Meno sale vi farà sentire meno caldo

In estate si deve mangiare più leggero, per tollerare meglio le alte temperature e per garantire all’organismo tutti i nutrienti, le vitamine e i sali minerali di cui a bisogno. Meno grassi, più frutta e più verdura sono un inevitabili per la salute, ma spesso proprio in cerca di ricette fresche e sane ci si imbatte in piatti che in realtà sarebbe meglio evitare. Frutta fresca, banane, arance, pompelmi sono un ottimo reintegro naturale, ma tutta la frutta e la verdura fresca in genere sono per natura ricche di potassio. Attenzione anche  agli alimenti ricchi di sale e attenzione anche ai dolci! Non serve smettere di salare l’acqua della pasta, si può ridurre. Il sale nascosto è molto più pericoloso ed è quello che solitamente contengono, affettati, salumi, formaggi che più sono stagionati più ne contengono . Ma si deve fare attenzione anche ai prodotti da forno come i biscotti e i dolci, che contengono sale oltre che zucchero, o non saprebbero di niente, e risultano salati tanto quanto la mortadella. Idem per moltissimi piatti pronti o semilavorati, salati per dare sapore. Vediamo anche il caso del prosciutto & melone o della bresaola, rucola e grana i due piatti forti dell’estate. In estate si pranza con prosciutto e melone, pensando che sia un piatto fresco e che faccia bene. Contiene tantissimo sale Meglio mangiare melone e roastbeef, è molto meglio se si soffre il caldo, mentre la bresaola risulta ancora più salata del prosciutto, battuto anche dal salame. In accoppiata con la bresaola, il Parmigiano risulta essere un piatto molto salato, che andrebbe consumato con parsimonia e compensando la scelta con pasti molto bassi di sale nell’arco della giornata. Da evitare anche di condire troppo le insalate, o di pensare che la mozzarella, o la feta, siano leggere, mentre sono comunque formaggi e con un contenuto di sale non trascurabile. Quindi se volete sentire meno caldo contenete il consumo di sale

Soffrire per amore

L’amicizia è uno dei sentimenti più belli e puri che esistano. Un amico è una figura presente nel momento del vero bisogno. Esso non ti giudicherà mai, ti mostrerà rispetto, ti farà sorridere nelle giornate più tristi e ti accetterà per quello che sei e non per quello che hai. Tra i segnali che dimostrano la profondità di una amicizia, c’è la capacità di saper consolare. Come aiutare una amica che soffre per amore, classica situazione in cui la vera amicizia esce fuori con l’unico intento di lenire le sofferenze di chi sta male. L‘amore a volte è scorretto. Prima di consolare una amica, bisogna capire per quale motivo sta soffrendo. Si tratta di un amore non corrisposto, di un sentimento che non è mai stato dichiarato oppure è la conseguenza di un rapporto terminato e non se ne vuole fare una ragione? Se la vostra amica sta soffrendo a causa di un amore non corrisposto, in questo caso dovrete farle capire che non si tratta di qualcosa di sbagliato in lei. Dovrete farla svagare, farle conoscere altre persone. Chiamatela, o inviatele spesso dei messaggi, per accertavi che stia bene e, qualora volesse vedervi, non negatele un appuntamento. Se la vostra amica dovesse essere timida da non essere in grado di far capire a colui per cui ha perso la testa di provare un sentimento molto bello, piuttosto che farla cadere in depressione, cercate di aiutarla a sciogliersi, specificandole che se il sentimento non dovesse essere corrisposto dovrà reagire positivamente. Aiutatela, ma non fate l’errore di illuderla o lusingare la persona per cui ha perso la testa. Se la sofferenza deriva da un rapporto terminato, in questo caso bisogna valutare tutte le motivazioni. Un rapporto può finire per tanti motivi. Però, in tutti i casi, si tratta di una situazione molto delicata, essendoci stato comunque un rapporto tra i due, è sempre bene non schierarsi totalmente da un lato. L’unica mossa onesta e matura, è quella di capire bene quali siano state le vere cause della fine della relazione e rispondere a queste in maniera concreta mettendo l’amica di fronte anche a delle sofferenze maggiori. La verità riesce sempre ad essere accettata, anche dopo molto tempo. Aiutatela a reagire non piangendole addosso ma facendola svagare anche contro la sua volontà, fatela uscire per un aperitivo se avete occasione portatela al mare, in montagna e  ricordatele inoltre che il vero amore non finisce e che quindi, evidentemente, quel ragazzo non era persona adatta per lei.

