Un’azienda israeliana ha ideato un programma che comprende, dal modo di parlare, lo stato d’animo della persona dall’altro capo del telefono. E anche di quale malattia soffre. Il programma si chiama Magnify ed è in grado di individuare alcune malattie Che esistessero programmi che intuiscono le bugie al telefono esaminando lo stress della voce già lo sapevamo. Se il tuo interlocutore piange o ride, ovviamente, non serve un software per indovinare cosa sta provando, come se ti parla mentre cammina nel centro di una città, o se ti parla dal giardino di casa disteso nel divano, è facile percepire la circostanza e lo stato emotivo, ma in alcuni casi, come nei call center o in campo medico, potrebbe rivelarsi molto utile. Quando si parla al telefono con qualcuno, di solito, ci si concentra su quello che dice piuttosto che su come lo dice. Magnify, invece, analizza il parlato per identificare stati d’animo e addirittura eventuali malattie. Tutto ciò a che scopo? Per un operatore di call center, per esempio, conoscere lo stato emotivo di un cliente potrebbe agevolare il lavoro, e lo stesso dicasi per i medici. eXaudios, la software house che lo produce, sostiene che il suo programma è anche in grado di diagnosticare alcune malattie come l’autismo, la schizofrenia, patologie cardiache, il Parkinson, e persino il cancro alla prostata. Il tutto semplicemente analizzando il modo di parlare di una persona
Categoria: Sapevate che…
Zuccheri sono davvero dei nemici
Quelli che nella terminologia popolare sono chiamati zuccheri fanno parte della categoria dei carboidrati o glucidi che forniscono al nostro organismo energia immediata, pare che oggi lo zucchero stia diventato uno dei nostri peggiori nemici. È troppo presente nella nostra dieta sotto la forma di un eccesso di carboidrati,. Tanto presente da essere diventato un pericolo per la nostra salute. La nostra salute è molto taoista. Si basa infatti sulla via di mezzo, non ama gli eccessi Protagonista assoluto delle nostre tavole, finisce spesso sul banco d’accusa come causa principale di diabete, carie, obesità, carburante principale dell’organismo, alimento dalla storia complessa e curiosa, tra i pilastri dell’economia mondiale, e arma a doppio taglio per la nostra salute. Se ne trova in abbondanza nel pancarré, nel ketchup e nelle salse in generale, nei sughi pronti e in tutti i prodotti da colazione (yogurt, succhi di frutta, cereali), che somigliano sempre di più a dessert veri e propri. Negli Stati Uniti, tre quarti di cibi e bevande confezionate contengono zuccheri o dolcificanti, che aggiungono sapore a prodotti poveri di grassi, ne modificano la consistenza e migliorano la conservazione.Ci sono almeno due modi per tagliare senza troppa fatica le dosi giornaliere di zucchero assunto: il primo è smettere di zuccherare tè e caffè e di consumare bevande dolcificate. Il secondo, è fare in modo che la propria colazione non sia a base di dessert: scegliere cereali e succhi di frutta non zuccherati, evitare di acquistare yogurt più simili a creme, consumare torte, biscotti e brioches con moderazione
Gestire la lavatrice in modo intelligente
Il carico e lo scarico della lavatrice possono sembrare due azioni semplici e di poco interesse. Al contrario, se esse vengono organizzate in modo intelligente, riescono a far risparmiare tanto tempo e fatica. Ecco alcuni semplici consigli per gestire la lavatrice nel modo più funzionale. Dotatevi di un porta biancheria possibilmente con scomparti divisi, così potrete fin dall’inizio fare una divisione della vostra biancheria. Prima comunque di caricare la lavatrice si deve rifare la selezione dei capi, per non combinare ‘disastri’ in fase di lavaggio. Via libera quindi alla divisione tra capi bianchi e colorati e tra capi che chiedono un prelavaggio perché molto sporchi. Per salvaguardare tempo e se si dispone di spazio, l’ideale è dedicare una cesta ai capi colorati e una ai capi bianchi, così si può andare subito a colpo sicuro. Tenere tutti insieme in un mobilino i detersivi, vicini alla lavatrice e possibilmente riforniti.. Tenere a portata di mano delle ceste per riporvi i capi appena lavati. Una volta riposti essi possono essere distesi direttamente attingendo dalla bacinella, evitando un continuo ‘va e vieni’ dalla lavatrice e riducendo notevolmente lo sforzo (i capi bagnati pesano!) Nel caso di spazi ridotti meglio dotarsi di uno stendibiancheria verticale con rotelline. In questo modo i capi possono sia essere lasciati ad asciugare nel terrazzo, o in giardino se c’è una bella giornata di sole, o posizionati nell’ambiente che più si preferisce
