Le cose …impossibili

Se fate parte di quelle persone che la mattina hanno la splendida abitudine di sedersi a tavola e fare un copiosa colazione potete provare a cercare un Corn Flakes Si dice che sia impossibile trovare due Corn Flakes che risultino uguali. Effettivamente noi ci abbiamo provato, ma senza successo. I Corn Flakes sono i famosi cereali prodotti dalla Kellogg’s creati tramite un processo di trasformazione del mais. Questo prodotto esiste sul mercato da veramente tanto tempo. Risale addirittura al diciannovesimo secolo, quando si era alla ricerca di un alimento da inserire all’interno dalla dieta vegetariana. Non a caso l’inventore di questo prodotto è proprio il dottor John Harvey Kellogg, che lo usò con alcuni suoi pazienti per una dieta che includeva la privazione di alcol, tabacco e caffeina.La nascita dei Corn Flakes è stata casuale. Il dottor Kellogg, insieme a suo fratello Will, scoprì che il mais cotto, lasciato a riposare, diventava rancido. L’idea fu quella di farlo passare attraverso dei rulli per ottenere delle sfoglie di pasta. Dopo avere sperimentato il processo, quello che ottennero furono dei fiocchi. Era l’8 agosto 1894. Nel 1895 fu brevettato il processo per la creazione dei Fiocchi di Mais.

L’attività fisica fa bene al corpo e al metabolismo

L’attività fisica mattutina fa bene al corpo in quanto mette in moto il metabolismo, stimola le endorfine, energizza e allo spirito, dando la sensazione di essersi presi cura di sé stessi fin dalle prime ore del mattino. Allenarsi per molte persone è diventato un momento importante da dedicarsi: per questo bisogna farlo nel migliore dei modi. Una delle questioni principali che riguardano l’attività fisica di prima mattina s’incrocia con un’altra buona abitudine: quella della colazione. C’è chi pensa, però, che le due cose entrino in contrasto: si può mangiare prima di correre o nuotare? O è meglio digiunare? Saltare la colazione non è mai positivo. Il primo pasto della giornata è considerato quello più importante, perché apporta il giusto nutrimento al nostro corpo per affrontare le ore seguenti. Per chi, appena sveglio, decide di fare attività fisica, compiendo quindi uno sforzo maggiore, è ancora più fondamentale. La colazione ideale per chi fa sport al mattino si divide in due momenti: prima dell’esercizio dove si preferiscono alimenti facilmente digeribili quelli secchi, ad esempio in piccole quantità, e dopo l’allenamento, dove si completa il pasto con proteine, vitamine e sali minerali, per bilanciare le sostanze perse durante l’esercizio. L’idratazione è importante: bere quindi è basilare, ma bisogna farlo con moderazione. Appena svegli è consigliabile bere un bicchiere d’acqua, magari tiepida o calda, ma non di più. La sensazione sarebbe quella di “sentirsi l’acqua nello stomaco” mentre ci si allena. Dopo, invece, spazio a acqua, tisane, spremute, latte.  L’ideale? Un frullato per reintegrare il potassio. Il tempo della colazione ideale è quello di mangiare 30 minuti prima dell’allenamento e nell’arco della mezzora successiva. Mangiare cioccolato a colazione non è un piacere riservato solo a coloro che vanno sulle piste da sci. Il cioccolato, nonostante il suo grande apporto calorico, stimola endorfine, dà energia quindi concediamoci pure il lusso di una tazza di cioccolata calda.  

 