 

Piangere ecco perchè

Ogni vita comincia con il battito del cuore e un pianto: è il segnale che siamo arrivati al mondo, siamo qui, e abbiamo bisogno di aiuto. Attaccabili in tutto, non abbiamo altro sistema per attirare l’attenzione sulle nostre necessità. Alcuni sostengono che l’uomo sia l’unico essere vivente che piange consciamente, mentre secondo altre teorie questo non è del tutto vero, perché anche altri vertebrati come scimpanzé, elefanti, orsi, cani, hanno un sistema lacrimale simile al nostro che serve a mantenere umida la superficie degli occhi. Si potrebbe dire allora che soltanto l’uomo ha sviluppato un pianto di tipo emotivo, ma sappiamo che anche i cuccioli di molti animali, se separati dalle madri, producono dei versi particolari che in alcuni casi assomigliano proprio al pianto dei bambini. Quanto si piange nel mondo? Secondo una ricerca dell’Università olandese il paese dove si piange più spesso sono gli Stati Uniti, e subito dopo, a pari merito, Italia e Germania. Il paese in cui si piange di meno è invece la Cina. Parlando poi di sessi, le donne piangerebbero più spesso. Uno studio tedesco rivela che le donne versano più lacrime, con aumento del fenomeno prima e dopo il ciclo mestruale, mentre i maschi lo farebbero tra le 6 e le 17 volte. Le lacrime dovute ad emozioni di gioia o tristezza contengono infatti livelli più alti di proteine, che hanno un ruolo chiave nel sistema immunitario. Una delle loro funzioni potrebbe proprio essere quella di togliere sostanze chimiche che aumentano durante un evento traumatico, prevenendo il rischio di infarto e riportando l’armonia. Piangi dopo il sesso? È normale I ricercatori chiamano questo fenomeno “depressione post-coito” e lo hanno studiato e documentato fin dall’antichità. Galeno, scriveva intorno al 150 d.C.:«Dopo l’orgasmo, tutti gli animali tranne i galli sono tristi».In realtà questa sorta di malinconia, che colpisce sia uomini che donne, pare essere una risposta dell’organismo al flusso di ormoni rilasciati durante l’atto sessuale. Piangere fa stare meglio Spesso si sente dire che piangere è uno sfogo, che dopo aver versato lacrime a fiumi ci si sente meglio, quasi più rilassati. In effetti alcuni ricercatori hanno filmato 60 persone intente a guardare un film triste. Tra queste, 28 hanno pianto: subito dopo il film, questi “sentimentali” erano più tristi dei compagni di test; ma a 90 minuti dalla proiezione, si sentivano molto meglio di chi non aveva pianto. Secondo una delle maggiori teorie sul tema, detta “del recupero”, il corpo ritroverebbe l’equilibrio più facilmente, dopo un pianto liberatorio.