Le Nocciole
Le nocciole, insieme alle mandorle, sono tra i frutti più ricchi di vitamina E contengono inoltre fitosteroli, sostanze utili per la prevenzione delle malattie cardiache e circolatorie. Contengono grassi buoni, in grado di abbassare i livelli del colesterolo LDL. Le nocciole sono un ottimo snack da consumare a colazione o a merenda, in alternativa ai prodotti confezionati. In cucina vengono utilizzate per ricette sia dolci che salate. Le nocciole e l‘olio da esse ricavato sono ingredienti comuni in cibi come torte, biscotti e cioccolato. Possono essere mangiate sia crude che tostate. Esse contengono alte quantità di ferro, calcio e proteine, il che le rende una benefica aggiunta alla dieta. Per eliminare le pellicine marroni che ricoprono le nocciole non è necessario dannarsi! Per una perfetta pulitura dopo averle tostate in forno,sarà sufficiente mettere le nocciole in un canovaccio e agitare in maniera piuttosto vigorosa così da far urtare le nocciole le une con le altre ed eliminare così tutte le pellicine. Quando le nocciole saranno ben pulite e del tutto raffreddate, potete riporle all’interno di barattoli ermetici; ricordate di mettere i barattoli in luoghi asciutti, privi di umidità e lontano da fonti di calore; così facendo potete conservare le nocciole anche per un periodo di tempo abbastanza lungo.Nel caso in cui volete conservare le nocciole tritate, dopo la tostatura è sufficiente frullarle nel mixer, mentre se avete necessità di conservare la farina di nocciole, allora dovete frullarle aggiungendo uno o due cucchiai di zucchero.
Bere con attenzione
Bere e non ubriacarsi. Per molti sembra impossibile, ma non lo è. Prova questi cibi da accompagnare ai tuoi cocktail e impara come evitare di far soffrire il tuo corpo con la tipica sbornia del giorno dopo. Bere a stomaco vuoto non fa bene al tuo corpo. Se quello che vuoi amplificare è il gusto dei tuoi cocktail e non i suoi effetti, proteggi la tua salute gustando questi piatti, accompagna il dolce e vanigliato aroma di un whisky con delle deliziose costolette al barbecue. Il motivo? L’alto contenuto di segale dell’ whisky dà al cocktail un sapore speziato che lega bene con il sapore marinato e il gusto affumicato della carne al barbecue. Se al classico whisky ne preferisci uno dal sapore leggermente torbato con malto essiccato in dei forni non a legna ma con la torba lascia perdere la carne e punta tutto su un buon piatto di pesce, come ad esempio il sushi è
la scelta giusta per cui gli amminoacidi ti aiuteranno a evitare la possibile sbornia dovuta dal quasi 50% di gradazione alcolica.
Segui questi consigli per evitare di far soffrire il tuo corpo con la tipica sbornia del giorno dopo, oppure evita l’alcool e scegliti un’ ottima acqua minerale naturale
Inizia bene la giornata
Per la maggior parte delle persone, la prima colazione rappresenta il pasto più sacrificato della giornata. Capita molto spesso di saltarla completamente o di consumarla in modo rapido e frugale, non riuscendo a dedicare ad essa più di cinque o dieci minuti. Caratteristica comune è quella di aggirare il problema recandosi al bar. Il caffè e il cornetto sembrano essere diventati un “must” irrinunciabile, un tipo di colazione, purtroppo, tipico di una cattiva tradizione italiana. Nelle colazioni proposte anche a chi segue una dieta c’è anche quella salata, la quale nel resto d’Europa è una prassi comune ma nel nostro Paese viene ancora molto sottovalutata da tutti gli irrinunciabili del caffè o del latte caldo la mattina. Una colazione ricca e completa è quella che ci consentirà di gestire in modo opportuno le nostre energie e ci permetterà di stimolare nel giusto modo il metabolismo, garantendoci risultati ottimali in termini di efficienza e di resistenza.