La lotta allo spreco

La lotta allo spreco di cibo inizia con la scelta e la organizzazione degli acquisti e dei pasti. Prima di fare la spesa, bisogna controllare bene cosa serve e cosa si ha già senza farsi prendere dalla “sindrome della dispensa vuota  Fare una lista delle cose da acquistare, può aiutare ad evitare acquisti inutili che potrebbero trasformarsi presto in rifiuti. Negli acquisti, soprattutto di frutta e verdura, bisogna seguire la loro stagionalità. Non essendo soggetta a lunghi tempi di trasporto, e a diversi passaggi lungo la filiera della logistica, l’ortofrutta offre maggiori garanzie di freschezza e di durata, ed è più difficile che finisca tra i rifiuti. Passo successivo è scartare le confezioni e riporre la spesa nel frigorifero. Bisogna fare attenzione al ripiano giusto dato che la temperatura non è omogenea. Così, dal basso all’alto mettiamo: frutta e verdura cruda; pesce e crostacei, carne cruda ; pesce e carne cotta, insalata prelavata, piatti cucinati, pasticceria fresca, panna ; affettati, carni, formaggi ; uova, conserve aperte Molti prodotti alimentari possono essere congelati senza particolari problemi per prolungarne la durata nel tempo e mantenerne la freschezza. Possiamo congelare i prodotti freschi, il pane e gli avanzi già porzionati se non abbiamo la possibilità di mangiarli prima che vadano “a male”. In questo modo potranno essere consumati nei giorni successivi A parte la scelta dei prodotti in base alla confezione che dovrebbe essere la più sicura e leggera possibile, capita spesso di dover buttare prodotti come farina, pasta, legumi, cereali, quando ci accorgiamo che il prodotto è stato infestato da farfalline o tignole della farina. Prevenire è possibile, mantenendo pulita la dispensa e conservando questi prodotti in contenitori rigidi ad esempio in barattoli di vetro o di latta. Cucinare in eccesso, porta spesso a dover gestire avanzi che non siamo in grado o che non abbiamo voglia di consumare nei giorni successivi e che finiscono poi dritti nel cestino della spazzatura. Quando cuciniamo bisogna fare sempre attenzione alle quantità. Per riutilizzare gli alimenti avanzati e gli scarti alimentari esiste ormai una “letteratura” vastissima: in questo campo non c’è nulla inventare ma soltanto da provare. Si può inoltre dividere la cucina degli scarti, bucce di patata, gambi di spinaci, insalata appassita, latte cagliato, teste di pesce da quella propriamente degli avanzi riso, pane, carne.

La memoria è come un muscolo

La memoria è come un muscolo: l’esercizio ne migliora le performance. Ma gli esercizi in questo caso non bastano: bisogna accompagnarli con uno stile di vita sano, nel quale alimentazione, attività fisica e sonno regolare giocano un ruolo da primi attori. Molti alimenti sono in grado di rallentare l’invecchiamento cerebrale. Primo tra tutti il pesce azzurro, ricco di Omega-3, necessari per le funzioni cognitive, seguito dalle noci che contengono anche vitamina E, dalle proprietà antiossidanti. Nei cavoli, invece, c’è la vitamina C, che rinforza i vasi sanguigni, mentre il licopene del pomodoro ha un’azione antiage. La curcuma, l’ingrediente principale del curry, ha proprietà antinfiammatorie e ostacola l’arteriosclerosi. La colina del tuorlo d’uovo è essenziale per la fisiologia delle membrane cellulari. Infine è fondamentale l’idratazione: un apporto insufficiente di acqua indebolisce le capacità del cervello. Riducete drasticamente i grassi saturi di origine animale e quelli vegetali presenti nei prodotti industriali, responsabili dell’accumulo di colesterolo, che diminuisce l’efficienza delle cellule nervose e favorisce i processi di invecchiamento. Al pari degli zuccheri contenuti in merendine, dolci e caramelle. Approfittate dell’arrivo delle piogge e della riduzione delle ore di luce per dormire: ricerche e studi confermano che il poco sonno danneggia la memoria e che la carenza protratta di riposo limita le capacità di apprendimento. Avere un ritmo sonno-veglia regolare, concedersi una siesta pomeridiana di una ventina di minuti, dormire un numero adeguato di ore durante la notte aiuta a rigenerare le cellule cerebrali, tutela la salute della mente, serve a riordinare i ricordi. Non solo muscoli: fare sport, di qualunque tipo, giova anche alle cellule cerebrali. Attività soft come yoga e training autogeno migliorano la concentrazione e la memoria. Trascorrete le ore pomeridiane davanti al camino dedicandovi a esercizi per rinforzare la memoria e coordinare i due emisferi del cervello. Scrivere per una decina di minuti al giorno con la mano sinistra o con la destra se si è mancini o fatelo davanti allo specchio guardando l’immagine riflessa anziché il foglio di carta sono sistemi che aiutano ad innescare le funzioni cerebrali. Allo stesso modo lo è esercitarsi a ricordare le lettere dell’alfabeto al contrario, cioè partendo dalla “Z”.

