in voga tra i più giovani. Questa varietà di linguaggio riflette in tutto e per tutto il sentimento che un individuo prova nei confronti di qualcun altro che non è, unico e uguale per tutti: non si ama infatti in una sola maniera e allo stesso modo non si vuol bene a tutti in egual modo. Che significa ti voglio bene: te lo sei mai domandato? In senso letterale questa espressione significa “voglio il tuo bene”. Nella maggior parte delle regioni d’Italia viene utilizzato “ti voglio troppo bene” per esprimere il proprio affetto nei confronti di un famigliare o di un amico in quanto rispetto alle parole ti amo viene considerato meno intimo e passionale. In generale quindi siamo più abituati ad utilizzare questa espressione per tutte quelle relazioni che sono prive di una carica erotica su cui si basano i rapporti d‘amore. Ma fai attenzione: quando un ragazzo dice ti voglio bene ad una ragazza non vuol dire che non è innamorato o che il sentimento provato non sia tuttavia forte. Lo stesso può capitare se una ragazza ti dice ti voglio bene, perché volere il bene di qualcuno è sempre una forma d’amore. A conferma di ciò, alcuni soggetti preferiscono dire ti voglio bene ma no ti amo per mantenere il rapporto in una fase di stallo  dando l’impressione di non essere interessati realmente alla persona che hanno accanto. Altri invece trovano banali scuse per fuggire alle domande del compagno ormai stanco della vita di coppia, spesso questo incrementa   litigi che compromettono ancor di più la monotonia del rapporto e incrementano le possibilità di rottura della relazione..

Prassonissi

Prassonissi, anche chiamata Prasonisi è un’isola tidale che si trova all’estremità meridionale dell’isola di Rodi. Si tratta di un insenatura, sul quale si erge un faro, unito all’isola da una striscia di sabbia, che diventa un’isola con l’alta marea, dando origine a quel fenomeno conosciuto come “l’incontro dei due mari“, il mar di Levante ed il mar Egeo. Così, mentre il mare occidentale è agitato per il soffiare del vento Meltemi, quello orientale è calmo. Si assiste ad un fenomeno particolare che è il paradiso dei surfisti. Ancora oggi è una zona disabitata e con pochissime strutture, ancora lontana dal turismo di massa come quasi tutta la costa occidentale dell’isola che non ha strutture turistiche ma è in prevalenza agricola. Ci si arriva, dalla città di Rodi, sia dalla parte orientale che da quella occidentale oppure con itinerari interni se si vuol fare una visita a Petaloudes la Valle delle farfalle o ad altri piccoli centri storici tra i quali Psinthos, Epta Piges e Theologos. La particolare geografia del luogo ha permesso la creazione di due splendide ed opposte baie di sabbia fine: un vero paradiso da cui ammirare il blu intenso del mare e, sullo sfondo, il Faro