Un pecorino che fa parte della storia
Che le crete Senesi e, più in generale, tutta la zona del sud della provincia di Siena che tra colline file di cipressi e tornanti di strade bianche si snoda fino alla Valdorcia , sia una delle patrie del formaggio Italiano non è certo storia nuova. Il pecorino delle Crete Senesi risalirebbe al periodo Neolitico come sembrano dimostrare dei recipienti per la lavorazione del latte rinvenuti in un villaggio nei pressi di Pienza. Il formaggio delle Crete Senesi viene citato anche in molti documenti del Seicento, ed è facile trovare ancor oggi fattorie che si tramandano l’arte della caseificazione di padre in figlio, dove il latte proviene da allevamenti selezionati, e gli animali sono alimentati al pascolo su prati e erbai, ricorrendo all’integrazione con fieni e mangimi prodotti in azienda, e da qui escono deliziosi formaggi freschissimi, oltre chiaramente a formaggi stagionati e semi stagionati aromatizzati e affinati, tutti accuratamente prodotti secondo la regola artigianale per portare a tavola o seduti in un verde prato a fare un pic-nic un lieve sensore di storia
Lasciare la mente libera
Si dice che quando Archimede Pitagorico esclamò “Eureka!” fosse nella stanza da bagno dentro la vasca: l’idea ispiratrice del principio che avrebbe rivoluzionato la fisica dei fluidi gli venne infatti mentre si accingeva a lavarsi. Che le grandi intuizioni arrivino sempre nei momenti in cui non si è particolarmente concentrati su quel problema specifico è cosa nota. Ora uno studio statunitense suggerisce che non siano i momenti di pausa a favorire la creatività e l’ingegno, quanto i momenti in cui lasciamo che la nostra mente vaghi. All’ Università di Santa Barbara, hanno sottoposto a 150 studenti due esercizi che richiedevano di elencare in due minuti il numero maggiore possibile di utilizzi alternativi di oggetti d’uso comune come stuzzicadenti, appendiabiti e mattoncini. Allo scadere del tempo, ai partecipanti è stato concessa una pausa di 12 minuti, durante la quale alcuni hanno riposato, altri hanno intrapreso un’attività che richiedeva l’uso della memoria, altri sono stati coinvolti in un’attività poco impegnativa . Un ulteriore gruppetto di volontari non ha avuto alcun momento di pausa. Alla fine del break gli studenti hanno dovuto compiere nuovamente il compito iniziale: coloro che avevano indugiato nell’attività che permetteva alla mente di divagare, questa volta hanno ottenuto nel 41% in più dei casi performance migliori rispetto ai compagni, mentre negli altri soggetti non è stato riscontrato alcun miglioramento. Sta di fatto che troppa concentrazione fa perdere di vista se stessi
Ortica una pianta con grandi proprietà
L’ortica è una pianta erbacea perenne, molto diffusa non solo in Europa, ma anche in Asia, Nord Africa e Nord America. Pur non essendo una vera e propria pianta infestante, cresce spontanea e con estrema facilità in particolare in terreni umidi e ombrosi, per cui la si può trovare in gran quantità nei campi incolti, lungo i corsi d’acqua, al limitare di boschi e prati o anche nei giardini di città. Riconoscerla non è difficile: l’ortica ha foglie grandi, di forma ellittica appuntita all’estremità e con i bordi seghettati; è di un verde inteso sulla superficie e più chiaro sul lato inferiore; i fiori, bianchi-verdognoli. L’elemento che però vi farà imparare a riconoscerla al volo è l’eritema, e il conseguente fastidioso prurito, che vi lascerà sulle mani la prima volta che la coglierete senza usare un paio di guanti! Il fusto e le foglie, infatti, sono ricoperti da fitti peli al cui apice si trova una minuscola sfera con all’interno una sostanza urticante: basta sfiorarla perché le piccole sacche rilascino il fluido. L’ortica trova il suo impiego come rimedio naturale anche nelle tisane all’ortica è un possibile rimedio naturale per il benessere
Con la musica si vendono più patatine fritte
Uno studio condotto in Svezia, ha dimostrato che le canzoni volutamente selezionate aumentano la spesa della clientela del 9,1 per cento. Le playlist create da algoritmi sono spesso utilizzate da ristoranti, supermercati e locali per spingere la clientela a spendere di più.Condotta in un’anonima catena americana di hamburger, la ricerca ha paragonato la differenza delle vendite nel attimo in cui viene fatta ascoltare musica scelta volutamente per il marchio e quando vengono riprodotte casualmente canzoni popolari.Quando sono stati ascoltati brani musicali selezionati, le vendite di hamburger sono salite del 8,6 per cento, dell’8,8 per cento per le patatine fritte e addirittura del 15,6 per cento per quanto riguarda i dolci.La morale della favola sembrerebbe essere: se la musica piace, si comprano più patatine fritte.“Si tratta di adescamento”, spiega il professor Charles Spence, “Se siete in un negozio dove ci sono sia vini francesi che tedeschi, e in quel momento state ascoltando musica francese, il vino francese avrà più vantaggio. Alcuni studi hanno mostrato che la musica classica induce i clienti a spendere di più, mentre le canzoni con un ritmo più veloce fanno sì che le persone si muovano più velocemente in un negozio, o consumino il loro pasto o il loro drink di fretta in un ristorante o in un bar”. “Chiunque è in grado di creare una buona playlist”, ha affermato Magnus ma quando ti stai occupando di business, si tratta di esprimere quel marchio attraverso la musica”.