Il ‘lecca-lecca’, la nuova moda di dimagrire

Questa, in effetti, mancava: leccare una caramella attaccata ad un bastoncino per tentare di mandare giù qualche chilo di troppo. La chiamano ‘Lollipop diet’ l’ultima bizzarra modalità con la quale i personaggi dello spettacolo contrastano il rotolino di troppo e negli Stati Uniti  pare che ormai ‘vip’ non sia chi non va in giro ciucciando miracolosi lecca-lecca spezza fame, dotati di sedicenti proprietà energizzanti e pure di un sapore niente male.Prodotti dall’azienda canadese Power Pops ai gusti di cheese-cake, torta di mele e cappuccino, questi prodotti hanno solo 10 calorie e contengono 3 ingredienti che l’azienda sostiene essere dimagranti, ovvero l’hoodia, estratto di una pianta tipica del Sudafrica usata da alcune comunità di indigeni per sopravvivere, il Citrimax, estratto da un raro frutto tropicale della giungla asiatica, la garcinia cambogia e il guaranà, fonte naturale di caffeina. I produttori sostengono siano privi di zucchero e che, per sortire l’effetto sperato, ne vanno mangiati 3 al giorno, uno prima di ogni pasto.Assolutamente scettici sono i nutrizionisti, perché tutto questo prodigio snellente non è supportato da prove scientifiche, al contrario dei dentisti che iniziano a fregarsi le mani in vista dei pazienti in aumento, dato che l’assenza di zucchero così sbandierata non sembra essere reale per quanto dichiarata: sarebbe questo, infatti, sostengono i detrattori della Lollipop Diet, il motivo per il quale si mangerebbe di meno, cioè assumere zucchero continuamente e, di conseguenza, ridurre l’appetito.

Prevenire l’influenza

Le influenze di stagione sono sempre in agguato e i virus si nascondono in ogni angolo dell’ufficio. A volte ci si ammala comunque ma ci sono attenzioni che si possono prendere. Mantenere pulite il più possibile le aree di lavoro e gli spazi comuni, per esempio, è già un primo passo per ridurre il rischio di trasmettersi l’influenza in ufficio. I ristoranti, con superfici che contengono più di 700 batteri per centimetro quadrato, sono considerati insalubri, ma le mani di un lavoratore medio entrano in contatto con 10 milioni di batteri ogni giorno. Se si effettua una telefonata, ad esempio, oltre al tuo interlocutore, stanno ascoltando le tue parole anche 25.127 batteri circa.Uno studio condotto dall’Università dell’Arizona, volta a misurare la quantità di batteri presenti negli uffici, ha rivelato, che una scrivania da lavoro, ha in media 100 volte più batteri rispetto ad un tavolo della cucina e ben 400 volte quelli di una tavoletta da bagno. Il dato è allarmante e denota che, a differenza dei tavoli da cucina o delle tavolette da bagno, solo il 36% delle persone tiene pulita la propria area di lavoro, cosa che invece non accade per i bagni pubblici.

Fermare i furti della carta igienica

Per fermare i furti, la carta igienica è stata rimossa dalle toilette e viene messa a disposizione tramite appositi distributori nell’antibagno. La particolarità di questi distributori è che sono dotati di un sofisticato sistema di riconoscimento facciale: per avere la propria razione di carta igienica 60 cm, gli utilizzatori devono posizionarsi di fronte alla macchina, che scansiona il volto e lo memorizza temporaneamente. Se l’utente ritorna a prelevare altra carta igienica prima di nove minuti, la macchina lo riconosce e non eroga più carta.Il sistema è stato messo a punto nel tentativo di ridurre i costi, apparentemente dopo una inchiesta giornalistica che aveva scoperto come molti “utenti” dei bagni pubblici del Tempio del Cielo farebbero più e più visite allo scopo specifico di prelevare carta igienica, portandosene via quanto più riescono. Gli scanner facciali sono stati attivati come verifica, e le autorità hanno già anticipato che se la reazione degli utenti sarà negativa, si tornerà ai metodi consueti di erogazione della carta igienica. Se invece la tecnologia si dimostrerà efficace, è molto probabile che venga adottata in altri bagni pubblici. Per il periodo della prova, nei bagni sono stati posizionati degli assistenti umani, per controllare che il sistema funzioni correttamente ed aiutare nell’utilizzo dell’erogatore. Finora, la reazione sembra essere stata mista: alcuni hanno criticato il sistema, ma più che la tecnologia in sé il problema più sentito è quello che 60cm di carta igienica sarebbero troppo pochi. Altri però sono entusiasti del sistema, che evita gli sprechi, e sperano in una rapida scelta a livello nazionale.