Non accontentiamoci delle…briciole

Sono quei rapporti che nella teoria filerebbero anche, ma che nella realtà donano veramente poco o nulla. Pochissime attenzioni, sporadiche tenerezze, solo brevi attimi da passare insieme, anche se intensi, a volte intensissimi. L’intimità poi, resta un miraggio, d’altronde in un contesto simile, non potrebbe essere altrimenti. E’ un po’ come quando andate a cena in quei ristoranti bellissimi e alla moda dove il cibo è straordinario, solo che prima di essere serviti vi fanno attendere così tanto che la fame quasi vi passa. Poi quando finalmente arriva il piatto, le porzioni sono ridotte e il conto così eccessivamente salato che alla fine della cena rimpiangete il piatto di tagliatelle della  trattoria sotto casa, che avrà pure le tovaglie di carta e le sedie di ferro, ma il calore con cui vi accolgono i proprietari vi fa sentire uno di famiglia e il cibo sarà anche tradizionale e poco ricercato, ma cucinato con tanto amore che a fine serata vi alzate da tavola veramente soddisfatti. In amore funziona più o meno così. Le storie brutte hanno tutte una cosa in comune: l’attesa. Chi vive una relazione sbagliata è sempre in attesa di qualcosa. Di una telefonata, di un messaggio, di un po’ più di tempo insieme, di un po’ più di attenzioni, che lei cambi atteggiamento che lui si accorga di amarmi di un giorno insieme al mare e così via. C’è sempre qualcosa che manca e che crediamo arriverà in un futuro molto vicino. Solo che ogni volta che ci sembra di aver fatto un passo in avanti, proprio quando ci sentiamo vicino al traguardo,il nostro obbiettivo ci sfugge di nuovo. Così finisce che passiamo anni a vivere e rivivere sempre le stesse situazioni e ad inseguire sempre le stesse persone, sacrificando valori e principi sull’altare di un amore che non ci restituisce nulla in cambio, di un amore che usa sempre le stesse dinamiche e la sola cosa che cambia è noi stessi. Gli amori che danno poco sono quelli che ci impoveriscono come persone, da qui le convinzioni più assurde. “Gli uomini sono tutti uguali ”o “le donne sono delle poco di buono”. Queste sono solo alcune delle idee malsane che si insinuano in noi quando viviamo da troppo tempo un rapporto infelice che ci scostano  dall’amore vero. L’amore e le relazioni sono il cibo con cui nutriamo la nostra anima. L’importante è scegliere bene il ristorante. “Ci hanno fatto persone e non formiche, non accontentiamoci delle briciole”(Marilyn Monroe)

Il villaggio dei gatti

Il gatto è un animale molto amato dai nipponici, primo attore di racconti, storie fantastiche e cartoni animati. Da qualche mese è stato inaugurato un nuovo omaggio ai felini: a Tokyo ha aperto un intero villaggio totalmente dedicato ai gatti. Si chiama Kichijoji Petit Mura ed è un borgo costruito interamente a misura di felino: gli edifici sono progettati per essere utilizzati dai gatti, che scorrazzano liberamente per il villaggio.A Kichijoji Petit Mura è possibile poi trovare negozi, parchi e giostre realizzate appositamente per i felini. L’edificio più grande è il Temari No Oshiro, una sorta di castello colorato abitato da gatti, ma che presenta anche un piccolo bar per i visitatori umani, dove sedersi prendersi un caffè o un aperitivo e possono girare per il villaggio, ma solo rispettando alcune regole: gli animali devono essere fotografati rigorosamente senza l’uso del flash, non possono essere presi in braccio ed è vietato anche dare loro da mangiare.A progettare il villaggio sono stati i disegnatori di una famosa casa di animazione giapponese.

Le delusioni…diventano le cicatrici del cuore

Le delusioni sono le cicatrici del cuore. Alcune grandi, alcune piccole altre antiche e profonde, ma ognuna di esse porta un nome. Il nome di un amico, di un genitore, di un compagno, di un parente segni di prove e dolori superati che ogni tanto ancora fanno male, come le ossa rotte quando cambia il tempo. Ma le delusioni sono anche le medaglie del cuore, che affermano la vostra capacità di amare e di dare fiducia alle persone anche se queste vi hanno feriti, traditi e ingannati. Sono le medaglie che dimostrano quanto coraggio abbiate per riuscire a credere ancora nell’amore nonostante sappiate quanto male può fare.Una delusione diventa una cicatrice del cuore quando smettiamo di provare risentimento verso chi ce l’ha provocata, allora la ferita si chiude non sanguina più, ma noi siamo diventati più forti e un po’ più prudenti .Come quando da bambini cadevamo con la bici o giocando a pallone e tornavamo a  casa con le ginocchia sbucciate, così doloranti da farci che non saremmo mai più saliti su qualsiasi cosa avesse avuto le ruote, ma poi quando ancora non era nemmeno caduta la crosta e il richiamo degli amici in strada diventava troppo forte, correvamo di nuovo verso un’altra avventura. Certo il cuore non è un ginocchio, ma il processo di ripresa è più o meno lo stesso e le delusioni fanno male quanto noi glielo consentiamo. Pensate, se da bambini invece che le carezze e le coccole della mamma, aveste buttato sale sulle vostre sbucciature, cosa sarebbe successo? Il dolore sarebbe diventato insopportabile e sicuramente la voglia di tornare a giocare vi sarebbe passata del tutto. E’ così anche per le vostre ferite del cuore, se continuate a torturarle con pensieri angosciosi e sensi di colpa seguiteranno a sanguinare e allora tornare ad amare sarà veramente difficile. Curatele, invece, e tenetevele strette, saranno i vostri piccoli campanelli d’allarme che vi avvertiranno ogni volta che sarete in pericolo, per ricordarvi che amare si può, ma senza dimenticare di difendere se stessi.

