Cosa accade se non facciamo la doccia per due giorni

A tutti può capitare di non fare una doccia per uno o due giorni. Si tratta di una dimenticanza che, però, ha ricadute significative sul corpo. A rivelare le conseguenze di un simile comportamento è una ricerca pubblicata da TwentyTwoWord e realizzata da un team di ricercatori americani. In pratica, in questo periodo, il corpo è oggetto di una vera e propria invasione batterica e di funghi. Sono oltre mille le tipologie di batteri che ricoprono il corpo in simili condizioni; si tratta di micro organismi spesso pericolosi per l’uomo, soprattutto se entrano in contatto con gli occhi, il naso e la bocca. Ma anche la pelle che può soffrire la mancanza prolungata di una doccia. Secondo i ricercatori, infatti, il contatto del sudore e l’umidità comporta abrasioni cutanee, infezioni, la proliferazione di funghi e, di conseguenza, di cattivi odori. La dermatite ad esempio, è una delle possibili conseguenze con macchie scure che si compattano con il tempo provocando uno strato di sporco difficile da eliminare, ma solo nei casi più gravi di scarsa igiene. Sono gli occhi, la bocca, i genitali, le ascelle ed il viso a rappresentare le aree del corpo più a rischio infezioni batteriche perciò è utile tenerle sempre ben pulite, lavandole accuratamente con l’ausilio di una spugna e un ottimo detergente  e asciugandole bene.Anche la durata della doccia è importante. Un’esposizione eccessiva all’acqua corrente può comportare la rimozione del film idrolipidico della pelle, rendendo l’epidermide secca e squamosa. Insomma lavarsi è utile, ma è indispensabile non esagerare. Anche i bambini che hanno una pelle più delicata, devono essere lavati per non più di due volte alla settimana.

 

 

Latte, burro e formaggi, per l’Europa non possono essere vegetariani

I prodotti vegetariani e vegani non possono essere commercializzati con denominazioni come latte, crema di latte o panna, burro, formaggio e yogurt, che il diritto comunitario riserva ai prodotti di origine animale. Lo ha stabilito la Corte europea di Giustizia. La normativa Ue riserva infatti le denominazioni come crema di latte o panna, chantilly , burro, formaggio e yogurt, unicamente ai prodotti lattiero-caseari, vale a dire i prodotti derivati dal latte. Anche l’aggiunta di indicazioni descrittive o esplicative che indicano l’origine vegetale del prodotto in questione, non influisce su tale divieto. Quindi addio burro di tofu, addio formaggio vegetale, addio panna veggie. La sentenza prendere origine da una causa tra una società tedesca e l’associazione Verband  Sozialer  Wettbewerb. Esistono delle eccezioni, comunque, esplicitamente previste dalla normativa, come per il prodotto tradizionalmente denominato crème de riz in francese. Allo stesso modo, tra le eccezioni, è ammessa palesemente, a certe condizioni, anche l’utilizzazione, nella denominazione inglese di un prodotto, del termine inglese cream con un termine secondario, in particolare per designare bevande alcoliche o zuppe.

 