Apprendere efficacemente

Che sia per un’interrogazione, per un esame o per una ricerca scritta, per molti studiare significa apprendere un concetto per superare una prova ben precisa. E sono molti gli studenti che, a ridosso di un compito in classe, passano ore ed ore sui libri con la speranza che il proprio cervello incameri quante più informazioni possibili. La buona notizia è che, nonostante la gran fatica, quasi sicuramente passeremo la tanto temuta prova: il nostro cervello è sempre all’altezza del compito che ci prefissiamo. La cattiva notizia è che, in realtà, studiare in questo modo non porta ad alcun apprendimento duraturo. Col passare del tempo, infatti, tutte le nozioni studiate verranno sepolte nella nostra memoria e, successivamente, irrimediabilmente perse. A livello di economia del tempo, quindi, studiare solo per memorizzare nozioni è un grande spreco: alla lunga non trarremo nessun giovamento dalla suddetta sessione di studio. Nessuno ci ridarà il tempo che abbiamo “perso” per apprendere concetti che verranno presto dimenticati. Qual è quindi il modo più efficace per studiare col fine di apprendere? Stando a recenti ricerche sembrerebbe che, in realtà, questo funzioni meglio sulla “qualità” e non sulla “quantità” di tempo passato sui libri. Piuttosto che studiare tantissimo in poco tempo, sarebbe bene aumentare le occasioni di studio riducendo la durata. In questo modo il nostro cervello tenderà a considerare importante quello che legge, ricordandolo più a lungo. Allo stesso modo, una sessione di studio, benché breve, non deve mancare di un elemento di condivisione: ripetere e raccontare quello che si è appena appreso dirà al nostro cervello che si tratta di informazioni importanti e quindi da non dimenticare. Lasciate la vostra cameretta per spostarvi in giardino, in biblioteca, in aula studio, a casa di un amico, in riva al mare o a un lago. Studiando in luoghi sempre diversi, infatti, il nostro cervello sarà più ricettivo, perché sarà circondando da tanti stimoli differenti. Quello che studiamo sarà inevitabilmente legato e associato a questi stimoli e per noi sarà molto più semplice ricordare quello che abbiamo letto. Quante volte vi è capitato di ricordare benissimo un semplice aneddoto solo per il luogo in cui questo è avvenuto?

Arriva la cipolla che non fa piangere

Arriva una divertente scoperta per chi ama cucinare, direttamente dal paese del Sol Levante. Quante volte, infatti, abbiamo maledetto la cipolla mentre la tagliavamo perché ci faceva lacrimare gli occhi? Un’azienda giapponese è riuscita a creare una cipolla che non fa piangere. Le cipolle sono infatti composte da ossidi e acidi che, quando entrano in contatto con l’aria, reagiscono con le mucose dell’occhio producendo l’odiosa lacrimazione Soluzione? Usare le radiazioni! Così ha fatto la compagnia House Foods, che ha manipolato tramite le radiazioni il principio chimico della cipolla che genera la lacrimazione. Gli scienziati hanno irradiato con alcuni ioni direttamente il bulbo centrale della cipolla, diminuendo gli acidi. Ma l’intuizione non ha raggiunto il successo desiderato: i ricercatori hanno ricevuto il premio Ignobel, dato alle scoperte più ridicole. La commercializzazione non verrà quindi attuata, per la pace degli chef che non avevano più voglia di lacrimare tagliando le cipolle.  

Di cosa si discute di più

Due cuori e una capanna ma qual è l’argomento più discusso dei cuori innamorati? Secondo un recente sondaggio le coppie discutono sul vil Denaro! si evince che, tra oltre 1000 adulti intervistati, oltre il 27% ha dichiarato che la maggior causa di disaccordo tra la coppia è da ricercare sul lato economico finanziario. La causa principale è la mancanza di comunicazione riguardo l’argomento, mancanza che si aggrava con il passare degli anni. Inoltre, è generalmente un tema di cui non si discute approfonditamente prima del matrimonio, per cui risulta essere anche una delle cause principali di divorzio. Non è un caso se la serata da bollino nero scatta a ridosso del weekend. Il fine settimana che si avvicina fa sentire in dovere di rientrare in intimità con l’altro. Ma di giovedì, con l’ufficio non ancora chiuso, la mente non ha la serenità necessaria per ristabilire un dialogo con il compagno; a maggior ragione di sera, quando anche la stanchezza rende tutti più nervosi. È per questo che, anche di fronte a un banale disaccordo, anziché lasciar correre ci si impunta. E a quel punto la litigata diventa inevitabile. Altri “temi caldi” di discussione molto popolari sono: La scelta dei programmi televisivi. La programmazione delle vacanze. Il tempo per se stessi. I parenti. La religione. Il lavoro quando prende il sopravvento sulla coppia.Come educare i figli. Il sesso.