Dagli scarti vegetali materiali ecologici

Gli scarti di frutta e verdura da oggi si possono convertire in plastica biodegradabile. Ogni anno in Europa si producono 25,8 milioni di tonnellate di spazzatura plastica, di cui solo il 31% finisce in discarica, mentre il resto si disperde in natura andando a impattare negativamente sull’ambiente e l’ecosistema inquinando sempre di più mari e fiumi. Il 95% del valore degli imballaggi di plastica viene perso a causa dell’utilizzo usa e getta dei contenitori in plastica. Alla ricerca di sostituzioni ecosostenibili alle plastiche che conosciamo, il team dell’Istituto Italiano di Genova sugli smart materials ha sperimentato e brevettato diverse tecnologie che permettono, già da ora, di ottenere bio plastiche ecologiche che azzerano l’impatto  ambientale, arrivando dagli scarti del mercato ortofrutticolo e risultando quindi totalmente biodegradabili. Prestazioni analoghe alle plastiche convenzionali per contenitori e imballaggi che normalmente utilizzano polimeri inquinanti che impiegano fino a 5.000 anni prima di smaltirsi completamente, mentre in futuro potrebbero essere realizzate con gli scarti di carciofi o lattughe, carote o caffè. “Le procedure per la realizzazione di questi materiali sono estremamente semplici e riproducibili per questo ci auguriamo che queste tecnologie raggiungano in breve tempo processi di produzione su larga scala”.

Perchè l’amore fa passare la fame

Quando ci innamoriamo il nostro cervello accresce la produzione di dopamina, noradrenalina e feniletilamina , neurotrasmettitori che inondano il corpo e scatenano reazione fisiologiche, quali il battito cardiaco accelerato, l’aumento di sudorazione, l’euforia, l’eccitazione, l’insonnia e anche… il minore appetito. È proprio la PEA, sostanza chimica con una struttura simile a quella delle anfetamine, che ci riempie di entusiasmo amoroso ma chiude lo stomaco. Non si sa esattamente come questo neurotrasmettitore agisca sull’inibizione della fame, ma la sua “esplosione” nel nostro organismo durante l’innamoramento ci regala moltissima energia ed eccitazione emotiva. A livello biologico, insomma, è tutta questione di chimica. Nella fase iniziale dell’infatuazione, quando si desidera focosamente l’altra persona, senza però che si sia ancora instaurata una relazione a due, l’organismo è inondato dagli ormoni dello stress. È il classico “sfarfallìo” del cuore, che chiunque ha sperimentato di fronte all’uomo o alla donna per cui ci si è presi una cotta, spesso seguito da vampate di calore, viso che arrossisce, mani che sudano. Reazioni repentine, irrefrenabili, spesso persino inaspettate, legate a momenti intensi vissuti insieme alla sospirata dolce metà. E se poi Cupido mette bene a segno le sue frecce, e colpisce dritto al cuore i tremiti lasciano il posto all’euforia: l’amore, ricambiato, è travolgente, folle, smodato. Energia allo stato puro che spazza via il sonno, la fatica e, appunto, la fame. Perché, in un certo senso, è come se ci nutrissimo solo d’amore. E anche Dante, pur non conoscendo la “chimica dell’amore”, è risaputo che soffrì di inappetenza, quando si innamorò di Beatrice.