Fratellini distruggono il Titanic di Lego

Sono saliti in piedi sulla nave  Titanic di Lego, saltandoci sopra con le scarpe. Il peso eccessivo ha provocato il crollo e il conseguente danno di oltre 1500 euro alla mostra Brikmania.  Due fratelli romani,sfuggiti all’attenzione dei loro genitori, sono riusciti ad arrampicarsi di nascosto sopra la principale attrazione della mostra al Guido Reni District. L’opera d’arte, lunga 7 metri realizzata con i famosi mattoncini, ha però ceduto. Il danno è avvenuto quando il personale di reception preparava la chiusura compiendo gli ultimi sopralluoghi. A scoprire i due fratellini mentre si arrampicavano e saltavano a pieno peso sull’opera d’arte, uno steward della security che stava verificando quanti visitatori erano rimasti nei padiglioni dell’evento espositivo che ospita le 120 opere dedicate alla storia dei mezzi di trasporto costruite da 20 artisti utilizzando ben 3 milioni di mattoncini. Un bambino era già in piedi sulla parte anteriore del ponte della nave e saltava, mentre l’altro si stava aiutando nell’arrampicata tirando giù i mattoncini della fiancata del modello, e abbattendo tutte le scialuppe e omini che gli capitavano a tiro, pestandoli a terra ad ogni tentativo di sollevarsi. Lo steward è riuscito a far scendere i due ragazzini mentre il personale di reception, all’istante informato, rintracciava i genitori che si erano attardati in un’altra sala purtroppo il danno ormai era fatto tre persone  ci hanno messo due ore solo per raccogliere i pezzi volati dappertutto nella sala. I genitori si sono scusati tanto essendo degli appassionati e sono apparsi costernati a tal punto da offrirsi loro stessi come aiuto per la raccolta dei mattoncini da terra, ma non è bastato. Purtroppo alcune decine di pezzi rintracciabili solamente in raccolte, rimasti schiacciati dal peso dei bambini con le scarpe, si sono irrimediabilmente deformati e non si incastravano più come prima compromettendo la stabilità di alcune strutture del modello Il personale della mostra si è fatto dare i dati dalla famiglia alla quale saranno addebitati i costi di ripristino dell’opera d’arte. Nella stessa serata due artisti, già impiegati nell’allestimento, sono stati convocati d’urgenza dagli organizzatori e si sono messi al lavoro per identificare i pezzi rovinati in modo irrimediabile, recuperare dal magazzino dei ricambi quelli disponibili e successivamente ordinare i mancanti.

Un alimento che non va a male

Questo fatto risulta essere fantastico poiché il miele è composto in gran parte da zucchero, ambiente in cui i batteri si propagano con molta semplicità. Il miele è composto da una bassa quantità d’acqua e un gran livello di acidità: il suo pH medio varia dai 3,2 ai 4,5. Questo rende difficile la vita di batteri o altro microrganismi, che vanno così a morire. Il miele ha tantissime ottime proprietà che sono state studiate e usate a scopo medico per lungo tempo, forse più a lungo di quanto si pensi. Archeologi hanno trovato all’interno di tombe Egizie vasetti di miele vecchi di 2.000 anni. Si pensi che Erodoto riferì che i Babilonesi seppellivano i loro morti nel miele e si avanza l’ipotesi che Alessandro Magno potrebbe essere stato imbalsamato in una bara colma di miele. Forse perché  già allora si pensava che il miele fosse l’alimento eterno? Quando il miele diventa solido non significa che è scaduto, significa soltanto che alcuni elementi del glucosio, di cui il miele è composto, si stanno cristallizzato. Basta prendere il vasetto e immergerlo in una pentola di acqua calda per circa un minuto. Inoltre dobbiamo considerare il fatto che il miele è così composto al suo stato grezzo. Pertanto se mischiato con altri elementi non potrebbe mantenere questo suo lungo stato di conservazione.

La bustina del tè

L’invenzione delle bustine da è attribuita al commerciante Thomas Sullivanera un mercante di New York che iniziò ad inviare ai propri clienti dei campioni da degustazione in piccoli sacchetti di tela, i sacchettini presentavano più vantaggi rispetto alle confezioni di metallo usate fino a quel momento erano meno ingombranti e meno costosi. L’idea di Sullivan si rivelò un successo poiché, con sua grande sorpresa, si rese conto che i clienti invece di riversarne il contenuto direttamente in acqua calda iniziarono ad immergere l’intera confezione, che fu poi migliorata e perfezionata nel corso del tempo. La seta infatti era troppo fine e fu così che Sullivan incominciò a studiare dei sacchetti fatti di garza che furono commercializzati industrialmente nel 1920. Ne esistevano di due dimensioni, una più grande per le pentole e una più piccola per le singole tazzine. Sorprendente notare come le caratteristiche dell’invenzione si siano mantenute fino ai nostri giorni: anche allora possedevano una cordicella che consentiva la facile rimozione della bustina ad infusione avvenuta.