Scarabocchi il tuo inconscio parla di te

Basta poco e non importa dove ci si trovi, al lavoro, a casa, al telefono o durante una riunione. Basta avere un foglio e una penna in mano ed ecco apparire disegni, lettere, stelline o cuoricini. È come se la mano fosse guidata dall’inconscio, che regala pensieri e parla di noi. Vengono chiamati in svariati modi, da scarabocchi  a ghirigori, una sorta di scarabocchio zen che ha l’obiettivo di lasciare libero sfogo all’emisfero destro quello creativo ed emotivo del nostro cervello. Ma il fatto che questi scarabocchi siano il frutto di una fase creativa, durante un momento di concentrazione, non significa che essi manchino di significato, anzi. Gli esperti grafologi riescono infatti, a leggere importanti informazioni su chi lo sta compiendo. Comunque, anche con poca esperienza, possiamo diventare brave a capire cosa passa per la testa del nostro interlocutore mentre disegna.Per spiegare il significato della maggior parte degli scarabocchi, li si può classificare nelle seguenti: gli scarabocchi che facciamo nel colmare gli spazi vuoti del foglio: può trattarsi di riempire le lettere, le immagini o fornire dettagli a disegni. Com’è intuibile, riempire gli spazi vuoti trasferisce il bisogno di colmare un vuoto o una lacuna. I disegni geometrici. Sono linee rette o curve che vanno a rappresentare figure geometriche vere e proprie: Questi disegni spostano il bisogno di tendere verso la razionalità e la logica in riferimento all’argomento che si sta trattando verbalmente. È come se la persona che li disegna sentisse che “tutto deve quadrare, alla fine”. In generale, le linee rette significano calma e riflessione. Gli elementi decorativi Sono, per esempio, le cornici intorno ad alcune parole o le decorazioni fatte sui bordi del foglio. Trasferiscono una mente ordinata e con le idee chiare. Talvolta le persone pignole ed troppo precisine hanno proprio la tendenza a riempire pagine di cornicette. Se le cornici sono astratte o fatte di fiori, abbiamo di fronte una persona romantica, se invece sono fatte con forme geometriche, è preciso e vuole avere tutto sotto il proprio controllo. Gli elementi figurativi. Sono i disegni veri e propri: si può trattare di magnifiche opere d’arte oppure di semplici oggetti identificabili come cuori, fiori, case, sole, alberi, foglie, visi. Questa categoria è la più intima perché i disegni svelano molte informazioni sulla nostra personalità e sullo stato emotivo del momento. E tu? Che scarabocchi fai?

Qualcosa di nuovo

Potremmo mai fare a meno del pane? Gli Italiani probabilmente no, e con loro molte altre culture culinarie che fanno di ‘scarpette’ e panificati vari un pilastro dell’alimentazione. Un pilastro che cambia, coniugando innovazione e tradizione. Nasce in questo contesto Well-Bread, il pane viola realizzato grazie agli studi di Tecnologie alimentari, in collaborazione con alcuni ricercatori dell’Università di Pisa. Ma di cosa si tratta esattamente? Well-Bread è un pane viola a lievitazione naturale, ottenuto unendo tre ‘super ingredienti’. E’ realizzato con lievito madre, il più antico metodo di lievitazione al mondo. Che permette di aumentare sapore, valore nutrizionale e conservabilità, apportando composti probiotici e sali minerali. L’uso di pasta madre consente inoltre di ridurre o eliminare la quantità di sale aggiunta nell’impasto e ritardare il processo di raffermamento. Prodotto sostituendo parte della farina con patate viola liofilizzate che conferiscono al prodotto un peculiare colore viola associato a un maggior livello di composti antiossidanti. Infine, sono state impiegate le pectine, sostanze contenute nella buccia della frutta che garantiscono migliore struttura e sofficità. Questi composti possono essere ricavati da altre filiere alimentari, contribuendo a ridurre e valorizzare gli scarti di produzione. Il prodotto può rappresentare un modello per l’intero comparto dei prodotti da forno, che prevedrebbe la rivisitazione delle ricette sia di merende o snack, per uno spuntino nutrizionalmente bilanciato, sia di quei dolci che fanno parte a pieno titolo della grande tradizione dolciaria italiana.

Stroncare le cattive abitudini

Stroncare le cattivi abitudini non è semplice, innanzitutto se si tratta di azioni che non giudicheremmo mai dei vizi veri e propri. Il fatto è che abbiamo preso delle abitudini che però non fanno bene alla nostra salute, alcune addirittura possono recare danno seriamente. Eccone alcune poi starà a voi decidere come cambiare la vostra vita! Bloccare gli starnuti Quando stringiamo la bocca e tiriamo il naso verso il basso, la pressione intra craniale aumenta in maniera consistente: questo potrebbe causare la rottura di un vaso sanguigno cerebrale. Se possibile è meglio cercare di fermare prima lo starnuto, esattamente quando il naso inizia a prudere e non più tardi. Mettersi il profumo Per molti uscire senza profumo indosso non è possibile: il problema sorge quando, come accade nella maggior parte dei casi, si usano fragranze non naturali, che contengono sostanze a lungo andare dannose. Se siete colpiti spesso da nausea o giramenti di testa provate a non spruzzarvi il profumo per qualche giorno. Scegliete se possibile una fragranza naturale: sono ottime! Bere succhi di frutta fresca Per riempire i bicchieri che normalmente vengono usati per servire frullati, è necessaria una quantità maggiore di uno stesso frutto, più di quanto ne avreste mangiato normalmente. Questo può causare problemi a chi è affetto da particolari   patologie: ad esempio l’uva è molto zuccherina ma lo ancor di più il suo succo, per questo non dovrebbe essere bevuto da chi ha il diabete. Inoltre, l’uva contiene molti allergeni che possono causare allergie, soprattutto nei bambini. Lavarsi i denti dopo mangiato. I dentisti raccomandano di far passare almeno 30 minuti dal pasto prima di lavarsi i denti. Questo perché alcuni cibi e bevande rilasciano degli acidi che operano sullo smalto e sullo strato inferiore dei denti. Spazzolare i denti prima dei 30 minuti significherebbe far penetrare più agevolmente e a fondo questi acidi.