 

Cosa non fare dopo mangiato

La pennichella dopo aver mangiato, spazzolare i denti dopo i pasti: ognuno, dopo essersi alzato da tavola, ha le sue abitudini. Alcune di queste però dovrebbero essere  evitate, o quanto meno ritardate. Ecco il perchè. Subito dopo i pasti è sconsigliato fare un’attività sportiva intensa. Dopo aver mangiato infatti il nostro organismo è impegnato nella digestione che richiede un maggior afflusso di sangue verso lo stomaco. Se facciamo sport il sangue viene diretto anche ai muscoli e questa separazione del flusso può generare, ad esempio, mal di stomaco o crampi. La digestione viene compromessa e l’allenamento non ha la stessa efficacia che fatto in un altro momento. Meglio dunque aspettare due/tre ore dopo i pasti per fare sport: se ci si vuole muovere meglio optare per una semplice camminata preferire uno spuntino leggero a un pasto completo. Cosa c’è di più bello che fare un sonnellino dopo pranzo magari dondolati da una amaca in giardino ? Alcune ricerche hanno dimostrato addirittura che il riposo favorisce una mente più attiva nel pomeriggio. E’ meglio evitare però di sdraiarci subito dopo aver mangiato, infatti, la dicesa del cibo dello stomaco viene favorita, tra gli altri fattori, anche dalla forza di gravità: sdraiandoci dunque impediamo in parte il processo di digestione.Ce lo hanno insegnato da piccoli: dopo mangiato bisogna aspettare tre ore prima di buttarsi in piscina o nel mare altrimenti si blocca la digestione e si rischia la congestione. E’ davvero così? Per scendere nell’intestino la frutta impiega in media mezz’ora, i carboidrati e il pesce un’ora, la carne di manzo 3-4 ore, quella di maiale fino a 5 ore. Dunque pensate a cosa avete mangiato e regolatevi di conseguenza con il vostro buon senso! Lavarsi i denti dopo mangiato è senza dubbio una pratica che favorisce la salute dentale, sarebbe meglio però aspettare mezz’ora dai pasti per farlo. L’azione dello spazzolino subito dopo mangiato, infatti, favorirebbe la penetrazione degli acidi che danneggiano lo smalto.

Esprimere le emozioni

Per arricchire la comunicazione con gli altri, è molto importante imparare a parlare con il cuore. Sembra facile, ma non lo è. Questo perché non si tratta solamente di dire le cose e nel modo giusto, ma anche di farlo al momento giusto. C’è solo una strada da percorrere per riuscirci: esprimere le emozioni. Non bisogna esprimere le proprie emozioni solo quando va tutto bene. Di fatto, è molto più importante farlo quando le cose vanno male. Quando ci sentiamo confusi, turbati, la via d’uscita non è il silenzio. Non lasciate che queste emozioni restino dentro di voi e vi facciano del male. Esprimete ciò che pensate e provate in qualsiasi circostanza. E assicuratevi di farlo in tempo. Non sempre è facile identificare il momento corretto, ma a poco a poco imparerete a parlare al tempo più opportuno. Non c’è una formula esatta per stabilire cosa definisce o meno una corretta comunicazione emotiva. Di certo nei momenti di irritazione o rabbia si prova un forte desiderio di dire la prima cosa che passa per la testa. La maggior parte delle volte ci pentiamo di aver ceduto a questo impulso, perché alla fine non serve a esprimere quello che vogliamo dire. Anzi, rischiamo di fare danni e bloccare la comunicazione. Parlare con il cuore è sempre più facile quando in ballo ci sono emozioni positive. Non dovremmo mai stare zitti quando proviamo qualcosa di bello e positivo. È un buon modo per cominciare a collegare emozioni e parole, senza l’intermediazione del pensiero. In altre parole, aiuta ad nutrire la spontaneità. Una persona che sa esprimere le emozioni al momento giusto, in maniera chiara e senza ferire gli altri, di sicuro è pronta a portare i suoi rapporti interpersonali a un livello superiore. Questo evita un’infinità di problemi e di angosce. Imparate a comunicare con il cuore, ne vale la pena.