Frutta esotica

Frutta Esotica, ovvero tutti quei frutti che abbiamo imparato ad amare e adoperare in cucina, ma che non fanno realmente parte della nostra tradizione alimentare e dei nostri territori. Frutta esotica da mangiare da sola o con cui cucinare, sana e particolarmente colorata: così negli ultimi anni nei negozi e supermercati d’ italia è sempre più facile trovarne e a volte di buona qualità, arriva frutta tropicale di ogni colore e di ogni forma: lontani i tempi in cui si trovava  solo Ananas, Banane e Cocco. Ma sempre più spesso l’acquisto della frutta esotica è online: i portali specializzati nei prodotti freschi crescono e coprono quasi tutta la penisola con le spedizioni. Fra i recenti arrivi al supermercato, e sempre più amati dagli italiani, l’Avocado che viene usato più come verdura che come frutto esotico, Lime, Papaya, Mango. Ma se parliamo di frutta esotica, la lista è davvero molto molto lunga. Piano piano sono sempre più reperibili le l’Bacche di Goji, Litchi, Platano, Guava, l’Açaí, Dragon Fruit e il Frutto della passione, anche se non sono sempre di facile reperibilità.Un conto è comunque parlare di frutta fresca o conservata: nel secondo caso è molto semplice ormai trovare bacche di goji secche, Yuzu disidratato o Tamarindo per cucinare.Grazie alle alte temperatura del Sud, oggi alcuni di questi frutti esotici vengono coltivati anche in Italia: le bacche di Goji in origine cinesi hanno trovato fortuna in Calabria e non solo, così come gli Avocado si producono oramai anche in Sicilia.

Arredare una casa piccola

Oggi più che mai le dimensioni delle case sono sempre più piccole, vuoi perché i single sono in aumento vuoi per esigenze lavorative capita spesso di essere lontani dalla propria casa natale. Arredi su misura, piccoli mobili, cassettiere, pareti scorrevoli, uniformità cromatica, corridoi sfruttati al massimo o del tutto assenti: sono solo alcune delle idee salvaspazio .Di fronte a una casa dalle dimensioni ridotte, ad interni compatti con scarse possibilità di interventi strutturali o quando il budget è contenuto, ottenere tutto lo spazio davvero necessario per la vita quotidiana può rappresentare un ostacolo a prima vista insormontabile. Tuttavia, anche di fronte alla sfida offerta da abitazioni piccole o molto piccole, non mancano idee effettivamente spendibili per conquistare ulteriore superficie utile. Fare più spazio in casa  nei monolocali o bilocali, ma anche nelle abitazioni che oscillano tra 50 e 80 metri quadri può trasformarsi nell’occasione ideale per sperimentare soluzioni ingegnose e superare le abitudini. Nel segno di una reale ottimizzazione degli spazi interni e, soprattutto, senza dover rinunciare alla propria identità.

I giardini zen

Chi segue la filosofia orientale sa bene che il principio di non dualità si ritrova in ogni aspetto della vita quotidiana. Per questo motivo, i cultori della filosofia zen, ritengono che la creazione, e la passione, di un giardino zen abbia numerosi benefici sulla salute, ma soprattutto sulla psiche umana.La visione occidentale si distacca totalmente dalla visione orientale nel capire l’essenza del giardino. Se per noi, nati in occidente, la cura di uno spazio verde può rappresentare un semplice passatempo, per la cultura orientale sta a significare la cura dell’anima, dell’essenza di noi stessi. Il giardino zen è, infatti, il luogo della meditazione, della scoperta di se stessi.Curare un giardino zen è come curare la propria salute, coccolarsi. Sposare la filosofia zen non può far altro che creare benefici alla salute umana. In apparenza, per chi non la conosce, la cura di questo giardino potrà apparire noiosa o monotona ma, secondo gli esperti, lo studio degli elementi essenziali del paesaggio zen aiuta l’individuo ad entrare in contatto con il suo io più profondo, quello più nascosto dalla superficie. E’ in grado di donare calma, di ripristinare la concentrazione perduta e riordinare la pace che alberga in noi.Il rituale zen è dominato dall’elemento del silenzio, della non parola, che invoglia alla meditazione e alla contemplazione, cosicché il benessere possa farsi strada nell’animo umano.