Siete appena rientrati dalle vacanze..attenzione ai tradimenti

Siete appena ritornati dal mare, in ferie vi siete rilassati e divertiti, molto bene ma attenzione ai rientri, il ritorno alla normalità per molti rappresenta un fatto traumatico: secondo alcune stime almeno una persona su due soffre della cosiddetta “sindrome da rientro”. Che, secondo un sondaggio, mette a rischio la coppia… Perche’ si tradisce Per superare la stanchezza, la percezione di confusione e la perdita di entusiasmo che contraddistinguono questa sindrome, al rientro dal mare aumenta la propensione al tradimento. Lo rivela un nuovo sondaggio realizzato su un campione di duemila iscritte e iscritti . Il 64% degli utenti di entrambi i sessi intervistati dal portale sostiene che a fare aumentare il desiderio di tradire il partner è proprio la «sindrome da rientro» il riprendere la stessa vita il vivere il quotidiano. Ma quali sono le motivazioni che spingono a tradire il partner? Al primo posto c’è la monotonia del rapporto preesistente: è il motivo principale che spinge sia gli uomini che le donne a cercare una relazione extraconiugale al rientro dalle vacanze. Poi, il desiderio di provare emozioni forti e il desiderio di essere poste al centro dell’interesse di qualcuno che soddisfi il loro bisogno di attenzione. Ma c’è anche chi tradisce per evitare un divorzio o una separazione

 

Praga, la capitale della Repubblica Ceca,

E’ una città dai mille volti, uno più bello dell’altro. Una figura elegante che lascia dietro di sé un costante profumo di glassa e di stinco arrosto, mentre si cammina fra le sue vie ricche di storia.Tuttavia, non tutti i ristoranti di Praga sono tradizionali. O meglio, lo sono nei piatti che servono, ma non lo sono assolutamente nella loro presentazione e nello stile del ristorante. Andiamo a scoprire due locali di cui vi innamorererete perdutamente, molto diversi fra loro, ma accomunati dall’essere assolutamente fuori dal comune. Vytopna, la birra arriva direttamente sulle rotaie Il primo dei ristoranti di cui vi vogliamo parlare è il Vytopna, Si trova nella via di fronte al Museo Nazionale, nella zona Praga La sua particolarità è quella di aver ricreato, al suo interno, una rete di trenini che corrono lungo le rotaie attraversando tutto il locale. Appena salita la scala, vi troverete di fronte alla stazione, dove c’è il bar, da cui partono le bevande che verranno consegnate dal trenino in tutti i tavoli del locale. Attraverso le rotaie il trenino passa e si ferma a fianco del tavolo in cui deve arrivare l’ordinazione. Ci sono anche diversi livelli di rotaie e, in alcuni punti del locale, sono stati costruiti plastici che rappresentano le fermate, con le casette, gli alberi e le strade. Vi consigliamo davvero di provarlo perché è un’esperienza davvero eccezionale! Il cibo è buono, cucinano sia ristorante che pizza, ed il prezzo è molto onesto. Le patatine fritte sono la fine del mondo! L’unico consiglio che ti diamo, rispetto a questo ristorante, è di prenotare in anticipo perché la richiesta è molto alta, quindi potresti non trovare posto. Mangiare in una taverna medievale Se andate  a Praga ed avete intenzione di visitare il castello, non potete affatto saltare un pranzo o una cena in una vera taverna medievale. Rientra di diritto fra i ristoranti strani di Praga in quanto il locale è completamente al buio, illuminato solo dalle luci delle candele.Il cibo è tipico, anche se presentato ed arricchito con molta fantasia. Ci sono svariate tipologie di carni. L’arredo è davvero attraente. Ci solo pelli, armature, attrezzi .Se esplori il locale fino alla sala creata all’interno della cantina, potrai notare il soffitto totalmente ricoperto di teschi! Finito il pranzo, inoltre, inchioderanno lo scontrino al tavolo con un coltello!