Ri-assestamento d’autunno

Come ogni anno, dopo il caldo, le vacanze al mare, la vita all’aria aperta e le mille attività delle lunghe giornate estive, l’arrivo dell’autunno impone all’organismo un ri-assestamento tutt’altro che banale, sul fronte delle richieste energetiche ma su quello del fabbisogno nutrizionale. Per non patire troppo gli effetti del cambio di stagione e non ritrovarsi più fragili di fronte a virus e batteri responsabili delle malattie da raffreddamento è necessario scegliere con cura che cosa mangiare, per soddisfare il fabbisogno di tutte le sostanze che esercitano un indispensabile ruolo di base del sistema immunitario, e seguire uno stile di vita sano, che permetta al corpo di mantenersi il più possibile efficiente.  Una delle vie più efficaci per farlo passa dalla cucina: basta scegliere i cibi giusti, favorendo sempre alimenti freschi e di stagione, ed evitare alcuni errori nella conservazione, nella preparazione e nelle modalità di consumo. Frutta e verdura di stagione, anzitutto se acquistate entro pochi giorni dal raccolto, contengono vitamine in quantità nettamente superiori a quelle degli stessi prodotti proposti sugli scaffali dei supermercati, magari dopo viaggi di migliaia di km e soste più o meno lunghe in magazzini e celle frigorifere. Frutta e verdura devono essere presenti in tutti i pasti, ossia a colazione e nello spuntino di metà mattina o pomeriggio sotto forma di frutti interi, spremute o centrifughe, a pranzo e a cena preferibilmente, come insalate miste o verdure e frutta fresca, ma anche come zuppe, passati e minestre preparati al momento con ortaggi freschi.Più in generale, la dieta dell’autunno, come negli altri periodi dell’anno, deve essere varia, per permettere di recuperare tutte le sostanze di cui l’organismo ha bisogno Sul piano delle calorie, nella stagione autunnale non è il caso di seguire diete troppo restrittive nell’intento di dimagrire, D’altro canto, attraverso un’alimentazione varia, sana ed equilibrata e la giusta dose di sport e attività fisica, si dovrebbe cercare di prevenire condizioni di sovrappeso.

Scelte logiche o razionali?

Prendi sempre la decisione giusta? Oppure ti accorgi di aver operato le tue scelte sulla base di un impulso, senza averci pensato più di tanto, spinta più dall’emozione che dalla ragione? Tutto normale, non siamo quegli esseri super razionali Quando spendiamo troppo, se non resistiamo alle tentazioni, se ci facciamo prendere dall’entusiasmo o dalla paura, è a causa di meccanismi mentali ben precisi che nulla hanno a che fare con la razionalità. Quando decidiamo lo facciamo in base alle informazioni che abbiamo a disposizione o che andiamo a cercare Quello che succede più di consueto è che ci facciamo un’idea di qualcosa es: qual è il mobile  più bello, quale è il complemento d’arredo da comprare, il cioccolato non ingrassa, il fumo non fa male e poi siamo portati a leggere solo gli articoli o ad ascoltare i pareri che attestano la nostra intuizione, mentre ignoriamo le informazioni che ci dimostrano il contrario. Succede quando ci innamoriamo di una persona, di un’idea o di un progetto e operiamo delle scelte con la certezza che tutto andrà per il meglio. L’ottimismo è un atteggiamento di per sé positivo, ma i suoi eccessi ci portano a non valutare con obiettività. Lo stesso vale per l’eccesso di pessimismo. Succede, per esempio, che in un ambiente solitamente considerato conflittuale si tollerino prevaricazioni o atteggiamenti che non accetteremmo in un ambiente considerato invece più sicuro o pacifico. Ci avete mai pensato? In sostanza, siamo tutti portati a sovrastimare l’importanza delle informazioni che abbiamo, solo per il fatto di riuscire a ricordarle o perché ci hanno colpito sul piano emotivo. Di conseguenza, siccome le notizie rimangono più impresse nella memoria, siamo portati a prendere decisioni sulla base di scenari poco realistici. Per esempio, decidere di non fare il bagno per paura di essere attaccati dagli squali nei nostri mari è una scelta del tutto illogica, ma radicata in paure date di una serie di informazioni o di immagini spettacolari che per nulla rispecchiano la realtà.