 

Ombrellone e lettino sono in condivisione

E si prenotano con un’app. Per capirsi, un po’ come si fa con Just Eat per i pasti a domicilio o per BlaBlacar per un passaggio in auto.L’idea dell’ombrellone condiviso arriva dalle menti di due giovani piemontesi. Hanno ideato Playaya: si tratta di un’app che permette a quanti hanno un abbonamento stagionale di condividere il proprio ombrellone al mare quando non lo utilizzano. Una soluzione di economia condivisa che permette ai bagnanti che si recano al mare solo per un giorno o per un paio d’ore di trovare in tempo reale un posto comodo dove rilassarsi in spiaggia. Il lancio dell’app parte delle spiagge della riviera ligure, le stesse spiagge frequentate per anni dai due inventori di Playaya fin da piccoli. L’app ha già conquistato vari stabilimenti privati tra Loano, Ceriale, Spotorno e Pietra Ligure. Gli stabilimenti possono registrarsi gratuitamente alla piattaforma, mettendo a disposizione dei clienti un servizio unico che permetterà loro di condividere con bagnanti last minute il proprio ombrellone nei giorni in cui non potranno sfruttarlo. Il tutto a un prezzo scontatissimo la postazione costerà dal 30 al 50% in meno rispetto al giornaliero standard, suddiviso tra i titolari dell’abbonamento stagionale, che incasseranno il 60% della quota, mentre il 40% viene distribuito in parti uguali tra balneari e gli inventori di Playaya.

Volersi bene

Volersi bene: sentimenti che proviamo e dimostriamo Voler bene ai genitori, ai figli, al partner, agli amici… è un sentimento bellissimo, che proviamo e dimostriamo spontaneamente ogni giorno. E come ci comportiamo quando vogliamo bene a qualcuno? Ce ne prendiamo cura. Dimostriamo ogni giorno il bene che proviamo con parole e gesti. Ci accertiamo che questa persona stia bene, e ci preoccupiamo se ci sono dei problemi. Cerchiamo di renderla felice. Gli stiamo accanto dando il meglio di noi. È meraviglioso voler bene a qualcuno, perché non inizi da te stesso? Tutto questo è importante tu lo faccia anche nei tuoi confronti. Troppo spesso cerchiamo di dare il meglio di noi agli altri, ma ci dimentichiamo che dovremmo farlo prima di tutto per noi stessi! In fondo noi siamo una delle persone più importanti della nostra vita, e solo capendo e attuando questo concetto possiamo ottenere il meglio per noi, e dare anche il meglio di noi agli altri.  Volersi bene significa vivere la propria vita in modo da sentirsi felici, in armonia con i propri valori, i propri bisogni, e i propri desideri e questo senza che ci sia un prezzo da pagare per nessuno ne per te ne per gli altri. Tutto ciò potrebbe a prima vista sembrare scontato, ma a volte ci scordiamo di farlo in molti modi e senza neanche rendercene conto. Si va incontro così a difficoltà di vario tipo, in quanto questo è un presupposto necessario per vivere in armonia con se stessi e con gli altri. Quando ci vogliamo meno bene? Quando non ascoltiamo le nostre emozioni e i messaggi che ci sta inviando il nostro cuore. Quando non ci prendiamo cura delle nostre necessità  Quando non ascoltiamo il nostro corpo Quando facciamo di tutto per piacere agli altri e mettiamo noi stessi in secondo piano. Quando non riusciamo a distinguere ciò che è buono per noi da ciò che  non lo è. Quando lasciamo che qualcuno prevalga su di noi. Quando credendo poco nelle nostre potenzialità ,mettiamo i nostri sogni ed  aspirazioni nel cassetto. Quando ci giudichiamo.. impariamo a volerci bene